20 October 2017
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I “cicchetti” di The Egg (Torino)

Posted on 7 gennaio 2016 by in Antipasti, Piemonte, Torino

The Egg (Torino)Bentornati, miei prodi, e buon 2016 a voi! Possa essere un anno vorace e appetitoso, ricco di scoperte e infatuazioni del palato.

Questa è la giornata interstellare del “Mi metto a dieta, in cui milioni di persone decidono di metter un lucchetto a frigorifero e dispensa dopo i bagordi festivi nel disperato tentativo di ritrovare una parvenza di forma. Potevo forse farmi sfuggire quest’occasione di risultare un’infingarda tentatrice e far durare il vostro buon proposito un battito di ciglia? Assolutamente no.

Torinesi, fate attenzione: oggi vengo a casa vostra. A fine 2015 ho scoperto un bistrot che ha fatto sussultare le mie papille: è il The Egg di Nicola Batavia, già chef del noto Birichin (che si trova proprio di fianco).

(altro…)

Orto Erbe e Cucina (Milano)

Posted on 8 giugno 2015 by in Lombardia, Milano, Piatti unici

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Nell’eterna lotta tra la salute e il gusto la maggior parte delle persone si lancia in insoddisfacenti insalate o diete mortificanti che producono una temporanea sensazione di leggerezza seguita da una irrefrenabile voglia di azzannare lo stipite della credenza.
Poi ci sono io che, avendo commesso gli stessi errori, cerco piatti leggeri e deliziosi, semplici ma non banali: la mia ultima scoperta è Orto Erbe e Cucina.

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Nascosto in una viuzza in zona porta Genova a Milano, questo piccolo bistrot si distingue per l’aria rilassante e l’abbondanza di piante aromatiche, presenti sia nei piatti sia in decine di vasetti appesi a griglie o appoggiati sui tavoli come elemento d’arredo più che decorativo.
Noto deliziosi crostoni, hummus, tofu, insalate di verdure e cereali, zuppe e dolcini in quantità, preparati con gli ingredienti dell’orto locale.
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Ordino una ciotolona di riso integrale, cubetti di avocado, foglioline di menta, pomodorini essiccati, misticanza e salsa senapata, che mi sazia e allieta senza produrre l’effetto “abbiocco post-prandiale”.

Si spizzica, si chiacchiera, si medita se portarsi a casa un vasetto di aromi per rinsavire dopo poco, certi che il malcapitato morirebbe dopo poche settimane e che sia meglio lasciarlo a mani più sagge.
Il riso è abbondante e risulta delicato, sferzando il palato con le note pungenti della senape e del pomodorini. Le vocine che urlavano “Voglio sapore! Voglio sapore!”  e “Non ti avvicinare alla porchetta che dopo c’hai una riunione di due ore e mezza!” vengono accontentate.

Rimane solo un dubbio: la compro una piantina di timo? Dai, che faccio?

Dove
Orto Erbe e Cucina
Via Gaudenzio Ferrari 3
Milano
Tel. 02 83660716

La cena nottambula al Porto Fluviale (Roma)

Posted on 23 marzo 2015 by in In alto i calici, Piatti unici, Roma

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Principi della notte, signori dell’oscurità o, banalmente, voi che lavorate in agenzie e fate orari al di poco intensi e uscite quando il buio è totale, quanto avete bisogno di ristoranti aperti fino a tardi per sfamarvi e, addirittura, sorseggiare un cocktail per scacciare la tensione della giornata?

Giunta a Roma in una fredda notte di Marzo, col treno in ritardo e le occhiaie ad altezza ginocchia, mi son lasciata pacificamente condurre verso il Porto Fluviale, aperto fino alle 2 e dalla capienza sufficiente a garantire un celere ricambio.

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Le mie condizioni sono presto passate dal “pietoso” al “ora sì che si ragiona” già nel leggere il menù ma – chi voglio prendere in giro? – è al primo sorso di vodka sour con sciroppo di rosmarino e camomilla che le mie sinapsi hanno tirato un sospiro di sollievo.

Potete scegliere se accomodarvi nell’area pizzeria o in quella ristorante, entrambe ampie e dall’arredamento curato, ma sappiate che in quest’ultimo potrete assaggiare i “cicchetti“. Cosa sono? Micro porzioni di ogni tipo di pietanza, che uno tira l’altro. La scelta è vasta, l’acquolina molta.
Assaggio la zuppetta di ceci e funghi, il baccalà mantecato e il polpo saltato nel burro d’arachidi, poi attacco un tagliere di salumi e formaggi e, per non farmi mancare proprio nulla, concludo con una bavarese.

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La formula è divertente, poco impegnativa e per ogni tipo di tasche e appetito; l’ambiente è conviviale e suddiviso in aree tematiche, dal bistrot un po’ cupo a tavoli bianchi che fanno un po’ riviera.
E la chiacchiera è assicurata all night long.

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Dove
Porto Fluviale
Via del Porto Fluviale 22
Roma
Tel. 065743199

Il Chicken & Gyros di The Halal Guys (New York City)

Posted on 23 febbraio 2015 by in America, Etnicità diffusa, New York, Piatti unici

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In una fresca estate newyorchese mi sono svegliata, sono andata a correre a Central Park, son tornata in hotel e, dopo una lunga doccia ristoratrice, mi sono infilata in un abito verde smeraldo comprato qualche giorno prima, ho inforcato gli occhiali da sole e mi sono confusa tra la folla.

Mi piace quando non do segni del mio essere forestiera – niente mappe, niente guide, niente incertezze – e, ormai, conosco la città abbastanza bene per riuscirci senza sforzo.

In questa giornata, accompagnata dall’energia della città, ho bevuto ottimi caffè, gustato piatti entusiasmanti, visitato il MoMa, fatto un tradizionale salto da Tiffany’s e incrociato la lunga e composta fila di persone presso un chiosco tra la 53th St. e la 5th Ave: The Halal Guys.
Sedici millesimi di secondi dopo ho deciso di dover provare le loro specialità.

Da 25 anni questo baracchino ambulante si distingue per non servire hot dog ma piatti mediorientali rispettosi dei precetti musulmani. Per la città ne trovate altri, ma questo è il più famoso.

Si ordina il cibo – io ho scelto una Chicken & Gyros Combo over Rice -, si paga, poi si ordina da bere e si paga anche quello. In fondo trovate una dozzina di dispenser di salse da aggiungere obbligatoriamente, come quella allo yogurt o quella piccante.

Così equipaggiati dovete solo trovare un posto per mangiare in pace, tra business men, famiglie e turisti.

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Il rustico piattone era pieno di riso bianco, riso arancione, pollo e manzo arrostiti e trinciati, insalata, pita e le suddette salse.
Quello che si dice “un lauto secondo pranzo“, ricco di sapori esotici preparato e servito da un gruppo di ragazzi professionali e simpatici.

Un uomo in abito scuro si è seduto accanto a me, ha gustato il primo boccone e con un sorriso soddisfatto ha esclamato “Oh, so good!“. Io, con la bocca piena, sono riuscita solo ad annuire e mugugnare un “Mh mh” assertivo.
Ci si sente parte di una comunità di mangiatori urbani, uniti dalla scelta di pietanze semplici e tipiche, economiche e veramente “di strada”.

Consigliato, più che consigliato soprattutto se non volete passare un paio di ore in un ristorante e desiderare confondervi nella City.

Dove
The Halal Guys
53st – 6th Ave
New York City

La cucina valdostana del Rifugio delle Guide del Cervino

Posted on 26 novembre 2014 by in Regali Eventi, Son esperienze, Valle d'Aosta

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Pigri! Vi interpello!
Fedeli del piumone! Uscite fuori!
Seguaci del “postponi”! A me!

Con fare allegro e come sempre scherzoso cercherò di convincervi a lasciare il sacro divano, infilare gli scarponi e andar a sciare:
1) libera la mente
Vi voglio vedere pensare ai problemi quotidiani mentre dovete ricordarvi di stare col peso a valle e sterzare in curva;

2) potreste incontrare grandi campioni come Kristian Ghedina che non mancherà di raccontarvi deliziosi aneddoti di gare e vita;

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3) dopo tutta la fatica ci sono la polenta, i formaggi, i salami, le carni in umido!

Tipo che se vi inerpicate tra le funivie e raggiungete il rifugio delle guide del Cervino, situato sugli irti monti in territorio svizzero, non ve ne pentirete proprio.

Io ho avuto la fortuna di provare le loro specialità in occasione del recente viaggio in Valtournenche, e sono rimasta conquistata dal benvenuto, dalla simpatia del personale e dalla opulenta delizia dei piatti che più valdostani di così non si può.
Rustico il giusto – oh, siete a 3.480 metri – e assai accogliente, vi sorprenderà con panorami mozzafiato e racconti epici mentre darà il meglio sulla tavola.

Io mi sono lanciata verso un tagliere pieno di formaggi caldichevre mon amour!patate e immancabili castagne dolci, un concentrato di buonumore fatto latticino affrontato al grido di “Ma sì, hai sciato tutta mattina, te lo meriti”. Certo, che sia stato seguito da polenta e fantastiche salsiccette in umido è un dettaglio.

Grande è l’amore per la cucina locale, forte è l’infatuazione per le castagne che accompagnano immancabilmente ogni piatto, estrema è la passione per i sapori autentici come quello della fontina che, fusa, si era abbandonata sul piatto di portata, immolata per una giusta causa (sfamarmi).

Avvicendatevi verso un pezzo di storia di Cervinia: secondo me, dopo tutta questa dissertazione, un po’ vi ho convinti, cari i miei sonnolenti amici.

Dove
Il Rifugio delle Guide del Cervino
Loc. Plateau Rosa
Breuil Cervinia

Il Brielle di Melt Kraft (Philadelphia)

Posted on 7 ottobre 2014 by in America, Gluten free, La sagra del carboidrato, Philadelphia, Piatti unici

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Grazie ai consigli di Giulia, a Philadelphia avevo le idee chiare: dovevo assaggiare la Philly Cheesesteak e visitare il Reading Terminal Market.

Missione compiuta in entrambi i casi, con enorme gusto: grande è stato l’entusiasmo nello scoprire che l’hotel (un bellissimo Hilton Apartments) era proprio di fronte a questo storico mercato dove si può trovare letteralmente di tutto, dalle specialità americane alla cucina amish.
Sebbene molto frequentato da turisti troverete tante persone di Philly che vi passano il pranzo (la cena meno, visto che chiude alle 20) e vi guarderanno divertiti mentre osservate con occhi spalancati le vetrine e le montagne di carne, pesce, dolci, frutta, verdura e specialità già pronte per l’assaggio.

Io e le mie compagne di viaggio ci siamo fatte attirare da Melt Kraft, un negozietto specializzato in formaggi e – udite udite! – in sandwich dai nomi bizzarri ripieni di ogni tipo di prodotto caseario!

Io mi sono lasciata conquistare dal “Brielle“, un abbondante tramezzino che ho visto preparare sul momento con tanto di quel brie da intasarmi le vene istantaneamente: un simpatico ragazzo ha prima abbrustolito il pane, poi aggiunto il formaggio è chiuso tutto sotto una cupola incandescente. Pochi secondi ed era pronto, giusto il tempo di aggiungere le chips homemade.
Pane, formaggio e basta? Macchè: c’erano anche cranberry chutney, cipolle caramellate e pinoli!
Se sapete quanto ami il contrasto dolce/salato potete immaginare i miei brividi di gioia.

Quant’è bello mangiare qualcosa che fila, e tendere il formaggio all’infiniiito finché non si spezza rimbalzandoti sul mento e combinando un disastro? Grande eleganza, lo so, ma straordinario!
Non parliamo poi della croccantezza del pane, quel modo adorabile di resistere ai denti per poi distruggersi in mille pezzettini, e affondare ancor più le fauci nella mollica.

Melt Kraft è il paradiso di tutti coloro che amano il formaggio, e non si trova solo a Philadelphia: cercatelo anche a Brooklyn.

P.s. hanno anche il pane gluten-free!

Dove
Melt Kraft @ Reading Terminal Market
51 N 12St
Philadelphia

Le uova sulla ghisa della Drogheria Milanese (Milano)

Posted on 23 luglio 2014 by in Lombardia, Milano, Piatti unici

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A Milano si corre, e non è una leggenda metropolitana: rispetto a molte altre città i ritmi sono accelerati, due secondi fanno la differenza e se osi fermarti sulla sinistra delle scale mobili sarai linciato.

Pare quindi naturale che la ricerca di un posto in cui fermarsi sia attenta, necessaria, interminabile: in ogni zona si devono trovare dei punti di riferimento in cui rifugiarsi e, ovviamente, rifocillarsi – che le vie del relax passano tutte per la dispensa!

Perché la Drogheria Milanese mi è piaciuta particolarmente?
Sicuramente per l’ambiente, incrocio di un bistrot parigino, un diner americano e un ristorantino italiano: non si può rimanere indifferenti di fronte al lungo bancone, al tavolo di legno con le panche, alle piastrelle verdi, alle réclame anni 60, ai tavolini appartati tra le scansie di pomodoro in bottiglia.

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In secondo luogo, per la velocità: il servizio è rapido quindi avere poco tempo non è un deterrente, anzi.

Terzo, il menù: una metà è composto da piatti veri e propri – come le linguine all’astice e il risotto al pomodoro e stracciatella – mentre l’altra comprende piatti “a mezza porzione” che permettono di assaggiare più specialità. Infine, ci sono formaggi, salumi (ma di entrambi non consiglio le formule degustazione, mestissime nel rapporto quantità-prezzo) e le uova in ghisa di Paolo Parisi: semplici e gustose, nella versione con “pancetta di maiale pesante” sono la mia scelta preferita.

Su questo padellino di ghisa rovente viene disposta la pancetta leggermente abbrustolita e, subito dopo, adagiato un uovo crudo che si cuoce all’occhio di bue, giungendo al tavolo sfrigolante e col rosso parzialmente liquido, una spolverata di pepe e un pizzico di sale.
Non occorrono grandi orpelli o impiattamenti, cucine macrobiotiche o sperimentali per produrre soddisfazione e svegliare il palato: la semplicità è un’amica vincente.

Troverete numerose occasioni in cui potrete andare alla Drogheria. E nel caso in cui mancassero, createle.

Dove
Drogheria Milanese
Via Conca del Naviglio 7
Milano
Tel.  0258114843

Le insalate de La Vita è bella (Como)

Posted on 16 giugno 2014 by in Como, Lombardia, Piatti unici

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Se è sempre vero che il weekend è importante, portatore di pace per le sinapsi e provvigione di sonno extra, in estate assurge al livello di sacralità con il principio della “scampagnata“. Che duri tre giorni o poche ore, una gitarella rasserena, diverte e fornisce a noi, food addicted, l’occasione di compiere scoperte.
Per chi gravita nel milanese una delle mete predilette è il lago, con Como nei primi posti.
Quindi ecco che ci si organizza, si parte e si chiede consiglio a un’Amica Altrettanto Alta, che della città è indigena e sa dirigerti nei posti migliori.

Così si capita da “La vita é bella“, ristorantino sul lungo lago che ha fatto dell’insalata mista un orgoglio proponendone più di 40 varianti, condite con l’impensabile e oltre, perfette per una pausa rinfrescante ma soddisfacente.

Dopo circa trenta minuti di tentennamenti mi lancio sull’insalata di patate, composta nientemeno che da insalata mista, patate lesse, bacon croccante, uova sode, fagiolini, salsa allo yogurt, paprika e a cui faccio aggiungere dell’avocado.
Può della verdura mettermi in difficoltà? Sì, effettivamente: che fosse abbondante è un dato di fatto, golosa pure, e gustosa anche.
Io, che bistratto il verde, mi sono molto ricreduta e ho promesso di tornare per assaggiare altre varianti. Dopotutto, come poteva sbagliare la mia Amica Alta?

Dopo il lauto pasto potete bearvi al sole del lago, accasciandovi su una panchina o direttamente sul prato di un parchetto – per i più temerari c’è l’opzione pedalò.

Un ultimo prezioso suggerimento: prenotate. È essenziale.

Dove
La Vita è Bella
Piazza Domenico Croggi 4
Como
Tel. 031 302667

La chianina con ricotta di Sapori Solari (Milano)

Posted on 16 aprile 2014 by in Lombardia, Milano, Piatti unici

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Se questo umile blog ha lo scopo principale di portare gioia tramite la legalissima degustazione di cibo allora non si spiega come e perché abbia atteso tanto prima di scrivere di Sapori Solari.
Forse volevo mantenere il consiglio tutto per me e crogiolarmi nella sensazione di avere un piccolo segreto – che poi tale non è, dato che stiamo parlando di un ristorantino assai celebre – ma poi non ce l’ho fatta, e infatti eccomi a porre rimedio.

Ho scoperto questa gastronomia qualche anno fa grazie alla nostra amica dell’energia: già ne ero rimasta colpita ma una recente visita mi ha confermato la sua eccellenza e, soprattutto, la squisita gentilezza e irresistibile simpatia dei due gestori – basterebbero questi due ultimi punti per invitare a una visita ma la verità è che si mangiano delizie introvabili.

Il posto è piccolo e ospita un bancone stracolmo di salumi e formaggi, qualche tavolo e i relativi sgabelli; si respira un’aria informale e casalinga sia per la ristrettezza degli spazi sia perché le pietanze vengono servite contemporaneamente (o quasi) a tutti i tavoli, e così i commensali si ritrovano ad assaggiare gli stessi sapori e spiare le espressioni altrui.

Come avrete intuito, a cena prenotare è consigliato – un obbligo se siete in più di due – e dovrete organizzarvi con un pochino d’anticipo ma sono certa che se siete passati di qua sarete golosi almeno il 20% di me, e questo basta.

A cena il menù è praticamente fisso ed è composto da una degustazione di salumi, carni e formaggi. “Cose semplici”, direte voi. “Non avete idea di quanto vi state sbagliando”, replicherò io: da Sapori Solari troverete delle eccellenze rare (come la bresaola d’oca) presentate con dovizia di dettagli. Ogni boccone di formaggio vi racconterà una storia e vi condurrà in mondi lontani a cui non dovrete resistere – lasciatevi trasportare.

A cosa prestare particolar attenzione? Proprio all’inizio: il tagliere di polpa di chianina marinata e con ricottina di latte e panna di bufala maestosamente adagiata al centro. Se amate il genere i vostri occhi inizieranno a luccicare e sentirete una certa emozione crescere nel cuore, quindi assaggiate la prima forchettata con cautela e cercate di non svenire. Mantenete un real contegno… o forse no, esultate pure! 
Le fettine di carne sono tenere, si sciolgono in bocca e diffondono un sapore delicato ma intenso di spezie, mentre la ricotta è un’apoteosi di latte e lussureggiante morbidezza: le loro consistenze unite non potranno lasciar nessuno indifferente.
Potrete accompagnarle a dei pezzi di pane ma non ve lo consiglio: assaporateli in purezza, godetevi l’esperienza e non pensate alla sazietà – a cui giungerete, ve lo prometto.

Si percepisce la mia totale devozione a questo tagliere?
Mi immaginate nell’atto di adorarlo?
Perchè è tutto vero.

Provatelo al più presto e, come sempre, raccontatemi com’è andata.

Dove
Sapori Solari
Via Solari 48
Milano
Tel. 347 755 9993

Schiscetta Perfetta: mission accomplished!

Posted on 2 aprile 2014 by in Piatti unici, Regali Eventi, Son esperienze

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I miei amici su Facebook sono ormai preoccupati.
Chi mi segue su Twitter crede che mi abbiano hackerato l’account.
Instagram non ne parliamo: sgomento e stupore.

Io che cucino!
Io che mi porto il pranzo in ufficio!
Io, io che ho a che fare con frutta, verdura e salubrità!
Non ci si crede davvero eppure è la realtà dei fatti e ha una motivazione.

Sì, posso spiegare tutto: stiamo calmi e leggete.

Un bel giorno sono stata coinvolta da Alessandro Vannicelli, fondatore di Schisciando, in una sfida: potevate vedermi mentre trasportavo sul tram milanese una box di PortaNatura piena di verdura e frutta bio, e avreste dovuto proprio osservare la mia faccia quando ne ho tagliato lo spago e mi sono trovata innanzi… al verde.
Nessuna traccia di sugna, no: spinaci, lattuga, limoni, mandarini, mele, carote, un cavolfiore e un temibilissimo cavolo rapa.

La missione? Utilizzarli per preparare la mia “#schiscettaperfetta” da portare in ufficio come soluzione sana, buona, pratica e economica al dilemma “e mò che mangio a pranzo?”.
Per i miei standard si tratta di un impegno di un certo livello, che manco 007 al servizio di sua Maestà, ma ho preso coraggio e mi sono lanciata nel mondo di pentole e fornelli.

Per la mia prima schiscetta ho ridotto la cucina a un campo di combattimento: ho preparato una vellutata di spinaci con semi di girasole, cavolo rapa a fettine passato in padella con sesamo e carote saltate con miele, aceto e mandorle.
Vi dirò solo che il frullatore non era chiuso esattamente bene, che ho schizzato spinaci in ogni dove, che il cavolo rapa ha prodotto più incertezza della morte di Elvis, ho aggiunto troppo olio nella pentola delle carote e troppo brodo nella vellutata, ma alla fine ho guardato il mio operato e ne sono rimasta assai soddisfatta.

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I miei colleghi hanno gridato al miracolo, e io sono stata veramente contenta di scoprire di non essere una totale inetta in cucina.

Sull’onda di questo entusiasmo ho preparato il secondo pranzetto – quinoa con cavolfiore e carote, bastoncini di formaggio e una mela – che ho sapientemente gustato al parco, godendo di un bel sole primaverile. 
Ammetto che rispetto al dover andare in un ristorantino dei dintorni, fare la fila, aspettare e mangiare di corsa il poter avvalersi della schiscetta libera la mente e preziosi minuti da sfruttare per una passeggiata, un giro tra negozi, la lettura di un libro, due chiacchiere in più.

Immergendomi in questa nuova filosofia – anzi, come dice Alessandro, “stile di vita” – ne ho capito subito i vantaggi: esborso economico ridotto, so precisamente cosa sto mangiando e sono orgogliosa persino delle mie scarse capacità.
Ecco, conoscendomi prevedo che le mie future schiscette non saranno sempre così sane, e che un pezzetto di lardo di Colonnata potrebbe cascarci, però… .

Infine, rispondiamo all’ultima domanda: perché?
L’8 Aprile esce in libreria “Schiscetta Perfetta“, libro edito da DeAgostini e scritto proprio da Alessandro, che raccoglie più di 100 ricette per creare delle lunchbox creative, originali e saporite che non vi faranno certo venir la nostalgia del ristorante.
Dimenticate la triste pasta al pomodoro scotta e unta, non c’è niente di tutto questo: per farvi un’idea dei piatti date un’occhiata al blog e osservate la cura con cui Alessandro prepara e presenta pranzetti da acquolina.

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Quando ho visitato Schisciando per la prima volta ho subito pensato “Eeeh, sì, vabbé“. Ora sono curiosa di leggere il libro e scegliere le ricette in cui avventurarmi, mettendo a ferro e fuoco la mia piccola cucina.

Ce la posso fare.
Se non altro per continuare a sconvolgervi tutti, miei cari regali mangiatori: è assai divertente.

p.s. per la presentazione del libro l’appuntamento è per Martedì 8 Aprile da Presso, in via Paolo Sarpi 60, dalle ore 18:00. Bisognerebbe andarci solo per capire chi può mai essere una persona tanto costante e paziente da prepararsi tutte quelle schiscette.