17 November 2017
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Il filetto con foie gras de Lo Copa Pan (Cervinia)

Posted on 17 febbraio 2015 by in Secondi Piatti, Son esperienze, Valle d'Aosta

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In un tempo non molto lontano se abitavi in montagna preparavi il pane una volta l’anno. Composto da farine scure, veniva conservato al sicuro e lasciato seccare fino al momento dell’utilizzo, quando però il coltello diventava insufficiente e occorreva uno strumento più potente – il copa pan, una lama montata su un supporto di legno massiccio pronta a calare verticalmente sulla malcapitata pagnotta.

Nelle case della Valle d’Aosta si trova facilmente, e a Cervinia c’è un ristorante che ne porta il nome: s’affaccia proprio su una delle vie principali diffondendo sull’acciottolato una luce calda e invitante, ispirando tranquillità e acquolina.
Ho avuto il piacere di visitarlo durante il tour #LovingCervino in quella che sicuramente era una glaciale notte invernale. Si tratta di un posto che riprende l’atmosfera delle baite e dei rifugi (tovaglie a quadretti, arredamento di legno, decorazioni alpine) e la rende più sofisticata. Tale scelta si riflette anche sul menù.

Io ho assaggiato un filetto sormontato da foie gras e accompagnato da mele cotte, polenta integrale e cipolle caramellate, un piatto corposo e gustoso da accompagnare a un bicchiere di vino rosso per riprendersi da un’intensa giornata tra neve e passeggiate.

Inutile dire quanto il mio spirito carnivoro fosse contento nel percepire la tenerezza della carne, ma ancor più sono rimasta incantata dal contrasto con le componenti dolci, dalla polenta ruvida, dalla lauta salsa di cottura. Succoso in ogni sua parte e delizioso nelle diverse combinazioni, mi ha ristorata e avvolta nella pacifica sensazione di soddisfazione mangereccia, quell’intenso momento in cui tutto sparisce per far posto al gusto. C

Chiamiamola felicità.

Dove
Lo Copa Pan
Via A. Carrel 47
Breuil-Cervinia
Tel. 0166 940084

La cucina valdostana del Rifugio delle Guide del Cervino

Posted on 26 novembre 2014 by in Regali Eventi, Son esperienze, Valle d'Aosta

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Pigri! Vi interpello!
Fedeli del piumone! Uscite fuori!
Seguaci del “postponi”! A me!

Con fare allegro e come sempre scherzoso cercherò di convincervi a lasciare il sacro divano, infilare gli scarponi e andar a sciare:
1) libera la mente
Vi voglio vedere pensare ai problemi quotidiani mentre dovete ricordarvi di stare col peso a valle e sterzare in curva;

2) potreste incontrare grandi campioni come Kristian Ghedina che non mancherà di raccontarvi deliziosi aneddoti di gare e vita;

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3) dopo tutta la fatica ci sono la polenta, i formaggi, i salami, le carni in umido!

Tipo che se vi inerpicate tra le funivie e raggiungete il rifugio delle guide del Cervino, situato sugli irti monti in territorio svizzero, non ve ne pentirete proprio.

Io ho avuto la fortuna di provare le loro specialità in occasione del recente viaggio in Valtournenche, e sono rimasta conquistata dal benvenuto, dalla simpatia del personale e dalla opulenta delizia dei piatti che più valdostani di così non si può.
Rustico il giusto – oh, siete a 3.480 metri – e assai accogliente, vi sorprenderà con panorami mozzafiato e racconti epici mentre darà il meglio sulla tavola.

Io mi sono lanciata verso un tagliere pieno di formaggi caldichevre mon amour!patate e immancabili castagne dolci, un concentrato di buonumore fatto latticino affrontato al grido di “Ma sì, hai sciato tutta mattina, te lo meriti”. Certo, che sia stato seguito da polenta e fantastiche salsiccette in umido è un dettaglio.

Grande è l’amore per la cucina locale, forte è l’infatuazione per le castagne che accompagnano immancabilmente ogni piatto, estrema è la passione per i sapori autentici come quello della fontina che, fusa, si era abbandonata sul piatto di portata, immolata per una giusta causa (sfamarmi).

Avvicendatevi verso un pezzo di storia di Cervinia: secondo me, dopo tutta questa dissertazione, un po’ vi ho convinti, cari i miei sonnolenti amici.

Dove
Il Rifugio delle Guide del Cervino
Loc. Plateau Rosa
Breuil Cervinia

L’agriturismo La Pera Doussa (Valtournenche – Cervinia)

Posted on 19 novembre 2014 by in Son esperienze, Valle d'Aosta

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Inerpicandosi sui sentieri accompagnati dalla guida Daniel, scricchiolando lastre di ghiaccio, ascoltando storie antiche e restando senza fiato mentre una distesa di alberi dalle foglie arancioni si stagliano contro irte montagne, a una certa viene pure fame.

Cercherò di addurre spiegazioni razionali al mio implacabile appetito – il viaggio, i quattro passi, i tanti e più metri di altezza – ma la verità è che anche voi vi sareste lanciati sul tavolo imbandito de La Pera Doussa, l’agriturismo in cui ho avuto la fortuna di fare una corposa merenda in quel di Valtournenche.

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Col caminetto acceso e scoppiettante alle mie spalle ho sentito i nervi distendersi e un languorino apparire, subito soddisfatto da formaggi freschi e stagionati, salumi, miele, frutta e crostini, lardo a volontà (che mai é troppo), vino rosso e succo di mela.
Il sapore di quella ricotta preparata in casa, di quel pezzetto di salame e persino dell’acqua rappresenta qualcosa di saggio e autentico, come solo ciò che viene dalla natura e segue i suoi ritmi può avere.

La Pera Doussa ha tutti gli elementi per essere il paradiso di ogni amante della montagna e di tutti coloro che cercano ristoro riscoprendo cos’è la tranquillità. Ci si riallinea con le priorità della vita, coccolando i due enormi sanbernando che trottano nel cortile e chiacchierando con l’adorabile Luna che, con la sua famiglia, gestisce e porta avanti la tradizione.

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Dopo l’abbondante spuntino io e i miei compagni d’avventura ci siamo diretti verso la grande stalla dove le mucche, appena tornate dal pasco, altro non aspettavano che foraggio e mungitura. È indovinate chi ha provato quest’ultima esperienza? Noi, ovviamente, che dalla città con furore ci siamo rimboccati le maniche e tentato con discreti risultati (povera mucca, cosa non avrà mai patito).

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Poi siamo scesi nelle cantine, dove abbiamo visto l’impianto che fornisce energia eco-sostenibile a tutta la struttura e ci siamo addentrati nella stanza delle meraviglie dove riposavano decine di forme di formaggio, disposte sugli scaffali in base agli anni di stagionatura. Un estimatore del genere ci perderebbe la testa (infatti io ci sono andata molto vicino).

L’agriturismo ha anche delle adorabili camere con soffici invitanti letti e arredamenti in legno che sembrano sussurrare la benedetta parola “Relaaax…“.
Provate a immaginare di svegliarvi, stiracchiarvi, aprire le finestre e far entrare la frizzante aria di montagna; vestirsi, scendere a fare una ricca colazione e poi partire per lunghe camminate (mentre i suddetti sanbernando vi rincorrono con le loro botticelle di legno appese al collo).

Staccare totalmente da cellulari, email, urgenze, ASAP.
Sospiro solo al pensarci, e programmo il ritorno.

Dove
La Pera Doussa
Località Loz
Valtournenche – Cervinia

Un assaggio di #LovingCervino

Posted on 10 novembre 2014 by in Regali Eventi, Son esperienze, Valle d'Aosta

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Ogni cosa a suo tempo.
Ogni cosa al suo tempo.

Due ore dopo essere arrivata in Valtournenche ho sentito il peso della settimana scivolare via dai nervi e una sensazione elettrica percorrere la pelle. Sarà stato il sole, la neve, il primo sorso di Moscat, le case in legno intarsiato, il Cervino, i colori più accesi, i suoni musicali, o forse la semplice incredulità nell’esplorare il Saint Hubertus Resort, immaginando di lanciarmi nel letto soffice o nelle piscine cromoterapeutiche.

È stato come tirare un freno a mano per rimettere in riga i pensieri, scacciare pessime abitudini, capire cos’è rimasto dietro una corazza forgiata dall’ansia e pensare “Ah, ma ci sei ancora“.

Il weekend lungo a Cervinia mi ha ricordato cos’è un ritmo sostenibile, cosa succede quando hai una giornata piena di esperienze incredibili, non di stress, e che ogni cosa avviene secondo un suo preciso tempo.
Bisogna saper ascoltare, adattarsi alla natura, cogliere i segnali, lasciarsi trasportare, e non ci sarà nulla di sbagliato.

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Così la corsa per lanciarsi col parapendio deve avere una certa velocità, e durante il volo si deve interpretare il vento.
La Nordic Walking si basa su una camminata naturale che, integrata con le bacchette, mette in moto tutti i muscoli e rilassa la mente.
Sciare dopo tanto tempo richiede il tempo per riabituarsi, e il corpo ci mette davvero poco per ricordare come curvare.
I massaggi possono durare due ore e lasciarti in uno stato paradisiaco e soddisfatto.
Le mucche vanno al pascolo e tornano solo a una certa ora, quando è giusto che sia così, per la mungitura e la cena.
I formaggi rimangono tranquilli in cantina per anni, senza alcuna fretta.
Passeggiare senza dover raggiungere per forza un punto preciso nel minor tempo possibile evitando passanti e con la musica sparata nelle orecchie è liberatorio.

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Poi ci sono i vini, la polenta, i formaggi fusi che ribollono e quelli preparati la mattina stessa, i salumi più o meno stagionati, le carni succulente, i cetriolini sott’aceto, le castagne addolcite, i funghetti sott’olio e quelli saltati, le colazioni abbondanti, il genepy, la grappa al miele, il lardo di Arnad, i cubetti di manzo che cuociono nella pentola della bourguignonne.
Tutte delizie create secondo la propria ricetta, con i suoi segreti, trucchi e l’imprescindibile quantità di tempo per la loro perfetta preparazione, che farle di fretta significherebbe farle davvero male, contro natura.

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In tutto questo, i sorrisi, la simpatia e la disponibilità estrema delle persone conosciute, così tante e così preziose: Jean Claude, Daniel, Paolo, Monica, le meravigliose istruttrici di Nordic Walking, Enrico, Greta, tutto il personale del Saint Hubertus (dalla stupenda direttrice ai pazientissimi autisti, fino alle esperte massaggiatrici) e ovviamente Kristian Ghedina.

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Come avrete capito, #LovingCervino è stata un’esperienza di vita, più che un viaggio turistico.

Come avrete intuito, nei prossimi mesi vi tenterò con una nuova rilassante filosofia e tante leccornie.

Che, oltretutto, Cervinia è a sole due ore da Milano.
Anche qui, il tempo è importante.