20 October 2017
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La “barcaccia” della Locanda Riccomaggio (Lecce)

Posted on 11 settembre 2013 by in Piatti unici, Puglia

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Così come le canzoni tormentone, anch’io oggi vi domando qual è il piatto della vostra estate 2013.

Se per il primo punto rispondo “Get Lucky” dei Daft Punk, pure sul secondo non ho grandi incertezze: si tratta della barcaccia della locanda Riccomaggio a Cursi (Lecce), da me comodamente soprannominata “Da Beppe”.
Devo essere sincera? La barcaccia ha vinto anche nell’estate del 2012 ma ero assai gelosa di questa scoperta, permessa grazie ai sempre illuminati Daniela e Matteo.

La locanda Riccomaggio si trova nella campagna pugliese, tra ulivi secolari e strade strette su cui è facile perdersi; coltivando i campi appena circostanti si professa orgogliosamente come “ristorante a metro – e non chilometro – zero“, provvedendo a verdura e frutta più che fresche e ricevendo il pesce in giornata dalle immediate vicinanze.

In estate il grande patio viene riempito di tavolate pronte ad accogliere gli avventori: ci si sente a casa, rilassati e tranquilli, mentre il simpatico proprietario Beppe e famiglia si destreggiano per offrire il meglio.

Quindi, la barcaccia?
Avendo già premesso che tutto ciò che si trova alla locanda Riccomaggio è di indubbia genuinità, per tutti i San Tommaso all’ascolto la prova è dietro l’angolo: quando ordinate questo piatto di pasta con frutti di mare – perché è di ciò che si tratta – il gentil cameriere vi porta al tavolo la padella piena di ogni bontà per comprovarne la freschezza – cozze, gamberi, vongole e così via – prima di metterla sul fuoco.

Quest’abbondanza viene unita a pasta corta fatta a mano che già dallo sguardo sa di autentico e verace, e che sotto ai denti trova quell’anima ruvida e rustica.
Quando le pirofile verranno portate al tavolo e sarete serviti vi troverete a contemplare il piatto e sospirare per la felicità, che manco la sindrome di Stendhal.
Armati di coltello, forchetta e, diciamolo, mani vi impossesserete dei frutti di mare, infilzerete la pasta e in bei bocconi sarete così felici di trovarvi in quel posto, in quel momento e in quella situazione da, probabilmente, dimenticare ogni problema o pensiero.

Effetto terapeutico della pasta?
Lo sospetto seriamente.

Dove
Locanda Riccomaggio
Via Castrignano dei Greci
Cursi (Lecce)

I bocconcini di spigola e lampascioni dell’Altro Baffo (Otranto)

Posted on 25 febbraio 2013 by in Otranto, Puglia, Secondi Piatti

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Giacché le contraddizioni sono tra le mie principali “qualità” (e le persone non fanno altro che farmi notare come ne sia un simpatico coacervo), mentre l’Italia è sommersa dalla neve e io ho sempre dichiarato di detestare il caldo, son qua che mi ritrovo a pensare alla scorsa estate in Puglia, dove di sicuro non c’era fresco. Probabilmente mi manca la sensazione del sole sulla pelle, inizio a ritenere opprimente il peso dei cappotti e rimpiango quei giorni in cui avevo il cervello disconnesso e le tre uniche preoccupazioni erano il mare, i libri e il cibo.

Una sera io e i miei amici buongustai siamo stati ad Otranto, dove avevamo prenotato un tavolo al ristorante L’Altro Baffo, raffinato e incantevole, una di quelle esperienze di alto livello che lasciano un ricordo di cura, passione e bontà.
In quell’afosa serata indossavo un abito leggero, sandali verdi, una borsa dello stesso colore, portavo i segni rossi del primo sole sulle spalle e tutto ciò che desideravo era qualcosa di sorprendente ovviamente a base di pesce. Sono stata accontentata.

Tra le diverse portate quella che più è rimasta impressa é il secondo, sia per gusto sia per presentazione: bocconcini di spigola su crema di lampascioni.
Innanzitutto ero incuriosita da questa salsa, e ho ammesso tutta la mia ignoranza al cameriere domandando di cosa si trattasse: il lampascione par infatti esser utilizzato solo nella cucina locale, e altro non è che un bulbo che, opportunamente trattato, può essere accostato alle cipolle (e ora potete dire di aver imparato una cosa nuova, dai! A qualcosa servirò pure, oltre a farvi venire appetito nelle ore più improbabili). Ridotto in questo modo aveva un sapore leggermente amarognolo ma piacevole, e la sua intensa colorazione rossa decorava il piatto. Su di esso erano disposti i bocconcini di spigola, arrotolata abilmente su se stessa, tenera e dal sapore delicato, bellissima a vedersi, stuzzicante e deliziosa: il mio palato, che veniva da settimane in cui l’unico pesce toccato era il salmone fatto sushi, ha compiuto diverse evoluzioni di gioia e ammirazione, che se per alcuni di voi il pesce fresco è la normalità, per me rappresenta un grande privilegio.

A termine serata, mentre stavamo gustando i dolci ubriachi di vino e sazietà, vediamo giungere un cameriere dalla fine della strada con una cassa di polistirolo bianca: il nuovo pescato, appena giunto, e subito mostrato a un tavolo a fianco per la scelta. Inutile dire che mi si era riaperto lo stomaco, ma dopo aver assaggiato del cioccolato mi pareva brutto ricominciare.

Incuriosita da tale cucina, tornata a casa ho fatto le mie ricerche e scoperto che in cucina governa una chef, Cristina Conte.
A lei tutto il mio plauso: sogno di tornare all’Altro Baffo al più presto, già da quest’estate.

Dove
L’Altro Baffo
Via Cenobio Basiliano 23
Otranto
Tel. 0836 80 16 36

Il rustico di Magna Magna (Lecce)

Posted on 15 ottobre 2012 by in La sagra del carboidrato, Puglia

Quest’estate, oltre che saltellare per l’Europa, sono ritornata in Puglia, terra che non mi vedeva da diversi anni e a cui non sono legati alcuni dei miei migliori ricordi. Come direbbe Richard Fish di “Ally McBeal“: “Pietra sopra!“, soprattutto quando – aggiungo io – ci si fa perdonare con specialità memorabili e invidiabili.

Capita infatti che mi ritrovi a Lecce, dove il caldo torrido veniva contrastato da un venticello stupendo: passeggiare nel mezzo del più caldo Agosto non è mai stato così piacevole.
Succede quindi che si passi innanzi a una focacceria molto rinomata, segnalata sia dai blog sia dalle guide cartacee, e che i miei amici mi dicano: “No, Arianna, cioè, aspetta: tu devi assaggiare un rustico“. Senza se e senza ma, insomma, una promessa di grande gioia unita a un ordine perentorio. E se devo, devo! Mi sacrifico sempre per delle buone cause.

Entro quindi presso Magna Magna, ordino, pago e attendo: i rustici stavano per essere sfornati, qual coincidenza! In pochi minuti mi viene elargito codesto piccolo disco volante ripieno e con i bordi spessi, della temperatura di Marte, che inizio a osservare per carpirne i segreti insiti. Nel mentre i miei amici mi fissavano con dei bei sorrisi sotto ai baffi, conoscendo già la reazione che avrei avuto (certe volte sono proprio prevedibile).

Lo addento, e un’onda di gusto ustionante invade i miei sensi: è la besciamella, è la mozzarella, è il pepe, è l’abbondante noce moscata, è la salsa di pomodoro, è la pace dei sensi racchiusa in pasta sfoglia.
E’ la soluzione all’amarezza, alla tristezza.

Chi non ama smodatamente la besciamella, voglio dire?
Chi potrebbe rimanere impassibile di fronte a tal forte dimostrazione della bontà delle cose semplici?
Leggero non è, ovviamente, ma squisito sì. Lasciate perdere i sensi di colpa, che per il cibo tutto è concesso.

Così inizio a sorridere – il mio classico sorriso ebete di quando assaggio qualcosa di commovente, con gli occhi luccicanti – e i miei amici a ridere di me.

E ora la tragedia: dove trovare il rustico nel nord d’Italia?
Perchè non aprire un chiosco in quel di Milano?
Avanti, chi mi supporta in codesta geniale idea del Lunedì mattina?

Quante domande per una risposta: il rustico è definitivo.

Dove
Magna Magna
Via Trinchese 18/A
Lecce