21 August 2017
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Di leggerezza e ricettine per l’aperitivo estivo

Posted on 28 luglio 2017 by in Antipasti, In alto i calici

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Pur essendo uno spirito da Autunno/Inverno (che detta così fa un po’ “fashion week”), negli anni ho imparato ad apprezzare e sempre più desiderare quella certa sensazione di leggerezza tipica dell’Estate.

Sapete benissimo di cosa sto parlando: stop ai maglioni e ai cappotti, al fondotinta e al rossetto, agli impegni pressanti e alla necessità di rinchiudersi in luoghi chiusi, e persino ai piatti laboriosi e agli intingoli tanto deliziosi quanto complessi. Ricerchiamo la semplicità in tutte le sue forme consapevoli che sarà magica. Stacchiamo la spina e seguiamo di più l’istinto, che spesso comanda anche ciò che mangiamo e ispira voglie che non ci negheremo.

Proprio così, con questi presupposti, la mia mente (o meglio, la mia acquolina!) ha elaborato una ricettina che ha ben risposto a tutte queste caratteristiche diventando protagonista di un indimenticabile e in un certo senso irriverente aperitivo sui tetti milanesi.

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Uova. Tonno. Capperi.

Da giorni non pensavo ad altro.

Ingredienti semplici verso cui provo ciclicamente un’irrefrenabile attrazione, soprattutto in questo periodo.

Una bottiglia preziosa e elegante di Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, il Brut Nature Le Rive di Santo Stefano di Val d’Oca.

Un terrazzo verso cui approdare, incastonato tra quelle che un tempo erano fabbriche operose e ora sono loft creativi, in una ventosa serata dal cielo terso.

Un’idea per un finger food semplice, classico ma con un paio di tocchi creativi: uova ripiene di tonno e capperi croccanti con maionese alla curcuma e fiori.

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Ingredienti (per 4 persone)

  • 6 uova;
  • 100gr di tonno all’olio sgocciolato;
  • 25/30 capperi croccanti (se non li trovate e volete usarne altri, dissalateli con cura);
  • 4 acciughe sott’olio;
  • due cucchiai di maionese;
  • un cucchiaino raso di curcuma;
  • pepe;
  • fiori eduli;
  • insalatina.

Procedimento:

  • bollite le uova per 6 minuti e lasciatele ben raffreddare, prima a temperatura ambiente poi in frigo;
  • tritate i capperi croccanti e le acciughe;
  • amalgamate maionese e curcuma in una ciotolina;
  • sminuzzate il tonno in una ciotola e aggiungete capperi e acciughe;
  • prendete le uova ben fredde, sbucciatele e tagliatele a metà;
  • con un cucchiaino togliete i tuorli e aggiungeteli al tonno, mescolando velocemente. Se volete un composto più leggero, usate solamente i tuorli di 4 uova;
  • infine, unite la maionese e una spolverata di pepe;
  • formate delle piccole quenelle con due cucchiaini e adagiatele dentro le uova, al posto dei tuorli;
  • guarnite con dei fiori eduli (li trovate nei negozi di gastronomia);
  • preparate dei piattini con una sottile base d’insalatina e adagiate le uova.

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In men che non si dica una mano sarà impegnata con questo finger food, l’altra con il calice di prosecco e il resto in meritate chiacchiere che traghettano la giornata verso il termine. 

Il Valdobbiadene è contraddistinto da un profumo di mela, agrumi e fiori bianchi, un gusto equilibrato ma molto asciutto e, con il suo retrogusto persistente, tiene testa a una preparazione carica di sapidità e sostanza. 

Il tutto votato all’insegna della leggerezza, la cui magia passa attraverso questi sorsi di piacere. 

*Questo post è stato creato in collaborazione con Val D’Oca, che vi ha riservato uno sconto del 10% sul primo acquisto: basterà accedere al loro e-shop e inserire il codice e416205d.
E… buona Estate!

The Botanical Club (Milano)

Posted on 13 giugno 2016 by in Bar, In alto i calici, Lombardia, Milano

TheBotanicalClub1Del rinnovamento totale del quartiere Isola di Milano si parla molto, nel bene (più sicurezza, vita, ordine) e nel male (affitti mostruosi, massiccia gentrification, chiusura delle botteghe storiche). In ogni caso, un cambiamento era necessario: ricordo che anni fa, appena giunta in città, ho partecipato a una cena in uno dei ristoranti della zona e quando è giunto il momento di tornare a casa e ho espresso l’intenzione di prendere la metro son stata prontamente reguardita con un “Vuoi rischiare la vita?“. Giusto per rendere l’idea.

Ora ci si può passeggiare amabilmente e scoprire le vivaci piazze, i bellissimi palazzi e la sorprendente offerta di locali per ogni gusto. E visto che il mio ricerca spesso cocktail degni di un alchimista ho dovuto provare il The Botanical Club.
TheBotanicalClub2L’arte del gin, sottovalutato elisir dalle migliaia sfumature e interpretazioni, si è finalmente insinuata anche in Italia e, come spesso accade, è Milano che se ne fa portavoce.
Il Botanical Club è un bel locale dalle luci soffuse in cui si respira aria di Manhattan e party fashion, internazionale e charmant. Che scegliate i tavolini all’aperto o all’interno, potrete sorseggiare pregiati e talvolta rari gin d’importazione, lodando la termine del proibizionismo e concedendovi di sperimentare le perfette combinazioni tra toniche e alcool, laddove la ricerca del proprio gin ideale è ormai uno status quo.

Una carta ricca e allettante viene ancor più resa interessante da un gin distillato proprio dal The Botanical Club e accompagnato dalla propria branded tonic che permette un’esperienza unica e promette di affezionare.
Lo provo in una serata di lunghe chiacchiere, apprezzando l’atmosfera cosmopolita, la simpatia del personale, le decine di bottiglie accuratamente etichettate disposte sulle mensole e la bottiglia d’acqua sempre offerta al tavolo per non confondere la sete con il piacere di una degustazione.

TheBotanicalClub3Il gin è fatto di ricette segrete e ignoti equilibri quindi mi risulta simpatico, e The Botanical Club ne diventa un ottimo rappresentante e rifugio per gli estimatori.
Anche il menù della cena pareva curioso: non ho avuto occasione di sperimentarlo ma il buon bere mi invoglia a farlo.

Dove
The Botanical Club
Via Pastrengo 11
Milano
Tel. 02 3652 3846

La Salsamenteria dei Monti Parioli (Roma)

Posted on 11 maggio 2016 by in In alto i calici, Roma

Salsamenteria1E se quando a Milano chiedi “Dove andiamo a fare l’aperitivo?” hai l’imbarazzo della scelta, nel momento in cui sei a Roma inizi a far fatica. Dopotutto lo sappiamo che l’happy hour è un concetto molto lombardo e che nella capitale i ritmi sono particolarmente diversi, ma non disperiamo: anche qua ci sono eccellenti soluzioni. Potranno anche non essere altrettanto mondane ma guardiamo alla soddisfazione del palato prima di tutto.

Prima meta: la Salsamenteria dei Monti Parioli. Inerpicatevi in questa zona disseminata di pregevoli villette e magnifici palazzi per raggiungere la bottega di Roberto Mangione, proprietario/patrono di questa istituzione locale che attrae e fa parlare per la incredibile selezione di champagne (più di 300) e di golosità gastronomiche. Ci trovate solo l’eccellenza fatta salume, formaggio o delizia giunta da ogni angolo del mondo, come le acciughe spagnole e il burro salato francese, nonché la miglior mortadella che io abbia mai assaggiato (e, essendo bolognese, ho gran voce in capitolo!).Salsamenteria2Dato che non chiude molto tardi e i posti son pochi vi suggerisco di andarci presto, accomodarvi e lasciarvi guidare in un viaggio sorprendente: scoprirete cos’è veramente la bresaola, lo speck vi si scioglierà in bocca, apprezzerete la morbidezza del prosciutto, vedrete diverse divinità con le fette di cecina spagnola e impazzirete per il carpaccio marinato. Poi scaglie di castelmagno, fette di formadi frant, distese di stilton contribuiranno a rendervi ancor più felici, mentre calici di champagne contribuiranno a esaltare un aperitivo che surclassa qualsiasi cena vi aspetti.

Più che una gastronomia, la Salsamenteria è un caveau pieno di ricchezze, e potrete andarci a qualsiasi ora per scoprire pian piano tutte le sue incredibili prodezze.
Giusto un accorgimento: tal qualità si paga, quindi siate morigerati. O, almeno, provateci.Salsamenteria3Dove
La Salsamenteria dei Monti Parioli
Via dei Monti Parioli 31
Roma
Tel. 06 3211 1318

L’Hugo del Ruggine (Bologna)

Posted on 3 febbraio 2016 by in Bologna, Emilia Romagna, In alto i calici

Il Ruggine (Bologna)Bologna ti adoro ma in questi anni t’ho ben persa di vista.
Che fai, che ti succede, c’hai programmi? Perché anche se ormai vivo a Milano (ma non troppo, in effetti) non posso non pensare a te e penare sapendo che tra i tuoi vicoli racchiudi misteri che non ho ancora svelato.

Questo spiegherebbe anche l’approccio che hai con i ristoranti e simili, che tendi a ben nascondere ponendomi in seria difficoltà quando i miei amici mi chiedono “Mi consigli un posto per (aggiungere: pranzare, cenare, un caffè, uno spuntino, ricchi premi e cotillon)?“. Ecco, ora ti prenderò in contropiede rilevando uno dei tuoi segreti, tale per i forestieri che non si avventurano oltre le due Torri ma assai meno per i locali che lo assaltano a ogni ora: il Ruggine.

(altro…)

Expo, UK, J&B Honey e le apine

Posted on 9 luglio 2015 by in In alto i calici, Milano, Regali Eventi

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Se in generale l’Expo è un posto in cui si possono incontrare cucine, culture e persone diverse, in quanto a originalità di ospiti speciali nessuno può battere il padiglione UK e le sue ronzanti apine – e no, non son di parte sebbene non veda l’ora che la royal family giunga a Milano (… prima o poi accadrà, vero?).

Per “conoscerle” ci si deve immedesimare, entrando in un percorso fatto di praticelli in fiore ad altezza naso che solleticano l’olfatto – margherite, erbe aromatiche, terra fragrante – fino a giungere all’alveare, un’alta struttura di pezzi d’argento e lucine intermittenti che racchiude una sfera collegata a un vero alveare a Nottingham, dove le api vengono percepite da dei sensori che rimandano impulsi, posizione è il classico bzzz fino a Milano.
Non potrà non sfuggirvi un “Oooh!”‘meravigliato, e non parlo perché son di parte in quanto umile fan di sua maestà.

Inoltre anche il mio palato ne ha particolarmente goduto grazie alla presentazione di una novità Diageo azzeccata con il contesto. Il miele delle nostre amiche api ha infatti incontrato il whiskey creando il J&B Honey, una sintesi tra potenza e dolcezza. Sebbene io non ne sia una grande bevitrice l’ho trovato piacevole: le note aromatiche lo rendono molto apprezzabile e bevibile, facile soprattutto per un pubblico femminile.

È facilmente utilizzabile nei cocktail come il ghiacciato J&B Sour, che già mi immagino sorseggiare sulle terrazze con vista mare con una solleticante brezza.

Quindi se pensate che il miele sia quel alimento che va spalmato sul pane o nella camomilla, preparatevi a una nuova esperienza: un bicchierino ricco di coccola e forza renderà la serata ancor più leggera, e chissà che anche la Regina non ne aggiunga un goccio nel suo tradizionale the.

Il Nottingham Forest (Milano)

Posted on 14 maggio 2015 by in In alto i calici, Lombardia, Milano

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Laddove io cerchi sempre di elargire consigli precisi e puntuali su cosa dovreste assaggiare in ogni tipo di locale, ristorante, chiosco o trabiccolo che sia, quando si tratta del Nottingham Forest trovo più sensato fare un passo indietro e lasciare carta bianca all’avventore, che potrà comodamente scegliere a seconda della sua curiosità.

Celebrato e ben posizionato nelle più famose classifiche internazionali, questo posto cocktail bar serve di quanto più originale, meraviglioso e incredibile sia mai stato concepito per riempire un bicchiere (o una mini vasca da bagno. O un teschio. O un boccale. O… vabbè, avete capito), e basta dare un’occhiata all’ampiezza del menù per rendersi conto che immaginario, creatività e qualità hanno trovato casa.

Io ci ho messo un po’ per provarlo ma ne avevo sentito parlare parecchio.
E’ che è sempre preso d’assalto, roba che gli Unni e Attila con gli elefanti sono dei dilettanti, quindi entrare e trovare posto è un’utopia a meno che…
… non vi presentiate a orari di media intensità, tipo la Domenica alle 18.

Così mi sono ritrovata catapultata nella foresta più nera tra maschere africane, corde, reti, fotografie in bianco e nero, cornici e orpelli etnici, e ho provato la mia prima esperienza “Nottingham” scegliendo il cocktail accompagnato da oyster leaves.

Che incredibile scoperta!
Al tatto e odore sembrano delle comuni foglie ma, non appena masticate, rilasciano lo stesso sapore dell’ostrica, intenso e potentissimo, tanto che mi sono bloccata sul posto e sgranato gli occhi, non riuscendo a capire come fosse possibile.
Sorseggiare la coppa di royal serve soprattutto per pulire la bocca e permettere di riprovare l’esperienza memorabile.

Non credo che esistano altri locali simili, a Milano o in Italia: la continua ricerca e la sperimentazione profuse lo rendono unico.
Andateci, ma tipo subito, e probabilmente mi ci troverete mentre tento di sorseggiare tutte le proposte del menù.

Dove
Nottingham Forest
Via Piave 1
Milano
Tel. 02 798311

The Gin Corner (Roma)

Posted on 21 aprile 2015 by in In alto i calici, Roma

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Perdersi tra i vicoli di Roma è altamente pericoloso: non solo di rischia di essere travolti da orde di turisti, motorini, auto, con sampietrini scagliati a destra e a manca, ma si finisce per scoprire delle chicche che diventano piacevoli ossessioni come The Gin Corner.

Nascosto dentro all’hotel Adriano in una via a pochi passi dal lungo Tevere, con i suoi 80 gin internazionali è il punto di riferimento degli amanti del genere nella capitale, provvedendo a dissetare e sopperire ogni desiderio grazie alla creatività e alla competenza dei bartender. Abbandonatevi tra le loro mani, e sarete più che deliziati dai loro speciali gin tonic.

Ne assaggio uno con gin Mumbasa, chiodi di garofano, chicchi di caffè bianco e la tonica cilena 1724, ghiacciato quanto basta per riprendersi da un pomeriggio di camminate e chiacchiere, speziato e dalle note delicate per divertirsi a ogni sorso, servito in un abbondante bicchiere per far durate l’aperitivo – o il post-cena – molto tempo.

Rilassante e tranquillo, è frequentato per lo più da turisti stranieri che soggiornano nell’albergo.
Avete un compito: visitarlo e dare estrema soddisfazione ai bartender, accomodandovi sugli sgabelli al bancone o nella saletta con i divani nera dalla testiera alta. La Regina e il suo Gin O’Clock approverebbero, e così io.

Dove
The Gin Corner
Via di Pallacorda 2
Roma
Tel. 06 68802452

La cena nottambula al Porto Fluviale (Roma)

Posted on 23 marzo 2015 by in In alto i calici, Piatti unici, Roma

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Principi della notte, signori dell’oscurità o, banalmente, voi che lavorate in agenzie e fate orari al di poco intensi e uscite quando il buio è totale, quanto avete bisogno di ristoranti aperti fino a tardi per sfamarvi e, addirittura, sorseggiare un cocktail per scacciare la tensione della giornata?

Giunta a Roma in una fredda notte di Marzo, col treno in ritardo e le occhiaie ad altezza ginocchia, mi son lasciata pacificamente condurre verso il Porto Fluviale, aperto fino alle 2 e dalla capienza sufficiente a garantire un celere ricambio.

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Le mie condizioni sono presto passate dal “pietoso” al “ora sì che si ragiona” già nel leggere il menù ma – chi voglio prendere in giro? – è al primo sorso di vodka sour con sciroppo di rosmarino e camomilla che le mie sinapsi hanno tirato un sospiro di sollievo.

Potete scegliere se accomodarvi nell’area pizzeria o in quella ristorante, entrambe ampie e dall’arredamento curato, ma sappiate che in quest’ultimo potrete assaggiare i “cicchetti“. Cosa sono? Micro porzioni di ogni tipo di pietanza, che uno tira l’altro. La scelta è vasta, l’acquolina molta.
Assaggio la zuppetta di ceci e funghi, il baccalà mantecato e il polpo saltato nel burro d’arachidi, poi attacco un tagliere di salumi e formaggi e, per non farmi mancare proprio nulla, concludo con una bavarese.

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La formula è divertente, poco impegnativa e per ogni tipo di tasche e appetito; l’ambiente è conviviale e suddiviso in aree tematiche, dal bistrot un po’ cupo a tavoli bianchi che fanno un po’ riviera.
E la chiacchiera è assicurata all night long.

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Dove
Porto Fluviale
Via del Porto Fluviale 22
Roma
Tel. 065743199

Lo SteccaLecca del Rita (Milano)

Posted on 6 marzo 2015 by in In alto i calici, Lombardia, Milano

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Al cuor non si comanda? E alle papille cosa vogliamo dire? L’innamoramento avviene al primo assaggio e diventa un bisogno primario, necessario, incondizionato.

Che a Milano si possa bere sempre meglio è un dato di fatto.
Che il Rita rappresenti un’eccellenza è stato già comprovato dalla sottoscritta, tessendo le lodi del Vodka Zen.
Che l’infatuazione passi per un nuovo menù, ormai è leggenda.

Lo SteccaLecca mi ha colpita per la sua composizione, che raduna il mio superalcolico preferito a una delle mie ossessioni alimentari – vodka e liquirizia – arricchendole con una leggera, bianca e sapida spuma di limone.

Il perché del nome è presto detto – e noi che siamo cresciuti negli anni ’80 e ’90 con le braccia infilate nei grandi frigoriferi dei bar lo sappiamo bene -, mentre il sapore richiede un piccolo inciso.

È fresco, uno di quei cocktail che berresti a oltranza senza problemi.
Disseta, e mi sembrerà ancor più azzeccato d’estate.
Il limone regala un certo pizzicore, mentre la liquirizia sorprende perché, oh, spicca.
E la vodka? Si percepisce il giusto, tenuta a temperatura dai cubetti di ghiaccio.
La soffice aria di limone sparisce ben troppo presto, permanendo più sopra le labbra come dei baffi.

Sono sorsi di felicità per riprendersi da stanchezza e pensieri, festeggiare o celebrare, cedendo a una profonda adorazione.

Dove
Rita
Via Fumagalli 1
Milano
Tel. 02837 2865

Scoprendo l’Unicum

Posted on 4 marzo 2015 by in In alto i calici, Milano, Regali Eventi

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Fino a non troppo tempo fa gli amari venivano utilizzati come medicinali capaci di porre rimedio a numerosi problemi. Dopotutto essendo infusi di erbe ad alto tasso alcolico il potere disinfettante c’è tutto, per non parlare di corroborazione e tempra. Trapela quindi qualcosa di alchemico e arcaico nella scelta di componenti e proporzioni, frutto di tentativi, sbagli e sapienza.
In effetti quando guardi la bottiglia dell’Unicum pensi a un’ampolla contenente un magico elisir, e non ci si discosta dalla realtà.

La storia di questo orgoglio ungherese è stata appassionatamente raccontata – e da me curiosamente ascoltata – proprio da Izabella Zwack, discendente di questo medico del ‘700 della corte di sua maestà e creatore di un amaro composto da 40 ingredienti e prodotto ancora a Budapest, nella prima fabbrica. Ed è la città natia a far la differenza, a partire dalla propria acqua essenziale per ottenere un risultato eccellente.

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Spesso viene definito “una bomba” per il sapore che sa scuotere chiunque, unico come il suo nome e composto grazie a una ricetta inalterata e conosciuta da pochissime persone – tra cui Izabella, ovviamente.
Eppure pasteggiarci non è affatto impossibile, anzi: i cocktail assaggiati hanno accompagnato dei piatti tutto sommato delicati – da prosciutto e carpaccio d’ananas a risotto allo zafferano fino al branzino in forno – senza sovrastarli.

Una grande scoperta è l’Unicum barricato alla prugna, dal sapore dolce e corposo, che si può usare nel drink Plum & Soda.
E, per una volta, mi permetterò di condividere con voi la sua ricettina per ricreare in ogni momento un briciolo di Ungheria.

Ingredienti:
– 40 ml Unicum Prugna;
– 15 ml di sciroppo di zucchero;
– 20 ml di succo di lime;
– soda;
– scorza d’arancia e limone;
– una rondella di cetriolo;
– foglie di menta.

Un procedimento a prova di principiante: occorre mescolare tutti i liquidi con un tumbler, aggiungere ghiaccio e guarnire. 

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