28 June 2017
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The Botanical Club (Milano)

Posted on 13 giugno 2016 by in Bar, In alto i calici, Lombardia, Milano

TheBotanicalClub1Del rinnovamento totale del quartiere Isola di Milano si parla molto, nel bene (più sicurezza, vita, ordine) e nel male (affitti mostruosi, massiccia gentrification, chiusura delle botteghe storiche). In ogni caso, un cambiamento era necessario: ricordo che anni fa, appena giunta in città, ho partecipato a una cena in uno dei ristoranti della zona e quando è giunto il momento di tornare a casa e ho espresso l’intenzione di prendere la metro son stata prontamente reguardita con un “Vuoi rischiare la vita?“. Giusto per rendere l’idea.

Ora ci si può passeggiare amabilmente e scoprire le vivaci piazze, i bellissimi palazzi e la sorprendente offerta di locali per ogni gusto. E visto che il mio ricerca spesso cocktail degni di un alchimista ho dovuto provare il The Botanical Club.
TheBotanicalClub2L’arte del gin, sottovalutato elisir dalle migliaia sfumature e interpretazioni, si è finalmente insinuata anche in Italia e, come spesso accade, è Milano che se ne fa portavoce.
Il Botanical Club è un bel locale dalle luci soffuse in cui si respira aria di Manhattan e party fashion, internazionale e charmant. Che scegliate i tavolini all’aperto o all’interno, potrete sorseggiare pregiati e talvolta rari gin d’importazione, lodando la termine del proibizionismo e concedendovi di sperimentare le perfette combinazioni tra toniche e alcool, laddove la ricerca del proprio gin ideale è ormai uno status quo.

Una carta ricca e allettante viene ancor più resa interessante da un gin distillato proprio dal The Botanical Club e accompagnato dalla propria branded tonic che permette un’esperienza unica e promette di affezionare.
Lo provo in una serata di lunghe chiacchiere, apprezzando l’atmosfera cosmopolita, la simpatia del personale, le decine di bottiglie accuratamente etichettate disposte sulle mensole e la bottiglia d’acqua sempre offerta al tavolo per non confondere la sete con il piacere di una degustazione.

TheBotanicalClub3Il gin è fatto di ricette segrete e ignoti equilibri quindi mi risulta simpatico, e The Botanical Club ne diventa un ottimo rappresentante e rifugio per gli estimatori.
Anche il menù della cena pareva curioso: non ho avuto occasione di sperimentarlo ma il buon bere mi invoglia a farlo.

Dove
The Botanical Club
Via Pastrengo 11
Milano
Tel. 02 3652 3846

Orso Laboratorio del Caffè (Torino)

Posted on 6 maggio 2016 by in Bar, Piemonte, Torino

Orso Laboratorio di CaffèLe mie migliori figuracce avvengono quando le persone mi chiedono di consigliare un posto per un certo scopo in una certa città e io rispondo, quasi stizzita, “Guarda sul mio blog!” convintissima di averne scritto e invece no. Geniale, l’avrò fatto in qualche universo parallelo.

La verità è che il tempo è infingardo: quando son stata da Orso Laboratorio del Caffé, incredibile mecca per il amanti del caffè a Torino, era il 30 Dicembre 2015. Ora siamo a metà 2016 ma a me sembra l’altro ieri: ne ricordo perfettamente i dettagli, gli aromi, gli arredi, la luce soffusa che filtrava dalle finestre, i giornali e le chiacchiere con Sandra (colei che me l’ha fatto scoprire), nonché la straordinaria sensazione di trovarsi in un luogo in cui poter imparare tanto sul caffè e su molte altre misteriose materie.
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Per esempio, voi sapete come si dovrebbe bere il caffè (e intendo un eccellente caffè, mica le insulse brodaglie che vengono propinate nella maggior parte dei bar come se fossero una medicina necessaria)? Dovete portare la tazzina al naso per percepire i primi sentori poi, senza abbassarla, “romperne” la superficie col cucchiaino e far salire altri aromi, quelli ancor più pregiati. Quante volte l’avrete visto fare? Poche, ma qui certamente sì: basta lasciarsi guidare dai saggi consigli degli esperti – anche perché la varietà di caffè e prodotti che trovate vi potrebbe suscitare una seria indecisione.

Tra le tazze e tazzine degli abitué, perfettamente disposte su credenze e mensole, trovate poi un pannello che si riferisce alla mistica usanza della lettura dei fondi di caffè. Dopotutto sapete che Torino ha la fama di essere una città magica, esoterica, quindi perché non lasciarsi trasportare?
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Sul fondo della vostra tazzina di caffè troverete un numero collegato a un consiglio, suggerimento o previsione. Io mi porto dietro il mio 48, “Usa l’astuzia”, come un piccolo mantra che non può nuocere, e su cui riflettere sorseggiando un’altra bevanda.
Ultima nota: Orso è direttamente collegato a Mara dei Boschi, una delle più rinomate gelaterie di Torino. Una combinazione micidiale e irresistibile.

Dove
Orso Laboratorio del Caffè
Via Claudio Luigi Berthollet 30
Torino

La colazione di Le Pain Quotidien (Francia)

Posted on 6 giugno 2014 by in Bar, Francia, Gluten free

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Lo so che si tratta di una catena alla stregua del milanese Princi.
Lo so che si trova più o meno in tutta Francia, dove ci son tante ottime panetterie (a dire il vero è sparso più o meno in tutto il mondo).
E sì, so che molti storceranno il naso.

La verità è che come mi sono trovata da Le Pain Quotidien durante le mie ultime visite é paragonabile a una grande e consolatoria salvezza.
Tipo quando brancolate da un’ora senza aver bevuto nemmeno un caffè, o la cena della sera precedente vi ha lasciati insoddisfatti e affamati.
Sia a Aix-en-Provence sia a Marsiglia mi sono rifatta, e posso consigliare:

a) il tortino al cioccolato gluten-free, che praticamente è fatto di cioccolato puro e scatenerà più endorfine nella vittoria dei Mondiali del 2006;

b) i croissant sono un tripudio di burro e croccantezza, proprio come devono essere;

c) infine, la marmellata di albicocche, di cui avrò mangiato metà barattolo da sola.
Prassi vuole infatti che sui tavoli ne siano posati diversi per la colazione e che io me ne sia servita, prima timidamente poi a cucchiai colmi. Piena di pezzi enormi di frutta, non troppo dolce e sollecitava il risveglio con il suo profumo primaverile. Perché non ne abbia comprato sei vasetti è tutt’ora un grande mistero, e sono ancora alla ricerca di un degno sostituto (anzi: suggerimenti?).

Gustarla con un sottofondo di musica classica e i raggi del sole di Aprile che filtravano tra le vetrate del negozietto di Marsiglia è una di quelle immagini che si sono radicate nella mia mente.

Insomma, tenete ben presente Le Pain Quotidien e non sottovalutatene la bontà.
Infine, se ci passate davanti… mi portereste un barattolo della sopracitata marmellata? Merci.

Il chiringuito di piazza Mentana (Milano)

Posted on 29 maggio 2014 by in Bar, In alto i calici, Lombardia, Milano

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Elenchiamo tre motivi per adorare la primavera:
1) le giornate si allungano;
2) sbocciano i fior;
3) riapre il chiosco di piazza Mentana!

Ho scoperto questo magico angolo di Milano l’estate scorsa, quando il caldo era opprimente e io avevo contratto un raffreddore incredibile. Avevo decisamente bisogno di una pozione per riprendermi e calmare i bollenti spiriti.
Così, attraversando le notturne vie di una città svuotata e bellissima, sono giunta nella piazzetta Mentana dove ho trovato decine di persone asserragliate ai tavoli, un bel rumore di risate e chiacchiere, luci violette/rosa soffuse e un gran avvicendarsi di camerieri e vassoi carichi di bicchieri.

Cosa bere, cosa assaggiare?
La specialità sono gli stravaganti mojito (trovatemi un cocktail più estivo, dai!): peperoncino, zenzero o, per mia immensa gioia, liquirizia? Avendoli ormai passati tutti in rassegna (diverse volte), confesso la mia totale predilezione per quest’ultimo, mai trovato o provato prima: equilibrato ad arte, dolciastro, ovviamente dalle tinte scure, produce un effetto rinfrancante grazie alla combinazione con la menta e rinfrescante per il lime e il ghiaccio.

Tutti i cocktail possono essere ordinati in due misure, normale e piscina. Ecco, sappiate che in questo secondo caso vi arriverà un bicchierone che basterà per un reggimento.

In orario aperitivo vi saranno serviti anche una mini-porzione di tartine creative e, soprattutto, l’immancabile cestino di arachidi da sbucciare cospargendo tavolo e vestiti.

Non c’è chirinquito che io adori di più.
Che poi sia vicino al mio ufficio altro non è che una meravigliosa combinazione.

Dove
Chiosco Mentana
Piazza Mentana
Milano

L’Open | More than Books (Milano)

Posted on 24 febbraio 2014 by in Bar, Lombardia, Milano

Open

Molti la considerano una delle missioni della vita per cui vale la pena impegnare risorse e tempo.
Altri non ci dedicano così tanta attenzione, e la assolvono per caso o tradizione.
Infine alcuni non ci fanno molto caso, e forse è giusto anche così.

Però, diciamolo: quanto è rilassante, disarmante e consolante avere un “bar del cuore“, un “rifugio sicuro“, un “posto tutto mio” in cui sentirsi a casa e passare le ore a riprendersi, costruirsi, senza mai annoiarsi?

Io avevo Zanarini a Bologna, ma l’hanno così tanto cambiato e rovinato da snaturarlo e rendermelo inviso, quindi sono partita con la caccia a una nuova tana.

Così mi sono trovata da Open e i miei occhi hanno gioito dall‘unione di una libreria, una biblioteca, uno spazio per eventi, un co-working e un bar-ristorante da farmi riservare uno spazietto nel cuore.

Aperto tutti i giorni fino alle 21/22, è un locale che si presta a così tanti usi da renderlo unico a Milano.
È pure bello a vedersi, e questo è merito di Arredamento Lago e dei suoi mobili, dalle librerie sospese alle poltrone di elastici.

La parte bar-ristorante è rappresentata da Ottimo Massimo, che fornisce spuntini e pranzetti agli avventori e ai numerosi studenti o freelance impegnati tra libri e computer.

Per me è l’ideale per un caffè americano con qualche biscottino, da sorseggiare con un libro alla mano sprofondando in un divano: si tratta un ottimo rimedio per rilassarsi, trovare ispirazione, concentrazione e ripartire.
Nei weekend potrebbe risultare un tantino rumoroso e affollato: se cercate un po’ di quiete preferite i giorni feriali.

Dove
Open Milano
Viale Monte Nero 6
Milano
Tel. 0283425610

I cannoli di Zucca (Torino)

Posted on 10 febbraio 2014 by in Bar, Dolci, Piemonte, Torino

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Se io potessi, oltre che stare sempre in vacanza (come direbbe il Lorenzo nazionale), mi sveglierei lentamente e beneficerei di una sacrosanta, tranquilla colazione. Adoro quelle all’inglese, con bacon & egg, spremuta d’arancio e caffè americano, che mi concedo non appena posso.

La verità è che nei giorni di lavoro rimango a letto il più possibile e, per una brutta abitudine dei tempi del liceo, non riesco a mangiare niente prima di uscire di casa: il bar è d’obbligo per un cappuccino accompagnato da una qualche delizia contenente alte percentuali di burro.

In uno dei miei weekend torinesi i miei amici mi hanno portata da Zucca, bar storico riaperto dopo 13 anni, e mi hanno dato due indicazioni:
1) assaggia i cannoli;
2) assaggia i tramezzini con il mascarpone tartufato
.
Posto che il secondo non mi pare si accompagni bene col caffè, abbiamo ordinato i primi.

Di media dimensione e deliziosamente dorati, la loro perfetta forma a spirale lasciava ben presagire.
Al primo morso ho scoperto che la pasta sottile e croccante racchiudeva una crema non troppo dolce dalla consistenza del velluto, ma potete prendere anche quelli con lo zabaione. Di certo sarete tentati di mangiarne a ruota libera: trattenetevi per le altre bontà di Torino.
Infine il cappuccino era un po’ piccolo – tre sorsi ed era finito – ma il sapore apprezzabile, senza il minimo sentore di bruciato (che trovo sempre più spesso, purtroppo).

Il bar Zucca si trova vicino alla stazione di Porta Nuova, quindi può essere una buona soluzione per una colazione veloce ma eccellente.
I prezzi? Un po’ sopra alla media, ma per un cappuccino e un cannolo (o due) si può fare.
Se volete invece prenderla con calma potete accomodarvi nella saletta al piano superiore.

Ah, una piccola nota.
Ovviamente non ho resistito e ho assaggiato anche i tramezzini con il mascarpone tartufato: ecco, c’ho avuto un leggero mancamento per l’ebbrezza. Rapitene un paio per merenda: non ve ne pentirete.

Dove
Bar Zucca
Via Gramsci 10
Torino

Il cannelé del Mint Garden Café (Milano)

Posted on 16 dicembre 2013 by in Bar, Dolci, Lombardia, Milano

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Per voi che mai siete sazi di novità Milano è una città ottima: non passa settimana senza che apra un qualche nuovo posticino in cui lasciare il cuore.

Così è accaduto quando sono andata da Mint Garden Café, così cosy che non ci si crede.
Aperitivo, pranzo, colazione, cena, spuntino, merenda: scegliete un’occasione, accomodatevi presso uno dei loro tavolini di vetro e ferro sottile, aprite il menù e scegliete.
Se avete voglia di qualcosa di buono lo troverete.

Io ho assaggiato il cannelé con salsa di cachi accompagnato da un caffè americano: una dolce pausa in una soleggiata Domenica pomeriggio.
Tra chiacchiere e bocconi i muscoli si sono distesi e i sensi risvegliati.

Non avevo mai sentito un cannelé e avevo voglia di sperimentare: non troppo dolce, grazie alla salsa mi è sembrato di gustare un pezzetto d’autunno. Forse l’esterno era troppo cotto ma, nel complesso, è stato più che apprezzato.
Il caffè americano – a cui aggiungo sempre una punta di latte freddo – ha controbilanciato con una punta di necessaria amarezza: sorseggiarlo tenendone la tazza tra le mani e guardarsi attorno – tra piante, fiori, rampicanti e grandi vetrate luminose – potrebbe infondervi una grande sensazione di pace.

Aggiungiamo l’estrema cortesia del personale, il loro suggerimento di provare uno tra i molti panini del menù e il risultato è che il Mint Garden Café potrebbe diventare uno dei vostri nuovi rifugi preferiti.

Dove
Mint Garden Café
Via Casati 12
Milano

La terribile caduta in disgrazia di Zanarini (Bologna)

Posted on 25 ottobre 2013 by in Bar, Bologna, Emilia Romagna

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(Alert! Questo post è pieno di aggettivi e iperboli che solo una drama queen come la sottoscritta potrebbe utilizzare a proposito di un bar. Prima di leggerlo si attivi la modalità “ironia” e si comprenda che i toni esagerati vengono utilizzati per stemperare l’atmosfera di profonda delusione che riempie il mio cuore a forma di dispensa)

Tristezza, mestizia, orrore e turbamento.
Sconquasso, terrore, A come Atrocità e doppia T come Terremoto e Tragggedia.
Stupore, tremore, incredulità e depressione.
Buttiamoci dentro anche tutti gli stadi del dolore, mezzo chilo di crudo, un quarto di mascella crollata inesorabilmente a terra e un sacchetto di sospiri, e otterrete tutto ciò che ho provato quando ho scoperto che…

… Zanarini ha cambiato gestione e non è più quello di una volta.

Voi non c’avete idea del turbamento provato nel momento in cui, tornata al mio bar preferito di sempre dopo diversi mesi d’assenza, l’ho trovato modificato nell’arredamento e nella qualità.
Mi è venuto un-attacco-di-panico.

Per spiegare tutto questo sentimentalismo permettetemi di raccontare qualche ricordo, che fungerà da suo epitaffio.

Zanarini era l’unico posto che mi spingeva a puntare una sveglia il Sabato mattina dopo una settimana di catastrofe e recarmi nel centro di Bologna. Era l’inizio di una giornata di ricarica.
Zanarini era il pensiero che mi spronava ad alzarmi presto mentre stavo scrivendo la tesi, una tappa fissa prima di recarmi in Sala Borsa a documentarmi e concentrarmi.
Zanarini era la certezza della giornata, col suo croissant salato che solo noi bolognesi sembriamo conoscere e apprezzare – e il cappuccino servito in una grande tazza, con la schiuma densa e la miscela di caffè perfetta.
Da Zanarini ho fatto aperitivi, colazioni, preso caffè con amici di passaggio e torte tenerine nei momenti di massimo bisogno; mi sono beata tra le crostatine alle fragole e i biscotti sablé, soufflé al cioccolato e créme; mi sono rilassata ai tavolini in piazza e bevuto the pregiati al piano superiore, saccheggiato tartine con mousse prelibate e sorseggiato Rossini.

Bene, la nuova gestione ha cambiato il meraviglioso bancone e le vetrine della pasticceria, riposizionato la cassa nel punto più scomodo di sempre e modificato il menù totalmente.

Vi assicuro che quando mi hanno dato il croissant sul piattino ho capito a vista che era diverso: addio patina burrosa! Addio croccantezza! Addio minuscoli grani di sale sulla superficie! Benvenute stopposità e insipidità, pesantezza e insoddisfazione!

E il cappuccino.
Il cappuccino!
Una tazza grande la metà della precedente senza più la Z impressa, con un contenuto che non giustifica più il costo alto (€ 1,60!).

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Gli ho dato due possibilità ma no, no, è tutto finito.

L’ultima onta è il vedere la scritta “Zanarini by Antoniazzi” all’entrata.
Chi siete voi? Da dove venite? Perché avete commesso questo scempio? Dove avete messo il bellissimo bancone semicircolare? Perché avete reso anonimo – con un arredamento pseudo minimal – un tempio sacro? Dove avete messo le tazze lineari ed eleganti? E soprattutto: CHE FINE HA FATTO IL CROISSANT SALATO?

Uscitelo! Resuscitatelo!
Se mi diceste che per anni ho mangiato un cornetto surgelato della peggior marca (cosa che escludo) ne sarei comunque sollevata, pur di riaverlo!

Quindi il mio destino è questo?
Tramandare al mondo la storia di “quando Zanarini era un paradiso a Bologna“?
Lo farò.

Intanto consigliatemi qualche altro posto, che così non posso andare avanti.

p.s. Se volete leggere cosa ne scrivevo quando era ancora un posto meraviglioso, eccolo qua.

La colazione del Café Europa 1989 (Copenhagen)

Posted on 26 settembre 2013 by in Bar, Copenhagen, Dolci

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A Copenaghen la colazione è probabilmente il pasto più goloso della giornata: con le varietà interminabili di dolci che hanno non può essere altrimenti.
Un inno al burro, certo, ma volete mettere iniziare la giornata così che con una tristissima brioche milanese e i camerieri che vi trattano male?

La mia colazione preferita è quella del Café Europa 1989, un locale che s’affaccia su Amagertorv, una deliziosa piazzetta crocevia delle strade dello shopping, sempre molto animate.

Di certo costa un po’ ma qualsiasi cosa ordinerete avrà una qualità alta e un gusto così delizioso da farvi ringraziare di esservi buttati giù dal letto. Inoltre in Scandinavia il cambio non ci è favorevole in generale, quindi meglio investire in una carica di buonumore ed energia!

Io, che sono esagerata e lo so, ho preso un caffè americano, una danish pastry (tondeggiante, burrosa, croccante e con un pizzico di cannella), yogurt con muesli, frutta secca e mirtilli freschi e, per non farmi mancare proprio niente, un “pancake” con marmellata (lo metto tra virgolette perché in realtà era una crepe).
Nella foto potete vedere come non sia riuscita a resistere e abbia fatto fuori la danish pastry nel giro di mezzo minuto. Scusate.

Camerieri in divisa assai complici, stoviglie sofisticate, un ambiente un po’ anni Venti e tutte queste delizie hanno suscitato il sorriso persino a me, che di mattina ci ho la simpatia di Annibale e di tutti i suoi elefanti messi insieme.

Dato che negli hotel danesi la colazione non è sempre inclusa il caffè Europa diventa l’ideale, ma anche per una merenda non è da dimenticare!

Dove
Café Europa 1989
Amagertorv 1
Copenhagen

La danish pastry del The Royal Smushi Café (Copenhagen)

Posted on 6 settembre 2013 by in Bar, Copenhagen, Dolci

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Se scorro i cibi che ho consigliato negli ultimi articoli mi rendo conto di aver parlato tanto di pesce e affini e aver abbandonato tutto il resto. Ho certamente dato una scossa alle mie conoscenze sul settore ma non vorrei proprio risultare noiosa, soprattutto a chi è diffidente nei confronti dei prodotti del mare.

Seguitemi quindi nella mia dissertazione: vi conduco a Copenhagen presso un locale adorabile sin dal nome.

Alzate la vostra fida mano a paletta, salutate – come ormai sapete fare benissimo – e datevi un tono: siamo al The Royal Smushi Café.
Voi penserete che io l’abbia scelto per un’ovvia assonanza, e io vi dirò che si è trattato di un caso: vagavamo nei pressi del negozio di regali porcellane danesi che si affaccia su una delle piazzette più carine della capitale vichinga quando abbiamo oltrepassato un piccolo cortile interno e scoperto questo angolo di femminile, cosy e raffinato relax, con i suoi dolci e i suoi caffè.

Nastri colorati pendono dal soffitto insieme a delicati sonagli, decorazioni di vetro, gabbiette di rame; la parete di fondo è lilla con fiori, animaletti; il soffitto presenta una trama di rampicanti grigi; il bancone è bianco e le teche di vetro custodiscono le bontà; poltrone di velluto sono disposte attorno a piccoli tavoli, mentre sedie bianche circondano banchi lunghi; sulle scansie riviste, biglietti motivazionali in scatole color carta da zucchero, smalti.
Il ritrovo perfetto per un the tra amiche o per una pausa dopo una lunga giornata di camminate.

Ordinate la danish pastry (altro non saprei come chiamarla): nella sua versione originale ha la pasta sfoglia burrosa, friabile, croccante, dai bordi più alti, mescolata a un pizzico di cannella e sormontata da glassa di zucchero e – in questo caso – marmellata.
Accompagnata da un caffè americano – servito in una delle tazze del servizio reale! – troverete il ristoro anelato, fare due chiacchiere o programmare le prossime mete.
Non provate nemmeno a cercare i biscotti al burro che ci spacciano per “danesi”: sono una mera illusione (poi vi racconterò di quando ho trascinato Azzurra per tutta la città, in piena notte, alla ricerca di questi biscottini).

Mi pare inutile dire che, se fosse in Italia, ci passerei tutte le mie colazioni, brunch o merende: con un nome così, dopotutto, sembra esser fatto apposta per me. Non sentite adorazione nelle mie parole?

Dove
The Royal Smushi Café
Amagertorv 6
Copenhagen