18 December 2017
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La Salsamenteria dei Monti Parioli (Roma)

Posted on 11 maggio 2016 by in In alto i calici, Roma

Salsamenteria1E se quando a Milano chiedi “Dove andiamo a fare l’aperitivo?” hai l’imbarazzo della scelta, nel momento in cui sei a Roma inizi a far fatica. Dopotutto lo sappiamo che l’happy hour è un concetto molto lombardo e che nella capitale i ritmi sono particolarmente diversi, ma non disperiamo: anche qua ci sono eccellenti soluzioni. Potranno anche non essere altrettanto mondane ma guardiamo alla soddisfazione del palato prima di tutto.

Prima meta: la Salsamenteria dei Monti Parioli. Inerpicatevi in questa zona disseminata di pregevoli villette e magnifici palazzi per raggiungere la bottega di Roberto Mangione, proprietario/patrono di questa istituzione locale che attrae e fa parlare per la incredibile selezione di champagne (più di 300) e di golosità gastronomiche. Ci trovate solo l’eccellenza fatta salume, formaggio o delizia giunta da ogni angolo del mondo, come le acciughe spagnole e il burro salato francese, nonché la miglior mortadella che io abbia mai assaggiato (e, essendo bolognese, ho gran voce in capitolo!).Salsamenteria2Dato che non chiude molto tardi e i posti son pochi vi suggerisco di andarci presto, accomodarvi e lasciarvi guidare in un viaggio sorprendente: scoprirete cos’è veramente la bresaola, lo speck vi si scioglierà in bocca, apprezzerete la morbidezza del prosciutto, vedrete diverse divinità con le fette di cecina spagnola e impazzirete per il carpaccio marinato. Poi scaglie di castelmagno, fette di formadi frant, distese di stilton contribuiranno a rendervi ancor più felici, mentre calici di champagne contribuiranno a esaltare un aperitivo che surclassa qualsiasi cena vi aspetti.

Più che una gastronomia, la Salsamenteria è un caveau pieno di ricchezze, e potrete andarci a qualsiasi ora per scoprire pian piano tutte le sue incredibili prodezze.
Giusto un accorgimento: tal qualità si paga, quindi siate morigerati. O, almeno, provateci.Salsamenteria3Dove
La Salsamenteria dei Monti Parioli
Via dei Monti Parioli 31
Roma
Tel. 06 3211 1318

Le perle di ravioli di astice del Dao (Roma)

Posted on 23 febbraio 2016 by in Antipasti, Etnicità diffusa, Roma

Il Dao (Roma)Secondo il calendario cinese il 6 Febbraio siamo entrati in un anno contraddistinto da un animale molto fortunato: la scimmia.
Dov’ero io, casualmente? In uno dei migliori ristoranti cinesi di Roma, anzi, d’Italia: il Dao.
E nemmeno per la prima volta: son recidiva, desiderosa di assaggiare più o meno tutto il menù ricco di soddisfazioni e originalità.

Lo so, vedendolo da fuori non gli dareste due lire (o due yuan) ma basta entrare per rovesciare l’impressione: l’ambiente è curato, quasi chic, povero di colori sgargianti e orpelli kitsch, e il servizio di buon livello. Se già così si intuisce perché la guida del Gambero Rosso gli abbia assegnato i Tre Mondi (il massimo riconoscimento per un ristorante etnico), aprendo il menù se ne ha la certezza: è così divertente e invitante, ricco di specialità mai viste prima che vorrete provare. Esagererete, lo so, ma non è un male: è difficile resistere a un così buon rapporto tra qualità e prezzo.

(altro…)

Il brunch di Angelina (Roma)

Posted on 27 ottobre 2015 by in Roma, The Royal Comfort Food

Angelina Roma

Più chi sarà il prossimo sindaco o quando verrà completata la metro C, Roma c’ha un’altra domanda di urgenza non indifferente: “Dove trovo un brunch decente?!“.

Per trovar la risposta si sono scapicollati decine di blog e ingegneri del gusto ma le risposte non mi sono mai sembrate molto convincenti. La soluzione? Affidarsi a chi la città la vive davvero e lasciarsi condurre alla scoperta di opzioni tanto famose quanto inspiegabilmente fuori dalle varie classifiche online, tipo Angelina.

Già con questo nome – lo stesso del café parigino dove si trova il Mont Blanc definitivo – ha conquistato il mio plauso, e non di meno per ambiente e menù. Che poi si fa presto a confondere “brunch” con “buffet dozzinale in cui mescolare le portate che tanto nello stomaco c’è buio”, ma questo non è il caso.

Angelina RomaA prezzo assai contenuto si hanno a disposizione una lunga serie di risotti, cereali, paste saltate e al forno, carni e, soprattutto, verdure per ogni gusto e necessità da accompagnare a caffè americano a ruota libera. Ci si può servire a sazietà e il ricambio veloce delle portate garantisce pietanze appena preparate e grande varietà.

Io ho molto apprezzato il cavolo cappuccio saltato con cipolla caramellata, il risottino con i broccoli e le verdure miste al vapore, ma come non citare la pancetta stufata?
Mi pare un ottimo modo per far ripartire quelle sinapsi che, soprattutto di Domenica mattina, si incatenano al cuscino.
Zero pensieri e molta pace dei sensi, anche perché Angelina (nella sede di Testaccio, almeno) è molto grande, spazioso, curato nei dettagli e ti rilassa a partire dallo sguardo.

Cercate un luogo cozy a Roma? Per una, due, dieci persone? Per quel brunch della salvezza che avete bramato per tutta la settimana?
L’avete trovato.

Dove
Angelina
Via Galvani 24
Roma
Tel. 06 5728 3840

Il gelato pere e gorgonzola di Fata Morgana (Roma)

Posted on 23 giugno 2015 by in Dolci, Roma

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Io e l’estate abbiamo un rapporto complicato: il caldo mi devasta ma non sopprime il mio appetito, che rimane forte e furente anche nei giorni più torridi.

Posso anche approvare il concetto di mangiare un gelato come pasto ma deve per forza essere eccellente, originale e soddisfare il mio bisogno di qualcosa di salato.
… salato? Sì: mi sto divertendo moltissimo nello scoprire e assaggiare gusti inconsueti, quelli che creano perplessità ai noiosi tradizionalisti.

Si dà il caso che, dopo il stupendo gelato al lattughino con olive nere, composta di pomodorini e gocce di aceto balsamico del Gelato Giusto a Milano, abbia trovato la felicità fatta gelo in una gelateria di Roma, Fata Morgana.

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Qua ho passato una decina di minuti scorrendo i gusti , perdendomi nell’indecisione e nel dubbio. Poi ho prediletto il seadas (proprio il dolce sardo), il basilico-noci-miele e – rullo di tamburigorgonzola-pere.

Ora voglio immergermi nel ricordo di quei due sapori, uno più cremoso e uno più sorbetto, perfettamente combinati e in contrasto, pronti a sorprendere e diventare una piccola ossessione, quel vizio indefinito che potrà sorgere in molti momenti e far sospirare.
Golosità e concessione si fondono, e vorrei abbracciare la creatrice Maria Agnese Spagnuolo per averlo reso possibile.

Gente che a Roma vive o transita, siete in ascolto?

Dove
Fata Morgana
Via Lago di Lesina 9
Roma
Tel. 0686391589
Trovate la lista completa dei punti vendita qui

The Gin Corner (Roma)

Posted on 21 aprile 2015 by in In alto i calici, Roma

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Perdersi tra i vicoli di Roma è altamente pericoloso: non solo di rischia di essere travolti da orde di turisti, motorini, auto, con sampietrini scagliati a destra e a manca, ma si finisce per scoprire delle chicche che diventano piacevoli ossessioni come The Gin Corner.

Nascosto dentro all’hotel Adriano in una via a pochi passi dal lungo Tevere, con i suoi 80 gin internazionali è il punto di riferimento degli amanti del genere nella capitale, provvedendo a dissetare e sopperire ogni desiderio grazie alla creatività e alla competenza dei bartender. Abbandonatevi tra le loro mani, e sarete più che deliziati dai loro speciali gin tonic.

Ne assaggio uno con gin Mumbasa, chiodi di garofano, chicchi di caffè bianco e la tonica cilena 1724, ghiacciato quanto basta per riprendersi da un pomeriggio di camminate e chiacchiere, speziato e dalle note delicate per divertirsi a ogni sorso, servito in un abbondante bicchiere per far durate l’aperitivo – o il post-cena – molto tempo.

Rilassante e tranquillo, è frequentato per lo più da turisti stranieri che soggiornano nell’albergo.
Avete un compito: visitarlo e dare estrema soddisfazione ai bartender, accomodandovi sugli sgabelli al bancone o nella saletta con i divani nera dalla testiera alta. La Regina e il suo Gin O’Clock approverebbero, e così io.

Dove
The Gin Corner
Via di Pallacorda 2
Roma
Tel. 06 68802452

La cena nottambula al Porto Fluviale (Roma)

Posted on 23 marzo 2015 by in In alto i calici, Piatti unici, Roma

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Principi della notte, signori dell’oscurità o, banalmente, voi che lavorate in agenzie e fate orari al di poco intensi e uscite quando il buio è totale, quanto avete bisogno di ristoranti aperti fino a tardi per sfamarvi e, addirittura, sorseggiare un cocktail per scacciare la tensione della giornata?

Giunta a Roma in una fredda notte di Marzo, col treno in ritardo e le occhiaie ad altezza ginocchia, mi son lasciata pacificamente condurre verso il Porto Fluviale, aperto fino alle 2 e dalla capienza sufficiente a garantire un celere ricambio.

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Le mie condizioni sono presto passate dal “pietoso” al “ora sì che si ragiona” già nel leggere il menù ma – chi voglio prendere in giro? – è al primo sorso di vodka sour con sciroppo di rosmarino e camomilla che le mie sinapsi hanno tirato un sospiro di sollievo.

Potete scegliere se accomodarvi nell’area pizzeria o in quella ristorante, entrambe ampie e dall’arredamento curato, ma sappiate che in quest’ultimo potrete assaggiare i “cicchetti“. Cosa sono? Micro porzioni di ogni tipo di pietanza, che uno tira l’altro. La scelta è vasta, l’acquolina molta.
Assaggio la zuppetta di ceci e funghi, il baccalà mantecato e il polpo saltato nel burro d’arachidi, poi attacco un tagliere di salumi e formaggi e, per non farmi mancare proprio nulla, concludo con una bavarese.

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La formula è divertente, poco impegnativa e per ogni tipo di tasche e appetito; l’ambiente è conviviale e suddiviso in aree tematiche, dal bistrot un po’ cupo a tavoli bianchi che fanno un po’ riviera.
E la chiacchiera è assicurata all night long.

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Dove
Porto Fluviale
Via del Porto Fluviale 22
Roma
Tel. 065743199

Il tiramisù di Pompi (Roma)

Posted on 4 febbraio 2015 by in Dolci, Gluten free, Roma

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Sapete cosa vuol dire avere un’onta gastronomica?
Per molti potrebbe significare il non saper cucinare una cena da quindici portate. Per altri non saper replicare i piatti di uno chef famoso. Per me era non aver mai mangiato il tiramisù di Pompi.
Oh, e dire che a Roma ci vado da un paio di decenni e sempre mi distinguo per i miei tuffi carpiati nel fritto, nello gnocco o nell’abbacchio, ma questo dolce così tanto famoso mi era sempre sfuggito.

Un giorno, complice un briciolo di tempo in più, mi sono lanciata verso la loro sede vicino a piazza di Spagna, districandomi tra le splendide viuzze di sampietrini.
Ero decisa, ero convinta, ero pronta.

Poi ho letto la scritta “gluten free“, e in quel preciso momento il mio cuore ha sussultato dalla gioia (che la mia dieta prevede un po’ di attenzione a questo elemento).
Quindi, con l’animo che danzava la samba, ho ordinato una porzione di tiramisù con le fragole (è disponibile anche la versione classica al cioccolato, ma quel giorno mi andava così) e, con grande trepidazione, ho affondato il cucchiaino e assaggiato.

So che molti dicono che “non è più quello di una volta“, “un tempo era ancor meglio” e “non ci sono più le mezze stagioni” ma io l’ho trovato delizioso, equilibrato, per nulla stucchevole.
Premiamo la presenza del pan di spagna senza glutine, che non presentava differenze spiccate con quello normale.
Osanniamo le fragole fresche e la loro salsa genuina, lontana da quella chimica e industriale che viene utilizzata troppo spesso da altri produttori.
La crema è dolce al punto giusto, velluto per il palato e stuzzicante per la mente.
La scatolina monoporzione è comoda, pratica e consente di portarselo appresso senza ricoprirsene dalla testa ai piedi, e rappresenta la giusta quantità per sentirsi soddisfatti senza esagerare. I più golosi potranno portarsene a casa box ben più ampie, tenendole nel frigo come rimedio a molte paturnie.

Felicità allo stato solido di cui avvalersi più e più volte, dai momenti di sconforto a quelli di festa.

Dove
Pompi
Via della Croce 82
Roma
(ci sono anche altre sedi, quindi controllate sul loro sito)

3, 2, 1… Everybody’s welcome!

Posted on 18 giugno 2014 by in In alto i calici, Regali Eventi, Roma

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Ricordo bene il mio primo spritz: era il 2008, mi trovavo a Urbino per una conferenza di Sociologia e faceva un caldo veramente fastidioso. Ricordo la piazza affollata di studenti che festeggiavano gli esami conseguiti, la luce del tramonto, la compagnia e il tavolino su cui spiccava un bicchiere brillante pieno di ghiaccio, prosecco, seltz e Aperol – che mi aveva consigliato un’amica edotta.
È bastato un brindisi per far scattar l’infatuazione e per eleggere lo spritz a irrinunciabile compendio dell’aperitivo perfetto.

Poi capita che ti invitino alla tappa romana dell’Everybody’s Welcome Party e non puoi dire di no: ti svegli vedendo la Madonnina, ti imbarchi su un treno e passi la serata a ponte Milvio, dove la caotica movida ti travolge e varchi i cancelli di un mondo potentemente arancione – arancione Aperol, ovviamente. Si chiama “toccata e fuga”, e piace anche per questo.

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La bellissima Villa Brasini è tinta a festa per ospitare la tappa di questo tour estivo a base di spritz che sta invadendo le città italiane e i relativi bar (trovate la lista completa qui) con un carico di festa, drink e musica. Ospite speciale della tappa è Saturnino, che ha allietato la folla con un DJ set tenuto in una sala trasformata in una discoteca barocca dopo aver scattato una serie improbabile di selfie con noi ospiti di turno.

Centinaia di cocktail preparati a regola d’arte giravano tra i neon, e all’esterno era impossibile non notare la mini-mongolfiera, il van-reception e la lunga fila per entrare. Aggiungiamo l’aria di Roma e di estate, e quando la mattina dopo ti svegli e riprendi il treno per Milano hai come la sensazione di aver preso parte a un film.

Everybody’s Welcome da Aperol: se una tappa del tour passa per la vostra città non perdete l’occasione per farci un salto.
A uno spritz non si dice mai di no.

La gricia di Settimio all’Arancio (Roma)

Posted on 22 gennaio 2014 by in La sagra del carboidrato, Primi Piatti, Roma

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E quando vi prende quella voglia incontrollabile di qualcosa di buono e tosto, che vi distolga i pensieri e faccia piombare in una dolcissima catarsi, come non buttarsi sulla pasta?
E come non affidarsi a chi sui piatti di pasta succulenti e sapienti, mazzate di calorie e delizia ha creato un impero, ovvero Roma?

C’hai mal di testa? Amatriciana.
Problemi in ufficio? Carbonara.
Rotto col fidanzato? Cacio e pepe.
A me pare semplicissimo.

Quindi se siete in zona Piazza di Spagna scendete lungo via dei Condotti e raggiungete Settimio all’Arancio, un ristorante che da molti anni allevia i cuori.

Fate così: ordinate le mezze maniche alla gricia (attenzione! Hanno anche la pasta per celiaci) e lasciate alle spalle il mondo.
Sì, spegnete quel cellulare e non fate la foto su Instagram che intanto si raffredda!
Concentratevi sui pezzettoni di guanciale croccante le cui parti grassocce si sciolgono in bocca, lasciatevi scuotere dall’abbondante pepe, apprezzate la perfetta cottura della pasta e assaporate la divina cremina fatta col pecorino.
Qua stiamo parlando di altissimi livelli artistici, i Guttuso del carboidrato.

Anche se siete della Valle d’Aosta, del Friuli o della Sardegna non potrà non sfuggirvi una qualche colorita espressione romanesca, e sarà la prova del vostro stare benissimo.
Batterete le mani sulla pancia e vi distenderete sulla sedia sorridendo. Che soddisfazione, Settimio!

Dove
Settimio all’Arancio
Via dell’Arancio 50
Roma
Tel. 06 6876119

La cacio e pepe del Matriciano (Roma)

Posted on 24 maggio 2012 by in Primi Piatti, Roma

Tra le mie assolute certezze di vita ce n’è una che dice: “È impossibile stare a dieta quando sei a Roma“.
Credo che ci sia una qualche legge in corso dai tempi di Romolo&Remo che prevede la fustigazione per tutti coloro che osano mangiare solo insalatina scondita, o che rifiutano le golose proposte con piglio severo.

Nun se pó!

Io ho preso alla lettera questa regola e non faccio mai la ritrosa, soprattutto se mi si para innanzi un piatto di pasta preparata con tutti i crismi del caso. Non voglio mica far infuriare tutti gli dei pagani, che Divinità batte Regalità di qualche sensibile punto.

Appunto, in una delle mie recenti visite sono stata condotta presso un ristorante che fa di carbonara e gricia virtù, addentrandomi senza ritegno e una volta ancora nei misteri dei pastifici e dei sughi.

E così riscoprii i veri tonnarelli cacio e pepe presso il ristorante Il Matriciano, nei pressi di San Pietro.

Un’invasione di sapore.
Se Attila fosse stato un piatto di pasta sarebbe proprio questo, generosamente cosparso di pepe, col formaggio ridotto a crema pungente, salata e gustosa. Il tonnarello accompagna degnosamente il sugo con la sua consistenza non troppo tenue, ma é cavaliere nel lasciarlo prevalere. (altro…)