18 December 2017
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La cilentana del Pomodoro & Basilico (Torino)

Posted on 6 novembre 2013 by in La sagra del carboidrato, Piemonte, Torino

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E se vi dicessi che in questo ponte novembrino ho mangiato una delle migliori pizze di tutta la mia vita voi quanto ci mettereste a proclamarmi guerra? La pizza è uno di quei temi che accende l’animo più quieto, e trasforma molti in feroci battaglieri.

Io vi aspetto, con le mie regali armate nere, per sfidarvi in un Risiko gastronomico e, visto che ai dadi non c’ho gran fortuna, proverò a difendermi e attaccare a parole.

Siamo a San Mauro Torinese, appena fuori dal capoluogo piemontese, sulla riva del Po. Qui trova dimora Pomodoro e Basilico, un tempio dell’acqua e della farina, del lievito madre e dello Slow Food, un’istituzione locale pluri-premiata, riconosciuta e attestata, certificata e dalla qui presente comprovata. Dopotutto tre spicchi della guida del Gambero Rosso non saranno mica stati dati a caso!

Il locale è piccolo – prenotare risulta essenziale – e accogliente, con un bancone su cui trionfano bottiglie di birra artigianali, barattoli di pomodori e gli attestati già nominati.

Il menù è suddiviso per ingrediente protagonista della pizza, dagli straccetti di burrata al fior di latte, a cui è anteposto l’avviso/consiglio di non modificare le pizze proposte. Volete aggiungere sei etti di ciccioli? Potrebbero giustamente rispondervi con un segno “ma anche no, gustate le nostre proposte e state calmi“.
Su una lavagna sono scritte anche le due pizze gourmet della serata, per i palati avventurieri.
Di gran pregio risulta la carta delle birre, che ospita alcuni birrifici artigianali di cui noi italiani ci dovremmo fare grandissimo vanto.

Inoltre – e poi entriamo nel vivo dei sapori, promesso – potete adottare la sublime pratica del “giropizza“, ovvero ordinarne diverse che vi saranno portate al tavolo una alla volta e già affettate, per gustarle appena uscite dall’enorme forno a legna e percepirne ogni minima sfumatura.

Quindi prendete armi e bagagli, qualche amico gran mangiatore e modestamente bevitore, prenotate e ordinate.
Tra le sette pizze scelte – al tavolo eravamo in sei, non spaventatevi! – non ho molti dubbi sulla mia preferita: la cilentana.

Un tripudio di pomodoro San Marzano dolcissimo, che mai ha conosciuto acidità in vita sua, steso in abbondanza sulla pasta in cui la presenza del lievito madre si sente chiaramente e, sì, fa la differenza. Aggiungete delle fette di strepitosa salsiccia rossa di Castelpoto, un’abbondante grattata di cacioricotta e un filo d’olio.
Poi piangete per la commozione – è prescritto e consigliabile, non frenate l’emozione! – e poi scambiate due parole col proprietario, Patrick, che tiene molto alla buona riuscita della cena.

C’è da dire che il prezzo è un pochino sopra la media della zona, ma se siete abituati ai prezzi milanesi o bolognesi non vi stupirete granché.

Seguite i vostri gusti personali o lasciatevi consigliare: con 54 pizze in carta e le gourmet a sorpresa di certo troverete qualcosa di cui innamorarvi.

Vi ho sufficientemente convinti? Ho raggiunto l’obiettivo? Ordunque riponete i vostri carrarmati di plastica e dotatevi di coltello e forchetta.

Dove
Pomodoro e Basilico
Via Martiri della Libertà 103
San Mauro Torinese (To)
Tel. 011 897 3883

La “caprese” di Pizza AM (Milano)

Posted on 4 ottobre 2013 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano

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Avete mai mangiato una pizza fatta da uno che ci ha vinto dei campionati italiani e non solo?
Tipo che entrate nel locale e vedete attestati, riconoscimenti, manifesti, articoli e foto giganti di costui con le sue creazioni, mangiate con gusto e poi ve lo vedete apparire alla cassa?

Qualche settimana fa sono stata da Pizza AM, locale dall’aspetto tranquillo e informale che fa della vera margherita un principio vitale.
Si trova in corso di porta Romana, a Milano, vicino alla fermata Crocetta quindi molto comodo da raggiungere con i mezzi.

Il menù è stringato ma non per questo povero, anzi: cinque pizze cinque, tutte variazioni della classica margherita e preparate con ingredienti genuini e d’alta qualità. Una scelta di stile e una presa di posizione per offrire sempre il massimo della bontà.
Probabilmente avrete comunque l’imbarazzo della scelta perché tutte le proposte sono molto invitanti: potrete scegliere mentre sorseggiate un bicchiere di prosecco gentilmente offerto.

Io non ho resistito al fascino della “caprese“: tocchetti di mozzarella di bufala freschi, strappati a mano e lanciati su una pizza dai bordi alti e riccamente condita con salsa di pomodoro, pomodorini a crudo (che sapevano di “sole” e luce. Squisiti) e grandi foglie di basilico.
Pesante? Ebbene no: è la classica pizza di cui si apprezzano tanto la parte condita quanto i bordi, spessa il giusto e con una pasta che trattiene bene il condimento e sostiene i sapori.

Se per voi la pizza è una consolazione o un comfort food dovreste volervi bene, rilassarvi e provarla: io ne ho ben beneficiato dopo una giornata decisamente frenetica, e ha funzionato.

Alla fine vi offriranno liquori e amari – e qui vi avverto: melone batte pistacchio, assolutamente – poi potrete andare alla cassa e, magari, scambiare due parole con Pasquale Pometto, il campione sopracitato e protagonista dei cartelloni dentro la pizzeria, che vi trasmetterà nel giro di due minuti tutta la sua passione per il mondo della pizza, e tra appassionati di cibo non ci può che essere simpatia e apprezzamento.

Dove
Pizza AM
Corso di Porta Romana 83
Milano
Tel. 02 5510579

La pizza del Tegamino (Milano)

Posted on 31 gennaio 2013 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano

Alcuni di voi si lamentano con quest’assaggiatrice reale circa la preponderanza di ristoranti e piatti etnici, come a volermi far notare che sembra non apprezzi abbastanza la cucina italiana.
Ci fu mai pensiero più sbagliato? Forse no.
Vado quindi a rimediare per eliminare ogni probabilità di errore, e vi consiglierò dove mangiare una stupenda pizza napoletana a Milano, una di quelle che – tra tutte le diatribe sul come dev’essere una vera pizza napoletana – ti fa esclamare “Non sarò esperta ma non importa: questa sta recitando poesie al mio palato!” (lo so, dico cose strane quando mi impegno).

È che una sera mi trovavo nei paraggi di porta Venezia con due amici e avevamo urgenza di un posto in cui mangiare, dato che erano le 22 e nei nostri stomachi si udiva l’eco. Alla fine siamo andati al Tegamino, pizzeria napoletana rustica e semplice nell’aspetto ma principesca nelle proposte mangerecce: il menù delle pizze era assai esteso, ma io volevo puntare alla pura tradizione e ho scelto una classica salsiccia e friarielli, accompagnata da una sacrosanta weiss.

La pizza, preparata nel forno a vista, era ustionante e dal profumo più che invitante, quello che ti spinge a imbracciare le posate e attaccarla senza attendere quei due minuti che, probabilmente, avrebbero salvato le tue papille dalla morte (ma le mie fauci sono fatte dello stesso materiale degli artigli di Wolverine, quindi il problema non si è posto).

Passiamo all’analisi della pizza:
bordo alto: c’è, croccante al punto giusto. Io spesso lascio i bordi, ma quelli no, non è possibile, sono troppo buoni;
– la pasta: del giusto spessore, quello che regge e trattiene un abbondante condimento;
salsiccia e friarielli: in gran e apprezzata quantità, saporitissimi. Sapete, io ho scoperto i friarielli una volta giunta a Milano, visto che il quel di Bologna non si trovano proprio, quindi ogni volta che li mangio li apprezzo molto, e invidio un po’ chi li considera quasi “scontati”.
Se tra di voi c’è un guru della pizza che si palesi e mi dica se questa è o non è una vera pizza napoletana, ma io credo proprio di sì (… e se proponessi un tour tra le migliori pizzerie milanesi? Uhm).

La pizza del Tegamino è una di quelle che ti mette in pace col mondo e ti regala buonumore, perfetta per dimenticare una brutta giornata, per una serata tra amici, per un’occasione in cui tutto ciò che si vuole è staccare i pensieri e abbandonarsi all’ondata di genuino sapore.

A noi ha dato la carica sufficiente per ballare all’Atomic fino alla sua chiusura.
Poi, fate un po’ voi.

Dove
Il Tegamino
Via Bartolomeo Eustachi 30
Milano‎
Tel. 02 2052 0485

La pizza Estiva del C’era una volta (Pesaro)

Posted on 19 luglio 2012 by in La sagra del carboidrato, Pesaro

Da quando ho aperto questo blog mi riprometto di tenere una lista di tutto ciò di cui voglio scrivere, ma essendo procrastinatrice come pochi me ne dimentico, e ciò comporta che spesso mi dico “Ma come, non ho ancora parlato di questo, o di quello? Molto male!“. Sì, mi rimprovero.

Quindi ecco uno dei post che girovagavano nella mia mente da un po’, e che trova spazio solo ora, forse il momento più giusto.

Dobbiamo infatti tornare a Pesarocittà in cui ho studiato – e, magari dopo una giornata al mare, volgersi verso il centro storico a piedi o in bicicletta (l’auto? Inutile, soprattutto in zona pedonale!) e raggiungere la pizzeria C’era una volta, che tutt’oggi ritrova spazio nei miei sogno di cibo con il suo variegatissimo e original menù.
È probabile che dobbiate combattere col caldo che regna nel ristorante, ma portate pazienza: ordinate l’Estiva e il mondo vi sorriderà.

A dire il vero questa era la pizza preferita da Miriam (ciao Mì, ciao), che la ordinava molto spesso mentre la qui presente sperimentava le varie proposte, ma a conti fatti questa è l’unica davvero memorabile e meritevole.

Com’è composta?
Una pasta sottile quanto basta, con i bordi ben croccanti, su cui era steso un mestolo di passata di pomodoro e, a freddo, arricchito da cubetti di mozzarella di bufala, pomodorini e, soprattutto, un’abbondantissima grattugiata di bianca ricotta salata. Due foglie di basilico e voilà, pronta una pizza che invita a provare un’acquolina interminabile mista a una profondissima nostalgia.
Il suo nome è effettivamente azzeccato, dato che la maggior parte degli ingredienti è fredda, e ha un gusto molto intenso grazie alla ricotta, le cui scaglie sapidissime danno una sferzata al palato.

Awww.

Ah, forse non lo sapete, ma in quel di Pesaro è usanza aggiungere su qualsiasi pizza un altro particolar ingrediente che fa storcere il naso praticamente a tutti, con una reazione quasi più scandalizzata dello scoprire la pizza con i tortellini: la maionese.
Per la precisione al C’era una volta, la maionese è fatta in casa e dosata con un sac-à-poche.
Non fate quelli a dieta, o poco avventurosi: provatela, su, e a colazione lasciatevi tentare dal cappuccino con lo zabaione (che dire, a Pesaro la leggerezza va per la maggiore).

Pizza Estiva, prima o poi tornerai a esser mia.
Miriam, andiamo? 

Dove
C’era una volta
Via Carlo Cattaneo, 26
Pesaro
Tel. 0721 30911

La pizza di Spontini (Milano)

Posted on 9 luglio 2012 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano, Piatti unici

Premessa, doverosa premessa.

So benissimo che questo post ha il potenziale polemico pari solo a quello delle questioni fondamentali della vita (è nato prima l’uovo o la gallina? Dio esiste? E se sì, un bel giorno farà piovere ciambelle volanti? Cose così, insomma), quindi sono pronta a tutto.
C’è chi non considera la pizza di Spontini una vera pizza; c’è chi dice che è pesante; c’è chi dice che è troppo unta, troppo alta, troppo morbida, troppo troppo; che è cara, che i camerieri sono frettolosi e ti mettono premura, che c’è poca scelta. Infine, c’è chi dice che ci sono pizze al taglio migliori.

Veniamo però alla domanda fondamentale che governa codesto blog: cosa ne pensa codesta regal assaggiatrice?

Per chi non sapesse cos’è Spontini: pizzeria al taglio aperta negli anni ’50 che ora ha diversi punti in quel di Milano; ci si può tanto sedere quanto decidere di portarla via; fornisce una delle pizze più toste e contemporaneamente più irresistibili d’Italia, che crea dipendenza; infine, aizza l’animo umano: ho letto e sentito discussioni a tema che sono finite in insulti e tragedia, c’è più pathos che nella finale degli Europei, e tira fuori l’astio più acceso.

Vedo già le smorfie di alcuni, percepisco già i sorrisi di altri: Spontini divide, Spontini accende.

Per chi non l’ha mai assaggiata, com’è questa pizza?

(altro…)

La pizza con i tortellini del Samanta (Cento)

Posted on 7 maggio 2012 by in Emilia Romagna, La sagra del carboidrato

Mi dicono che questo blog abbia preso una tendenza alquanto salutista che non gli si confà per niente, come se la sottoscritta avesse finito i consigli o come se si fosse veramente convertita a una dieta sana.

Ma figuriamoci!
Tali ipotesi sono ancora lontane dall’avverarsi, e per dimostrarlo vi parlerò di uno dei miei posti preferiti in quel dell’Emilia Romagna che genera sempre molti “Cooosa?” scandalizzati e gli occhi fa strabuzzar.

E qui occorre aprite una parentesi temporale, e tornare indietro di diversi, diversissimi anni, quasi otto o nove (così tanto?! Inizio a sentirmi anziana) e andare in quel di Cento, dove è avvenuta una delle sfide a carattere mangereccio più toste e epiche che io possa raccontare.
Visto che la fama di grandi divoratrici che precedeva me e le mie amiche si era spansa in tutta l’Emilia Romagna, un giorno un nostro amico ci propose di sfidare dei veri professionisti, un gruppo di ragazzi dalla forchetta facile.
E così avvenne la disputa tra “Oscure Fogne” (noi. Ehm. Lasciamo perdere il perché del nome: centrano questioni come il gioco di ruolo, e non credo vogliate saperle) e “Le fami”. Luogo dell’incontro: la pizzeria Samanta, nella sua vecchia sede. (altro…)

La pizza al trancio con fiori di zucca di Gino (Milano)

Posted on 22 febbraio 2012 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano

Corso Vercelli: via di shopping della Milano-bene, quella delle signore in pelliccia che hanno la cameriera, quella dei signori col SUV, quella in cui i saldi non vanno mai oltre il 50% (se va bene), quella dei palazzi curati e signorili, quella in cui le rosticcerie affiancano le gioiellerie.

Ecco, una di queste gastronomie si chiama Gino, ed è il luogo di gioia e disperazione. È infatti conosciuta per la bontà delle sue pizze, delle sue arancine, dei suoi piatti di pasta, ma anche per i suoi prezzi alti, altissimi, per i suoi scontrini cari, carissimi, al centro di tanto in tanto di diatribe e sceneggiate degli avventori sprovveduti che no, 11 euro per delle polpette al sugo non le pagano (… ok, io ho pagato € 11,20 per queste polpette, una volta. Non mi sono lamentata. Almeno, non ho detto nulla, ma nei miei occhi è apparso Satana che ha fissato intensamente la cassiera).

Quando entrate non lasciatevi prendere la mano: per assaggiare queste bontà ci vuole consapevolezza, e la fermezza di dire “Basta così!” quando serve, prima che il signore che vi serve si presenti con ago e sacca del sangue vuota pronta da riempire.

Insomma, se possedete tali doti dovete assolutamente assaggiare la pizza al trancio con i fiori di zucca (che non sono fritti. Scusate la puntualizzazione, ma ormai mi conoscete e sapete che potrei mangiarla anche se lo fossero stati). (altro…)

La pizza di Altero (Bologna)

Posted on 17 febbraio 2012 by in Bologna, Emilia Romagna, La sagra del carboidrato

Bologna.
Uscite dall’ufficio alterati.
Finite la scuola e volete uccidere qualcuno.
In confronto a voi, Jack Lo Squartatore è una bucolica pastorella, il Joker di Batman è equiparabile a Ronald McDonald, Darth Vader un placido venditore di costumi di carnevale, Dracula un volontario dell’AVIS.

Inspirate, espirate e correte da Altero.
Fiondatevi in via Ugo Bassi o via Indipendenza e assaggiate la migliore pizza al taglio della città per sentirvi subito meglio, felici e contenti, rilassati.

Altero sforna codesta bontà da decenni, ed è un’istituzione cittadina. Pizzerie al taglio più famose non ce ne sono, non raccontiamoci storie (anche perchè, a dirla tutta, non è che Bologna sia famosa per la pizza, figuriamoci al taglio).

Però quella di Altero merita. (altro…)

La pizza Partenopea dell’Altra Taverna (Milano)

Posted on 21 dicembre 2011 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano

Pizza napoletana.
Bastano queste due parole per far sognare distese di mozzarella filante, fiumi di salsa di pomodoro scarlatta, una pasta dalla crosta alta, croccante all’esterno e dal ripieno morbido. Già vi immaginate di essere sulla costa, sul mare, con la brezza tra i capelli e il sole che vi bacia il viso.

Dove trovare Napoli a Milano? Che impresa complicata, eppure possibile.

Amanti della pizza, prestatemi orecchio (e vediamo chi capisce la citazione per niente aulica ma sopraffina anziché no)!
Io vi consiglio di andare all’Altra Taverna, in via Cadore, e di ordinare la Partenopea(altro…)

La pizza “Lasagna” de La Piccola Ischia (Milano)

Posted on 5 dicembre 2011 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano

Pizza, pizza, pizza!

A chi non viene una ciclica voglia di codesto alimento, che tanto fa bene al palato quanto al cuor e all’umor?
Una bella pizza non vi rasserena, non vi tira su il morale, se fatta bene e con ingredienti giusti? A me sì, figuratevi!

Non è che ne sia la santa patrona: preferisco altri piatti, ma ci sono volte in cui il pensiero di gustarne una buona è irrefrenabile!

Dove andare a Milano se non alla Piccola Ischia?
Me l’hanno fatta scoprire MissB e Veroniha diverso tempo fa, ed è stato subito amore.
Ora ce ne sono ben quattro sparse per la città, quindi la scusa della lontananza è decaduta.
Inoltre è incredibile come possa costare poco: ormai siamo abituati a prezzi esorbitanti in qualsiasi ristorante, ma la Piccola Ischia sorprende anche da questo punto di vista.

La mia preferita è sicuramente la “lasagna“, ma non pensate subito a una pizza con un cubo di pasta, ragù e besciamella! (altro…)