20 September 2017
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Il Surf&Turf del Corallo Lobster Bar (Milano)

Posted on 8 aprile 2015 by in Antipasti, Lombardia, Milano, Piatti unici, Secondi Piatti, The Royal Challenge

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Le righe, i colori, i limoni, i disegni a muro, la cucina a vista e le ceramiche. Manca solo una lieve brezza e il profumo del mare, ed è subito costiera.

Se capitate al La Rinascente e vi trovate in mezzo a tutto questo siete al Corallo Lobster Bar, recente apertura che sa pienamente di Mediterraneo, convivialità e – oh, davvero? – crostacei.
Io, vostra apripista della cibaria, l’ho provato animata da un forte appetito e sono pronta a ingolosirvi.

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In primis occorre salire al settimo piano del negozio e utilizzare gli ascensori diretti è assai più comodo. Poi orientatevi verso l’angolo più vivace, quello dominato dal bianco e dal blu, col pavimento a scacchi e le lampade sospese. Prendete posto e scorrete il menù.
Il crostaceo è il padrone di casa e si presenterà al vostro tavolo in proposte variegate e golose, reinterpretazioni di classici americani e classici italiani.

Partiamo con un piatto di gamberi crudi serviti su una tenera insalatina e accompagnati da tre tipi di pomodori, una ciotolina di corpose chips di patate e maionese. Un antipasto che mette le cose in chiaro, e che stupisce per la freschezza dei gamberi rossi, sgusciati e serviti.
Apprezzati in un battibaleno.

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Poi è giunto il momento dell’astice, portato in trionfo sia con le linguine sia in una versione europea del mio amatissimo Lobster Rolls del Maine.
Il pane, fatto appositamente da un laboratorio, racchiude la polpa dell’astice che in parte viene sminuzzata e mescolata a granchio e maionese, e in parte aggiunta alla fine, per un effetto “incanto”.
Essenziale, più elegante dell’originale americano, e accostato a una terrina di verdure e scaglie di formaggio, va mangiato rigorosamente con le mani, pizzicando la chela intera tra i polpastrelli e portandola alla bocca.

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Poi è giunto il mio preferito, il piatto che ha eliminato ogni concorrenza e guadagnato il posto più alto sul podio della memorabilità.
Nella mia ricerca al miglior hamburger di Milano risulta un totale outsider, una categoria a parte: mai, infatti, avevo visto accostare carne e pesce. Almeno, non nelle tanto chiacchierate burger-factory milanesi.

Miei cari, il Surf&Turf vince.
Sto parlando di pane al nero di seppia che racchiude carne di chianina, cheddar stravecchio, guanciale saltato, cipolla rossa caramellata e gamberi rossi crudi (vi consiglio di tornare indietro e leggere gli ingredienti un’altra volta. Ok, ora possiamo proseguire).
Sconfiggete ogni perplessità e addentatelo: la mescolanza di sapori e consistenze vi donerà una grande gioia, e mentre analizzate tutti gli elementi e la loro combinazione – la freschezza dei crostacei crudi contro la ricchezza grassa del guanciale, il pane croccante e la carne tenera – vi si apriranno molteplici mondi, bussando alle porte dei sensi e dell’esperienza.

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Vorrete tornare, provare, sperimentare e riaddentare molte volte, più di quante siate disposti ad ammettere.
E’ possibile ordinare anche la versione con l’astice ma, non avendola personalmente assaggiata, vi consiglio di andare dritti verso il gambero rosso crudo, che fa una figura bellissima.

Puntate su questo e, secondo il mio regale parere, non sbaglierete: è squisito, originale e ha un prezzo più che equo.
Ecco, magari affrettatevi: il ristorante è piccolo, i posti pochi e non stento a credere che quando la voce si diffonderà si creeranno delle belle code.

Dove
Corallo Lobster Bar
La Rinascente, Food Hall (7° Piano)
Milano
Tel. 02 6652460

Il Modì di Supreme Burgers (Milano)

Posted on 10 luglio 2014 by in Gluten free, La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano, The Royal Challenge

Burger

Perché gli hamburger mi piacciono così tanto?
Vediamo: sarà per la loro natura versatile che lascia spazio a interpretazioni? Sarà per l’informalità (che mangiare uno con forchetta e coltello non si può, dai) o perché non possono mentire (se le materie prime non sono buone si sente subito)?
Non impegna: lusinga.
Non stanca: soddisfa.

Quindi proseguo a cercarne in quel di Milano, con la stessa tenacia di un cane da tartufo o di una shopaholic durante i saldi: inarrestabile.

Recentemente mi sono precipitata da Supreme, The Finest Burger Experience (nome che è tutto un programma e una promessa), altra esaltazione dell’hamburger gourmet di recente apertura.

L’approccio è da ristorante, più che da paninoteca: si distingue per un ambiente carino e sofisticato dove i tavoli fanno da contraltare alle cucina a vista e a un lungo bancone con tanti sgabelli. Io mi sono piazzata proprio davanti ai cuochi, affaccendati e marzialmente organizzati nella veloce composizione degli ordini.

Non sorprendetevi se insieme al menù vi porteranno un pennarello: vi sarà essenziale per compilarlo ed esprimere tutte le vostre preferenze.
Il foglio si divide principalmente in due sezioni: gli hamburger artistici già composti e la lista di ingredienti (pane, salse, contorni) da scegliere in autonomia.

Io mi slancio verso un Modì, trionfalmente composto da carne di angus, bacon, spinaci, formai de mut e ketchup. Lo scelgo con pane senza glutine cosparso di semi di sesamo (attenzione però: questo posto non è adatto per celiaci visto che il pane gluten-free viene scaldato sulla stessa piastra di quello “normale” e non vengono usati strumenti apposta) e con le patatine Supreme Special Sticks.

L’attesa sarà ingannata da una piccola e gradita entrée, che confermerà la volontà di elevarsi.

Bene, dunque, dicevamo.
L’hamburger, sormontato da un pomodoro ciliegino, è decisamente buono, con la carne squisita. Avrebbero potuto aumentare la quantità di formaggio visto che, a un certo punto, ho pure pensato non fosse per nulla presente nel panino. Si era perso, probabilmente.
Non si distrugge al terzo morso e il pane assorbe succhi e salse, e non vi troverete unti fino alle ginocchia. Gioia per gli occhi, trionferà anche nel vostro palato e vi conquisterà con la sua essenzialità e originalità.

Le patatine non mi hanno convinta, troppo sottili per essere prese con le mani o con la forchetta e impossibili da pucciare nelle salse fatte in casa.
Per rimediare ho assaggiato anche le chips di patate viola, che hanno trovato tutto il mio appoggio.

Per accennare un’annosa questione, il prezzo è medio-alto (il mio hamburger è costato 16 euro, avendo richiesto più carne). Ne vale la pena? Certo, direi, ma preferibilmente per situazioni distinte e speciali in cui si vuole puntare alla qualità.

Ah, per inciso: me ne sarei mangiato un altro senza problemi.

Dove
Supreme Burgers
Via Orti 16
Milano
Tel. 0236699789

L’hamburger di Mu Italian Finest Burger (Milano)

Posted on 24 aprile 2014 by in Gluten free, Lombardia, Milano, The Royal Challenge

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In questa perenne esplorazione e desiderio di provare sapori sempre nuovi e diverse sensazioni mi sono imbattuta in un certo nemico (o, per meglio dire, imprevisto) che mi sta portando a compiere scelte alimentari oculate.
A diversi ho già raccontato dettagli, altri invece se ne sono accorti. E voi, miei reali discepoli della sugna, cosa potrete mai comprendere? Disseminerò i miei racconti di indizi in attesa della dichiarazione e intanto continuo a mangiare come se niente fosse accaduto (o quasi).

La mia ricerca al miglior hamburger milanese subirà inevitabilmente una certa battuta d’arresto”, pensavo con amarezza. Poi mi sono imbattuta in MU Finest Burger, in via Paolo Sarpi.
Inattesa, imprevista e molto gradita scoperta, mi ha permesso di ri-assaggiare un hamburger come si deve scegliendone ogni dettaglio  – carne, tipo di pane, condimenti e salse. Certo, nel loro menù se ne trovano anche di “già composti” ma per l’emozione me ne son resa conto solo dopo.

Cosa ho scelto, quindi? Carne di angus, cheddar, bacon, salsa barbecue e pane gluten-free (tadaaan!). L’insalata e i pomodori sono compresi – passatemi il termine “nerd” – di default.
La testimone che ho trascinato nel piccolo locale – in cui si trovano sgabelli e tavoli alti – potrebbe affermare di avermi vista attendere la mia ordinazione con una trepidazione che manco i vincitori degli Oscar, e che l’abbia divorata in un tempo record. Avrebbe pienamente ragione, perché questa è la verità.
Che coloro che ci lavorano ci mettano passione è indubbio: basta osservare i cuochi al di là delle vetrate che separano la cucina mentre si avvicendano tra le moltissime ordinazioni – di cui molte take-away, vista la mancanza di posto.

Eppure dobbiamo essere schietti: il parere sul sapore? Un hamburger sicuramente buono, dall’abbondante salsa barbecue ma dal poco bacon (che, come sapete, è uno dei miei parametri di giudizio). Certo, il pane gluten-free non aiuta ma fa il suo dovere, ovvero quello di contenere e trattenere ogni componente e permettere anche agli intolleranti di magnarse ‘sto benedetto paninazzo. Una rarità!
Approvato, ma occorrerà ripetere l’esperienza. Come sono costernata! (ironia mode ON)

N.B. mi rendo conto che la presenza di pane gluten-free potrebbe far gridare al miracolo i celiaci. Ecco, non credo che il MU sia certificato dall’AIC, quindi andateci cauti. Intolleranti, invece, fate voi i vostri calcoli. Se invece state seguendo una dieta senza glutine per un altro motivo (a me inspiegabile, lo ammetto), avanti tutta!

Dove
MU Italian Finest Burger
Via Paolo Sarpi 63
Milano
Tel.  02 36580240

L’hamburger di 02 (Milano)

Posted on 13 marzo 2014 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano, The Royal Challenge

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Attenzione!
Diciamo addio anche allo 02, chiuso a metà 2014 con molta mia tristezza.

 

Cosa accade quando si scopre che uno dei migliori hamburger milanesi è proprio vicino al tuo ufficio e per tutti questi mesi non lo si sapeva? Semplice: si recupera il tempo perduto!

Certo, potevo immaginare che lo 02 – appartenente al circolo del 202, 212 e chi più ne ha più ne metta – potesse distinguersi nell’arte dell’amato panino, ma mai avrei pensato in cotanta eccellenza!

L’hamburger dello 02 ha una sola versione – manzo, pomodoro, insalata,  bacon, formaggio e salse – ma si distingue per squisitezza della carne, per precisione della composizione, per bellezza dell’impiattamento, per rilassatezza della sua degustazione: seduti comodi e tranquilli, in un locale sofisticato, curato e col personale gentile e solerte, avrete la vera sensazione di mangiare un panino gourmet.

Tuttora ne scrivo con una grande acquolina: ripenso ai succhi della carne che traboccavano a ogni morso, fondendosi con il formaggio saporito e il bacon… e sbavo sulla tastiera. Il pane non riusciva infatti a trattenere tutti i condimenti – era anche una delle rare volte in cui l’ho ordinato al sangue, consapevole dell’ottima qualità della materia prima.
La cucina ha i vetri che danno sulla sala: se si è abbastanza fortunati si può ammirare la bellissima creazione.

Niente orpelli o salse strane: solo un ottimo piatto, che ho saggiamente accompagnato da patate al forno invece che fritte.

Da assaggiare.

Dove
02 Restaurant
Corso di Porta Ticinese 6
Milano
Tel.  02 89420241

L’hamburger de Al Mercato (Milano)

Posted on 12 febbraio 2014 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano, The Royal Challenge

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Fermi tutti, immobili dove siete!
Ho da fare un annuncio così partecipato da generarmi emozione e scompenso cardiaco: ebbene, dopo molti tentativi e altrettante peripezie ho mangiato il famoso, leggendario hamburger de Al Mercato, a Milano!

Sono occorse costanza e un pizzico di organizzazione ma alla fine ce l’ho fatta e ora posso dire che la mia personale classifica ha guadagnato un protagonista: dopotutto che razza di ricerca al miglior hamburger milanese potevo fare senza contemplare lui e i suoi diversi piani di altezza?

Perché risulta così complicato impossessarsene?
Al Mercato si divide tra un ristorante e un burger bar: il primo è abbastanza grande mentre il secondo conta appena 12 posti – praticamente il personale è più dei commensali.
E qui viene il bello: non si può prenotare, quindi chi prima arriva prima mangia. Vedrete sempre una calca di gente in attesa presso le sedie posizionate sul marciapiede e abbracciate ai funghi-calorifero (d’inverno) o a bottiglie di birra fresca (d’estate).
Non siate ottimisti pensando “Chi vuoi che ci sia alle sette, alle dieci, a mezzanotte!“: Al Mercato non perdona, quindi organizzatevi per arrivare alle sette e prendete posto fino alle 19:30, orario di apertura.
Altrimenti abbiate una tonnellata di santa pazienza, certi che sarete ricompensati.
Ancora meglio, fatevi guidare da qualcuno che ha già vissuto l’esperienza (ciao M.!).

Non esistono hamburger “fissi”: ognuno può scegliere gli ingredienti per comporlo a proprio piacimento e ispirazione partendo da una base di pane, insalata, cipolla rossa, salsa della casa e pomodoro fresco.

Io, che non ho paura di niente che possa esser messo in tavola, lo ordino con bacon, cheddar invecchiato e carne mediamente cotta.
Ammetto che gioisco nel sapere che tra le birre disponibili c’è una lambic, e non me la lascio sfuggire.

Quindi arriva questo hamburger alto tra i 12 e i 14 centimetri, tenuto fermo da uno stecco di legno che guai toglierlo! e si presenta come un trionfo caotico e bellissimo di insalata trifolata e cascatelle di salsa e succhi della carne.
Praticamente cado subito in una sindrome di Stendhal e c’ho la tachicardia: è lì, in carne e pane, in mia presenza, concreto e invitante! Dopo averlo contemplato per mesi nelle foto su Instagram sto per farne esperienza!

Lo comprimo con decisione e senza il timore di sporcarmi – inevitabile e gradito – per sferrare il primo morso.

In una parola: squisito.
In più parole: ciò che mi ha colpita é la carne, che all’interno é rimasta cruda ma non al sangue – una perfetta media cottura! – e si scioglie in bocca provocando canti di lode sulle papille gustative.
Al quarto morso il panino si distruggerà, quindi avvaletevi delle posate.
Sorpresa anche per la cipolla rossa, saltata e resa dolciastra.
Il pane quasi diventa secondario vista l’abbondanza dei condimenti ma  risulta leggero e croccante, mentre vi troverete a lanciare insalata in ogni dove. Il bacon non s’impone e accompagna la carne con cavalleria.

L’unica nota di perplessità va al cheddar invecchiato: voi sapete che sono una fan di questo formaggio quindi mi aspettavo di cogliere un sapore pungente ma così non è stato, il suo gusto si è perso.

Insomma, ho avuto un’epifania e capito il perché di molte celebrazioni e acclamazioni.

Al Mercato ha sicuramente uno dei migliori hamburger di Milano, e lo posiziono sul podio, tra i primi tre.

Provate anche le patatine sommerse da salse, mentre l’apple pie è carina ma trascurabile: uscite da lì col sapore di hamburger in bocca e camminerete a mezzo metro da terra.

Infine, un appello: allargate il burger bar!

Dove 
Al Mercato
Via Sant’Eufemia 16
Milano
Tel. 02 8723 7167

L’hamburger di Burger Wave (Milano)

Posted on 5 febbraio 2014 by in La sagra del carboidrato, Milano, The Royal Challenge

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Qua si snocciolano classifiche sui migliori hamburger milanesi, torinesi, romani e di ogni galassia come se non esistesse altro, e io persisto la mia Royal Challenge, la ricerca del miglior hamburger meneghino.

E se mentre nelle suddette classifiche i parametri risultano misteriosi, io mi espongo chiaramente e dico che ne viene usato uno solo: il mio personalissimo gusto.

Essendo stata rimproverata per non aver ancora assaggiato quello di Burger Wave ho deciso di rimediare e mi ci sono appropinquata in un gelido venerdì sera.

Iniziamo con le premesse: bisogna averci pazienza. Se siete tra quelli che vogliono tutto-subito-perfettamente questo posto non fa per voi, perché l’attesa ci sarà che prenotiate o meno. Considerate che io non avevo chiamato (cioè, ci avevo provato ma senza successo), sono arrivata alle 21:45 e ho atteso un’ora per un tavolo per due. Fate i vostri calcoli.

Che sia un locale molto amato si nota dal gran via vai di persone e dell’atmosfera rilassata e allegra: sarà l’aria dell’Australia, a cui il Burger Wave ha attinto a piene mani?

Tra surf e cartelli con koala e canguri ordino il classico The Wave e le patatine con salsa barbecue.
Il rapporto qualità-prezzo è ottimo, probabilmente il migliore di Milano – e ricordiamoci che questo posto produce hamburger da ben prima che scoppiasse la moda! -, il menù presenta proposte originali (io quello con l’ananas dovrò assaggiarlo) e il servizio è più veloce di quanto mi aspettassi: dopotutto potete ammirare la cucina a vista e le piastre su cui vengono girate le “svizzere” (come le chiamiamo noi bolognesi) con un ritmo veloce, come una musica.

E qui lo dico: il loro bacon é strepitoso. Si sente che è stato preparato per essere croccantissimo e delizioso, decisamente saporito, salato, che fa tremare le papille. C’è dell’arte e della cura: io lo riconosco e lodo.

Un hamburger ottimo, della giusta dimensione e altezza, con le perfette dosi di elementi – carne di black angus grigliato, il suddetto bacon, una spessa fetta di formaggio, relish di pomodoro e una squisita mayonese alle erbe – che non esiteranno a sfasciarsi al terzo morso, come è giusto che sia.

Nota di merito alla salsa barbecue che ha accompagnato le patatine, servite in una porzione molto abbondante.

Gli elementi ci sono proprio tutti per far entrare Burger Wave in una posizione alta della mia classifica, e per renderlo una sacrosanta certezza del Naviglio Pavese, un punto di riferimento innegabile dove molte sicurezze non ci sono.

Dove
Burger Wave
via A. Sforza, 47
Milano
Tel. 02 36560461

L’hamburger di Polpa Burger Trattoria (Milano)

Posted on 19 dicembre 2013 by in Lombardia, Milano, The Royal Challenge

 

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Ho sentito parlare di Polpa Burger Trattoria per la prima volta sui social: fotografie su Instagram, check in su Foursquare, tweet di ogni sorta si sono inculcati nella mia mente, occupando quel posticino riservato ai “must eat“.
Essendo pure vicino alla mia regal magione ho trovato doveroso provarlo: si tratta della prima hamburgheria di Porta Romana, via Agnesi, e incarna la tendenza ricorrente.

La peculiarità? Entrando si viene catapultati nell’Italia anni 50.
Rispolverate le gonne a ruota e il repertorio di Gigliola Cinguetti, e accorrete con tanto appetito!
Come detto da qualcuno, il locale è molto “instagrammabile“: tutto pare studiato nel dettaglio per essere adorabile e fotografabile, e la lavagna con i profili social e gli hashtag (#polpaburgertrattoria) sembra confermarlo. Set di piatti, cornici, taglieri e strofinacci decorano le pareti, così come il bel pavimento colorato: l’occhio è felice.

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E il palato? Quello esulta!

Da Polpa Burger troverete hamburger all’italiana: niente bacon ma pancetta, niente cheddar ma formaggi, niente angus ma chianina.
Il vasto menù comprende panini con nomi e ricette, più una lunga serie di ingredienti singoli da comporre a piacimento.

Io, che non ho paura di niente (che riguardi il cibo) scelgo quello più pesante del reame: il Merlo.
Tra carne di manzo, pollo, agnello, tacchino e chianina scelgo quest’ultima, a cui vengono aggiunti pancetta, radicchio trevigiano, gorgonzola e maionese al balsamico. Tutta vita.

Finita qui? No: aggiungo le patatine a sfoglia e una gazzosa Lurisia.

Al primo morso ho la certezza: probabilmente siamo di fronte a uno dei migliori hamburger di Milano.
Il sapore è intensissimo: la carne di chianina non viene sopraffatta dal gorgonzola ridotto in una soave crema; il radicchio è tagliato a pezzettini e dona una punta amara e croccante; la maionese lascia quella nota balsamica che alleggerisce l’effetto “mattone”.

Uniche pecche? Il pane, molto morbido: l’avrei preferito leggermente più croccante.
Inoltre le patatine a sfoglia erano appena tiepide – forse devono essere così e avevo false aspettative? Beh, leggermente più calde sarebbero state ancora meglio.

Ciò non toglie che abbia provato un sanissimo e genuino entusiasmo sin dal primo boccone: non facevo altro che guardare il mio commensale e annuire con gli occhi pieni di commosse lacrime (lo so, sono irrecuperabile).
Da sottolineare anche la dimensione: di certo non si esce con ancora fame!

E come dimenticare la colonna sonora, con un’attenta selezione di canzoni italiane? Vi troverete a canticchiare Pupo senza manco rendervene conto, e darete la colpa all’ebbrezza procurata dal cibo.

Credo di aver trovato uno dei miei posti preferiti in assoluto, e vi consiglio di visitarlo ora – è stato aperto da poco – prima che diventi impossibile trovare posto (che, probabilmente, sarò io a rubarvi).

Dove
Polpa Burger Trattoria
Via Agnesi 6
Milano
Tel. 02 5830 5893

L’hamburger del Lambiczoon (Milano)

Posted on 27 novembre 2013 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano, The Royal Challenge

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Se questa sfida si basasse sulla violenza del panino, ecco, il Lambiczoon vincerebbe a mani basse: le sue proposte stanno a un’ascia bipenne quanto quelle di altri a coltelli da burro.
Dopotutto tra lardo, pancetta, gorgonzola, zucca cosa ci si può aspettare?
Questa birreria-hamburgheria picchia duro tanto quanto tutto il Gods of Metal, e ci piace molto.

Recentissima apertura in quel di via Friuli, spicca perché si beve bene, benissimo, tra birre artigianali che ruotano alle spine che trionfano sul bancone: rettangolari, nere, hanno un non so che di epico. Aggiungiamo anche le birre a pompa e partiamo con l’oggetto del contendere: il menù, con i suoi tostissimi hamburger.

Sappiate che avrei voluto assaggiarne uno che si chiama “Estrema Unzione” ma la mancanza di lardo in cucina me lo ha impedito: ho ripiegato sul Testa Quedra, che alla carne aggiunge fontina, pancetta, maionese al parmigiano e riduzione di aceto balsamico.
Servito su un piatto nero, è accompagnato da chips spolverate da paprika.

Uno dei grandi pregi di questo hamburger è il pane, estremamente croccante e compatto, che tiene ben saldo tutto il ripieno.
Si sente che è stato appena preparato, altrimenti avrebbe la consistenza del marmo e non sarebbe così morbido.
Le gocce di aceto balsamico tracimano dai bordi della carne, triturata assai finemente (un pochino troppo, per i miei personalissimi gusti), arricchita ancor più dalla fetta di fontina fusa e dalla maionese dal delicato gusto di formaggio.
Avrei aggiunto un pochino più di pancetta, ma probabilmente avrei distrutto il delicato equilibrio di sapori.
E’ un hamburger che a Bologna definiremmo “tamugno“, ovvero robusto e buono, certamente per i palati non delicati.

E sapete qual è stata un’altra enorme soddisfazione?
Poterlo mangiare sorseggiando una birra gueuze, ovvero acida, che hanno alla spina: non è facile trovarle, io le amo assai quindi mi sono molto commossa. Dopotutto, chiamandosi “Lambic”zoon una sorpresa simile doveva riservarla.
A mio parere una birra simile è perfetta per stemperare il gusto di un piatto così ricco e goderselo ancora di più.

Chissà se produrrà lo stesso effetto anche per il “Estrema Unzione”.
Dai, non posso non provarlo: chi ha l’ardire di accettare questa sfida e accompagnarmi?

Dove
Lambiczoon
Via Friuli 46
Milano
Tel. 02 36534840

Il bacon cheeseburger di Burbee (Milano)

Posted on 8 novembre 2013 by in Lombardia, Milano, The Royal Challenge

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Datemi una S!
Datemi una U!
Proseguiamo con una G!
Lanciatemi una N!
Finiamo con una A e abbiamo…
SUGNA!

… lo so che non sono normale, tranquilli: è che non trovavo modo migliore per proseguire l’epopea di The Royal Challenge, la mia personalissima ricerca al miglior hamburger milanese che qualche giorno fa ha incrociato Burbee.

Stavo infatti placidamente scorrendo il mio wall di Facebook quando l”immagine di un panino enorme pubblicata da Dissapore è apparsa ai miei occhi: ho letto la recensione, mi sono appuntata di provarlo e la sera stessa si è presentata l’occasione. Che fortuita coincidenza!

Burbee unisce un buon hamburger gourmet preparato sul momento a birre artigianali Prato Rosso, un’accoppiata che conquista per definizione.
Il locale è piccino – giusto alcuni sgabelli e la cucina a vista (che più in vista non si può!)  -, curato nei dettagli e con poster-design alle pareti.
Potete mangiare sul posto o portare via (soluzione assai preferibile nelle ore di punta), scegliendo in un menù composto da proposte tradizionali e da altre decisamente innovative.

Io opto per un Bacon Cheese Burger con aggiunta di salsa barbecue (+50 cents. Il perchè la salsa barbecue sia quasi sempre un extra a pagamento non mi sarà mai chiaro) e una birra bianca (non bionda: bianca. Apprezzo moltissimo la sua presenza nella lista). Completo con delle patate.

Mi siedo e l’ordine giunge dopo pochi minuti.
L’hamburger ha decisamente un aspetto invitante mentre – ahimé – le patate non mi incuriosiscono molto: sono tagliate a cubetti fin troppo piccoli e cotte con abbondanza di olio per un risultato un pochino insipido; sebbene abbiano la buccia – su cui io sono favorevole – devo rimandarle.
Mi rifaccio con il panino: alto, ben imbottito, con fette di pomodoro e striscioline d’insalata freschissimi, si fa notare in particolare per la grande presenza di bacon croccante e saporitissimo; è lui il protagonista, colui che conferisce la maggior parte del gusto.

In tutto questo il “cheese” si va un po’ a perdere e la carne macinata non ha un gusto travolgente (attenzione! Da Burbee potete scegliere anche hamburger di cavallo! Novità nel panorama milanese, direi), mentre il pane è morbidissimo, persino troppo: suggerirei di abbrustolirlo appena o di passarlo in forno per eliminare la sensazione di pane “confezionato”.

Diciamo che se questa regal sfida si basasse sul bacon il Burbee vincerebbe a mani basse.
Complessivamente si tratta di un buonissimo hamburger assemblato con cura – cosa che si può comprovare dalla cucina a vista – che può però regalare qualche emozione (e sapore) in più.
Un punto in più per la scelta delle birre subito detratto a causa delle patate.

Quando tornerò assaggerò le proposte più originali.

Voi l’avete già provato? Cos’avete ordinato?

The Royal Challenge continua…

Dove
Burbee
Via Castel Morrone 7
Milano
Tel. 02 70103567

L’ossburger del Baladin (Milano)

Posted on 21 ottobre 2013 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano, The Royal Challenge

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Mentre vagavo tra Scandinavia e altri lidi a Milano non si è placata la mania dell’hamburger gourmet, anzi, si è ancor più estesa con nuove aperture e diversi must-eat, must-try, must-ma-anche-no.
Come se la carne macinata fosse stata appena inventata, come se avessero appena importato le più disparate salse, come se la cucina italiana avesse perso la produzione della pasta: se almeno una volta a settimana non mangi un hamburger non puoi vivere nel capoluogo lombardo.

Non che mi stia lamentando, anzi: continuo a immolarmi per voi alla ricerca del miglior hamburger milanese e torno alla carica con un vero e proprio fuoriclasse, un panino che non rispetta le regole della competizione e che, appunto per questo, risulta unico, imparagonabile, irrinunciabile.

Ogni volta che ne parlo noto palpebre che si spalancano, fronti che si aggrottano e bocche che si socchiudono in uno stupito “Ma davvero…?“. Davvero sì!

Con questa premessa avrete intuito che sto per consigliarvi qualcosa che mi é molto, parecchio, assai piaciuto e che, per struttura, ingredienti e sapore, non può essere propriamente inserito nella gara. Non per questo posso tacere: devo raccontarvelo, segnalarvelo, indurvi a prendere bus, tram, macchina, treno o aereo che sia e precipitarvi come Bolt alla finale dei 100 metri.

Bando ai preamboli: sto parlando dell’hamburger con ossobuco della birreria Baladin, lieta novità settembrina nei pressi di Corso Como/Bastioni di Porta Nuova.
Se amate le loro birre presumo sarete scoppiati in lacrime per la felicità – e se non le conoscete dovreste farlo ma per l’onta – perché la loro qualità e bontà rendono onore al concetto stesso di birra artigianale. Probabilmente ne avrete notato le bottiglie da Eataly o alle fiere gastronomiche, con le loro etichette dalle scritte colorate e nomi originali.

Appunto alla Isaac, alla Nora o alla Super potete abbinare una sostanziosa cucina, fatta da piatti dai sapori ricchi e forti che mettono buonumore e sanno consolare l’animo più afflitto, dalle chips tagliate a mano e dalle varie insaporiture alle sardine fritte, da un fish and chips dorato ai dolci di Ernst Knam, fino al suddetto hamburger.

Credo che la soluzione migliore per descriverlo sia passarne in rassegna i pezzi e comporlo nella vostra immaginazione attraverso le parole:
1) iniziamo da una base di pane da hamburger, morbido all’interno e friabile all’esterno, che mi ha colpita per la leggerezza. Ammetto che talvolta l’abbandono per terminare il ripieno, mentre in questo caso non ne ho sentito la necessità;
2) aggiungiamo una foglia di insalata, che assolve alla funzione di trattenere i golosissimi condimenti;
3) proseguiamo con dei tocchetti di ossobuco, che è stato cotto ore, ore e ore fino a farlo diventare tenero e arrendevole, intriso di sughi e sapori che impregnano il pane.

Ripeto: ossobuco. Una delle specialità milanesi per eccellenza, dentro l’hamburger.
Ora capite perchè non potrò mai paragonarlo a quelli con la carne trita, no?
Proseguiamo.

4) La carne è cosparsa di una crema di midollo.
E qui vedo molte coronarie esplodere e tanti “Sì, ciao, vabbè, mi arrendo“.
Non ditemi che il midollo non vi piace, non datemi questa notizia. Oppure fatelo, e io la prenderò in positivo – “più per me!” – mantenendo un lieve rattristamento per le vostre papille.
5) chiudiamo il tutto con la mancante fetta di pane…

… e ci siamo.

Animi snob, gente sofisticata, amici del club del macrobiotico, già ve lo dico: non vi piacerà.
Amanti passionali del frigorifero, adoratori della sostanza, bramatori di tutto ciò che è corposo, gustoso, delizioso, saporito, tracotante e viscerale… ciao, avete trovato una casa, un portavoce e  una squisita ossessione.

Dove
Baladin Milano
Via Solferino 56
Milano
Tel. 02 659 7758