19 April 2014
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La chianina con ricotta di Sapori Solari (Milano)

Posted on 16 aprile 2014 by in Lombardia, Milano, Piatti unici

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Se questo umile blog ha lo scopo principale di portare gioia tramite la legalissima degustazione di cibo allora non si spiega come e perché abbia atteso tanto prima di scrivere di Sapori Solari.
Forse volevo mantenere il consiglio tutto per me e crogiolarmi nella sensazione di avere un piccolo segreto – che poi tale non è, dato che stiamo parlando di un ristorantino assai celebre – ma poi non ce l’ho fatta, e infatti eccomi a porre rimedio.

Ho scoperto questa gastronomia qualche anno fa grazie alla nostra amica dell’energia: già ne ero rimasta colpita ma una recente visita mi ha confermato la sua eccellenza e, soprattutto, la squisita gentilezza e irresistibile simpatia dei due gestori – basterebbero questi due ultimi punti per invitare a una visita ma la verità è che si mangiano delizie introvabili.

Il posto è piccolo e ospita un bancone stracolmo di salumi e formaggi, qualche tavolo e i relativi sgabelli; si respira un’aria informale e casalinga sia per la ristrettezza degli spazi sia perché le pietanze vengono servite contemporaneamente (o quasi) a tutti i tavoli, e così i commensali si ritrovano ad assaggiare gli stessi sapori e spiare le espressioni altrui.

Come avrete intuito, a cena prenotare è consigliato – un obbligo se siete in più di due – e dovrete organizzarvi con un pochino d’anticipo ma sono certa che se siete passati di qua sarete golosi almeno il 20% di me, e questo basta.

A cena il menù è praticamente fisso ed è composto da una degustazione di salumi, carni e formaggi. “Cose semplici”, direte voi. “Non avete idea di quanto vi state sbagliando”, replicherò io: da Sapori Solari troverete delle eccellenze rare (come la bresaola d’oca) presentate con dovizia di dettagli. Ogni boccone di formaggio vi racconterà una storia e vi condurrà in mondi lontani a cui non dovrete resistere – lasciatevi trasportare.

A cosa prestare particolar attenzione? Proprio all’inizio: il tagliere di polpa di chianina marinata e con ricottina di latte e panna di bufala maestosamente adagiata al centro. Se amate il genere i vostri occhi inizieranno a luccicare e sentirete una certa emozione crescere nel cuore, quindi assaggiate la prima forchettata con cautela e cercate di non svenire. Mantenete un real contegno… o forse no, esultate pure! 
Le fettine di carne sono tenere, si sciolgono in bocca e diffondono un sapore delicato ma intenso di spezie, mentre la ricotta è un’apoteosi di latte e lussureggiante morbidezza: le loro consistenze unite non potranno lasciar nessuno indifferente.
Potrete accompagnarle a dei pezzi di pane ma non ve lo consiglio: assaporateli in purezza, godetevi l’esperienza e non pensate alla sazietà – a cui giungerete, ve lo prometto.

Si percepisce la mia totale devozione a questo tagliere?
Mi immaginate nell’atto di adorarlo?
Perchè è tutto vero.

Provatelo al più presto e, come sempre, raccontatemi com’è andata.

Dove
Sapori Solari
Via Solari 48
Milano
Tel. 347 755 9993

Una serata da Zazà Ramen (Milano)

Posted on 28 marzo 2014 by in Etnicità diffusa, Lombardia, Milano, Piatti unici

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Allacciate una benda attorno alla testa, se possibile di stoffa bianca e con un sole rosso al centro.
Prendete le bacchette di legno e staccatele con un “toc!” deciso.
Sedetevi con la calma di un guerriero e aprite il menù: siete da Zazà Ramen, e se manco un grido di battaglia (o esaltazione, fate voi) esce dalla vostra bocca o siete particolarmente addormentati o non comprendete la gioia che invade chi, come me, tanto ama questi piatti giapponesi.

Basta con ‘sto sushi: vogliamo gli spaghetti – e se sono fatti a mano è meglio.

Zazà è nell’ormai vivace via Solferino, circondata da altri rinomati ristoranti, locali e templi del cibo, e si nota per la presenza dei finti piatti di ramen appesi in verticale – poi potrete considerarli strani ma il Giappone ne è pieno.
Il locale è ampio e nasconde una grande sala sotterranea (se avete bisogno della rete chiedete la password del wifi) ma prenotate: come ogni “must eat del momento” è quasi sempre pieno.

A governare il menù sono queste scodellone ricolme di spaghetti, brodo e diversi condimenti (il cui prezzo che arriva ai 15 €), ma troverete onigiri (non memorabili), edamame, raviolini e stuzzicanti piatti orientali.

Scelgo quelli con maiale e verza, che ovviamente sono i più ricchi (per non dire “insani”) e ruoto la ciotola per osservare gli ingredienti: verdure, un uovo sodo tagliato a metà, spaghetti normali (ci sono anche integrali), una foglia di salvia, pancetta, fettine di maiale e brodo di miso (molto saporito).
Il tutto è perfettamente tagliato, articolato, composto, impiattato con quella commovente perfezione giapponese, dove ogni cosa è curata ed equilibrata.
Il mio palato apprezza moltissimo la morbida carne di maiale contrapposta ai croccanti pezzetti di carota, e si esalta verso il finale assaporando il brodo in cui sono rimasti pezzetti di verdura e spaghetti.
Come già detto, non abbiate timore di sporcarvi e schizzare tutti: è previsto nel pacchetto di questa esperienza.

Ah, una nota importante: non perdere l’occasione di andare a lavarvi le mani per vedere il meraviglioso lavandino (un pentolone enorme!) e provare l’ebbrezza dell’asciugamani elettrico dalla potenza di un caccia militare.

Dove
Zazà Ramen
Via Solferino 48
Milano
Tel. 02 36799000

L’hamburger di 02 (Milano)

Posted on 13 marzo 2014 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano, The Royal Challenge

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Cosa accade quando si scopre che uno dei migliori hamburger milanesi è proprio vicino al tuo ufficio e per tutti questi mesi non lo si sapeva? Semplice: si recupera il tempo perduto!

Certo, potevo immaginare che lo 02 – appartenente al circolo del 202, 212 e chi più ne ha più ne metta – potesse distinguersi nell’arte dell’amato panino, ma mai avrei pensato in cotanta eccellenza!

L’hamburger dello 02 ha una sola versione – manzo, pomodoro, insalata,  bacon, formaggio e salse – ma si distingue per squisitezza della carne, per precisione della composizione, per bellezza dell’impiattamento, per rilassatezza della sua degustazione: seduti comodi e tranquilli, in un locale sofisticato, curato e col personale gentile e solerte, avrete la vera sensazione di mangiare un panino gourmet.

Tuttora ne scrivo con una grande acquolina: ripenso ai succhi della carne che traboccavano a ogni morso, fondendosi con il formaggio saporito e il bacon… e sbavo sulla tastiera. Il pane non riusciva infatti a trattenere tutti i condimenti – era anche una delle rare volte in cui l’ho ordinato al sangue, consapevole dell’ottima qualità della materia prima.
La cucina ha i vetri che danno sulla sala: se si è abbastanza fortunati si può ammirare la bellissima creazione.

Niente orpelli o salse strane: solo un ottimo piatto, che ho saggiamente accompagnato da patate al forno invece che fritte.

Da assaggiare.

Dove
02 Restaurant
Corso di Porta Ticinese 6
Milano
Tel.  02 89420241

La Miso Soup di Casa Ramen (Milano)

Posted on 7 marzo 2014 by in Etnicità diffusa, Lombardia, Milano, Piatti unici, Primi Piatti

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Il ramen è il nuovo hamburger, che era il nuovo cupcake, che era il nuovo macaron, che era il nuovo sushi: a Milano va tantissimo, e altrettanto io ho bramato di provarlo.

Forte delle mie esperienze in Giappone, dove ne ho mangiati di eccellenti, mi sono recata da Casa Ramen colma di speranza: il mio regal pancino bramava una consolatoria scodella ricolma di brodo bollente, spaghetti e condimenti per sollazzare i sensi (e dimenticare una giornata terrificante, a dirla tutta).

Io e colei che mi ha convinta ad iniziare a correre abbiamo atteso sapientemente una quarantina di minuti (Frida e le sue birrette sono dietro l’angolo!) prima di accomodarci su degli sgabelli in un locale piccino e intimo: è un bel ambiente, carino e informale, che fa davvero “casa”. Una clientela alla mano viene unita al personale assai simpatico, e in men che non si dica è già amore.
Prenotare non è possibile, quindi lasciate il vostro nome e rilassatevi. Keep calm & la qualunque, come direbbe qualcuno.

Ordiniamo edamame e scodelle ricolme di ramen: io opto per la versione con brodo di miso accompagnato dai noodles fatti in casa, maiale, mais, bambù a listarelle, alga nori, germogli di soia e uova sode.
La porzione è generosa, il profumino invitante: il primo approccio è quindi positivo.
Seguiamo tutte le istruzioni per gustare il piatto: sorseggiare il brodo e lasciarsi inebriare, mangiare velocemente gli spaghetti (che altrimenti perdono elasticità), gustare i condimenti e terminare col brodo direttamente dalla ciotola, tenendola tra le mani come una cosa preziosa. Tradizione giapponese (che posso confermare di persona) vuole che si faccia un gran rumore quando si risucchiano gli spaghetti ma non fa per me: son pur sempre una regale assaggiatrice, the Queen non approverebbe.

Ed eccola, la placida sensazione di tranquillità che solo un buon piatto regala.
Questi miso ramen sono davvero deliziosi, saporiti, piacevoli e conviviali (schizzerete tutti i vostri vicini di sgabello, ma non sarà un grosso problema), un tripudio per chi adora i piatti in brodo e per chi cerca un boccone di vero Giappone a prezzo contenuto.
Ho molti amici che si lasciano spaventare dalle uova - sinceramente non capisco il perché – ma voi non commettete questo errore: provare, come sempre, è il miglior approccio.

Oltre al menù classico Casa Ramen offre dei piatti del giorno: ho notato uno shabu shabu assai invitante, ma non ce l’ho fatta – anche perchè lo chef ci ha omaggiate di un piattino con delle patate novelle avvolte da una sapidissima salsetta di soia che… evviva!

Approvato, consigliato e da riprovare al più presto.

Dove
Casa Ramen
Via Porro Lambertenghi 25
Milano
Tel. 02 3944 4560

Le melanzane croccanti del Wang Jiao (Milano)

Posted on 26 febbraio 2014 by in Antipasti, Contorni, Etnicità diffusa, Lombardia, Milano

melanzane

Io credo nel colpo di fulmine, soprattutto a tavola.
Sapete quando addentate il primo boccone senza molte aspettative e improvvisamente una scossa elettrica vi smuove tutti i sensi, accentuando i colori e i sapori? Ecco, allora è amore: accade quando meno te lo aspetti.

Ovviamente la mia ultima infatuazione è stata decisa, imprevedibile e fritta: sto per parlare delle melanzane croccanti del Wang Jiao, ristorante cinese di qualità situato in zona Porta Venezia, a Milano, scoperte per una serie di coincidenze. Tutto sembrava spingermi verso quel posto: dopotutto prima del concerto dei Maximo Park al Tunnel occorreva sostentamento (quante scuse!).

Il ristorante è molto carino e curato, ben diverso rispetto ad altri ristoranti cinesi.
Già alle 19.50 di un’apparentemente quieta Domenica sera era pieno, quindi il primo consiglio è quello di prenotare.
Il menù è vario e ricco di specialità: già vi dico che vi perderete nel consultare tutte le schede e sarete molto indecisi.

A onor del vero queste melanzane sono state ordinate dalla nostra amica di Paul Smith, che già le conosceva e apprezzava: io mi sono persa tra ravioli (ottimi) e spaghettini di grano saraceno in brodo (soddisfacenti e abbondanti, soprattutto in una fredda sera invernale), ma quando sono apparse quelle melanzane, tagliate per il lungo, fritte, intrise di una salsa agrodolce e cosparsi da semi di sesamo ho capito di aver combinato una sciocchezza.

Si sono sciolte morso dopo morso nella mia bocca, croccanti all’esterno e morbidissime all’interno: avete presente le ciliegie, che una tira l’altra? Eccovi la versione fritta, che vi darà pure assuefazione.

E’ quel piatto che va bene sia come antipasto sia come contorno, da sbocconcellare mentre chiacchierate - ha una temperatura simile a quella del Sole, quindi non si raffredderà sul più bello -, gustoso grazie alla salsa rossa sapida, con i semi di sesamo che scrocchiano sotto i denti e altre verdurine affettate che donano un tocco di freschezza.

Infine, un appunto: sebbene siano fritte, risultano abbastanza leggere. Non abbiate timore per la vostra linea e, al massimo, lasciate perdere i pezzetti di pane fritto che fanno da base: quelli sono abbastanza dimenticabili.

Dove
Wang Jiao
Via Felice Casati 7
Milano
Tel. 02 261 3224

L’Open | More than Books (Milano)

Posted on 24 febbraio 2014 by in Bar, Lombardia, Milano

Open

Molti la considerano una delle missioni della vita per cui vale la pena impegnare risorse e tempo.
Altri non ci dedicano così tanta attenzione, e la assolvono per caso o tradizione.
Infine alcuni non ci fanno molto caso, e forse è giusto anche così.

Però, diciamolo: quanto è rilassante, disarmante e consolante avere un “bar del cuore“, un “rifugio sicuro“, un “posto tutto mio” in cui sentirsi a casa e passare le ore a riprendersi, costruirsi, senza mai annoiarsi?

Io avevo Zanarini a Bologna, ma l’hanno così tanto cambiato e rovinato da snaturarlo e rendermelo inviso, quindi sono partita con la caccia a una nuova tana.

Così mi sono trovata da Open e i miei occhi hanno gioito dall‘unione di una libreria, una biblioteca, uno spazio per eventi, un co-working e un bar-ristorante da farmi riservare uno spazietto nel cuore.

Aperto tutti i giorni fino alle 21/22, è un locale che si presta a così tanti usi da renderlo unico a Milano.
È pure bello a vedersi, e questo è merito di Arredamento Lago e dei suoi mobili, dalle librerie sospese alle poltrone di elastici.

La parte bar-ristorante è rappresentata da Ottimo Massimo, che fornisce spuntini e pranzetti agli avventori e ai numerosi studenti o freelance impegnati tra libri e computer.

Per me è l’ideale per un caffè americano con qualche biscottino, da sorseggiare con un libro alla mano sprofondando in un divano: si tratta un ottimo rimedio per rilassarsi, trovare ispirazione, concentrazione e ripartire.
Nei weekend potrebbe risultare un tantino rumoroso e affollato: se cercate un po’ di quiete preferite i giorni feriali.

Dove
Open Milano
Viale Monte Nero 6
Milano
Tel. 0283425610

L’hamburger de Al Mercato (Milano)

Posted on 12 febbraio 2014 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano, The Royal Challenge

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Fermi tutti, immobili dove siete!
Ho da fare un annuncio così partecipato da generarmi emozione e scompenso cardiaco: ebbene, dopo molti tentativi e altrettante peripezie ho mangiato il famoso, leggendario hamburger de Al Mercato, a Milano!

Sono occorse costanza e un pizzico di organizzazione ma alla fine ce l’ho fatta e ora posso dire che la mia personale classifica ha guadagnato un protagonista: dopotutto che razza di ricerca al miglior hamburger milanese potevo fare senza contemplare lui e i suoi diversi piani di altezza?

Perché risulta così complicato impossessarsene?
Al Mercato si divide tra un ristorante e un burger bar: il primo è abbastanza grande mentre il secondo conta appena 12 posti – praticamente il personale è più dei commensali.
E qui viene il bello: non si può prenotare, quindi chi prima arriva prima mangia. Vedrete sempre una calca di gente in attesa presso le sedie posizionate sul marciapiede e abbracciate ai funghi-calorifero (d’inverno) o a bottiglie di birra fresca (d’estate).
Non siate ottimisti pensando “Chi vuoi che ci sia alle sette, alle dieci, a mezzanotte!“: Al Mercato non perdona, quindi organizzatevi per arrivare alle sette e prendete posto fino alle 19:30, orario di apertura.
Altrimenti abbiate una tonnellata di santa pazienza, certi che sarete ricompensati.
Ancora meglio, fatevi guidare da qualcuno che ha già vissuto l’esperienza (ciao M.!).

Non esistono hamburger “fissi”: ognuno può scegliere gli ingredienti per comporlo a proprio piacimento e ispirazione partendo da una base di pane, insalata, cipolla rossa, salsa della casa e pomodoro fresco.

Io, che non ho paura di niente che possa esser messo in tavola, lo ordino con bacon, cheddar invecchiato e carne mediamente cotta.
Ammetto che gioisco nel sapere che tra le birre disponibili c’è una lambic, e non me la lascio sfuggire.

Quindi arriva questo hamburger alto tra i 12 e i 14 centimetri, tenuto fermo da uno stecco di legno che guai toglierlo! e si presenta come un trionfo caotico e bellissimo di insalata trifolata e cascatelle di salsa e succhi della carne.
Praticamente cado subito in una sindrome di Stendhal e c’ho la tachicardia: è lì, in carne e pane, in mia presenza, concreto e invitante! Dopo averlo contemplato per mesi nelle foto su Instagram sto per farne esperienza!

Lo comprimo con decisione e senza il timore di sporcarmi – inevitabile e gradito – per sferrare il primo morso.

In una parola: squisito.
In più parole: ciò che mi ha colpita é la carne, che all’interno é rimasta cruda ma non al sangue – una perfetta media cottura! – e si scioglie in bocca provocando canti di lode sulle papille gustative.
Al quarto morso il panino si distruggerà, quindi avvaletevi delle posate.
Sorpresa anche per la cipolla rossa, saltata e resa dolciastra.
Il pane quasi diventa secondario vista l’abbondanza dei condimenti ma  risulta leggero e croccante, mentre vi troverete a lanciare insalata in ogni dove. Il bacon non s’impone e accompagna la carne con cavalleria.

L’unica nota di perplessità va al cheddar invecchiato: voi sapete che sono una fan di questo formaggio quindi mi aspettavo di cogliere un sapore pungente ma così non è stato, il suo gusto si è perso.

Insomma, ho avuto un’epifania e capito il perché di molte celebrazioni e acclamazioni.

Al Mercato ha sicuramente uno dei migliori hamburger di Milano, e lo posiziono sul podio, tra i primi tre.

Provate anche le patatine sommerse da salse, mentre l’apple pie è carina ma trascurabile: uscite da lì col sapore di hamburger in bocca e camminerete a mezzo metro da terra.

Infine, un appello: allargate il burger bar!

Dove 
Al Mercato
Via Sant’Eufemia 16
Milano
Tel. 02 8723 7167

L’hamburger di Burger Wave (Milano)

Posted on 5 febbraio 2014 by in La sagra del carboidrato, Milano, The Royal Challenge

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Qua si snocciolano classifiche sui migliori hamburger milanesi, torinesi, romani e di ogni galassia come se non esistesse altro, e io persisto la mia Royal Challenge, la ricerca del miglior hamburger meneghino.

E se mentre nelle suddette classifiche i parametri risultano misteriosi, io mi espongo chiaramente e dico che ne viene usato uno solo: il mio personalissimo gusto.

Essendo stata rimproverata per non aver ancora assaggiato quello di Burger Wave ho deciso di rimediare e mi ci sono appropinquata in un gelido venerdì sera.

Iniziamo con le premesse: bisogna averci pazienza. Se siete tra quelli che vogliono tutto-subito-perfettamente questo posto non fa per voi, perché l’attesa ci sarà che prenotiate o meno. Considerate che io non avevo chiamato (cioè, ci avevo provato ma senza successo), sono arrivata alle 21:45 e ho atteso un’ora per un tavolo per due. Fate i vostri calcoli.

Che sia un locale molto amato si nota dal gran via vai di persone e dell’atmosfera rilassata e allegra: sarà l’aria dell’Australia, a cui il Burger Wave ha attinto a piene mani?

Tra surf e cartelli con koala e canguri ordino il classico The Wave e le patatine con salsa barbecue.
Il rapporto qualità-prezzo è ottimo, probabilmente il migliore di Milano – e ricordiamoci che questo posto produce hamburger da ben prima che scoppiasse la moda! -, il menù presenta proposte originali (io quello con l’ananas dovrò assaggiarlo) e il servizio è più veloce di quanto mi aspettassi: dopotutto potete ammirare la cucina a vista e le piastre su cui vengono girate le “svizzere” (come le chiamiamo noi bolognesi) con un ritmo veloce, come una musica.

E qui lo dico: il loro bacon é strepitoso. Si sente che è stato preparato per essere croccantissimo e delizioso, decisamente saporito, salato, che fa tremare le papille. C’è dell’arte e della cura: io lo riconosco e lodo.

Un hamburger ottimo, della giusta dimensione e altezza, con le perfette dosi di elementi – carne di black angus grigliato, il suddetto bacon, una spessa fetta di formaggio, relish di pomodoro e una squisita mayonese alle erbe – che non esiteranno a sfasciarsi al terzo morso, come è giusto che sia.

Nota di merito alla salsa barbecue che ha accompagnato le patatine, servite in una porzione molto abbondante.

Gli elementi ci sono proprio tutti per far entrare Burger Wave in una posizione alta della mia classifica, e per renderlo una sacrosanta certezza del Naviglio Pavese, un punto di riferimento innegabile dove molte sicurezze non ci sono.

Dove
Burger Wave
via A. Sforza, 47
Milano
Tel. 02 36560461

In Salotto con il birraio, l’appuntamento mensile di Baladin Milano

Posted on 3 febbraio 2014 by in In alto i calici, Lombardia, Milano, Regali Eventi

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Cosa ricercate in un locale affinché rientri tra i vostri prediletti?
Quali parametri valutate? Menù, prezzi, musica, simpatia del personale, originalità degli arredamenti, pulizia, atmosfera, il sentirvi rilassati e “a casa”?

Nella mia personale classifica Baladin Milano soddisfa tutti questi punti, e devo ringraziare che sia in una zona di Milano da me poco frequentata altrimenti sarei lì quasi ogni sera per un teku di Isaac e un hamburger con l’ossobuco (che ho già ben osannato).

Se volete provarlo e passare una serata tra ottime birre ora avete un ottimo pretesto: Martedì scorso Teo Musso e Lorenzo “Kuaska” Dabove hanno presentato “In Salotto con il birraio“, un progetto che vede protagonisti i birrifici italiani e i loro creatori, e che si ripeterà una volta al mese proprio presso Baladin Milano.

Prenotarsi e il presentarsi affamati è consigliabile: degustando le birre protagoniste delle serate e  ascoltando aneddoti e racconti direttamente dai loro creatori si potrà cogliere l’occasione per assaggiare la cucina, tra le “fatatine”, gli hamburger e il fish&chips.
Se per disgrazia mancate la serata col vostro birrificio preferito non temete: le sue birre rimarranno ospiti per un mese intero, in cui sarà proprio doveroso presentarsi.

Si tratta di un progetto che apprezzo e promuovo: talvolta la birra è così tanto sottovalutata, considerata di serie “B” da suscitarmi un immenso fastidio, e in Italia ospitiamo delle eccellenze del settore che vanno conosciute e ascoltate.
Sono storie, sette belle avventure, “sette appuntamenti a parlare di un perché“.

Consultate il calendario e lasciatevi ispirare.

calendario completo

 

Birra Moretti in abito… Armani

Posted on 24 gennaio 2014 by in In alto i calici, Lombardia, Milano, Regali Eventi

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Non importa di cosa abbia voglia di mangiare per cena: una birra c’è spesso e volentieri.
Il solo gesto di stapparla mi infonde grande relax, e il primo sorso viene seguito da un grande sospiro di beatitudine.
Tutta questa regalità nasconde un animo da trappista, che gioisce nel veder il mondo della birra crescere e acquisire importanza.

Quando sono stata invitata alla cena presso il ristorante Armani per la presentazione della seconda edizione di “Birra Moretti, piacere in abito da sera” mi sono quindi sentita la perfetta candidata, e mi son ritrovata a casa: l’anno scorso avevo partecipato all’inaugurazione della prima rassegna, che si era tenuta presso il Chic‘N Quick di Sadler, e ne ero rimasta molto contenta.

Riassumendo: Birra Moretti in Abito da Sera si definisce “un percorso gourmand tra le vie di Milano”; dal 24 Gennaio al 7 Febbraio 20 ristoranti della città propongono un menù speciale (a prezzo fisso) a base di birra e con birre Moretti in abbinamento.
Come già detto apprezzo l’iniziativa proprio perché permette alle persone di approcciare un universo che in Italia è ingiustamente messo in secondo piano – vogliamo parlare dei meravigliosi birrifici artigianali? Io andrei ad abbracciarli uno ad uno, ringraziandoli per la loro passione e tenacia.

La novità di quest’anno è stata l’introduzione dei sommelier, che hanno creati dei drink equilibrati e particolari.

E quando la birra si unisce ad Armani… ecco, l’abito da sera mi pare d’ordinanza.
Vi aspettavate solo ambienti da Oktober Fest? I 20 ristoranti meneghini partecipanti sono tra il meglio che ci possa essere per qualità, raffinatezza e bravura dei loro chef – nel nostro caso, Giandomenico Melandri (mentre il sommelier – e restaurant manager – era Massimiliano Francavilla).

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Iniziamo da un antipasto corposo ma sfizioso: paté di fegatini di galletto su quadratini di polenta croccante sormontato da lamelle di tartufo nero. Primo abbinamento: una Birra Moretti Baffo d’Oro.
Inizio interessante: io non amo il sapore del fegato, ma a questi devo dare il mio plauso.

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Proseguiamo con un risotto con pistilli di zafferano, funghi trombette nere e ginepro, ovvero la portata che ho preferito.
Adoro il risotto: è puro comfort per il mio palato.

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Il secondo è stata un’esperienza: petto e coscia di piccione in due testure, pino mugo, barbabietola rossa e Birra Moretti Grand Cru.
Non avevo mai assaggiato il piccione: non mi ispirava. Poi mi sono lasciata convincere dalle mie commensali, che lo lodavano. Come carne mi è piaciuta ma devo ammettere che in questa versione non ne gusterei a oltranza.

Passando al predessert: Birra Moretti La Rossa, spuma di birra e amaretto. Un bicchierino sorprendente, molto saporito e bilanciato.

Infine il dolce era assai scenografico: un boccale di birra fatto da un cilindro di cioccolato bianco pieno di vaniglia, liquirizia e amaretto, con pure un paio di baffi in fondente attaccati e la spuma di Birra Moretti Doppio Malto.

Se l’anno scorso non siete riusciti a provare una di queste cene e ne siete incuriositi potete rimediare: l’elenco dei ristoranti aderenti sarà distribuito in molti punti, oppure potete contattare l’info line 348.2734525.
Sono sicura che consultando la lista dei piatti proposti (e i prezzi, che non sottovaluterei) troverete qualcosa che vi ispirerà.

Potete anche prenderla come una scusa per provare i nuovi posti “di cui parlano tutti a Milano”, come il Turbigo, il Taglio, Al Fresco.
Uniamo l’utile al dilettevole, insomma.
E brindiamoci su con un birrino.