20 September 2017
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Il gelato di Stefino (Bologna)

Posted on 4 settembre 2017 by in Bologna, Dolci, Emilia Romagna

StefinoGuarda questa che continua a scrivere recensioni sul blog invece di affidarsi al potere di Instagram e, magari, comprare un pacchetto di followers!“.

Me lo dico da sola, so di andare un po’ controcorrente, ma che posso farci se ogni mio consiglio ha dietro un ricordo, una storia, un bel perché? Come qualche giorno fa, quando sono tornata in una gelateria e… ok, andiamo con calma.

Siamo a Bologna, dove la mancanza di novità culinarie entusiasmanti si scontra con la presenza di numerose e eccellenti gelaterie. Più precisamente, ci troviamo in via San Vitale, area non ancora frequentata dai turisti e al limite con la sempre più famigerata “zona universitaria”. Qui, sotto portici bassi, rossi e silenziosi, si trova quell’istituzione che è Stefino.

I bolognesi non hanno bisogno di presentazioni, e sanno che fino a qualche anno fa si trovava in un’altra strada. Tutti gli altri mi ascoltino bene.

Tempio del gelato artigianale, ha precorso i tempi puntando da sempre su ingredienti km0 e bio, mettendo a punto una consistenza perfetta e avendo un occhio di riguardo per la tradizione. Però a un vero felsineo tutto ciò non interessa granché: deve essere più che buono, più che invitante, goloso e suadente.

Così ora possiamo entrare, chiedere cos’è il gusto “Crema bolognese” e sentirci dire “È una crema un po’… carica, ecco. Con tante uova“, innamorarcene e ricordarsi dei dolci delle nonne emiliane al primo assaggio.

Oppure rimanere increduli dall’intensità del “Latte e miele“, dove il primo proviene dagli Appennini vicini.

Per i palati classici il gianduia, ricco di nocciole intere, sarà un conforto; chi cerca un’avventura troverà i gusti curcuma e wasabi; il matcha e il crema con fichi caramellati aggiungeranno indecisione nella scelta finale. StefinoL’aggiunta di panna è gratuita (il che non è affatto scontato) e, come se tutto ciò non bastasse, Stefino è un punto di riferimento pure per chi desidera un gelato gluten free (hanno anche i coni preparati da loro e posso confermarne la validità) e, addirittura, vegan.

Infine, un avvertimento: a Bologna non si ordina mai una “coppetta”, ma una “cestina“. Siate pronti, preparati, e buona passeggiata per San Vitale.

p.s. ha aperto anche a Roma 

Dove
Stefino
Via San Vitale 37/A
Bologna
Tel. 051 5874331

La cotoletta del Ristorantino della carne (Milano)

Posted on 27 novembre 2015 by in Gluten free, Lombardia, Milano, Secondi Piatti

Ristorantino della carne Ed è dal momento in cui qualcosa ti viene tolto che non potrai più farne a meno, e ci penserai giorno e notte senza pace, senza tregua, senza pietà.

… No, non parliamo di massimi sistemi, ma del glutine.
E no, a dire il vero non è che mi manchi così tanto: questa intolleranza è stata presa bene, come quanto scopri che un sospetto è concreto.

Sapete a cosa, invece, anelavo, che manco Ulisse con Penelope? A una cotoletta. Una milanesissima e grandissima orecchia di elefante impanata e strabordante, simulacro di gioia e tradizione, soddisfazione e sazietà.
Mesi di ricerche e sospiri, e poi è arrivata.Le cotoletteSì, ho trovato una cotoletta gluten free.
Ripeto. Un’orecchia d’elefante senza glutine, ma non solo, preparata in una ventina di modi, sormontata, accompagnata da tanti e diversi condimenti o contorni, dalle patate arrosto ai porcini, da bacon e uovo alla marmellata di cipolla rossa di Tropea.

Dove, penserete, dove?!
A Milano, al “Ristorantino della Carne“, recente apertura in quel di via Solari per la gioia dei carnivori tutti e, in particolare, di quello intolleranti. Non che i “normali” avventori non ne godano altrettanto, anzi: il menù si articola tra antipasti, primi e secondi, ma la lunga lista di cotolette fa la sua figura.L'orecchia di elefante gluten freeE allora lanciatevi in una prova titanica, andandoci e tentando di ordinarne una. Della mia, gluten free e con i porcini, lodo l’impanatura sufficientemente spessa è molto croccante, la carne cotta a puntino, l’osso alto che si vorrebbe addentare mentre dalla cucina si ode il batticarne in azione per altri ordini e altri commensali.

Riscopriamo la cotoletta tutti insieme.
Mi offro per numerose prove, che devo recuperare il tempo in chi me ne sono terribilmente privata!

Dove
Il Ristorantino della Carne
Via Solari 12
Milano
Tel. 3389866261
Tel. 02463379

Brownie e the da Tiosk (Londra)

Posted on 15 ottobre 2015 by in Dolci, Gluten free, Londra

Tiosk London

Abitando a Milano è stato difficile non notare i suoi recenti cambiamenti, tra aree riqualificate e splendidi grattacieli avveniristici.
Giunta a Londra dopo ben 10 anni ho percepito una sensazione molto simile: quelli che una volta erano quartieri dimessi ora accolgono giovani, negozietti, mercati, realtà di valore e sostanza, il centro è più organizzato, lo slancio verso il “meglio” è continuo.

Questo cosa comporta? Stress. Se conoscete qualcuno che lavora nella City vi racconterà della competizione, delle corse, della fatica quotidiana (non che a Milano siamo tutti rilassati, eh).
Come fare per mantenere un british aplomb? Combattere i sintomi rifugiandosi in uno dei tanti posticini cozy della città!

Così, mentre passeggiavo lungo Broadway Market con la testa piena di pensieri, ho notato le vetrine bianche di Tiosk, su cui capeggiava la scritta “gluten free“. Ho controllato l’ora e stabilito che sì, potevo prendermi una mezz’ora di pausa. Quindi sono entrata.
Le specialità di questo adorabile locale sono le decine di the e infusi di alta qualità tra cui scegliere o farsi consigliare dalle gentili ragazze e da sorseggiare con un dolcino.

Ho scelto un the verde, una fetta di brownie senza glutine e mi sono accomodata su uno sgabello.FullSizeRender (4)Così, leggendo qualche pagina sul Kindle e chiacchierando con una coppia di ragazzi italiani, ho fermato il tempo.

La carica del brownie si è presto infiltrata nel groviglio delle mie paturnie, rendendole friabili quanto la sua sottile crosticina, e il the era sorprendentemente fruttato e rivitalizzante tanto da finirlo in pochi minuti. Un pregio di Tiosk è che tengono da parte le foglie utilizzate e ti fanno subito il “refill“, se lo chiedi. L’ho chiesto, ovviamente.

Ho scrutato anche il menù, costituito da pochi piatti ma tutti appetitosi ed healthy che rispondo alle necessità di ogni esigenza o intolleranza alimentare. Se non fossero state le undici di mattina mi sarei volentieri lanciata su un’insalata con avocado, o avrei provato anche la granola gluten free.

È un posticino che rimane nel cuore. Davvero.

Dove
Tiosk
33 Broadway Market
London

 

Come ti cucino il pad thai

Posted on 15 settembre 2015 by in Etnicità diffusa, Gluten free, Regali ricettine, The Royal Comfort Food

padthai1

Rientrare dalle vacanze significa portare nella propria quotidianità qualcosa di nuovo, un dettaglio che ti solleva, stimola e ricorda i bei momenti in cui non avevi tanti pensieri. Io ho portato delle nuove abilità in cucina, ricettine del cuore da replicare in caso di bisogno.

Tra tutte ne esiste una che mi ispira comfort, relax, pace dei sensi e che sfrutto in caso di irrefrenabile bisogno: il pad thai.
È una ricetta “svuotafrigo” semplice da preparare e mi piace perché consente di utilizzare pochi strumenti (wok, pentola, tagliere, coltello, cucchiaio di legno e una ciotola), aggiungendo man mano le componenti in cottura e lasciandosi trasportare lontano dai profumi speziati.
Alcuni ingredienti non si trovano nel supermercato sotto casa ma sono necessari: la soluzione è visitare i negozietti etnici della propria città.

Col tempo ho perfezionato il piatto secondo i miei gusti quindi non si può dire che rispecchi la ricetta originale: ci sono tante verdure, non ci metto i gamberi e forse non preparo le tagliatelle di riso a regola d’arte, ma a me piace così e ho addirittura ottenuto ottimi riscontri.
Infine, una nota che farà felici molti: è gluten-free.

Quindi ecco la ricetta del Pad Thai “all’italiana“.

Ingredienti:
– 160 gr tagliatelle di riso;
– olio extravergine di oliva;
– 1 porro;
– 2 spicchi di aglio;
– 1 carota;
– 1 peperone;
– 1 zucchina;
– germogli di soia;
– 200 gr di petto di pollo;
– 1 uovo;
– sale;
– pepe;
– peperoncino in polvere;
– 5 cucchiai di salsa di tamarindo;
– 5 cucchiai di salsa di pesce;
– 4 cucchiaini di zucchero;
– 1 lime;
– una manciata di arachidi;
– coriandolo fresco.

Procedimento:
– metti le tagliatelle secche in una pentola con abbondante acqua bollente;
– prendi le arachidi, frantumale in modo grossolano e falle tostare appena in padella. Tienile da parte;
– affetta il porro e l’aglio;
– pulisci la carota, la zucchina e il peperone e tagliali alla julienne;
– in una wok (o pentola con i bordi molto alti, come quella per saltare la pasta) scalda un filo di olio;
– aggiungete porro e aglio, e lascia che si ammorbidiscano;
– è il turno delle verdure mondate: saltale a fuoco alto mescolando spesso affinché rimangano croccanti;
– nel mentre taglia il pollo a striscioline e aggiungilo in padella insieme ai germogli di soia;
– quando il pollo sarà sufficientemente cotto rompi l’uovo e mescola velocemente per strapazzarlo;
– un pizzico di sale, uno di pepe e peperoncino, mescola e lascia cuocere abbassando la fiamma;
– in una ciotolina metti la salsa di tamarindo, la salsa di pesce, lo zucchero e il succo di un lime, e amalgama tutto con una forchetta;
– trita il coriandolo;
– controlla le tagliatelle: se non dovessero essere pronte accendi il fuoco e attendi qualche minuto. Sono cotte quando diventano ben opache. A tale punto scolale e aggiungile in padella, saltandole con verdure e carne;
– condisci con la salsa preparata e mescola bene;
– prendi una scodella e impiatta una generosa porzione, spolverala di arachidi, qualche germoglio di soia e, tocco finale, un pizzico di coriandolo.

Buon divertimento.

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L’hamburger di Mu Italian Finest Burger (Milano)

Posted on 24 aprile 2014 by in Gluten free, Lombardia, Milano, The Royal Challenge

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In questa perenne esplorazione e desiderio di provare sapori sempre nuovi e diverse sensazioni mi sono imbattuta in un certo nemico (o, per meglio dire, imprevisto) che mi sta portando a compiere scelte alimentari oculate.
A diversi ho già raccontato dettagli, altri invece se ne sono accorti. E voi, miei reali discepoli della sugna, cosa potrete mai comprendere? Disseminerò i miei racconti di indizi in attesa della dichiarazione e intanto continuo a mangiare come se niente fosse accaduto (o quasi).

La mia ricerca al miglior hamburger milanese subirà inevitabilmente una certa battuta d’arresto”, pensavo con amarezza. Poi mi sono imbattuta in MU Finest Burger, in via Paolo Sarpi.
Inattesa, imprevista e molto gradita scoperta, mi ha permesso di ri-assaggiare un hamburger come si deve scegliendone ogni dettaglio  – carne, tipo di pane, condimenti e salse. Certo, nel loro menù se ne trovano anche di “già composti” ma per l’emozione me ne son resa conto solo dopo.

Cosa ho scelto, quindi? Carne di angus, cheddar, bacon, salsa barbecue e pane gluten-free (tadaaan!). L’insalata e i pomodori sono compresi – passatemi il termine “nerd” – di default.
La testimone che ho trascinato nel piccolo locale – in cui si trovano sgabelli e tavoli alti – potrebbe affermare di avermi vista attendere la mia ordinazione con una trepidazione che manco i vincitori degli Oscar, e che l’abbia divorata in un tempo record. Avrebbe pienamente ragione, perché questa è la verità.
Che coloro che ci lavorano ci mettano passione è indubbio: basta osservare i cuochi al di là delle vetrate che separano la cucina mentre si avvicendano tra le moltissime ordinazioni – di cui molte take-away, vista la mancanza di posto.

Eppure dobbiamo essere schietti: il parere sul sapore? Un hamburger sicuramente buono, dall’abbondante salsa barbecue ma dal poco bacon (che, come sapete, è uno dei miei parametri di giudizio). Certo, il pane gluten-free non aiuta ma fa il suo dovere, ovvero quello di contenere e trattenere ogni componente e permettere anche agli intolleranti di magnarse ‘sto benedetto paninazzo. Una rarità!
Approvato, ma occorrerà ripetere l’esperienza. Come sono costernata! (ironia mode ON)

N.B. mi rendo conto che la presenza di pane gluten-free potrebbe far gridare al miracolo i celiaci. Ecco, non credo che il MU sia certificato dall’AIC, quindi andateci cauti. Intolleranti, invece, fate voi i vostri calcoli. Se invece state seguendo una dieta senza glutine per un altro motivo (a me inspiegabile, lo ammetto), avanti tutta!

Dove
MU Italian Finest Burger
Via Paolo Sarpi 63
Milano
Tel.  02 36580240