21 August 2017
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Di cose buone e storie belle: la Frutta del Conte

Posted on 21 novembre 2016 by in La regal dispensa, The Royal Comfort Food

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Qualche settimana fa mi sono svegliata in quella che un po’ considero la “mia camera” a Torino, un posto in cui ho il privilegio di rilassarmi di tanto in tanto da quasi un decennio. Sorseggiando il caffè ho controllato le email e mi sono soffermata su quella di Stefania, giunta a sorpresa e altrettanto stupefacente: non era solo una presentazione della propria azienda ma anche un racconto a cuore aperto della propria realtà. E, trovandomi appunto in una città a me cara, l’ho sentita in modo particolare.
la-frutta-del-conteLa Frutta del Conte nasce dall’incontro di due ragazze, Stefania e Anna, nella città di Verona. La prima vive in Sicilia e la seconda a Ferrara ma sono rimaste grandi amiche, tanto da imbarcarsi in un’avventura che trova solide radici nell’esperienza nell’agricoltura della famiglia di Stefania, imprenditori tenaci. Il legame con la propria terra natia è uno degli elementi più emozionanti del racconto, fatto di carezze che profumano di limoni e arance.

Fondare e portare avanti questo progetto non è facile, e non per la distanza tra le due amiche: ci sono pregiudizi, ostacoli e l’essere donne, ahimé, non aiuta. Però loro vanno avanti, facendosi forza e trasmettendo una grandiosa passione.

la-frutta-del-conte-3Sul sito si possono scoprire più informazioni sull’azienda e, soprattutto, acquistarne i prodotti: frutta fresca e marmellate. Ed è proprio vero che i limoni hanno un profumo divino e che si possono mangiare a morsi, così come i mandarini possiedono una buccia spessa e dolce che lascia un delicato olio sulle dita.
La marmellata di arancia e zenzero è dolce, delicata, mentre quella di limoni regala una scossa di sapore intenso e soddisfacente, come se avessero racchiuso un’alba primaverile in un barattolino (ed è appunto la mia preferita).

Sapete, si parla tanto di storytelling: tante aziende provano a sfruttarlo, ma poche ci riescono. La Frutta del Conte ne è stato un eccellente esempio, e io vi invito a scoprirla meglio e assaggiarne le specialità, certa che non ne rimarrete delusi.

Il partito dell’insalata di riso con la maionese

Posted on 30 luglio 2015 by in Al regal supermercato, Son esperienze, The Royal Comfort Food

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Da sempre rimango affascinata dalle foto storiche, quelle in bianco e nero, stropicciate e sbiadite che raccontano storie di luoghi e persone. Non sempre sono carine e coccolose a vedersi – c’avete presente com’era l’omino Michelin? Lo spavento – ma rimangono pur sempre curiose e preziose.
Ecco, quelle delle aziende food mi fanno letteralmente impazzire quindi non bisogna stupirsi se, quando ho ricevuto la scatola legata da un elegante nastro blu di Hellmann’s, la mia attenzione è ricaduta tanto sui barattoli di maionese quanto sulla storia del marchio, costellata da immagini e aneddoti.

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Facendo un passo indietro, Hellmann’s è appena giunta in Italia. Proprio poco tempo fa ci avevo avuto a che fare, visto che aveva accompagnato la mia suprema mangiata di astice a Londra (e in effetti nella foto occhieggia sulla sinistra), quindi come non darle il benvenuto? Fatta con uova di galline allevata all’aperto e con una ricetta rimasta immutata da più di 100 anni, è riconoscibile per il fiocco blu e lo slogan “Bring out the best!“.

La sua storia risale al 1903, quando il fondatore Richard Hellmann emigra a New York e fonda una gastronomia. Dicono che non si aspettasse che la sua maionese sarebbe diventata la preferita al mondo, e io aggiungo che non avrebbe mai immaginato che il suo prezioso prodotto potesse essere usato in cotanta celestiale maniera da Francesca, a cui ho elargito la confezione top down per arricchire la sua squisita insalata di riso, così buona proprio per la cura nella preparazione degli ingredienti e delle loro proporzioni.

Quindi qua lo diciamo e lo ribadiamo: l’insalata di riso senza maionese è come un cielo senza stelle, come il pane con marmellata ma senza burro, come Parigi senza la tour Eiffel, come le sagre senza la porchetta. In breve: disperatamente desolata. Noi sosteniamo e ribadiamo il diritto e l’obbligo di andare al mare carichi di borse frigo e tupperware ricolmi di riso, verdurine, wurstel e mayo, e che sia abbondante e golosa. Senza salsa, dopotutto, sarebbe asciutta e indigesta, e vuoi correre questo rischio con quaranta gradi all’ombra? Ma no!

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E mentre Francesca ha preparato il delizioso piatto, io come ho tirato fuori il meglio di me? Impiegando quaranta minuti per creare un fiocchetto blu con cui abbellire la confezione di maionese, e gustando l’insalata fino all’ultimo chicco.
A ognuno il suo.

La Zizzona di Battipaglia (Salerno)

Posted on 1 maggio 2015 by in Piatti unici, Regali Eventi, Son esperienze, The Royal Comfort Food

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Oggi vi racconterò di come un pezzo di Campania giunse sano e salvo in Lombardia, incontrando una persona dal gran appetito che l’accolse in casa sua e imparò ad apprezzarla al primo assaggio.

Qualche settimana fa mi si presentò la Zizzona di Battipaglia, una meraviglia fatta latticino dal nome pittoresco per la sua inconfondibile forma femminile. Prodotta dal Caseificio la Fattoria, rende al massimo nella giunonica forma da un chilo, perfetta per soddisfare i più appassionati e le grandi tavolate.

Certo, come farle compiere un lungo viaggio e arrivare sana e salva nella mia regal casetta? Abbiamo fatto la prova.

Alla spedizione della mozzarella mi è stato inviato un indirizzo per il tracking online le soddisfazioni della vita: controllare del cibo in viaggio – ed è stata consegnata ai miei portinai. Sebbene sia rimasta una sera fuori dal frigo la qualità non ne ha risentito: era imballata con cura da diversi strati e quando l’ho aperta era ancora molto fresca. Vediamoli.

Il primo era una box di polistirolo quadrata, ben sigillata e protetta, contenente una scatola di cartone spesso con l’inconfondibile immagine della sorridente mozzarella.

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Aprendola mi sono trovata di fronte a un’altra scatola di polistirolo in cui trionfava un sacchetto di plastica ben annodato contenente la mozzarella di bufala immersa nel proprio liquido di governo ancora fresco.

Il vero stupore, il devastante colpo al cuore, il momento del felice delirio avviene però quando si estrae la zizzona e la si posa su un piatto, in tutto il suo fulgido biancore e dolce profumo.

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Ho iniziato a scattare fotografie per mandarle ad amici e conoscenti, pubblicandole su Twitter e facendomi detestare più o meno da tutti, spronata da una sensazione di euforia piuttosto contagiosa.

A tal punto dovete lasciare la mozzarellona a temperatura ambiente affinché diventi ancor più deliziosa. Non abbiate fretta e sarete ripagati. Sì, potete continuare a contemplarla.

Come rovinare tal opera d’arte? La verità è che mi sono fatta pochi scrupoli prima di affondare il coltello e tagliarne una sezione.
La felicità mi ha pervasa, che era diverso tempo che non assaggiavo un prodotto simile, e vi assicuro che non ho avuto molte difficoltà nel farla fuori in pochi, pochissimi giorni – d’accordo, un po’ l’ho offerta anche ai colleghi, che hanno molto apprezzato.

Trovare a Milano una zizzona ed essere sicuri della sua qualità e freschezza non è molto semplice, quindi ringraziamo la tecnologia e i suoi progressi: da ora, via con lo shopping latticino!

La vera Zizzona di Battipaglia ha un comodo e-commerce da cui potete farvi recapitare ogni bontà nei casi di maggior necessità. Mettete che vi svegliate nel cuore della notte con una voglia incredibile di mozzarella di bufala: aprite il sito e ordinatela secondo il vostro appetito. Oltretutto trovate nodini e altre prelibatezze, che non sia mai che rimaniate senza.

Ora manca solo l’estate, da festeggiare con memorabili capresi.

La prova assaggio che non ti aspetti: i Fonzies Choco

Posted on 31 marzo 2014 by in Junk Food (ma sempre regale), Regali Eventi, Son esperienze, The Royal Comfort Food

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Ne avrete sentito parlare.
Avrete visto le pubblicità, i manifesti, i banner.
Qualcuno vi avrà detto di averli visti al supermercato, al bar, in autogrill.
E voi avrete pensato a un pesce d’aprile, a uno scherzone, un’allegra burla.

No no, miei cari: i Fonzies Choco esistono, e ci hanno invasi con tutta la loro croccante imprevedibilità.

Per scoprirli io e un folto gruppo di avventurieri abbiamo percorso un tour serale tra i luoghi della street art milanese, sorprendendoci nel trovare opere interessanti dove meno potevamo pensare.
Avevamo una guida d’eccezione – KayOne -, un pulmino, dodici strati di vestiti per combattere la glacial umidità e una voglia crescente di giungere all’ultima tappa per constatare l’esistenza di questi tanto vociferati “salatini” che andavano oltre la nostra immaginazione.

 

Io li ho visti.
Io li ho assaggiati.
E io ora vi dirò come sono: vi racconterò la vera Fonzies al cioccolato experience, con uno slancio che manco Indiana Jones nel tempio maledetto.

Apro il sacchetto: un forte aroma di cioccolato mi invade il naso. È al latte e caramello, quindi assai dolce.
La curiosità aumenta.

Ne afferro uno tre le dita e lo osservo a 360 gradi: ha la forma bitorzoluta di un fonzies ma è più spesso. Il “Se non ti lecchi le dita godo solo a metà” rimane, perché sui polpastrelli rimane una leggera patina cioccolatosa che… Oh, vorrai mica lasciare lì?

Assaggio.
Il Fonzies è croccante, la sua anima non è stata intaccata: il mais scrocchia sotto i denti ma, attenzione, il sapore di formaggio è molto ridotto. Si sente ma è sopraffatto dal caramello, tutto sommato in modo equilibrato. Verso la fine si sente un pizzico di sale, e questa è la parte che mi piace di più (veneriamo tutti il cioccolato salato!).

Livello di pesantezza? Per i miei regali standard non è eccessivo: si tratta pur sempre di un salatino ricoperto di cioccolato ma pensavo che al primo sacchetto mi sarei accasciata al suolo. No, c’è qualcosa che dà assuefazione e che spinge a continuare, proseguire, insistere.

Sapete quando avete bisogno di qualcosa di estremamente goloso per riprendervi dopo una giornata assurda? Credo che abbiano inventato i Fonzies Choco apposta per questo.

Sono un’esperienza da provare almeno una volta: ardita e inconsueta, ma così potrete vantarvi presso i vostri amici e dire “Io l’ho fatto“.
Morale della fiaba: sono tornata a casa con una cassa gialla/marrone piena di sacchettini. Se bussate alla mia porta posso organizzare un test d’assaggio – e io non vedrei l’ora di vedere le vostre reazioni!

Il muesli di Dorset Cereals

Posted on 5 marzo 2014 by in Al regal supermercato, The Royal Comfort Food

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(foto di Jovike)

Io sarò anche negata in cucina ma quando si parla di “colazione dei giorni festivi” gioco la carta dell’inventiva, che mi permette di imbandire la tavola di qualsiasi bontà mi abbia ispirata. E poi, da quando Fra mi ha illuminata sull’arte dei pancake non ce n’è per nessuno.

Tra succhi, yogurt, muffin, macedonie e barattoli di Nutella e marmellate fatte in casa da mia nonna trova uno spazio sicuro e saldo una confezione di muesli di una marca non conosciutissima e poco reperibile in Italia, e di cui vi innamorerete – soprattutto se siete amanti dell’articolo; in caso contrario vi ricrederete.

Ecco quindi cosa non può mancare nella vostra regale dispensa, che per una volta non é ad alta percentuale di sugna: i Dorset Cereals.

Altro che il muesli triste che eravate costretti a mangiare da piccoli: questo è un concentrato di bontà ed energia disponibile in molte varianti – con tanta frutta, con miele, normale o super crunchy, ricco di nocciole, mandorle, uva passa, albicocche e datteri essiccati e noci del Brasile.
Forse avrete capito che questo – il “Gloriously Nutty” – è il mio preferito in assoluto insieme a quello “base”.

Dove acquistarli? Io da quasi dieci anni mi affido a Eataly, dove potete trovare tutte le varianti, ma qualche volta si trova anche nella grande distribuzione.

Con latte o yogurt, questo muesli genuino e squisito vi donerà un risveglio senza sensi di colpa e vi darà quella carica necessaria a farvi uscire dal letto.

… Perché, voi nei weekend non fate colazione tra le lenzuola?!

I the di Whittard

Posted on 14 febbraio 2014 by in In alto i calici, The Royal Comfort Food

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L’inverno ormai volge al termine e io voglio rivelarvi qual è la magica pozione che mi ha permesso di sopravvivere più o meno indenne nelle più glaciali notti milanesi, quando gli orsi polari bevevano al Tasca e decine di pinguini si rifugiavano al Plastic.

Questo più o meno segreto elisir me l’ha fatto conoscere la mia fida Fra, conosciuta anche come MADREEEH (si clicchi sul nome per cogliere la nobile citazione), che me l’ha servito durante uno dei suoi splendidi brunch: al primo sorso ne sono rimasta conquistata, tanto da spingermi a farne un’ingente ordinazione online.

La regina sarebbe felice dato che si parla di una marca inglese e dei suoi the: Whittard.

Quando qualche mese fa mi sono giunti i preziosi barattoli contenenti tre tipi del loro the solubile non avrei mai pensato di aver trovato un nuovo prezioso ingrediente da aggiungere al rito serale della “tisanina-post-mangiata-colossale”, eppure… .

Io ho assaggiato Lime & Lemon, English Fruits e DreamTime, e non saprei indicare quale preferisca: diciamo che soddisfano diverse esigenze di gusto e di momento.

Così potevo giungere a casa in qualsiasi ora (anche la più piccola), scaldare l’acqua e preparare una mug ristoratrice e bollente nel giro di quattro minuti – quattro. Una gran comodità, per me che uso anche volentieri le tisane con infusione da quindici minuti, ma non quando la pazienza è finita e il bisogno di scongelarsi impellente.

Tre cucchiaini di questa delizia e il sospiro soddisfatto viene da sé.

Nota dolente? Essendo un the solubile è ovviamente pieno di zucchero ma i sapori sono decisi e esaltanti. Lo dico io, che non sopporto il “troppo dolce”.

Oltre al the solubile, Whittard vende anche the in bustina, cioccolate, caffè, biscotti (quelli al caramello salato sono realmente deliziosi) e tanti accessori. Se resistete con difficoltà al food-shopping non avvicinatevi al suo sito!

Se invece volete allenarvi per un the delle cinque con sua Maestà, andate ed esplorate, fatevi ingolosire e in breve tempo riceverete un pacchetto full of joy!

Comfort food: le Melighe di Mondovì

Posted on 21 novembre 2013 by in Al regal supermercato, The Royal Comfort Food

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 Disclaimer: come mi hanno fatto notare (ciao Nostra Signora Protettrice del Risiko!) si potrebbe pensare che questo post sia sponsorizzato. Ebbene no, è tutta genuina e autentica farina (ed è proprio il caso di dirlo, visto il soggetto) del mio sacco 🙂

Il freddo sopraggiunge.
La pioggia, il gelo, la neve.
Winter is coming, my brave friends, e la voglia di uscire sempre a cena o per aperitivi cala (cioè, dovrebbe, ma voi sapete che nel mio caso non riguarda così).

Comunque ci stiamo inoltrando in quel momento in cui altro non si brama un plaid, un divano, un libro e qualcosa di buono da mangiare.
Occorre quindi premunirsi e riempire le credenze di squisitezze, ricercate prelibatezze, divine bontà.

Si apre la caccia al perfetto comfort food, cittadini di Westeros, sudditi della corona e templari del sacro frigo!
Manco a dirlo, c’ho qualche suggerimento per voi e che potete trovare e provare nella maggior parte delle città italiane.

Iniziamo così da dei biscotti.
Oh, non pensate a dei comuni frollini, per favore: stiamo parlando di burro che si mescola a farina di mais ottofile macinata a pietra e farina di frumento.
La farina di mais regala quella stupenda consistenza, quello sgranocchiare, quel spezzarsi e divenir friabile da commuovere. Le piccole briciole che restano sulle dita lasciano un profumo di genuino, e la ruvidità risveglia tutti i sensi.

Come potere resistere alle Melighe di Mondovì, orgoglio del consorzio Paste di Meliga del Monregalese?

Io acquisto sempre quelle di Michelis Egidio, presso Eataly: si presentano nella loro grandezza medio-grande accuratamente disposte nelle confezioni di diverso peso.
Ne bastano tre per essere più che soddisfatti – mica come altri, che devono essere mangiati a dozzine – e sono perfette con un the caldo, un caffelatte, un succo di frutta (ma anche così).

Sono il mio comfort-biscotto, quello che compro quando vado a Torino e che centellino, mangiandone uno o due di sera, mentre sorseggio una tisana bollente.
Tu per rilassarti e addormentarti usi la valeriana? Io le melighe! Sono scelte.

E poi, lo scrive anche Sara (nel suo nuovo ebook) che dei biscotti golosi sono assolutamente fondamentali in una dispensa!

So che questa nuova rubrica attirerà molte vostre ire: non avrete più scuse per non sperimentare in prima persona i miei consigli mangerecci.
La vostra dieta sarà compromessa, ma il vostro cuore gioirà.

La burrata Murgella

Posted on 13 giugno 2012 by in Al regal supermercato, Piatti unici, The Royal Comfort Food

Weekend rocambolesco, come alcuni sapranno.

Dato che poteva andare assai peggio e che tutto è bene quel che finisce bene, come sopravvivere alla forzata (ma per fortuna breve) reclusione in casa?

Fate così:
a) chiamate un’amica/un amico che possiede enorme pazienza;
b) chiedete un favore (promettendo di sdebitarvi, un giorno);
c) date indicazioni verso l’Esselunga più vicina;
d) resistete alla tentazione di farvi acquistare il peggior junk food (difficile, lo so, ma ingozzarvi come oche quando avete poca possibilità di movimento non è una gran idea, e se me ne rendo conto persino io…);
e) dirigete il messaggero verso il reparto frigo;
f) fategli acquistare la burrata Murgella;
g) abbracciate con commozione l’amica/amico;
h) rimanete in contemplazione del tesoro che troneggia nel frigorifero.

E qua già sento le voci dei pugliesi DOC: “Aaah! Una burrata confezionata! Orrore e tragedia!“.
C’avete pure ragione eh, nulla può battere i prodotti freschi, ma vi assicuro che questa burrata vi stupirà: lo dico e non lo nego, è persino più buona di certe burrate presumibilmente fresche (o spacciate per tali). E’ un barattolino di felicità da tenere a portata di mano (prestando attenzione alla data di scadenza, ovvio).

(altro…)

The Royal Frappuccino

Posted on 4 aprile 2012 by in America, Junk Food (ma sempre regale), The Royal Comfort Food

Faccio fatica a credere nelle sirene, ma quando si tratta di quella di Starbucks ogni dubbio crolla: lei è una certezza.

Oh sì, questa saccheggiatrice di frigoriferi ha una predilezione per la catena di caffetterie americana, tanto da cercarla in ogni luogo, città o paesello all’estero con una tenacia incredibile: riuscissi a stare a dieta con la stessa forza di volontà, sarei Miranda Kerr.

Starbucks è legato a molti ricordi e più volte è stata un’ancora di salvezza, un rifugio, un posto famigliare in cui abbarbiccarsi tenacemente: ritrovare ovunque gli stessi sapori è una sicurezza psicologica, soprattutto per una come me, così legata al senso del gusto.

Sono stata introdotta ai sacri segreti di Starbucks durante un viaggio studio a Madrid, da una compagna di classe esperta grazie a una sua esperienza in America, e la prima cosa che ho assaggiato è stato proprio il frappuccino, una via di mezzo tra uno shake e un cappuccino, assolutamente insano e calorico ma dal sapore che crea dipendenza, ghiacciato che è un piacere, fedele compagno di relax.

Da lì, da quello store che era situato vicino al Prado (che tristezza quando son tornata e ho scoperto che era stato chiuso!), sono seguite una serie innumerevole di prove e test per giungere a quello che ritengo il Royal Frappuccino, ovvero il mio preferito in assoluto, nonché quello che consiglio a tutti coloro che si avvicinano alla catena americana per le prime volte. (altro…)

L’Haagen Dazs Pralines and Cream

Posted on 21 marzo 2012 by in Dolci, Junk Food (ma sempre regale), The Royal Comfort Food

La scena è questa, e si è ripetuta molte volte: quattro ragazze che, nell’oscurità di una stanza, fissano un televisore su cui passano le immagini della trilogia del Signore degli Anelli. Sono avvolte in un plaid e tra le mani tengono la coppa della vittoria usando un cucchiaio come scettro decisionale.
E se voi già immaginate che quelle persone siano la regina Elisabetta con la sorella e due amiche no, siete fuori strada.
Qui si parla della sottoscritta e di una delle sue ossessioni alimentari: l’Haagen Dazs.

Haaaaaageeeeeen Daaaaazs!
Il miglior gelato confezionato sulla piazza, oh mangiatori!
Un trofeo di golosità!
Una risposta a molte domande: giornata pesante? Haagen Dazs!
Casini sul lavoro? Haagen Dazs!
Siete più litigiosi di Attila? Haagen Dazs!
Volete dimagrire? No, ok, Haagen Dazs non è la risposta, ma con quale cuore posso dirvi “Minestrone”?

Il mio preferito in assoluto? Pralines and cream.
Descriviamolo, per il vostro diletto.
Togliete il barattolo dal freezer e lasciatelo dieci minuti a scongelare, fissandolo come se aveste lo sguardo incendiario di Ciclope (quello di X Men, capito?).
Levate il coperchio, eliminate la pellicola, immergete il cucchiaio (e si badi bene: cucchiaio, non cucchiaino, che non renderebbe giustizia) e sollevate una porzione generosa di gelato, strappatela dal resto, conquistatela e assaggiatela. (altro…)