Il salmorejo del Dos de Mayo (Siviglia)
Posted on 5 novembre 2012 by Sybelle in Antipasti, Spagna
Avvolgiamoci nelle nostre sciarpe, sprofondando il naso nel profumo che ci siamo messi addosso stamane e pensando alle vacanze estive con sospiri degni di una lettrice di Jane Austen.
Buongiorno, è Lunedì per tutti, è il momento di riavvitare la testa sul collo e connettere le sinapsi.
Non tutte, però, e soprattutto non le mie, che oggi vi riporto nella caldissima Siviglia alla scoperta di un altro posticino che mi ha molto deliziata.
Il fatto è che nella città andalusa i locali più conosciuti possono addirittura prendersi il lusso di chiudere ad Agosto - bruciando la grande clientela dei turisti – quindi capita che ci si ritrovi a vagare alla ricerca di una sostituzione, che nel caso della Bodega Dos de Mayo non risulta essere un ripiego, ma una felice e eccellente casualità.
Occorre essere un po’ lesti e intraprendenti, e se farete come la sottoscritta, che alla domanda “English? Francais? Italiano?” ha risposto orgogliosamente “Espanol!“, tutto andrà più che bene.
Qua si ordinano tapas, economici piattini colmi di ogni cibo spagnoleggiante (mi passate il neologismo?): come dicevo anche in occasione della Bodeguita Santa Cruz, lanciarvi è la soluzione migliore.
Altrimenti… ho io la soluzione per voi.
Provate il salmorejo.
D’accordo, questo nome e il suo aspetto non vi inviteranno molto, ma non c’è soluzione più fresca, genuina e saporita per combattere fame e calura!
Si tratta di una zuppa fredda composta da pomodoro, olio extravergine d’oliva, aceto, sale, aglio e pane duro frullati insieme e accompagnata da pezzetti di prosciutto serrano, dal colore arancione vivace e dalla consistenza di una salsa densa, senza grumi.
Avete presente il più noto gazpacho? Ecco, siamo in quel mondo.
Il simpatico cameriere me ne porta una scodella, e io non mi faccio intimorire: ha un sapore spiccatissimo per merito dell’abbondante olio d’oliva, del prosciutto stagionato, dell’aglio. Inoltre pomodoro e aceto non si sottomettono mica. Se siete del gruppo “le minestre di verdure non sanno di niente” qua dovete ricredervi.
È vellutata, particolare, imprevedibile, così colorata da poterla ritenere allegra, e si assapora che è un piacere, tra un sorso di birra e un altro stuzzichino.
Nonostante il corposo apporto dell’olio non risulta pesante, anzi, spalanca gli stomachi e li prepara a portate impegnative.
È un piatto che sa di estate e di vacanza, di sole e tempo libero, leggerezza e piacevolezza, nel cui ricordo mi crogiolo.
Dopotutto è un Lunedì post ponte, quindi è ancora più mesto.
Ah, il salmorejo.
Ah, Siviglia.
Ah… ah!
Dove
Bodega Dos de Mayo
Plaza de la Gavidia 6
Siviglia
Il savarin di polenta del Somaschi Hotel (Cherasco)
Posted on 24 ottobre 2012 by Sybelle in Antipasti, Piemonte
Non so bene perché ma talvolta sento di persone che pur di non andare a matrimoni, battesimi, cresime si arruolerebbe nella legione straniera. Il motivo? “Stai ore seduto a tavola!“.
… Cioè, vi pare brutto? A me proprio no, anzi, è quasi un sogno!
Certo, tutto dipende dall’entità del cibo: se dovete mangiare per ore piatti che manco alla mensa delle medie ci credo che è una tortura, e tra le peggiori.
Fortuna vuole che i miei amici siano tutti dei buongustai e che questo aspetto non sia mai stato sottovalutato, anzi! So di accurati studi, assaggi e scelte per preparare il menù perfetto, che fosse soddisfacente e saziante al punto giusto, e sempre hanno azzeccato ogni portata e vino.
In particolare, io attendevo il matrimonio di Daniela e Matteo con una doppia ansia e gioia, in primis per la loro unione e in secondo luogo per il loro pranzo celebrativo!
Dopotutto Daniela è colei che sempre mi delizia con i suoi manicaretti, tra cui i peperoni (di cui ho parlato qui), le paste, gli arrosti, e Matteo è un maestro dei risotti e di molte altre specialità, quindi non poteva non venirne fuori una me-ra-vi-glia!
Il matrimonio, il relativo rinfresco e il pranzo si sono tenuti a Cherasco, che ho scoperto essere la capitale delle lumache. Qui sorge un monastero collegato a una chiesa, il Somaschi Hotel, che permette di celebrare la funzione e ospitare i festeggiamenti, che comprende un ristorante che ci ha offerto portate memorabili.
Appare infatti al tavolo questo savarin, una sorta di ciambellina di polenta ricoperta di salsa di formaggio & panna e una grattuggiata di tartufo nero.
Ho girato il piatto per osservare tanta perfezione da ogni parte, e poi ho afferrato la forchetta e l’ho calata con decisione per compiere un miracolo.
Eh sì.
Il tuorlo d’uovo crudo, calato all’interno del savarin e quindi leggermente cotto all’esterno, si è espanso, è colato fuori, trapelato col suo colore accesissimo, creando una festa nel piatto!
Le scaglie di tartufo donavano un sapore spiccato e un profumo intenso, mentre la salsa di panna e formaggio era liscia, proprio senza grumi, né troppo liquida né densa, quindi avvolgeva bene la polenta. Questa era la perfetta base per l’apoteosi degli altri componenti, con la sua consistenza e delicatezza.
Guardando i visi degli altri commensali s’intravedeva il momento in cui ne assaggiavano il primo boccone e sgranavano gli occhi. Assaporavano bene ogni parte, magari catturavano qualche frammento di tartufo e procedevano con il secondo attacco. Poi, il sorriso, soddisfatto e stupito.
Non è bellissimo?
Mettete che siate da quelle parti, nelle Langhe.
Informatevi presso il ristorante: magari non potrete assaggiare proprio questo savarin, ma vi assicuro che il resto delle pietanze era allo stesso entusiasmante livello.
Dove
Somaschi Hotel
Via Nostra Signora del Popolo 9
Cherasco (CN)
tel. 0172 488482
I crostini con lardo e tartufo del TiBiDì (Lizzano)
Posted on 16 luglio 2012 by Sybelle in Antipasti, Bologna
Per alcuni il paradiso sono le Maldive. Per altri le città d’arte. La montagne, le colline, le grandi città. Ecco, uno dei miei paradisi è l’Appennino bolognese e, nello specifico, la zona di Porretta, conosciuta per lo più per il tortino (… Wait. Mai sentito parlare del tortino Porretta, la merendina perfetta di ogni bambino emiliano romagnolo? Ricordatemelo, e ne disserterò approfonditamente) o i centri termali.
A tal luoghi sono legati molti dei miei più forti ricordi, quelli che fanno comparire un leggero e spontaneo sorriso sul volto. Inoltre, mentre nelle città si fonde dal caldo, là regna una deliziosa temperatura che invita allo strafogo. In questo weekend mi sono lasciata guidare dagli esperti del posto e, tra un aperitivo bavarese e pezzi di pizza volanti, ho fatto gradevoli scoperte.
Iniziamo dal TiBiDì, in quel di Lizzano in Belvedere, un ristorante specializzato in funghi e tartufi. Su suggerimento della guida (ciao Monica) abbiamo ordinato un antipasto misto comprendente diverse piccole bontà, ma di uno in particolare è stata richiesta una doppia razione: il crostino di pan di segale con lardo e tartufo.
Voi lo sapete che per una fetta di lardo io sarei disposta a scalare le vette più impervie e a scendere negli inferi per guardare tutte le serie di Uomini e Donne con Satana, quindi figuratevi la mia faccia quando ho visto il piatto con questo pane nero abbrustolito sormontato da un’onda del benedetto salume e delle fettine di tartufo nero grattugiate sopra. Per facilitarvi vi mostrerò una diapositiva della mia faccia:
Ecco. Preciso subito: so benissimo che non è stagione di tartufo, ma era l’insieme a rendere lo “stuzzichino” favoloso! Un’unione di irresistibilità all’ennesima potenza, con quel pane croccantino e caldo su cui il lardo dava il massimo di sé, con quel gusto salato e lo sciogliersi sul palato, e l’aroma delle lamelle di tartufo, non particolarmente saporite ma profumatissime.
Se passate da quelle parti (per rilassarvi, scalare le vicine montagne, ustionarvi alle piscine di Vidiciatico come la sottoscritta o partecipare alla festa bavarese tra fiumi di Paulaner) io lo terrei in considerazione, soprattutto nel periodo autunnale: una seconda puntata per un pasto esclusivamente a base di funghi & co. è già nella mia “to do” list.
Dove
TiBiDì
Via 3 Novembre
Tel.0534 51162
La capasanta con formaggio e kataifi del Finger’s Garden (Milano)
Posted on 27 giugno 2012 by Sybelle in Antipasti, Etnicità diffusa, Milano
Ieri sera la sottoscritta ha messo dei vestiti carini, una collana a dir poco vistosa (grazie H&M!), orecchini scintillanti, tacchi eccezionalmente alti (statura raggiunta: 1,98. Oh yes) ed è stata all’evento di Maserati – con Bulgari e Moet & Chandon – presso il Finger’s Garden di Milano, un nome che è una certezza.
Dopotutto, per il meglio delle auto ci voleva anche il massimo dei gioielli, il lusso di grandi vini e l’eccellenza della cucina, no?
L’occasione: la presentazione della nuova GranTurismo Sport, un concentrato di potenza e eleganza in cromatura blu, da ammirare in ogni dettaglio, organizzata da Rossocorsa.
Io e Chiara dal Ben non ci siamo lasciate sfuggire l’occasione e, una volta esaminata l’auto protagonista, ci siamo accomodate a un tavolo inconsapevoli di star per vivere un’ottima esperienza gastronomica.
Il Finger’s Garden in quartiere Isola è fratello del Finger’s in corso Lodi, ristorante giapponese dall’ottima fama per alta qualità e elevato prezzo (ogni volta che ci passo vicino lo guardo con aria da “Ti tengo d’occhio!”), ma con un giardino in più, con tanto di stagno con carpe sguazzanti.
Ieri abbiamo provato diversi assaggi della sua bontà, tra Kobe beef e maki, sushi e roll con King Crab, spiedini di pollo e merluzzo marinato nella salsa ponzu, ma se devo scegliere il cibo definitivo non posso non optare per la capasanta servita al cucchiaio con besciamella di formaggio, emulsione di soia e pasta kataiki croccante, chiamata altresì Tayo e Luna. (continua…)
La spuma di mortadella della Bottega di Franco
Posted on 14 febbraio 2012 by Sybelle in Antipasti, Bologna
Dici “Bologna” e tra i primi cibi tipici che ti verranno in mente ci deve essere la mortadella, il salume cilindrico più lodato della zona, il più amato, quello a cui noi autoctoni siamo più affezionati.
Noi non ci abbiamo la raffinatezza del serrano spagnolo o del San Daniele! Noi rivendichiamo la rusticità a gran voce, e la eleviamo come stendardo sotto cui unirsi.
Se non si conosce almeno una persona che ha lavorato per qualche mese all’Alcisa non si è mica bolognesi DOP.
La roseità, il profumo e il gusto spiccato di tale salume vengono celebrate assai degnamente presso la Bottega di Franco, dove celebre e ottima è la sua spuma.
Mo sì, spuma di mortadella, avete capito bene (questa frase sarebbe da leggere con un forte accento emiliano, ecco. Fatevi aiutare da un collega o amico del posto per ottenere la giusta pronuncia)! (continua…)
La vellutata di castagne con porcini e formaggio di fossa
Posted on 8 dicembre 2011 by Sybelle in Emilia Romagna, Primi Piatti
I matrimoni possono risultare veramente ostici dal punto di vista del cibo: si mangia tanto, su questo non c’è dubbio, ma sul “bene” entrano in gioco troppi fattori.
Il menù spesso segue i gusti degli sposi, quindi non accontenta tutti.
Si sta al tavolo per ore attendendo pazientemente le portate dai nomi estremamente altisonanti.
Si inganna il tempo con vino, acqua, pane.
Insomma, uno stillicidio.
Accade talvolta che il pranzo luculliano venga organizzato a regola d’arte, che non ci siano tempi morti, che le portate siano particolari e gustose, e che quindi la festa lo sia anche per il palato.
Il ricevimento del matrimonio a cui ho partecipato lo scorso weekend si è tenuto presso palazzo Guidi, nelle belle campagne vicino San Marino, tra Marche e Romagna: il lungo menù ha rivelato un piatto sorprendente, la vellutata di castagne con porcini e formaggio di fossa.
Il trancio di foie gras con brioche e confit di pere di V Zatisi (Praga)
Posted on 7 dicembre 2011 by Sybelle in Antipasti, Praga
Molte persone che conosco sono state a Praga con la scuola: gita delle superiori – mi è sempre stato raccontato – con annesse millemila ore di pullman per giungere a una meta che poi ha lasciato tutti a bocca aperta!
Quindi quando ho chiesto consigli gastronomici la risposta è praticamente sempre stata “Ah boh, chi si ricorda, chi ci ha pensato, … Hard Rock Cafè?“. Su, facciamo i seri.
Quest’estate ho finamente visitato Praga per la prima volta nella mia vita insieme a una cara amica, Daniela (sì, la santa dei peperoni): essendo due sagge frequentatrici del sacro desco, ci siamo ben informate prima e durante la partenza, alla ricerca di posticini interessanti.
Uno di quelli che ci ispirava di più si chiamava V Zatisi.
Avendo prezzi più alti del normale abbiamo deciso di tenerlo come gran finale per l’ultima sera e… ah, qual errore! L’avessimo sperimentato prima ci saremmo andate tutte le sere (per la gioia del nostro portafogli, ma ne sarebbe valsa la spesa!).
Qui infatti ho assaggiato colui che ho eletto “Piatto dell’Estate 2011“: il trancio di foie gras francese grigliato, con brioche e pere confit. (continua…)
La pizzetta di pescespada (Torino)
Posted on 9 novembre 2011 by Sybelle in Antipasti, Torino
Ascoltate, principi, sudditi, messeri, vassalli e forestieri della regal corte (della serie: giocare di ruolo sarà pur servito a imparare qualsiasi tipo di carica, no?)!
La vostra assaggiatrice ha un annuncio da fare, con tanto di sigillo in ceralacca!
Lei, così tanto innamorata della sua Bologna, dei suoi infiniti portici, dolci colli e cupi vicoli, ha un’altra città italiana particolarmente cara in cui opera scorribande alimentari da far impallidire i più voraci.
Tal luogo è presto dichiarato: si tratta di Torino!
Fortuna vuole che due cari amici abitino in questa città così elegante, in uno dei quartieri più affascinanti e – che coincidenza! – siano addirittura delle ottime forchette (e bravi cuochi: vi ho già parlato dei peperoni di Daniela, infatti).
Mi hanno condotta in ristoranti straordinari e con loro ho assaggiato piatti particolari ed altri eccellenti.
Insomma, non è facile trovare persone con cui condividere tal gioia con egual entusiasmo!
A loro devo la scoperta e la conoscenza di uno dei miei ristoranti di pesce preferiti.
“Pesce? A Torino?“. Ebbene sì: non potrebbe essere altrimenti, dato che la materia prima giunge ogni dì dalla Liguria, e il menù viene inventato di conseguenza.
Si chiama Mare Nostrum.
Si trova nel centro di Torino, dalla parte del fiume: varcate la porticina e vi troverete in un posto a mio giudizio alquanto affascinante che risulta famigliare, intimo.
I gestori e i camerieri sono esempio di simpatia, professionalità e affabilità: vi conquisteranno descrivendo i piatti. Inoltre sono persone che badano a Internet e ai giudizi trovati, per esempio, su TripAdvisor, anzi: una sera erano piuttosto amareggiati per commenti immeritatamente spietati, non se ne capacitavano.
Vi parlerò di uno dei piatti che meglio mi è rimasto nella memoria. (continua…)











