28 June 2017
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Il friggione, cibo degli dei emiliani

Posted on 9 maggio 2017 by in Contorni, Emilia Romagna, Regali ricettine

friggione2L’altro giorno, complice un tempo a dir poco orribile (in generale e soprattutto per essere Maggio), mi sono comportata da emiliana esemplare e ho cucinato il friggione.

Non che sia un piatto da stagioni fredde, dato che in terra natia lo si gusta anche con 40 gradi e umidità livello Niagara, ma non si tratta del massimo della leggerezza. Specialità con cui sono cresciuta, mi porta inevitabilmente con la mente ai pranzi di mia nonna, dove viene servita come contorno.

Così mi sono rimboccata le maniche, afferrato l’ombrello e sono andata da fruttivendolo e macellaio al grido di “Datemi i seguenti ingredienti che devo preparare il friggione, sorbole!” (tipicissima espressione del bolognese e provincia).

La ricetta che ho seguito è stata quella dell’Accademia Italiana della Cucina, che mi ha fornito il primo volume della Biblioteca di Cultura Gastronomica su salse e sughi regionali da mettere alla prova, frutto di ricerche accurate su storia e tradizione. Io, ovviamente, mi sono lanciata sull’Emilia Romagna consapevole che il piatto mi avrebbe portato grande conforto. Effetto collaterale: il creare gran curiosità nel fruttivendolo e nel macellaio, che mai ne avevano sentito parlare.

friggione

Cosa occorre? Gli ingredienti iconici sono cipolla, pomodoro e pancetta (tanta pancetta) che devono cuocere a lungo, anzi, lunghissimo: più stanno lì meglio è. La cucina verrà invasa da rustici profumi, la salivazione aumenterà e non ci sarà dieta che tenga. Cucinatelo con pazienza e tanto amore per l’Emilia, e quando sarà pronto accompagnatelo a dei secondi di carne o, se volete veramente esagerare, imbottiteci una tigella bollente. A prova di tempesta, tornado e, ovviamente, ritorno di Novembre. 

Le melanzane croccanti del Wang Jiao (Milano)

Posted on 26 febbraio 2014 by in Antipasti, Contorni, Etnicità diffusa, Lombardia, Milano

melanzane

Io credo nel colpo di fulmine, soprattutto a tavola.
Sapete quando addentate il primo boccone senza molte aspettative e improvvisamente una scossa elettrica vi smuove tutti i sensi, accentuando i colori e i sapori? Ecco, allora è amore: accade quando meno te lo aspetti.

Ovviamente la mia ultima infatuazione è stata decisa, imprevedibile e fritta: sto per parlare delle melanzane croccanti del Wang Jiao, ristorante cinese di qualità situato in zona Porta Venezia, a Milano, scoperte per una serie di coincidenze. Tutto sembrava spingermi verso quel posto: dopotutto prima del concerto dei Maximo Park al Tunnel occorreva sostentamento (quante scuse!).

Il ristorante è molto carino e curato, ben diverso rispetto ad altri ristoranti cinesi.
Già alle 19.50 di un’apparentemente quieta Domenica sera era pieno, quindi il primo consiglio è quello di prenotare.
Il menù è vario e ricco di specialità: già vi dico che vi perderete nel consultare tutte le schede e sarete molto indecisi.

A onor del vero queste melanzane sono state ordinate dalla nostra amica di Paul Smith, che già le conosceva e apprezzava: io mi sono persa tra ravioli (ottimi) e spaghettini di grano saraceno in brodo (soddisfacenti e abbondanti, soprattutto in una fredda sera invernale), ma quando sono apparse quelle melanzane, tagliate per il lungo, fritte, intrise di una salsa agrodolce e cosparsi da semi di sesamo ho capito di aver combinato una sciocchezza.

Si sono sciolte morso dopo morso nella mia bocca, croccanti all’esterno e morbidissime all’interno: avete presente le ciliegie, che una tira l’altra? Eccovi la versione fritta, che vi darà pure assuefazione.

E’ quel piatto che va bene sia come antipasto sia come contorno, da sbocconcellare mentre chiacchierate – ha una temperatura simile a quella del Sole, quindi non si raffredderà sul più bello -, gustoso grazie alla salsa rossa sapida, con i semi di sesamo che scrocchiano sotto i denti e altre verdurine affettate che donano un tocco di freschezza.

Infine, un appunto: sebbene siano fritte, risultano abbastanza leggere. Non abbiate timore per la vostra linea e, al massimo, lasciate perdere i pezzetti di pane fritto che fanno da base: quelli sono abbastanza dimenticabili.

Dove
Wang Jiao
Via Felice Casati 7
Milano
Tel. 02 261 3224

Le patate dolci fritte di Denzel (Milano)

Posted on 24 febbraio 2012 by in Contorni, Lombardia, Milano

Oggi avrei dovuto parlare di tutt’altro, ma quanto avviene un colpo di fulmine bisogna coglierlo al volo, no?

Ci si può invaghire di un contorno e farlo diventare la ragion di visita di in ristorante? Assolutamente sì, soprattutto se si è certi che anche il resto sarà delizioso!

Sto parlando di Denzel in via Washington a Milano (… Capito il geniale gioco, no?), locale famoso per la peculiarità di essere kosher certificato, e quindi frequentato sia da chi segue questa “regola” sia da chi vuole assaggiare piatti gustosi di una tradizione speciale uniti a art-burger particolari (di cui dovrò parlare).

Ecco, insieme al piatto principale la regal assaggiatrice vi raccomanda (e quasi ordina, con fare imperioso) di assaggiare le patate dolci fritte. (altro…)

Il carciofo alla giudia di Sora Margherita (Roma)

Posted on 15 febbraio 2012 by in Antipasti, Contorni, Roma, Tradizioni

A Roma risiedono alcuni dei miei ricordi gastronomici più vivi e puntuali, travolgenti e divertenti, entusiasmanti fino alla follia.
Dopotutto, quando si hanno persone con cui condividere la passione per il cibo (ciao Monica, ciao Dani, ciao Matteo, ciao Giulia, ciao Betta, etc.), l’avventurarsi è questione di un attimo.

Appunto, il mio primo approccio con Sora Margherita é stato sicuramente sorprendente e ricco di dettagli memorabili, sia dal punto di vista del cibo sia della situazione.

Immersa nel ghetto ebraico romano, mimetizzata e senza insegne, sorge una porticina con qualche piccola sedia a fianco. Non capiresti mai che quello è un ristorante, se non lo sapessi.
L’apertura è fissata alle 20 di ogni sera, e se t’azzardi a entrare anche solo tre minuti prima verrai rispedito fuori a male parole (la sottoscritta lo conferma).
Una volta che la cameriera annuncia l’apertura si può entrare e accomodarsi presso tavolacci con tovaglie di carta, e sgabelli traballanti. Le pareti sono piene di memorie del passato, la cucina appena nascosta ma si intravede facilmente. Infine le cameriere hanno un concetto tutto loro di cortesia, un po’ fiere e un po’ altere mentre ti servono e ti guardano storto se non sai decidere cosa ordinare nel giro di tre secondi.

Su questo, però, la qui presente non ha certo problemi e, seguendo diversi suggerimenti, ha ordinato quella pietanza che a Bologna susciterebbe perplessità, o un bel “Cus’lè?!” (“Che cos’è?”, per i forestieri): il carciofo alla giudia. (altro…)

Il bacon cheeseburger del T-Bone (Bologna)

Posted on 22 novembre 2011 by in Contorni, La sagra del carboidrato

Cibo.
Godurioso.
Insano.

Tre parole per descrivere il piatto che oggi regna su The Royal Taster, un inno al colesterolo e alla felicità.

Lo premetto e lo ripeto ancora una volta: esperta critica gastronomica non sono, mi faccio guidare dall’entusiasmo.
Quando poi il posto di cui vi sto per parlare mi è personalmente caro divento ben poco obiettiva.

Però fermatevi, e leggete la seguente parola ad alta voce: cheddar.
Chi, chi non ama il cheddar, il formaggio più giallo che io abbia mai visto, protagonista di una favolosa scena di “Thank You For Smoking” (Il glorioso stato del Vermont non chiederà scusa per il suo formaggio!” min. 9, please)?
Forse non lo conoscete perchè in Italia non è facilmente reperibile però ci sono dei posticini in cui lo trovate, come il T-Bone Station di Bologna.

Carne senza ombra di dubbio opinabile, ma gli hamburger sono alquanto gustosi.
Spesso e volentieri io e i miei amici assaltiamo tale ristorante e ne usciamo rotolanti e contenti, pronti per andare al cinema lì vicino (dove probabilmente io mi abbiocco). Ho in mente serate memorabili, tra cui quelle della semifinale e finale dei Mondiali di calcio 2006, in cui ho ben poco regalmente perso la voce.

Parliamo però del mio piatto preferito: il bacon cheeseburger, con una baked potato grondante cheddar a fianco che, nel suo giallore fosforescente, ti sfida a sopravvivere. (altro…)

Le “bagari baigan” del Moghul (Bologna)

Posted on 31 ottobre 2011 by in Bologna, Contorni, Etnicità diffusa

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Ci sono momenti in cui sei in uno dei tuoi ristoranti preferiti e sfogli il menù per la settecentesima volta: conosci ormai a memoria i piatti (sebbene siano davvero tanti), ordini sempre quei sette o otto (non tutti in una sera… ma anche sì) eppure cerchi sempre qualcosa che ti sorprenda.

Poi due clienti occupano il tavolo di fianco al tuo e capisci che sono neofiti, che sono lì per la prima volta.
Aprono il menù e sembrano sperduti, novelli Cappuccetto Rosso persi nel bosco, Hansel e Gretel a cui i corvi hanno mangiato tutte le briciole.
Li senti dire: “E se prendessimo… Ma se provassimo… Che ne dici di…?

Ecco, tu vorresti alzarti, ribaltare il tavolo, scavalcare con un salto il cameriere, brandire la tua mannaia Miracle Blade e fare a pezzi un’arancia volante (ci sarà un’arancia volante da qualche parte, no?), sbattere i pugni sul tavolo, strappare il menù dalle mani degli ignari, puntare il dito su una riga e urlare: “Prendete questooo!”.

Non lo farei per una pizza margherita, un piatto di pasta, ma per le bagari baigan

E che saranno mai ste bagari baigan?”, direte voi.
Ah, una sinuosa meraviglia”, replicherò io.

(altro…)

I peperoni di Daniela

Posted on 29 ottobre 2011 by in Contorni, Piemonte, Presentatevi sul loro zerbino, Torino

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Ho amici che sanno cucinare molto bene.
Sono fortunata, io che so preparare cinque piatti cinque.

Loro sono quegli amici che ogni tanto guardi in codesto modo (e se non lo fai, segui le istruzioni):
1) fronteggiali;
2) inclina la testa da una parte;
3) chiudi le manine a pugno;
4) porta i pugni sulle guance;
5) spalanca gli occhioni (e se riesci a far apparire i lucciconi, ancora meglio);
6) sbatti le ciglia…
… E pronuncia il nome del loro cavallo di battaglia culinario, con tono tenero e supplichevole.
In confronto il gatto con gli stivali di Shrek sembrerà Stalin.

Chi ti resisterà?

È delle loro specialità che vi parlerò, teoricamente ogni Sabato: dichiaro infatti ufficialmente aperta la categoria “Presentatevi sul loro zerbino“.

Io ho una cara amica che ora abita nel Piemonte. La sua cucina ha influenze di diverse regioni italiane. È una cuoca curiosa e attenta, nonché una grande buongustaia. (altro…)