18 December 2017
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Il Chicken & Gyros di The Halal Guys (New York City)

Posted on 23 febbraio 2015 by in America, Etnicità diffusa, New York, Piatti unici

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In una fresca estate newyorchese mi sono svegliata, sono andata a correre a Central Park, son tornata in hotel e, dopo una lunga doccia ristoratrice, mi sono infilata in un abito verde smeraldo comprato qualche giorno prima, ho inforcato gli occhiali da sole e mi sono confusa tra la folla.

Mi piace quando non do segni del mio essere forestiera – niente mappe, niente guide, niente incertezze – e, ormai, conosco la città abbastanza bene per riuscirci senza sforzo.

In questa giornata, accompagnata dall’energia della città, ho bevuto ottimi caffè, gustato piatti entusiasmanti, visitato il MoMa, fatto un tradizionale salto da Tiffany’s e incrociato la lunga e composta fila di persone presso un chiosco tra la 53th St. e la 5th Ave: The Halal Guys.
Sedici millesimi di secondi dopo ho deciso di dover provare le loro specialità.

Da 25 anni questo baracchino ambulante si distingue per non servire hot dog ma piatti mediorientali rispettosi dei precetti musulmani. Per la città ne trovate altri, ma questo è il più famoso.

Si ordina il cibo – io ho scelto una Chicken & Gyros Combo over Rice -, si paga, poi si ordina da bere e si paga anche quello. In fondo trovate una dozzina di dispenser di salse da aggiungere obbligatoriamente, come quella allo yogurt o quella piccante.

Così equipaggiati dovete solo trovare un posto per mangiare in pace, tra business men, famiglie e turisti.

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Il rustico piattone era pieno di riso bianco, riso arancione, pollo e manzo arrostiti e trinciati, insalata, pita e le suddette salse.
Quello che si dice “un lauto secondo pranzo“, ricco di sapori esotici preparato e servito da un gruppo di ragazzi professionali e simpatici.

Un uomo in abito scuro si è seduto accanto a me, ha gustato il primo boccone e con un sorriso soddisfatto ha esclamato “Oh, so good!“. Io, con la bocca piena, sono riuscita solo ad annuire e mugugnare un “Mh mh” assertivo.
Ci si sente parte di una comunità di mangiatori urbani, uniti dalla scelta di pietanze semplici e tipiche, economiche e veramente “di strada”.

Consigliato, più che consigliato soprattutto se non volete passare un paio di ore in un ristorante e desiderare confondervi nella City.

Dove
The Halal Guys
53st – 6th Ave
New York City

Il pastrami di Katz’s Delicatessen (New York)

Posted on 30 settembre 2014 by in America, New York, Secondi Piatti

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Dici “New York” e ti vengono in mente immagini, scorci, ricordi di qualcosa che ti pare di aver vissuto in prima persona mentre, in realtà, eri seduto sul divano di casa o su una poltrona del cinema e stavi guardando un film o un serial. Fa quest’effetto.

Così quando davvero vai in uno di questi “set perenni” sperimenti un effetto di famigliarità e straniamento, che non sai come muoverti e dove andare, o forse sì, ma di sicuro sai precisamente cosa ordinare.

Con questo spirito ho varcato le soglie del Katz’s Delicatessen, e subito i miei occhi sono stati attirati dalle insegne luminose, la successione infinita di sedute, il legno tanto consunto e il cartello appeso al centro sala con una freccia puntata verso il basso: “Qui è dove Harry ha conosciuto Sally“. Tutti gli sguardi convergono in quel punto prima di sparpagliarsi tra le centinaia di foto ingiallite di avventori famosi, da Jerry Lewis alla famiglia Clinton, i manifesti pubblicitari degli anni ’70 e il menù.

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Specialità indiscussa di Katz’s è il pastrami, carne di manzo trattata, speziata, affettata e servita tra spesse fette di pane. Probabilmente avrete l’impressione di averlo assaggiato molte volte; ecco, io ho sentito l’irrefrenabile esigenza di superare lo schermo e provare di persona.

Servito da un cameriere che per gentilezza non ha brillato, questo monticello di carne era accompagnato da cetrioli sottaceto dall’effetto Idraulico Liquido (leggasi: sgrassante). Notate bene: l’ho chiesto senza pane, quindi credo che la quantità di carne sia stata aumentata per giustificare un prezzo piuttosto alto (18 $ senza tasse e mancia, ovviamente).

In ordine, si notano la tenerezza, la sapidità dovuta alla varietà di spezie e la nota grassa e succulenta. Sebbene tagliata sottilmente, ogni forchettata è tosta: pare di salire su una delle giostre di Coney Island e fare diversi giri (senza mani, che lo dico a fare), dai quali si esce sballottati, carichi di buonumore e bisognosi di una passeggiata per riprendersi.
Preparato con una ricetta invariata da decenni, si scioglie in bocca e la delicatezza manco sa cosa sia: è un piatto rustico e se ne vanta – se riuscite a finirlo senza problemi potrete inserirlo nel CV.

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Non fatevi spaventare dalla possibile coda e non perdete il biglietto che il buttafuori vi consegnerà all’entrata: è il lasciapassare verso il mondo reale (e il conto). Sempre che non preferiate restare nella realtà cinematografica.

Dove
Katz’s Delicatessen
205 E Houston St, New York
Tel. (212) 254-2246

Il brisket del Fette Sau (Brooklyn)

Posted on 8 febbraio 2012 by in America, New York, Secondi Piatti


Perché non appena valicherete uno dei ponti leggendari o prenderete una metropolitana superando l’acqua vi renderete conto che New York non è solo Manhattan ma che ci sarebbe anche una certa “Brooklyn“, una parte che scalpita, giovane e vivace, più rough e meno elegante, più indie e ruvida, una zona vista in tanti film e telefilm, rappresentata da libri e storie, che probabilmente vi affascinerà in modo più di quanto avreste immaginato.

Noi ci siamo avventurati qua per l’ultima serata in America, e abbiamo scelto forse uno dei ristoranti (se così si può chiamare) più celebri del posto: il Fette Sau, nel quartiere Williamsburg.

Uomini! Mettete da parte le cravatte!
Donne! I tacchi non sono necessari!
Abbiate solo premura di indossare maniche che si possano rimboccare accuratamente e armatevi di una buona dose di pazienza: la cena e l’esperienza valgono.

Vi troverete in un ambiente cupo che fa molto “Dickens“, con tavoloni di legno, panche massicce e un’intera parete su cui sono stati disegnati i diversi tagli di carne per manzo, suino e ovino.
Tim Burton ci farebbe volentieri un film, credo, vuoi anche per le spine di birra sormontate da coltellacci e mannaie.

Ecco, appunto: qua si mangia carne e non c’è alcuna speranza di gustare qualcosa di diverso (cioè: la possibilità c’è, ma perchè perdersi tanta meraviglia?).

Sapete cosa dovete ordinare?
Il brisket, carne di manzo rosolata e dall’esterno ben abbrustolito.
Comunque sia fate la fila (tanta fila. Molta fila), andate dall’omino dietro al bancone, un sosia giovane e magro di Erick Nortman (regali #palette!), e scegliete ciò che più vi ispira senza lasciarvi spaventare dall’aspetto un po’ truculento. (altro…)