18 December 2017
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Il gelato di Stefino (Bologna)

Posted on 4 settembre 2017 by in Bologna, Dolci, Emilia Romagna

StefinoGuarda questa che continua a scrivere recensioni sul blog invece di affidarsi al potere di Instagram e, magari, comprare un pacchetto di followers!“.

Me lo dico da sola, so di andare un po’ controcorrente, ma che posso farci se ogni mio consiglio ha dietro un ricordo, una storia, un bel perché? Come qualche giorno fa, quando sono tornata in una gelateria e… ok, andiamo con calma.

Siamo a Bologna, dove la mancanza di novità culinarie entusiasmanti si scontra con la presenza di numerose e eccellenti gelaterie. Più precisamente, ci troviamo in via San Vitale, area non ancora frequentata dai turisti e al limite con la sempre più famigerata “zona universitaria”. Qui, sotto portici bassi, rossi e silenziosi, si trova quell’istituzione che è Stefino.

I bolognesi non hanno bisogno di presentazioni, e sanno che fino a qualche anno fa si trovava in un’altra strada. Tutti gli altri mi ascoltino bene.

Tempio del gelato artigianale, ha precorso i tempi puntando da sempre su ingredienti km0 e bio, mettendo a punto una consistenza perfetta e avendo un occhio di riguardo per la tradizione. Però a un vero felsineo tutto ciò non interessa granché: deve essere più che buono, più che invitante, goloso e suadente.

Così ora possiamo entrare, chiedere cos’è il gusto “Crema bolognese” e sentirci dire “È una crema un po’… carica, ecco. Con tante uova“, innamorarcene e ricordarsi dei dolci delle nonne emiliane al primo assaggio.

Oppure rimanere increduli dall’intensità del “Latte e miele“, dove il primo proviene dagli Appennini vicini.

Per i palati classici il gianduia, ricco di nocciole intere, sarà un conforto; chi cerca un’avventura troverà i gusti curcuma e wasabi; il matcha e il crema con fichi caramellati aggiungeranno indecisione nella scelta finale. StefinoL’aggiunta di panna è gratuita (il che non è affatto scontato) e, come se tutto ciò non bastasse, Stefino è un punto di riferimento pure per chi desidera un gelato gluten free (hanno anche i coni preparati da loro e posso confermarne la validità) e, addirittura, vegan.

Infine, un avvertimento: a Bologna non si ordina mai una “coppetta”, ma una “cestina“. Siate pronti, preparati, e buona passeggiata per San Vitale.

p.s. ha aperto anche a Roma 

Dove
Stefino
Via San Vitale 37/A
Bologna
Tel. 051 5874331

Il gelato al pistacchio di Mara dei Boschi (Torino)

Posted on 27 maggio 2016 by in Dolci, Piemonte, Torino

Il gelato al pistacchio di Mara dei Boschi (Torino)

 

 

Poi mi spiegherete perché io, che son di Bologna e da diversi anni vivo a Milano, senta una misteriosa e continua e irresistibile forza che mi attrae verso Torino, città incrociata per caso in cui mi sento a casa. No, davvero, rivelatemelo: ne parlo ciclicamente ma non ne sono ancora venuta a capo.

Parte del mio cuore è disperso tra il lungo Po e i suoi Murazzi, le piazze, i portici e le stradine del centro, il parco del Valentino, la stazione di Porta Susa, quella di Porta Nuova e i colli, per non parlare dei ristoranti, caffè, gastronomie, mercati e bistrot che, ovviamente, occupano un posto ancor più speciale nei miei affetti.
Quindi potete immaginare la gioia provata nel riuscire ad assaggiare, dopo diversi sospirati ma fallimentari tentativi, il decantato gelato di Mara dei Boschi.

Come avevo raccontato, il laboratorio non solo sorge di fianco a Orso, dove si sorseggiano ottimi caffè, ma è collegato tramite una porta interna. Quindi potete apprezzare non una ma ben due delizie compiendo circa 5 passi – il che è un record.
Il gelato al pistacchio di Mara dei Boschi (Torino)

Sono entrata in gelateria provando emozione e reverenza, scrutando i gusti scritti sul muro nero con i gessetti e prendendo un’ardua decisione.
Ho scelto la mandorla con marmellata d’albicocche e il gianduia, ma sul terzo gusto ho chiesto un diretto consiglio. “Pistacchio?“. Ok.

E ora mi domando: perché non mi avevate mai parlato del gelato al pistacchio di Mara dei Boschi?
Volevate tenerlo segreto, tutto per voi?
È buono, ma tanto, con quella consistenza perfetta, la dolcezza appena accennata, il sapore di pistacchio più che intenso e i suoi frammenti croccanti sparsi qua e là. Un piacere in coppetta, cono o vaschetta che lascia enorme soddisfazione e rende felici, uno sfizio da concedersi più volte in ogni stagione dell’anno, un vizio prezioso.

Quindi ancor più beati voi, che gravitate in quel di Torino e che avete questo privilegio.
Diventerà facilmente una delle vostre gelaterie preferite.

Mara dei Boschi
Via Claudio Luigi Berthollet 30
Torino
Tel. 011 076 9557

La regal dispensa: il cioccolato Valrhona

Posted on 3 maggio 2016 by in Dolci, La regal dispensa

Valrhona e caffèLo sappiamo tutti e non serve che sia la scienza a ribadirlo: il cioccolato è il cibo più spesso associato alla parola “felicità”. Vizio per antonomasia, ne basta un pezzetto per scatenare le papille, smuovere le sinapsi più dormienti e risollevare il più catastrofista degli animi.

Così come accaduto per il vino, l’olio e il caffè, anche questo pregiato alimento ha ottenuto meritati riconoscimenti di eccellenza passando dal mondo della “scorpacciata insensata alla Bridget Jones” alla “degustazione raffinata”. Ovviamente nella mia regal dispensa non possono mancare altissimi cioccolati che ben rispondono a questa esigenza, e tra questi annovero il sublime Valrhona, un nome che tutti voi dovreste associare a “eccellenza” e “esigenza”.

Come avrete capito o saprete (visto che l’avrò scritto una decina di volte), io non son un’amante sfrenata del “dolce” ma ridurre questo prodotto a tale categoria sarebbe errato, soprattutto se assaggiato in purezza. Qualche tempo fa, prima di un intenso periodo lavorativo, ho avuto il piacere di provare il loro Kalapaia 70%: ogni sera tornavo a casa e, mentre l’adrenalina della giornata non accennava a calare, mi accomodavo sul divano e ne gustavo un “chicco”.

Se siete abituati a scartare le tavolette e depredarle a morsi, ecco, forse vi conviene calmarvi e seguire qualche consiglio, che un prodotto così squisito non si merita tal vilipendio.
Prima di tutto annusatene un pezzetto (cosa che sto facendo mentre scrivo, davvero) per apprezzarne i primi sentori. Spezzatelo in due sotto al naso per scoprire altre sensazioni, infine poi portatene un pezzo alla bocca e lasciatelo sciogliere tra bocca e palato. Senza fretta, senza ingordigia.

ValrhonaPerché questo Kalapaia 70% è speciale? Si tratta di un nuovo tipo di cioccolato per Valrhona, un prodotto acido e tostato che racconta molto della terra in cui viene prodotto, la Nuova Guinea. Mentre la maggior parte delle coltivazioni di questo marchio fondato in Francia nel 1922 è situata nel Sud America, la piantagione Tokiala si trova in un mondo dominato da un vulcano – il Tavurvur – e abitato da un popolo – i Papuani – che contribuiscono nel creare una magia.

Oltre a provarlo in purezza, a apprezzarne la freschezza, la persistenza e accorgervi che non è dolce quanto probabilmente vi aspettavate, potreste destreggiarvi in cucina e scoprire che è perfetto come ganache, mousse, salsa, decoro, glassa o in versione gelato, sorbetto e bevanda corroborante.

Personalmente lo vedrei bene abbinato a del pepe e ammetto di averlo provato più volte con frutta come banane e pere. Di certo l’Ecole du Grand Chocolat fondata da Valrhona nel 1989 vi darebbe suggerimenti più illuminanti dei miei, ma perché non provare e lasciarsi trasportare dalla gioia?

cioccolato cop 3Valrhona è uno dei marchi nel poderoso catalogo di Selecta, il celebre selezionatore e distributore delle primizie di questo mondo, un’azienda che un vero appassionato di cibo e affini avrà sentito più volte nella vita e commentato con un sospiro trasognante. Solo il meglio per chi davvero ci tiene. Tipo me.
Ogni tanto vi accompagnerò in viaggi tra i meandri dell’alta qualità, con mia grande gioia e col genuino proposito di ingolosirvi e, sì, farvi venir voglia di provar tutto. Dopotutto son qua per questo, perché non continuare?

Il Carciofo del Piccolo Lago (Verbania)

Posted on 5 aprile 2016 by in Dolci, Piemonte, Son esperienze

Piccolo LagoBasta un raggio di sole, uno spiraglio di primavera ed è subito scampagnata: il weekend si anima così di viaggi e programmi che, se parlate la mia stessa lingua (quella della gola), al 98% vi condurranno verso mete gastronomiche.
Tra i posti più placidi e trasognanti in cui potete andare c’è il Piccolo Lago di Marco Sacco, un due stelle Michelin affacciato e praticamente integrato sulle sponde di un quieto lago, crocevia tra Milano, Torino e diverse altre città, che rimetterà in sesto i vostri nervi tramite la più saggia ospitalità.Piccolo lagoChiuso nei mesi invernali, quando il gelo cede il passo al tepore ritorna e propone i nuovi piatti inventati nel frattempo. Io ho avuto il piacere di provarli in anteprima, ed eccomi a raccontarne.Piccolo LagoL’esperienza è incominciata non appena siamo giunti al ristorante, quando ci è stato permesso di intrufolarci in cucina dove la precisa squadra, che stava approntando gli amuse-bouche, non si è lasciata scomporre dalla nostra curiosa invasione. Non capita spesso di gironzolare tra padelle e pentole di rame, ripiani perfettamente puliti e lucenti stoviglie.
La sala, enorme e dal soffitto altissimo, ha accolto noi avventori presso i suoi grandi tavoli rotondi e da lì è partito l’assaggio.Piccolo lagoTra le nuove proposte il mio palato ha deciso di selezionare il “Lumaca Lumaca” – una doppia porzione di lumache, di terra e di mare – e, ovviamente, la “Porca Costina” – una costina di maiale cotta a lungo a bassa temperatura, festosa e ricca – ma vorrei sorprendervi così come lo sono stata io, quindi vi consiglio il “Carciofo“. Che è un dolce. Eh già.Piccolo LagoSi tratta di un carciofo ben mondato che viene cotto in acqua e zucchero e accompagnato da gelato di mandorla e nocciole a pezzi e grattugiate: l’abbinamento è ardito ma la preparazione prevale e riesce a tirare fuori aromi morbidi dall’amato vegetale, solitamente visto fritto o ben salato. Riscopre la sua natura di fiore, e come tale viene trattato: con delicatezza.Piccolo LagoIl Piccolo Lago sfugge al caos e alla mondanità per diventare un piccolo-grande segreto. E se avete colto il suggerimento, permettetemi di esplicitare altri due importanti punti: andateci di giorno e non perdete il loro burro mantecato e servito su una pietra – è il tocco di felicità totale.Piccolo Lago

Dove
Ristorante Piccolo Lago
Via Filippo Turati, 87
Verbania
Tel. 0323 586792

I pastéis de nata di Belém (Lisbona)

Posted on 23 novembre 2015 by in Dolci, Lisbona, Portogallo

FullSizeRender (5) Se anche tu quando mangi pensi di aver sbagliato tutto nella vita, di non voler far altro e vorresti diventare un “gustatore professionista“, benvenuto nel club!

Esisterà da qualche parte, per esempio, l’assaggiatore ufficiale di tutti i pastéis de nata del mondo, no? Che so, un’associazione, una confederazione, un’unione intergalattica di tutti gli assuefatti del genere. Se sì, io voglio farne parte perché quest’estate ho comprovato la mia ossessione per questi meravigliosi dolcetti portoghesi.

FullSizeRender (6)Li ho assaggiati in diversi posti in tutto il Portogallo, dal baretto alla Confeitaria Nacional, ma niente può competere con quelli più famosi e chiacchierati: i pastéis de nata di Belém.
Probabilmente è stata una felice combinazione di fattori a produrre tal rapimento di cuore e palato, un indissolubile colpo di fulmine: sono entrata nella prima mattinata (evitando le terribili code), ho trovato subito un tavolino libero (evitando il terribile caos) e ordinato velocemente al cameriere (evitando le terribili attese). Il risultato? Mi hanno portato dei pasticcini friabili, croccanti, appena sfornati, con quella crema freschissima racchiusa da uno scrigno di sfoglia appena caramellata.

FullSizeRender (7)Immaginatemi mentre impartisco il primo morso e le contrastanti consistenze di sfoglia e crema si esaltano a vicenda, sottolineate dal fragranza e tepore, e sorseggio il primo caffè della giornata: un grande momento di gioia portoghese.

So che quando ne uscirete sentirete una grandissima nostalgia. Potreste anche comprarne un vassoio e portarlo in giro per la città, inferendo morsi in continuazione.
In ogni caso organizzatevi, non demordete: ne varrà la pena.

Dove
Pasteleria de Belém
Rua de Belém 84-92
Lisbona

Brownie e the da Tiosk (Londra)

Posted on 15 ottobre 2015 by in Dolci, Gluten free, Londra

Tiosk London

Abitando a Milano è stato difficile non notare i suoi recenti cambiamenti, tra aree riqualificate e splendidi grattacieli avveniristici.
Giunta a Londra dopo ben 10 anni ho percepito una sensazione molto simile: quelli che una volta erano quartieri dimessi ora accolgono giovani, negozietti, mercati, realtà di valore e sostanza, il centro è più organizzato, lo slancio verso il “meglio” è continuo.

Questo cosa comporta? Stress. Se conoscete qualcuno che lavora nella City vi racconterà della competizione, delle corse, della fatica quotidiana (non che a Milano siamo tutti rilassati, eh).
Come fare per mantenere un british aplomb? Combattere i sintomi rifugiandosi in uno dei tanti posticini cozy della città!

Così, mentre passeggiavo lungo Broadway Market con la testa piena di pensieri, ho notato le vetrine bianche di Tiosk, su cui capeggiava la scritta “gluten free“. Ho controllato l’ora e stabilito che sì, potevo prendermi una mezz’ora di pausa. Quindi sono entrata.
Le specialità di questo adorabile locale sono le decine di the e infusi di alta qualità tra cui scegliere o farsi consigliare dalle gentili ragazze e da sorseggiare con un dolcino.

Ho scelto un the verde, una fetta di brownie senza glutine e mi sono accomodata su uno sgabello.FullSizeRender (4)Così, leggendo qualche pagina sul Kindle e chiacchierando con una coppia di ragazzi italiani, ho fermato il tempo.

La carica del brownie si è presto infiltrata nel groviglio delle mie paturnie, rendendole friabili quanto la sua sottile crosticina, e il the era sorprendentemente fruttato e rivitalizzante tanto da finirlo in pochi minuti. Un pregio di Tiosk è che tengono da parte le foglie utilizzate e ti fanno subito il “refill“, se lo chiedi. L’ho chiesto, ovviamente.

Ho scrutato anche il menù, costituito da pochi piatti ma tutti appetitosi ed healthy che rispondo alle necessità di ogni esigenza o intolleranza alimentare. Se non fossero state le undici di mattina mi sarei volentieri lanciata su un’insalata con avocado, o avrei provato anche la granola gluten free.

È un posticino che rimane nel cuore. Davvero.

Dove
Tiosk
33 Broadway Market
London

 

Il gelato pere e gorgonzola di Fata Morgana (Roma)

Posted on 23 giugno 2015 by in Dolci, Roma

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Io e l’estate abbiamo un rapporto complicato: il caldo mi devasta ma non sopprime il mio appetito, che rimane forte e furente anche nei giorni più torridi.

Posso anche approvare il concetto di mangiare un gelato come pasto ma deve per forza essere eccellente, originale e soddisfare il mio bisogno di qualcosa di salato.
… salato? Sì: mi sto divertendo moltissimo nello scoprire e assaggiare gusti inconsueti, quelli che creano perplessità ai noiosi tradizionalisti.

Si dà il caso che, dopo il stupendo gelato al lattughino con olive nere, composta di pomodorini e gocce di aceto balsamico del Gelato Giusto a Milano, abbia trovato la felicità fatta gelo in una gelateria di Roma, Fata Morgana.

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Qua ho passato una decina di minuti scorrendo i gusti , perdendomi nell’indecisione e nel dubbio. Poi ho prediletto il seadas (proprio il dolce sardo), il basilico-noci-miele e – rullo di tamburigorgonzola-pere.

Ora voglio immergermi nel ricordo di quei due sapori, uno più cremoso e uno più sorbetto, perfettamente combinati e in contrasto, pronti a sorprendere e diventare una piccola ossessione, quel vizio indefinito che potrà sorgere in molti momenti e far sospirare.
Golosità e concessione si fondono, e vorrei abbracciare la creatrice Maria Agnese Spagnuolo per averlo reso possibile.

Gente che a Roma vive o transita, siete in ascolto?

Dove
Fata Morgana
Via Lago di Lesina 9
Roma
Tel. 0686391589
Trovate la lista completa dei punti vendita qui

Il Gelato Giusto (Milano)

Posted on 23 aprile 2015 by in Dolci, Lombardia, Milano

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È solo assaggiando il suo gelato che ho capito cos’è e cosa deve essere il vero Gelato.

Ok, calma, andiamo per ordine, che un inizio così definitivo e clamoroso mi è raro e merita una spiegazione.

Ho scoperto il Gelato Giusto prima nei primi posti delle classifiche di siti e blog, poi grazie al passaparola. Tutti me lo elogiavano, e io non riuscivo mai ad andarci per fretta, dimenticanza, regal demenza e scarse possibilità di recarsi in zona porta Venezia nei due principali momenti in cui mi viene voglia di una coppetta – dopo pranzo nei giorni lavorativi, di notte nei weekend.

Poi un giorno, un memorabile Sabato, mi sono impegnata, ho raggiunto via San Gregorio 17, mi sono messa compostamente in fila, ordinato e.

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E voi sapete che io non amo i dolci, che sono una da salato, non sono ben altri gli appassionati di gelato, che non mi sono mai scapicollata per un cono.
Invece ora non voglio e non sogno nient’altro: programmo le mie giornate caotiche per passare apposta al Gelato Giusto, pregustando il momento in cui leggerò i gusti rimasti – che i più particolari finiscono velocemente – e farò il mio portentoso ordine.

Fior di timo, the matcha e mandorla siciliana sono i miei ultimi straordinari assaggi, roba che mentre assaggiavo il primo mi sono esibita in una faccia così estatica che un passante mi ha chiesto dove l’avessi preso (true story).

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Ci vorrei andare tutti i giorni e portarci tutti i miei amici, nemici, colleghi, conoscenti e famigliari per veder le loro espressioni e sentire i commenti, certa di ottenere pareri positivi sulla consistenza perfetta, sulla leggerezza, sul gusto intenso, sull’originalità e sulla precisione del gelato prodotto ogni giorno direttamente da Vittoria, fondatrice e creatrice.

Non fate come me: non aspettate, e se già lo conoscete non indugiate. Sappiate che ora c’avete la qui presente con cui lottare per accaparrarsi l’ultimo cucchiaino.

Dove
Gelato Giusto
Via San Gregorio 17
Milano
Tel.

Di gelati e Fuorisalone

Posted on 17 aprile 2015 by in Dolci, Lombardia, Milano, Regali Eventi

Jpeg

In questi giorni ho portato il mio amico Asus Zenfone 2 a spasso con me, promettendogli un’overdose di calorie e Salone del Mobile. Lui ha accettato la sfida forte della sua batteria interminabile, 3000mAh di gioia che consente 28 ore di conversazione e 13 giorni di stand-by, roba che se dimentichi l’iPhone per un giorno lo trovi spento mentre lui ti aspetta come se niente fosse.
Torna il mito dei vecchi cellulari, quelli con le cover intercambiabili e le antenne più alte della mia testa, che di sicuro non erano “smart” ma non ti abbandonavano mai nel momento del bisogno.

L’ho caricato e sono uscita per degustazioni, mostre condite di cocktail, happening, inaugurazioni e party di diverso genere, situazioni in cui bisogna avere un terminale affidabile per scattare foto, caricarle subito sui social, mandare messaggi su Whatsapp, rispondere a chiamate e geolocalizzarsi ogni tot e che non mostrasse segni di cedimento dopo 3 o 4 ore. La prova “Fuorisalone”, insomma.

JpegPer testare la batteria ho preferito uscire con una carica al 100% e, avendo poco tempo, la tecnologia BoostMaster è stata provvidenziale: in meno di 40 minuti ha ricaricato il cellulare dal 40% al 100%. A conti fatti, in meno di un’ora si guadagna il 60%. Sapete quelle situazioni assai moderne in cui tutti, al termine di una lunga giornata, cercano una presa di corrente per rivitalizzare la propria vita sociale o dar cenni di vita? Lo Zenfone 2 si distinguerà per l’estrema velocità, e non vi costringerà a stare attaccati al cavo per ore, sospirando perché non era comunque abbastanza.

JpegCosì io e lo Zenfone abbiamo fatto un giro per le 5Vie iniziando dalla stupenda Santa Marta, piena di cortili interni che lasciano a bocca aperta, con casette, tralicci, portici inaspettati e la voglia di non andarsene più. L’ho testato arduamente scattando più fotografie possibili, tenendolo sempre pronto per email e tweet, chiacchierando con gli amici lontani e attivando le mappe per capire le strade migliori. Soprattutto quando mi è venuta un’incredibile voglia di gelato.

Jpeg

In situazioni molto affollate altri telefoni mi hanno totalmente lasciata in panne, e questa volta non parlo solo di batteria: occorre che anche la connessione sia stabile, e questo cellulare Asus offre rete 4G, Bluetooth 4.0, NFC e una velocissima rete WiFi 801.11ac. Per una volta, quindi, non ho avuto difficoltà a cercare una gelateria nei paraggi e attivare il navigatore per raggiungerla.

Jpeg Sono quindi capitata da Vanilla Milano. Avete presente il caldo che ha travolto la città nei primi giorni del Salone? Allora capirete il perché di questa fresca voglia.
Vicino all’affascinante Castello Sforzesco e al teatro del Verme, è presa d’assalto per lo più da business men, appena fuori dai circuiti turistici. Assaggio i gusti pistacchio e bacio, trovando il primo molto intenso e il secondo particolarmente noccioloso, forse un pizzico troppo dolci ma vitali per suscitare buonumore.
Le materie prime sono di qualità ma la consistenza non mi convince pienamente, rimanendo troppo ghiacciato in diversi punti. Una soluzione comunque interessante, vista la zona e la bellezza del locale, curato e femminile.

Ah, com’è finita con la batteria? Mi sono dovuta davvero impegnare per farla cedere, e ha superato le mie aspettative.

Il tiramisù di Pompi (Roma)

Posted on 4 febbraio 2015 by in Dolci, Gluten free, Roma

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Sapete cosa vuol dire avere un’onta gastronomica?
Per molti potrebbe significare il non saper cucinare una cena da quindici portate. Per altri non saper replicare i piatti di uno chef famoso. Per me era non aver mai mangiato il tiramisù di Pompi.
Oh, e dire che a Roma ci vado da un paio di decenni e sempre mi distinguo per i miei tuffi carpiati nel fritto, nello gnocco o nell’abbacchio, ma questo dolce così tanto famoso mi era sempre sfuggito.

Un giorno, complice un briciolo di tempo in più, mi sono lanciata verso la loro sede vicino a piazza di Spagna, districandomi tra le splendide viuzze di sampietrini.
Ero decisa, ero convinta, ero pronta.

Poi ho letto la scritta “gluten free“, e in quel preciso momento il mio cuore ha sussultato dalla gioia (che la mia dieta prevede un po’ di attenzione a questo elemento).
Quindi, con l’animo che danzava la samba, ho ordinato una porzione di tiramisù con le fragole (è disponibile anche la versione classica al cioccolato, ma quel giorno mi andava così) e, con grande trepidazione, ho affondato il cucchiaino e assaggiato.

So che molti dicono che “non è più quello di una volta“, “un tempo era ancor meglio” e “non ci sono più le mezze stagioni” ma io l’ho trovato delizioso, equilibrato, per nulla stucchevole.
Premiamo la presenza del pan di spagna senza glutine, che non presentava differenze spiccate con quello normale.
Osanniamo le fragole fresche e la loro salsa genuina, lontana da quella chimica e industriale che viene utilizzata troppo spesso da altri produttori.
La crema è dolce al punto giusto, velluto per il palato e stuzzicante per la mente.
La scatolina monoporzione è comoda, pratica e consente di portarselo appresso senza ricoprirsene dalla testa ai piedi, e rappresenta la giusta quantità per sentirsi soddisfatti senza esagerare. I più golosi potranno portarsene a casa box ben più ampie, tenendole nel frigo come rimedio a molte paturnie.

Felicità allo stato solido di cui avvalersi più e più volte, dai momenti di sconforto a quelli di festa.

Dove
Pompi
Via della Croce 82
Roma
(ci sono anche altre sedi, quindi controllate sul loro sito)