21 August 2017
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La colazione di V3Raw (Milano)

Posted on 30 novembre 2016 by in Lombardia, Milano, The Royal Comfort Food

v3raw2C’è solo un posto a Milano che è riuscito a farmi alzare prima del solito in un giorno feriale per permettermi di godere della sua colazione ed ha mutato in felicità il mio proverbiale malumore mattutino (o grumpiness, per dirla come un famoso gatto): il V3Raw di Porta Venezia.

Amiche e amici che avete visto quanto posso essere insopportabile di prima mattina, gridate al miracolo!v3raw4Com’è potuto accadere? Ora ve lo spiego.
Il V3Raw è un locale che nasce per andare incontro a delle specifiche esigenze delle persone, soprattutto sportivi ma non solo.
Il loro menù è costruito per soddisfare i bisogni del palato e del fisico, regalando preziosi nutrienti tramite ricette bilanciate e specialità ormai imperdibili come il golden milk (di cui si sente sempre più parlare, giustamente).
v3raw3Chi pratica specifici sport (corsa, crossfit, yoga, e così via) potrà trovare delizie pensate apposta per fornire il giusto quantitativo di energie e vitamine, così come chi cerca un posto in cui ricaricarsi, rilassarsi, lavoricchiare potrà beneficiare di altrettante specialità.

Anche la colonna sonora, che cambia a seconda dei momenti della giornata, e l’arredamento sono pensati per metter a proprio agio e ricaricare gli avventori.v3raw1Oltre al citato golden milk (latte e curcuma, delizioso!), bisogna per forza provare i toast, gli yogurt e il loro caffè filtrato, dal sapore così distintivo da rimanere ben impresso nella memoria.
Torniamo però agli yogurt, i miei preferiti: io lo scelgo sempre parzialmente scremato, ma hanno anche quello intero e di soia, e la mia versione preferita è quella stagionale con composta di castagne, mandorle e uvetta. Fondamentalmente una coppetta di energia e delizia che, in combo col caffè, ha fatto sì che il mio animo venisse placato e coccolato. Che impresa!

Caso vuole che sia pure vicino al mio centro yoga (ciao, la vostra regal divoratrice fa yoga. Lo so, anche questo è uno shock) quindi è perfetto per quei sabato mattina in cui ho voglia e bisogno di nutrienti.

Due ultimi dettagli che vi potrebbero essere utili: c’è grande attenzione a vegetariani/vegani e ogni piatto ha espresso il numero di calorie. Per molti il V3Raw sarà quindi un piccolo paradiso.

Dove
V3Raw
Via Spallanzani (angolo viale Regina Giovanna)
Milano

La colazione di Le Pain Quotidien (Francia)

Posted on 6 giugno 2014 by in Bar, Francia, Gluten free

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Lo so che si tratta di una catena alla stregua del milanese Princi.
Lo so che si trova più o meno in tutta Francia, dove ci son tante ottime panetterie (a dire il vero è sparso più o meno in tutto il mondo).
E sì, so che molti storceranno il naso.

La verità è che come mi sono trovata da Le Pain Quotidien durante le mie ultime visite é paragonabile a una grande e consolatoria salvezza.
Tipo quando brancolate da un’ora senza aver bevuto nemmeno un caffè, o la cena della sera precedente vi ha lasciati insoddisfatti e affamati.
Sia a Aix-en-Provence sia a Marsiglia mi sono rifatta, e posso consigliare:

a) il tortino al cioccolato gluten-free, che praticamente è fatto di cioccolato puro e scatenerà più endorfine nella vittoria dei Mondiali del 2006;

b) i croissant sono un tripudio di burro e croccantezza, proprio come devono essere;

c) infine, la marmellata di albicocche, di cui avrò mangiato metà barattolo da sola.
Prassi vuole infatti che sui tavoli ne siano posati diversi per la colazione e che io me ne sia servita, prima timidamente poi a cucchiai colmi. Piena di pezzi enormi di frutta, non troppo dolce e sollecitava il risveglio con il suo profumo primaverile. Perché non ne abbia comprato sei vasetti è tutt’ora un grande mistero, e sono ancora alla ricerca di un degno sostituto (anzi: suggerimenti?).

Gustarla con un sottofondo di musica classica e i raggi del sole di Aprile che filtravano tra le vetrate del negozietto di Marsiglia è una di quelle immagini che si sono radicate nella mia mente.

Insomma, tenete ben presente Le Pain Quotidien e non sottovalutatene la bontà.
Infine, se ci passate davanti… mi portereste un barattolo della sopracitata marmellata? Merci.

Il muesli di Dorset Cereals

Posted on 5 marzo 2014 by in Al regal supermercato, The Royal Comfort Food

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(foto di Jovike)

Io sarò anche negata in cucina ma quando si parla di “colazione dei giorni festivi” gioco la carta dell’inventiva, che mi permette di imbandire la tavola di qualsiasi bontà mi abbia ispirata. E poi, da quando Fra mi ha illuminata sull’arte dei pancake non ce n’è per nessuno.

Tra succhi, yogurt, muffin, macedonie e barattoli di Nutella e marmellate fatte in casa da mia nonna trova uno spazio sicuro e saldo una confezione di muesli di una marca non conosciutissima e poco reperibile in Italia, e di cui vi innamorerete – soprattutto se siete amanti dell’articolo; in caso contrario vi ricrederete.

Ecco quindi cosa non può mancare nella vostra regale dispensa, che per una volta non é ad alta percentuale di sugna: i Dorset Cereals.

Altro che il muesli triste che eravate costretti a mangiare da piccoli: questo è un concentrato di bontà ed energia disponibile in molte varianti – con tanta frutta, con miele, normale o super crunchy, ricco di nocciole, mandorle, uva passa, albicocche e datteri essiccati e noci del Brasile.
Forse avrete capito che questo – il “Gloriously Nutty” – è il mio preferito in assoluto insieme a quello “base”.

Dove acquistarli? Io da quasi dieci anni mi affido a Eataly, dove potete trovare tutte le varianti, ma qualche volta si trova anche nella grande distribuzione.

Con latte o yogurt, questo muesli genuino e squisito vi donerà un risveglio senza sensi di colpa e vi darà quella carica necessaria a farvi uscire dal letto.

… Perché, voi nei weekend non fate colazione tra le lenzuola?!

I cannoli di Zucca (Torino)

Posted on 10 febbraio 2014 by in Bar, Dolci, Piemonte, Torino

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Se io potessi, oltre che stare sempre in vacanza (come direbbe il Lorenzo nazionale), mi sveglierei lentamente e beneficerei di una sacrosanta, tranquilla colazione. Adoro quelle all’inglese, con bacon & egg, spremuta d’arancio e caffè americano, che mi concedo non appena posso.

La verità è che nei giorni di lavoro rimango a letto il più possibile e, per una brutta abitudine dei tempi del liceo, non riesco a mangiare niente prima di uscire di casa: il bar è d’obbligo per un cappuccino accompagnato da una qualche delizia contenente alte percentuali di burro.

In uno dei miei weekend torinesi i miei amici mi hanno portata da Zucca, bar storico riaperto dopo 13 anni, e mi hanno dato due indicazioni:
1) assaggia i cannoli;
2) assaggia i tramezzini con il mascarpone tartufato
.
Posto che il secondo non mi pare si accompagni bene col caffè, abbiamo ordinato i primi.

Di media dimensione e deliziosamente dorati, la loro perfetta forma a spirale lasciava ben presagire.
Al primo morso ho scoperto che la pasta sottile e croccante racchiudeva una crema non troppo dolce dalla consistenza del velluto, ma potete prendere anche quelli con lo zabaione. Di certo sarete tentati di mangiarne a ruota libera: trattenetevi per le altre bontà di Torino.
Infine il cappuccino era un po’ piccolo – tre sorsi ed era finito – ma il sapore apprezzabile, senza il minimo sentore di bruciato (che trovo sempre più spesso, purtroppo).

Il bar Zucca si trova vicino alla stazione di Porta Nuova, quindi può essere una buona soluzione per una colazione veloce ma eccellente.
I prezzi? Un po’ sopra alla media, ma per un cappuccino e un cannolo (o due) si può fare.
Se volete invece prenderla con calma potete accomodarvi nella saletta al piano superiore.

Ah, una piccola nota.
Ovviamente non ho resistito e ho assaggiato anche i tramezzini con il mascarpone tartufato: ecco, c’ho avuto un leggero mancamento per l’ebbrezza. Rapitene un paio per merenda: non ve ne pentirete.

Dove
Bar Zucca
Via Gramsci 10
Torino

La terribile caduta in disgrazia di Zanarini (Bologna)

Posted on 25 ottobre 2013 by in Bar, Bologna, Emilia Romagna

foto 1 (2)

(Alert! Questo post è pieno di aggettivi e iperboli che solo una drama queen come la sottoscritta potrebbe utilizzare a proposito di un bar. Prima di leggerlo si attivi la modalità “ironia” e si comprenda che i toni esagerati vengono utilizzati per stemperare l’atmosfera di profonda delusione che riempie il mio cuore a forma di dispensa)

Tristezza, mestizia, orrore e turbamento.
Sconquasso, terrore, A come Atrocità e doppia T come Terremoto e Tragggedia.
Stupore, tremore, incredulità e depressione.
Buttiamoci dentro anche tutti gli stadi del dolore, mezzo chilo di crudo, un quarto di mascella crollata inesorabilmente a terra e un sacchetto di sospiri, e otterrete tutto ciò che ho provato quando ho scoperto che…

… Zanarini ha cambiato gestione e non è più quello di una volta.

Voi non c’avete idea del turbamento provato nel momento in cui, tornata al mio bar preferito di sempre dopo diversi mesi d’assenza, l’ho trovato modificato nell’arredamento e nella qualità.
Mi è venuto un-attacco-di-panico.

Per spiegare tutto questo sentimentalismo permettetemi di raccontare qualche ricordo, che fungerà da suo epitaffio.

Zanarini era l’unico posto che mi spingeva a puntare una sveglia il Sabato mattina dopo una settimana di catastrofe e recarmi nel centro di Bologna. Era l’inizio di una giornata di ricarica.
Zanarini era il pensiero che mi spronava ad alzarmi presto mentre stavo scrivendo la tesi, una tappa fissa prima di recarmi in Sala Borsa a documentarmi e concentrarmi.
Zanarini era la certezza della giornata, col suo croissant salato che solo noi bolognesi sembriamo conoscere e apprezzare – e il cappuccino servito in una grande tazza, con la schiuma densa e la miscela di caffè perfetta.
Da Zanarini ho fatto aperitivi, colazioni, preso caffè con amici di passaggio e torte tenerine nei momenti di massimo bisogno; mi sono beata tra le crostatine alle fragole e i biscotti sablé, soufflé al cioccolato e créme; mi sono rilassata ai tavolini in piazza e bevuto the pregiati al piano superiore, saccheggiato tartine con mousse prelibate e sorseggiato Rossini.

Bene, la nuova gestione ha cambiato il meraviglioso bancone e le vetrine della pasticceria, riposizionato la cassa nel punto più scomodo di sempre e modificato il menù totalmente.

Vi assicuro che quando mi hanno dato il croissant sul piattino ho capito a vista che era diverso: addio patina burrosa! Addio croccantezza! Addio minuscoli grani di sale sulla superficie! Benvenute stopposità e insipidità, pesantezza e insoddisfazione!

E il cappuccino.
Il cappuccino!
Una tazza grande la metà della precedente senza più la Z impressa, con un contenuto che non giustifica più il costo alto (€ 1,60!).

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Gli ho dato due possibilità ma no, no, è tutto finito.

L’ultima onta è il vedere la scritta “Zanarini by Antoniazzi” all’entrata.
Chi siete voi? Da dove venite? Perché avete commesso questo scempio? Dove avete messo il bellissimo bancone semicircolare? Perché avete reso anonimo – con un arredamento pseudo minimal – un tempio sacro? Dove avete messo le tazze lineari ed eleganti? E soprattutto: CHE FINE HA FATTO IL CROISSANT SALATO?

Uscitelo! Resuscitatelo!
Se mi diceste che per anni ho mangiato un cornetto surgelato della peggior marca (cosa che escludo) ne sarei comunque sollevata, pur di riaverlo!

Quindi il mio destino è questo?
Tramandare al mondo la storia di “quando Zanarini era un paradiso a Bologna“?
Lo farò.

Intanto consigliatemi qualche altro posto, che così non posso andare avanti.

p.s. Se volete leggere cosa ne scrivevo quando era ancora un posto meraviglioso, eccolo qua.

La colazione del Café Europa 1989 (Copenhagen)

Posted on 26 settembre 2013 by in Bar, Copenhagen, Dolci

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A Copenaghen la colazione è probabilmente il pasto più goloso della giornata: con le varietà interminabili di dolci che hanno non può essere altrimenti.
Un inno al burro, certo, ma volete mettere iniziare la giornata così che con una tristissima brioche milanese e i camerieri che vi trattano male?

La mia colazione preferita è quella del Café Europa 1989, un locale che s’affaccia su Amagertorv, una deliziosa piazzetta crocevia delle strade dello shopping, sempre molto animate.

Di certo costa un po’ ma qualsiasi cosa ordinerete avrà una qualità alta e un gusto così delizioso da farvi ringraziare di esservi buttati giù dal letto. Inoltre in Scandinavia il cambio non ci è favorevole in generale, quindi meglio investire in una carica di buonumore ed energia!

Io, che sono esagerata e lo so, ho preso un caffè americano, una danish pastry (tondeggiante, burrosa, croccante e con un pizzico di cannella), yogurt con muesli, frutta secca e mirtilli freschi e, per non farmi mancare proprio niente, un “pancake” con marmellata (lo metto tra virgolette perché in realtà era una crepe).
Nella foto potete vedere come non sia riuscita a resistere e abbia fatto fuori la danish pastry nel giro di mezzo minuto. Scusate.

Camerieri in divisa assai complici, stoviglie sofisticate, un ambiente un po’ anni Venti e tutte queste delizie hanno suscitato il sorriso persino a me, che di mattina ci ho la simpatia di Annibale e di tutti i suoi elefanti messi insieme.

Dato che negli hotel danesi la colazione non è sempre inclusa il caffè Europa diventa l’ideale, ma anche per una merenda non è da dimenticare!

Dove
Café Europa 1989
Amagertorv 1
Copenhagen

Il croissant con le mandorle di Princi (Milano)

Posted on 18 giugno 2013 by in Bar, Dolci, La sagra del carboidrato, Milano

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Aggiornamento del 19/01/2014

Purtroppo da un paio di mesi la ricetta di questo tanto amato croissant è cambiata e, personalmente, credo sia peggiorata: ora la pasta è sovrastata da una spessa coltre di glassa alla mandorla quindi la croccantezza si è persa.
Princi, mi stai diludendo molto.
Ripiegate sul croissant vuoto: praticamente è un panetto di burro, ma è proprio questo il suo bello, no?

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Io per Princi c’ho un amore-odio: tanto ne adoro i prodotti quanto mi stressa alla mattina, quando c’ho fisiologicamente il morale sotto le ballerine (e chi porta i tacchi?) e mi tocca sorbirmi una lunga fila, litigate varie tra personale o avventori, lentezza e lamentele di ogni sorta.
Quando capita cerco di estraniarmi e nella mia testa appare un enorme “KEEP CALM” ma sento le rotelle del mio cervello già arrugginite scricchiolare pericolosamente, incapaci di reggere tutto questo.

Almeno, ciò accade nel Princi di mia competenza – cioè vicino al mio ufficio – e spero che non sia sempre così.

Cosa mi porta a recarmici comunque – non tutte le mattine ma talvolta? La gola. Sempre lei, la maledetta!

Ci sono infatti le mattine in cui occorre quella carica, quella coccola, quella piccola delizia per spingerti fuori dal letto e rotolare verso la doccia, il caos dei mezzi pubblici. Quando piove, per esempio, o dopo una notte insonne causa caldo e zanzare. Un plus, insomma, un’eccezione.

La combo cappuccino + brioche di Princi assolve al suo dovere, ma non con una brioche semplice, no: il mio non plus ultra è il croissant con le mandorle.

È fragrante, con la sua pasta sfoglia appena uscita dal forno, burrosa tanto da rendere trasparente il fazzoletto; morbidissimo all’interno e friabile all’esterno, cosparso da lamelle di mandorle tostate spesse il giusto (e non impalpabili!); della giusta dimensione per esserne soddisfatti e non affaticati.
Accompagnato dal cappuccino ha il potere di risvegliare persino me, che di mattina sono come il Grumpy Cat (e ci ho i testimoni).

Inoltre io un croissant così, con le mandorle in superficie appena caramellate, non l’avevo mai incrociata sulla mia strada mangereccia, ed è stato amore a prima vista.

Cercate di portare pazienza, insomma: sarà una colazione conquistata ma ne varrà la pena.

Dove
Princi
Ce ne sono diversi sparsi per Milano: scegliete quello più vicino a voi

La colazione di Pavé (Milano)

Posted on 27 novembre 2012 by in Bar, Dolci, Milano

Quando apre un nuovo locale che merita, che si deve provare, di cui ci si deve innamorare si assiste a un tam tam travolgente che fa sì che quel nome sia sulla bocca – anzi, nei tweet, update, post – di tutti.
Bisogna celebrare il miracolo, e la sensazione di sentirsi parte di una comunità di fortunati eletti è a dir poco deliziosa: infonde una dolce sicurezza, un’apprezzabile tranquillità; la consapevolezza di aver trovato un porto sicuro.
Le vostre colazioni, i vostri pranzi, i vostri pomeriggi, i vostri aperitivi convergeranno in quel posto, e non ne avrete mai noia, anzi: vi sentirete a casa.

Parlo di Pavé, pasticceria in quel di Porta Venezia/Repubblica a Milano che sta solleticando i sensi di numerosi buongustai e conquistando gli avventori.
Il “bar” (chiamarlo così è assai riduttivo) che forse mancava nel capoluogo lombardo: unisce alta qualità a un ambiente adorabile, quel “boho chic“, un po’ anni Sessanta, dietro cui si denota un sofisticato studio. Non si possono non notare il laboratorio a vista, contraddistinto da piastrelle bianche/nere, e le lavagne di ardesia con calligrafie arzigogolate.
E vogliamo parlare della gentilezza di chi ci lavora? Ogni volta che ci vado vorrei scavalcare il bancone e supplicare “Adottatemi! Voglio stare qui giorno e notte!“. Sarà anche perché, non essendo nella zona in cui abito, non ci posso andare frequentemente. Purtroppo.

La sua massima espressione è probabilmente la colazione, che può essere composta da un qualche tipo di caffè, cappuccino, the e simili e una brioche, croissant, plum cake, tortina secondo le preferenze, tutte preparate artigianalmente. Si sente? Eccome!
Se volete avere un assaggio perfetto dovete prendere, secondo il mio regale parere, cappuccino e “La160“, il loro osannatissimo croissant che – attenzione – sa genuinamente di croissant! Abituati ormai a quei cornetti plasticosi, sentire la friabilità, la fragranza, la morbidezza, il sbriciolamento tra le dita produce un’estasi che risveglia e rallegra!

Avrete però l’imbarazzo della scelta, ve lo dico.
Anche il plumcake con limone e nocciole è divino. E quelle tortine con i frutti di bosco? E… e… e…? Vedete? Son davanti a uno schermo e l’indecisione mi attanaglia.

Oltretutto, amici della tecnologia, trovate un graditissimo free wi-fi e un’atmosfera rilassata, tranquilla e ispirata.

Ah! Potessi andarci ogni mattina, come inizierebbe bene la mia giornata!

Dove
Pavé
via Felice Casati 27
Milano
Tel. 02 94392259