18 December 2017
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La cocotte thai dell’Osteria al 55 (Milano)

Posted on 25 marzo 2016 by in Lombardia, Milano, Secondi Piatti

Osteria al 55

In una Milano sempre più bella trovate la nuova metro lilla, fidato mezzo che raggiunge zone fino a poco tempo fa avvolte da una misteriosa coltre e ne svela i deliziosi segreti.
Così vicino alla fermata Cenisio potete scoprire una cucina vegetariana/vegana tutt’altro che noiosa o insapore, anzi: è il regno della verdura mai-sentita-prima, della spezia rara, dell’accostamento sorprendente e dei piatti leggermente mistici. Si tratta dell’Osteria al 55.

Dimenticate le esperienze mediocri condotte in ristoranti più radical che food e assaporate la sensazione di soddisfazione e sazietà. Vi sentirete totalmente ignoranti nel leggere un menù ricco di particolarità, ma è questo il suo bello: tentare e farsi guidare dai pazientissimi gestori.
Potete provare il menù degustazione o lasciarvi ispirare dalla carta, combinando gli antipasti monoporzione alle portate principali. Indecisi nella scelta? D’accordo, ci penso io.

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Assaggiate il “Come fossero calamari” (cocco giovane affettato e marinato in alghe fino a fargli acquisire il gusto di pesce), la tartare di mango e l’aji amarillo ripieno di paté di lupini e sommacco.
Proseguite con lo strepitoso risotto al salto con pere e roquefort fuso servito in una ciotolina da prendere e cospargere tra abbondanza e acquolina.
Come secondo il must-eat è la cocotte thailandese di verdure esotiche immerse in uno sfolgorante curry su base di latte di cocco e accompagnato da una cialda croccantissima di lenticchie all’aglio.

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Però se volete fare la vera esperienza orientatevi verso un dolce-non dolce: il fiore frizzante con cappuccino di mango e lemongrass.
Come raccontarvi di cosa si tratta senza svelarvi la sua magia? Dicendovi innanzitutto che non lo si trova facilmente: che l’Osteria al 55 lo proponga denota una conoscenza da alchimisti della materia. In secondo luogo, sappiate che avrete una persona al vostro fianco per tutto il tempo, pronta a guidarvi tra le varie fasi. Terzo: informatevi sul “bottone di Sichuan“, nome gergale di questo fiore. Infine, preparatevi a sentire il palato percorso da sensazioni inedite che poco hanno a che vedere col gusto e molto con l’esperienza.

Ve ne agevolo una foto che ne infittisce il mistero. Ora sta a voi lanciarvi in questo universo.
IMG_2084Dove
Osteria al 55
Via Messina 55
Milano

La cotoletta del Ristorantino della carne (Milano)

Posted on 27 novembre 2015 by in Gluten free, Lombardia, Milano, Secondi Piatti

Ristorantino della carne Ed è dal momento in cui qualcosa ti viene tolto che non potrai più farne a meno, e ci penserai giorno e notte senza pace, senza tregua, senza pietà.

… No, non parliamo di massimi sistemi, ma del glutine.
E no, a dire il vero non è che mi manchi così tanto: questa intolleranza è stata presa bene, come quanto scopri che un sospetto è concreto.

Sapete a cosa, invece, anelavo, che manco Ulisse con Penelope? A una cotoletta. Una milanesissima e grandissima orecchia di elefante impanata e strabordante, simulacro di gioia e tradizione, soddisfazione e sazietà.
Mesi di ricerche e sospiri, e poi è arrivata.Le cotoletteSì, ho trovato una cotoletta gluten free.
Ripeto. Un’orecchia d’elefante senza glutine, ma non solo, preparata in una ventina di modi, sormontata, accompagnata da tanti e diversi condimenti o contorni, dalle patate arrosto ai porcini, da bacon e uovo alla marmellata di cipolla rossa di Tropea.

Dove, penserete, dove?!
A Milano, al “Ristorantino della Carne“, recente apertura in quel di via Solari per la gioia dei carnivori tutti e, in particolare, di quello intolleranti. Non che i “normali” avventori non ne godano altrettanto, anzi: il menù si articola tra antipasti, primi e secondi, ma la lunga lista di cotolette fa la sua figura.L'orecchia di elefante gluten freeE allora lanciatevi in una prova titanica, andandoci e tentando di ordinarne una. Della mia, gluten free e con i porcini, lodo l’impanatura sufficientemente spessa è molto croccante, la carne cotta a puntino, l’osso alto che si vorrebbe addentare mentre dalla cucina si ode il batticarne in azione per altri ordini e altri commensali.

Riscopriamo la cotoletta tutti insieme.
Mi offro per numerose prove, che devo recuperare il tempo in chi me ne sono terribilmente privata!

Dove
Il Ristorantino della Carne
Via Solari 12
Milano
Tel. 3389866261
Tel. 02463379

Il brasato dell’Osteria dell’Arco (Alba)

Posted on 23 settembre 2015 by in Piemonte, Secondi Piatti

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I giorni si accorciano, le foglie ingialliscono, l’aria si raffredda e tutto ciò che sogniamo è rassumibile in 4 C: calduccio, copertina, comfort e cibo. Riguardo a quest’ultimo punto, l’Autunno porta con sé una sequela entusiasmante di frutta, verdura, specialità e sagre che ogni amante del genere attende con ansia: castagne, zucche, e i tartufi che richiamano pellegrini da tutto il mondo?

Ecco, capitasse mai – ma proprio per caso – che capitaste ad Alba c’ho io un posticino perfetto per gustare la cucina piemontese tutto l’anno e in ogni occasione – anche se credo che da Settembre in poi sia più adatta: l’Osteria dell’Arco.

Qui, passando da una carne cruda battuta al coltello a un peperone di Carmagnola ripieno di tonno e capperi (entrambi da perder la testa), son approdata a uno dei brasati più buoni di sempre, uno di quei piatti che ha saputo restituirmi fiducia della cucina italiana (che si era un po’ andata a perdere dopo molte esperienze deludenti).

Il brasato, accompagnato da patate al forno e dalla sua abbondante salsa, trasudava il vino in cui era stato immerso e cotto a lungo, lunghissimo, con la pazienza che solo le tradizioni sanno rispettare. Speziato, profumato, irrorato per farlo rimanere tenero, mi ha provocato lacrime dal primo assaggio (ci sono i testimoni) perché da lungo cercavo un sapore forte, deciso e ricco di dettagli.
Ho parcellizzato le abbondanti fette alternandole alle croccanti patatine e sapide verdure, cercando di mantenere un contegno e felicissima.

Per non parlare della sublime panna cotta con pesche e caramello, degna conclusione di un pranzo pieno di soddisfazione.

Dai, che sta pure arrivando la stagione perfetta! Dopo tutto quello che vi ho raccontato come potete dire di no alle Langhe?

Dove
Osteria dell’Arco
Piazza Savona 5
Alba
Tel. 0173 363974

Il Burger & Lobster (Londra)

Posted on 15 luglio 2015 by in Londra, Secondi Piatti

imageÈ proprio il caso di dirlo: gaudio e giubilo in tutto il regno!
Dopo quasi un decennio di assenza son tornata a Londra, laddove la Regina e la sua coronata compagine dimorano.

Emozionata e trepidante mi sono lanciata nell’esplorazione di una città molto diversa rispetto ai miei ricordi, evoluta da molti punti di vista. Uno di questi? Il cibo, of course!
Chi va in terra britannica e sostiene di mangiare male soffre solo di pigrizia, tremenda sfortuna o pretende di cenare con pizza e pasta. La ricerca di nuovi posti in cui sollazzare le fauci è stata precisa, e ho chiesto consigli mirati.

Il primo ristorante che mi sento di suggerirvi spassionatamente è il Burger & Lobster, un posto con una formula precisa e efficace.

Cosa potete ordinare per la modica cifra di 20 sterline?
Hamburger o astice.
Astice o hamburger.
Oppure la combo mezzo hamburger con mezzo astice.
O, aspettate… astice e hamburger!

Il menù non esiste, o meglio, ve l’ho spiegato poco fa.
Vegetariani? Non entrate, non c’è speranza.

Io ordino il lobster al vapore con patatine. Altre opzioni sono il lobster roll e il lobster grigliato, ma ho preferito la semplicità.

FullSizeRender (7)Mi è arrivato un vassoio con patatine fritte in abbondanza, insalata con un condimento al balsamico, una ciotolina di burro all’aglio e un astice intero pronto a esser attaccato con tenaglie e posate adatte.

C’avevo i camerieri che mi guardavano e ridevano osservando le mie compiaciute espressioni, e mi rifornivano di salse a ogni cenno.

Per qualità e convenienza è uno dei posti migliori di Londra, quindi sempre affollato. Ne hanno pure aperte diverse sedi ma il problema sussiste: la gente ha apprezzato la formula, e come si fa a non capire?

Quindi ricordare: Burger o Lobster.
È semplice, veloce, chiaro, e non c’è possibilità di errore.

Dove
Burger & Lobster

Little Portland St.
Londra

Il pollo alla brace di COQ (Milano)

Posted on 12 giugno 2015 by in Lombardia, Milano, Secondi Piatti

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So che per molti “milanesi” sarà uno shock, ma c’ho una rivelazione: a Milano ha aperto un posto in cui si può fare tranquillamente caciara (puoi parlare con un tono normale senza che ti guardino male!) e mangiare cibi preparati con originali e lunghe preparazioni.

E se è vero che la carne bianca sia preferibile allora è il caso di prenderla di ottima qualità, arricchirla, speziarla e farla rimanere succosa.

Insomma: ho provato COQ Nice Chicken in Porta Romana, e mi sono divertita tantissimo.

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Il locale è colorato, pieno di luminarie al neon e molto vivace.

La prima cosa da fare è scegliere una paletta con un nome pollo-centrico (io mi lancio sulla Chicchirichì) che distinguerà il vostro tavolo e verrà gridato da un autoparlante quando l’ordine sarà pronto per il ritiro. Abbiate quindi un pizzico di attenzione e sarete ricompensati.

COQ si basa su ricerca: per un anno lo chef Enzo de Angelis e l’esperto di ristorazione Handley Amos hanno visitato i migliori allevamenti italiani e scelto il pollo ruspante di razza “collo nudo”, che poi viene preparato secondo una ricetta particolare. Il pollo viene marinato per 12 ore per conferirgli un sapore “sweet jerky”, che ci ricorda la famosa carne essiccata americana e aspira ad andare oltre.

Per assicurare la miglior qualità possibile il numero di polli preparati e serviti quotidianamente è 60, e sappiamo come porre dei limiti ispiri a fiondarsi il prima possibile.

Il menù è molto vasto e quasi esclusivamente a base di pollo (anche se la spalla di maiale cotta a bassa temperatura mi suscita acquolina), accompagnati da sfiziosi contorni e bevande come l’acqua di cocco, che ordino a oltranza.

Non posso non assaggiare il decantato pollo ma non mi fermo chiedendo riso, pannocchie arrosto e cinque salsine che ispirano curiosità.
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Giunge un cestino colmo di tutte le parti del pollo che emanano un profumo invitante e, appena tolte dalla brace, sono pronte per l’attacco. La speciale preparazione le tende effettivamente tenerissime e spiccatamente saporite, con una nota di piccante che accompagna molti altri piatti. Tutti coloro che trovano le carni bianche tristi possono ricredersi. Le salse aggiungono ulteriori sferzate al palato, rendendo impossibile annoiarsi.

Tutte le diete che prevedono carne bianca possono essere viste sotto un altro occhio, anche se è un peccato rimaner lontani dalle patate fritte spolverate con la COQ powder.

Infine, il prezzo è assai democratico e invitante, per un’esperienza da provare più volte con tanti amici affamati. Che, ecco, se cercate la pace e le tovaglie delle Fiandre è meglio che vi spostiate.

Dove
COQ Nice Chicken
Viale Sabotino 19
Milano
Tel. 02 36752836

La faraona del Tre Spade (Correggio)

Posted on 8 maggio 2015 by in Emilia Romagna, Secondi Piatti

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L’Emilia regala sempre grandi gioie sulla tavola, e io che ci sono nata ne sono testimonianza e prodotto.
È col cibo che si creano legami, raccontano storie e fondano ricordi, in un ambiente tendenzialmente tranquillo e beato.

Se vi trovate nei pressi di Reggio Emilia dovreste fare un salto a Correggio e fermarvi al ristorante Le Tre Spade, uno di quei posti che sembrano lì da sempre e hanno sfamato molte generazioni.
Lì assaggerete ottimi esempi di cucina emiliana, che potrei definire come “semplice, ricca e godereccia“, e se seguirete il mio consiglio vi butterete sulla faraona, carne che solo mia nonna prepara con maestria è che trovo raramente fuori dai confini della regione – ingiustamente!

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Arriva quindi questo piatto su cui ne trionfa una grossa porzione con tanto di delizioso sughetto e manco mi domando se scartare la pelle che sono già lì a gustarne il primo boccone e apprezzarne la succosità e la tenerezza, col cuore che levita a mezzo metro da terra e i sospiri che l’accompagnano.

Una specialità autentica e ruvida, che potrete accompagnare da verdure del giorno cotte nel burro e diversi calici di lambrusco per non farvi mancare proprio niente.

Se poi riuscite ad andarci con tanti amici per un’occasione speciale otterrete un quadretto memorabile da conservare con cura.
Qui a qualcuno fischieranno le orecchie  – proprio appena appena, eh! -, sempre che l’effetto del vino e del liquore all’anice della sera prima non abbiano creato buchi di memoria e scompensi vari. In ogni caso c’ha pensato la cucina emiliana a farci riprendere.

Dove
Le tre spade
Via Roma 3/A
Correggio
Tel. 0522641500
3403128829

Le costine dell’Osteria Vini d’Italia (Bologna)

Posted on 15 aprile 2015 by in Bologna, Emilia Romagna, Secondi Piatti

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Quando torno a Bologna, mia città natia, incappo negli stessi ristoranti. È un meccanismo originato dall’affetto, dall’abitudine e dal bisogno di un rifugio sicuro per me e i miei amici. Ciò non toglie che, quando in molti si sperticano in consigli e segnalazioni, si possa tentare qualcosa di nuovo.

Io sono cresciuta vedendo l’osteria Vini d’Italia dal finestrino dell’autobus che mi portava da casa al centro: l’ho notata tante volte ma mai che mi ci sia avvicinata, la credevo un’enoteca e non ne conoscevo la vera natura di piacevole e tranquilla tavola in cui assaggiare una cucina legata al territorio e di qualità.

Ho aperto il menù e, come un cane da caccia, puntato subito le costine di mora romagnola cotte a lungo a bassa temperatura e accompagnate da una maionese al BBQ, esplicitamente dedicate “all’amico e collega Max Poggi“.
Un piatto rustico quanto l’arredamento in legno scuro solcato da graffi, i pavimenti uguali a quelle di casa di mia nonna, le lampade di vetro a effetto intrecciato, la cucina a vista, i poster, i quadri e le foto appese alle pareti, le custodie di vinili di ogni genere sospesi a mezz’aria.

La loro natura ruvida e semplice era esaltata da una preparazione magistrale che le ha rese estremamente tenere e succulente, con parti più croccanti a custodire bocconi sapidi e ben grassottelli. Non c’era manco il bisogno di usare le mani e rosicchiare: si spolpavano dalle ossa al primo tocco di coltello e forchetta, senza spreco alcuno e con mia estrema soddisfazione.

Andiamo, colleghi della sugna, torniamo ad assaggiare questo straordinario comfort food emiliano. Rimarrete assuefatti dalla maionese al gusto di salsa barbecue in cui immergere la carne e le patate cotte al forno, e riscoprirete l’essenza del sacrosanto piacere della lentezza e della convivialità.

Dove
Osteria Vini d’Italia
Via Emilia Levante 142
Bologna
Tel. 051 541509

Il Surf&Turf del Corallo Lobster Bar (Milano)

Posted on 8 aprile 2015 by in Antipasti, Lombardia, Milano, Piatti unici, Secondi Piatti, The Royal Challenge

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Le righe, i colori, i limoni, i disegni a muro, la cucina a vista e le ceramiche. Manca solo una lieve brezza e il profumo del mare, ed è subito costiera.

Se capitate al La Rinascente e vi trovate in mezzo a tutto questo siete al Corallo Lobster Bar, recente apertura che sa pienamente di Mediterraneo, convivialità e – oh, davvero? – crostacei.
Io, vostra apripista della cibaria, l’ho provato animata da un forte appetito e sono pronta a ingolosirvi.

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In primis occorre salire al settimo piano del negozio e utilizzare gli ascensori diretti è assai più comodo. Poi orientatevi verso l’angolo più vivace, quello dominato dal bianco e dal blu, col pavimento a scacchi e le lampade sospese. Prendete posto e scorrete il menù.
Il crostaceo è il padrone di casa e si presenterà al vostro tavolo in proposte variegate e golose, reinterpretazioni di classici americani e classici italiani.

Partiamo con un piatto di gamberi crudi serviti su una tenera insalatina e accompagnati da tre tipi di pomodori, una ciotolina di corpose chips di patate e maionese. Un antipasto che mette le cose in chiaro, e che stupisce per la freschezza dei gamberi rossi, sgusciati e serviti.
Apprezzati in un battibaleno.

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Poi è giunto il momento dell’astice, portato in trionfo sia con le linguine sia in una versione europea del mio amatissimo Lobster Rolls del Maine.
Il pane, fatto appositamente da un laboratorio, racchiude la polpa dell’astice che in parte viene sminuzzata e mescolata a granchio e maionese, e in parte aggiunta alla fine, per un effetto “incanto”.
Essenziale, più elegante dell’originale americano, e accostato a una terrina di verdure e scaglie di formaggio, va mangiato rigorosamente con le mani, pizzicando la chela intera tra i polpastrelli e portandola alla bocca.

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Poi è giunto il mio preferito, il piatto che ha eliminato ogni concorrenza e guadagnato il posto più alto sul podio della memorabilità.
Nella mia ricerca al miglior hamburger di Milano risulta un totale outsider, una categoria a parte: mai, infatti, avevo visto accostare carne e pesce. Almeno, non nelle tanto chiacchierate burger-factory milanesi.

Miei cari, il Surf&Turf vince.
Sto parlando di pane al nero di seppia che racchiude carne di chianina, cheddar stravecchio, guanciale saltato, cipolla rossa caramellata e gamberi rossi crudi (vi consiglio di tornare indietro e leggere gli ingredienti un’altra volta. Ok, ora possiamo proseguire).
Sconfiggete ogni perplessità e addentatelo: la mescolanza di sapori e consistenze vi donerà una grande gioia, e mentre analizzate tutti gli elementi e la loro combinazione – la freschezza dei crostacei crudi contro la ricchezza grassa del guanciale, il pane croccante e la carne tenera – vi si apriranno molteplici mondi, bussando alle porte dei sensi e dell’esperienza.

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Vorrete tornare, provare, sperimentare e riaddentare molte volte, più di quante siate disposti ad ammettere.
E’ possibile ordinare anche la versione con l’astice ma, non avendola personalmente assaggiata, vi consiglio di andare dritti verso il gambero rosso crudo, che fa una figura bellissima.

Puntate su questo e, secondo il mio regale parere, non sbaglierete: è squisito, originale e ha un prezzo più che equo.
Ecco, magari affrettatevi: il ristorante è piccolo, i posti pochi e non stento a credere che quando la voce si diffonderà si creeranno delle belle code.

Dove
Corallo Lobster Bar
La Rinascente, Food Hall (7° Piano)
Milano
Tel. 02 6652460

Il brisket del Carolina’s (Milano)

Posted on 17 marzo 2015 by in Lombardia, Milano, Secondi Piatti

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Se mi permettete un’aulica citazione: “Là dove c’era un buon ristorante ora c’è… Carolina’s(letto con un con “ah aaah aaaaaah” finale), e ora tutti a Milano siamo diventati appassionati di BBQ e discepoli della costina glassata, chiedendoci come avevamo fatto prima senza.

Visto che non tutti voi gravitate al di sotto della Madonnina vi spiego cos’è questa nuova trovata gastronomica, presa d’assalto da chi vuole improvvisamente sentirsi nella profonda America o da coloro che hanno bisogno di una scossa.

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L’ambiente non lascia dubbi, e il nome nemmeno: il Carolina’s si ispira alle smoke house più trucide e le rivisita con dettagli anni ’60, dai distributori di acqua aromatizzata alle confezioni di salse perfettamente disposte sul bancone; mattoni a vista e arredo in legno scuro fanno la loro, così come i vassoi di latta su cui vengono servite le diverse pietanze. E io, che ho lasciato parte di cuore al Fette Sau di Brooklyn, ho provato il brisket.

La carne di manzo viene cotta e stracotta nelle spezie e nelle salse fino a farla collassare e sfilacciare, rimanendo morbida e sapida, di un gusto truculento e intenso. Per non farvi uscire con l’appetito, viene accompagnata da mashed potatoes, una terrina di fagioli neri in umido, pane integrale e coleslaw, più salse in abbondanza. Appunto, l’assenza di piatti a favore di vassoi si rifà alla vera tradizione oltreoceano, così come sarà faticoso uscire con i vestiti intonsi (peculiarità di cui avevo già parlato per il Fette Sau, e che credo sia imprescindibile).

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Si tratta di una vera smoke house? Il tentativo è nobile e va premiato. Sarà un’esperienza molto divertente e ad alto tasso di convivialità, i vostri occhi gioiranno e il palato placherà la voglia di affumicato.
Ecco, magari non sceglietelo per una cena romantica. Ricorderete questo mio consiglio quando vi ritroverete a rosicchiare carni e costine, con salse che colano fino ai gomiti. Ha qualcosa di sexy, ma ponderate bene la compagnia.

Dove
Carolina’s
Corso di Porta Ticinese 6
Milano
Tel. 02 8942 0241

Il filetto con foie gras de Lo Copa Pan (Cervinia)

Posted on 17 febbraio 2015 by in Secondi Piatti, Son esperienze, Valle d'Aosta

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In un tempo non molto lontano se abitavi in montagna preparavi il pane una volta l’anno. Composto da farine scure, veniva conservato al sicuro e lasciato seccare fino al momento dell’utilizzo, quando però il coltello diventava insufficiente e occorreva uno strumento più potente – il copa pan, una lama montata su un supporto di legno massiccio pronta a calare verticalmente sulla malcapitata pagnotta.

Nelle case della Valle d’Aosta si trova facilmente, e a Cervinia c’è un ristorante che ne porta il nome: s’affaccia proprio su una delle vie principali diffondendo sull’acciottolato una luce calda e invitante, ispirando tranquillità e acquolina.
Ho avuto il piacere di visitarlo durante il tour #LovingCervino in quella che sicuramente era una glaciale notte invernale. Si tratta di un posto che riprende l’atmosfera delle baite e dei rifugi (tovaglie a quadretti, arredamento di legno, decorazioni alpine) e la rende più sofisticata. Tale scelta si riflette anche sul menù.

Io ho assaggiato un filetto sormontato da foie gras e accompagnato da mele cotte, polenta integrale e cipolle caramellate, un piatto corposo e gustoso da accompagnare a un bicchiere di vino rosso per riprendersi da un’intensa giornata tra neve e passeggiate.

Inutile dire quanto il mio spirito carnivoro fosse contento nel percepire la tenerezza della carne, ma ancor più sono rimasta incantata dal contrasto con le componenti dolci, dalla polenta ruvida, dalla lauta salsa di cottura. Succoso in ogni sua parte e delizioso nelle diverse combinazioni, mi ha ristorata e avvolta nella pacifica sensazione di soddisfazione mangereccia, quell’intenso momento in cui tutto sparisce per far posto al gusto. C

Chiamiamola felicità.

Dove
Lo Copa Pan
Via A. Carrel 47
Breuil-Cervinia
Tel. 0166 940084