17 November 2017
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I ♥ Quadrilatero Unesco

Posted on 13 novembre 2012 by in Emilia Romagna, La Regal Assaggiatrice, Modena, Regali Eventi

Ci sono mestieri per cui si dice che la passione sia necessaria, e che la sua eventuale mancanza si avverta in modo palpabile.

Ecco, questa è la storia di un weekend nel mezzo dell’amore per ciò che si fa ogni giorno, e che si desidera trasmettere, condividere, far percepire sensibilmente a chi arriva e a chi si incontra.
E’ un racconto di valori, lavoro duro, costanza, tradizione radicata in un territorio che qualche mese fa è stato smosso dal terremoto e ne porta i segni, sebbene le persone che si incontrano dicono “Noi siamo forti, mica ci siamo persi d’animo!“.
E’ una piccola testimonianza, la mia, di come spesso sia la semplicità a trionfare.

Parliamo di una sfoglia tirata con impegno e cura, di prodotti come l’aceto balsamico tradizionale che richiedono un lavoro costante di generazione in generazione, di abitanti che vanno a baciare la Ghirlandina (il campanile del Duomo di Modena) subito dopo gli avvenimenti di Maggio per darle la forza di rimanere in piedi, di una festa nel comune di Savigno (c’è anche il prossimo weekend!) che unisce ed esalta panifici, piccole aziende casearie, gastronomie locali, associazioni e rende protagonisti i cercatori di tartufo.

Vedete, è che poi io mi commuovo un po’ di fronte a tutto questo.
Posso essere digital quanto volete, ma quando torno nella mia terra natia e riscopro il dialetto, i borlenghi e i tortelloni, quando rivedo i miei amati colli, quando ascolto come delle piccole realtà siano così tanto intrise di valori, a me viene una profonda nostalgia e provo un’immensa stima.
Perché a Milano c’è il lavoro, ma il cuore è aggrappato ai vicoli stretti e alle case color mattone, ai gesti semplici come il tirare la sfoglia e schiacciare i passatelli, ai ritmi tranquilli e alla manualità, al “far”, al produrre, allo sperimentare attraverso i sensi.

Questa è solo l’introduzione di una serie di racconti che intendo fare sull’esperienza al Quadrilatero Unesco, e che voglio farvi assaporare il più possibile. Siete d’accordo?

So però benissimo che non aspettate altro di sapere cosa son riuscita a mangiare in questi giorni, e non vi deluderò! Il mio pantagruelico appetito ha colpito ancora.

Pronti? Allora:
– alla Piazzetta del Gusto di Nonantola ho preparato i tortelloni (cioè: ho fatto la sfoglia! Il ripieno! Li ho chiusi io, con le mie bolognesissime manine! Se mia nonna mi avesse vista si sarebbe messa a piangere per l’emozione);
– ho fatto i passatelli;
– ho mangiato, dopo anni, i borlenghi;
– i ciacci con la Nutella;
rosette di prosciutto;
lasagne al tartufo;
– il “bensone” (vi spiegherò meglio di cosa si tratta);
– le raviole!;
salumi in quantità;
– i ciccioli, i miei amatissimi ciccioli frolli (se non sapete proprio cosa sono, leggete qua);
– il salame di cioccolato;
– le tigelle con salsiccia tartufata;
– i bruciatini,
… e un cucchiaino di aceto balsamico tradizionale di Spilamberto per finire in bellezza!

Il resoconto, come potete immaginare, sarà lungo e appassionato.
Ho scovato dei posticini adorabili.

In primis però voglio ringraziare chi si è occupato dell’organizzazione, da Claudio di Ketchum a Silvia dell’APT, Geraldine, Mauro, la nostra guida modenese Elena, il simpaticissimo Massimo Rinaldi e la bravissima Elena della Piazzetta del Gusto, le guide del Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto, gli autisti Claudio e Fabio nonché tutte le persone che ho conosciuto e che hanno condiviso con me racconti e passioni.
Un saluto oltretutto a Elena de La cucina di Ely, con cui ho condiviso questo viaggio fatto anche di treni, fotografie, tweet e pioggia.

Insomma, se non si fosse capito, questo weekend è stato meraviglioso.

Il Croccantino dell’Osteria Francescana (Modena)

Posted on 4 novembre 2011 by in Antipasti, Modena, Regali Eventi, Son esperienze

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Con quale coraggio posso io, che mai ho fatto corsi di cucina, che men che meno ho attestati che comprovano le mie conoscenze, che non sono una vera e propria critica, parlarvi di uno dei massimi rappresentanti mondiali dell’arte della gastronomia?

Dico, con quale sfrontatezza?
A che titolo?
Sbaglierò modi e termini, tecnicismi che forse dovrei usare?

Signore e signori, amanti del gusto, mi lancio in quest’impresa con una sola arma e armatura: un fortissimo entusiasmo. Siate clementi.

Qualche mese fa ho infatti avuto una grande fortuna: cenare presso l’Osteria Francescana, il ristorante modenese dello chef Massimo Bottura, in occasione della splendida Maserati Experience.
A me sarebbe anche bastato conoscerlo, stringergli la mano e, invece, sono stata onorata dal degustare il suo famoso menù, comprendente portate ormai celebri.

Un’esperienza commovente per me, manco a dirlo. Ero seduta di fronte a Cinzia, e di tanto in tanto ci scambiavano delle occhiate in stile “Ok, manteniamo un contegno. Proviamoci, almeno“.

Ho già parlato di quella cena straordinaria (potete vedere una fotografia che ritrae la mia espressione incantata o, per meglio dire, trasognante), e ora sopraggiunge per me l’imbarazzo di eleggere il mio piatto preferito, e di descriverlo a mio modo.

Rullo di tamburi, prego.
Io, regal assaggiatrice, scelgo come mio prediletto…

… il Croccantino di foie gras con mandorle di Noto, nocciole del Piemonte e cuore di aceto balsamico tradizionale di Modena.

Oh! Qualcuno sicuramente dissentirà, ma chi ha provato tal pietanza e, soprattutto, ama il foie gras non potrà che confermare che se ne rimane estasiati. (altro…)