20 October 2017
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In Salotto con il birraio, l’appuntamento mensile di Baladin Milano

Posted on 3 febbraio 2014 by in In alto i calici, Lombardia, Milano, Regali Eventi

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Cosa ricercate in un locale affinché rientri tra i vostri prediletti?
Quali parametri valutate? Menù, prezzi, musica, simpatia del personale, originalità degli arredamenti, pulizia, atmosfera, il sentirvi rilassati e “a casa”?

Nella mia personale classifica Baladin Milano soddisfa tutti questi punti, e devo ringraziare che sia in una zona di Milano da me poco frequentata altrimenti sarei lì quasi ogni sera per un teku di Isaac e un hamburger con l’ossobuco (che ho già ben osannato).

Se volete provarlo e passare una serata tra ottime birre ora avete un ottimo pretesto: Martedì scorso Teo Musso e Lorenzo “Kuaska” Dabove hanno presentato “In Salotto con il birraio“, un progetto che vede protagonisti i birrifici italiani e i loro creatori, e che si ripeterà una volta al mese proprio presso Baladin Milano.

Prenotarsi e il presentarsi affamati è consigliabile: degustando le birre protagoniste delle serate e  ascoltando aneddoti e racconti direttamente dai loro creatori si potrà cogliere l’occasione per assaggiare la cucina, tra le “fatatine”, gli hamburger e il fish&chips.
Se per disgrazia mancate la serata col vostro birrificio preferito non temete: le sue birre rimarranno ospiti per un mese intero, in cui sarà proprio doveroso presentarsi.

Si tratta di un progetto che apprezzo e promuovo: talvolta la birra è così tanto sottovalutata, considerata di serie “B” da suscitarmi un immenso fastidio, e in Italia ospitiamo delle eccellenze del settore che vanno conosciute e ascoltate.
Sono storie, sette belle avventure, “sette appuntamenti a parlare di un perché“.

Consultate il calendario e lasciatevi ispirare.

calendario completo

 

L’ossburger del Baladin (Milano)

Posted on 21 ottobre 2013 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano, The Royal Challenge

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Mentre vagavo tra Scandinavia e altri lidi a Milano non si è placata la mania dell’hamburger gourmet, anzi, si è ancor più estesa con nuove aperture e diversi must-eat, must-try, must-ma-anche-no.
Come se la carne macinata fosse stata appena inventata, come se avessero appena importato le più disparate salse, come se la cucina italiana avesse perso la produzione della pasta: se almeno una volta a settimana non mangi un hamburger non puoi vivere nel capoluogo lombardo.

Non che mi stia lamentando, anzi: continuo a immolarmi per voi alla ricerca del miglior hamburger milanese e torno alla carica con un vero e proprio fuoriclasse, un panino che non rispetta le regole della competizione e che, appunto per questo, risulta unico, imparagonabile, irrinunciabile.

Ogni volta che ne parlo noto palpebre che si spalancano, fronti che si aggrottano e bocche che si socchiudono in uno stupito “Ma davvero…?“. Davvero sì!

Con questa premessa avrete intuito che sto per consigliarvi qualcosa che mi é molto, parecchio, assai piaciuto e che, per struttura, ingredienti e sapore, non può essere propriamente inserito nella gara. Non per questo posso tacere: devo raccontarvelo, segnalarvelo, indurvi a prendere bus, tram, macchina, treno o aereo che sia e precipitarvi come Bolt alla finale dei 100 metri.

Bando ai preamboli: sto parlando dell’hamburger con ossobuco della birreria Baladin, lieta novità settembrina nei pressi di Corso Como/Bastioni di Porta Nuova.
Se amate le loro birre presumo sarete scoppiati in lacrime per la felicità – e se non le conoscete dovreste farlo ma per l’onta – perché la loro qualità e bontà rendono onore al concetto stesso di birra artigianale. Probabilmente ne avrete notato le bottiglie da Eataly o alle fiere gastronomiche, con le loro etichette dalle scritte colorate e nomi originali.

Appunto alla Isaac, alla Nora o alla Super potete abbinare una sostanziosa cucina, fatta da piatti dai sapori ricchi e forti che mettono buonumore e sanno consolare l’animo più afflitto, dalle chips tagliate a mano e dalle varie insaporiture alle sardine fritte, da un fish and chips dorato ai dolci di Ernst Knam, fino al suddetto hamburger.

Credo che la soluzione migliore per descriverlo sia passarne in rassegna i pezzi e comporlo nella vostra immaginazione attraverso le parole:
1) iniziamo da una base di pane da hamburger, morbido all’interno e friabile all’esterno, che mi ha colpita per la leggerezza. Ammetto che talvolta l’abbandono per terminare il ripieno, mentre in questo caso non ne ho sentito la necessità;
2) aggiungiamo una foglia di insalata, che assolve alla funzione di trattenere i golosissimi condimenti;
3) proseguiamo con dei tocchetti di ossobuco, che è stato cotto ore, ore e ore fino a farlo diventare tenero e arrendevole, intriso di sughi e sapori che impregnano il pane.

Ripeto: ossobuco. Una delle specialità milanesi per eccellenza, dentro l’hamburger.
Ora capite perchè non potrò mai paragonarlo a quelli con la carne trita, no?
Proseguiamo.

4) La carne è cosparsa di una crema di midollo.
E qui vedo molte coronarie esplodere e tanti “Sì, ciao, vabbè, mi arrendo“.
Non ditemi che il midollo non vi piace, non datemi questa notizia. Oppure fatelo, e io la prenderò in positivo – “più per me!” – mantenendo un lieve rattristamento per le vostre papille.
5) chiudiamo il tutto con la mancante fetta di pane…

… e ci siamo.

Animi snob, gente sofisticata, amici del club del macrobiotico, già ve lo dico: non vi piacerà.
Amanti passionali del frigorifero, adoratori della sostanza, bramatori di tutto ciò che è corposo, gustoso, delizioso, saporito, tracotante e viscerale… ciao, avete trovato una casa, un portavoce e  una squisita ossessione.

Dove
Baladin Milano
Via Solferino 56
Milano
Tel. 02 659 7758

Birra Moretti, il piacere in abito da sera

Posted on 29 gennaio 2013 by in In alto i calici, Lombardia, Milano, Regali Eventi

Facciamo il punto della situazione.
Che io ami la birra e la preferisca al resto (vino o superalcolici che siano) l’ho già approfonditamente dichiarato.
Questo blog ha questa strana e buffa anzichenò impostazione “regale“, che mi permette di chiamarvi talvolta conti, talvolta messeri, talvolta sudditi senza che nessuno se ne abbia a male, e tiro spesso in causa le teste coronate di mezza Europa.

Quindi, a conti fatti, la cena di Giovedì sera organizzata da Birra Moretti era proprio nelle mie corde: abito da sera richiesto, una bottiglia di birra con un papillon sull’invito, un ristorante di cui si parla assai bene come il Chic’N Quick e uno chef – Claudio Sadler – molto stimato. Il tutto per la presentazione delle nuove proposte di birra Moretti e, soprattutto, di Birra Moretti incontra la cucina d’autore.

Di cosa si tratta?
E’ un percorso che coinvolge 14 celebri ristoranti milanesi che, dal 1° febbraio al 12, propongono un menù degustazione che unisce birra e cibo, creato ad hoc e con prezzi accessibili.
Oltre al Chic’N Quick gli altri ristoranti coinvolti sono L’Erba Brusca, il Café Trussardi, il Ratanà, Alice, Pisacco, Al Pont de Ferr, Enocratia, Trattoria da Giannino, il Dopolavoro Bicocca, La Brisa, Innocenti Evasioni, Il Liberty e il Pane e Acqua.

Al tavolo tra food blogger, giornalisti e rappresentanti della Moretti ho avuto l’onore di assaggiare uno di questi speciali menù, apprezzandolo con la gioia che riservo alle occasioni in cui l’alta gastronomia è protagonista. E poi, quando la birra è regina, sono io a inchinarmi.


Abbiamo iniziato con un tatin di puntarelle e mozzarella con insalata di puntarelle e un filo di olio di acciughe tutt’attorno: la croccantezza delle lamelle di puntarella in contrasto con la loro morbidezza, nella versione unita alla mozzarella, e il sapore deciso delle verdure, hanno risvegliato i campanellini nel mio cervello, quelli che si rianimano a ogni esperienza di valore, e che dicono di lasciar da parte tutti gli eventi della giornata e concentrarsi. Una birra Moretti Baffo d’Oro ha solleticato le nostre papille, poi siamo passati al primo.


Tagliolini di pasta fresca con calamari e salsa di pane scuro alla birra Moretti Grand Cru, abbinati proprio a questa birra.
So che ora vi farete delle domande su questa “salsa di pane scuro alla birra“, e io ho due strade:
A) dirvi che questo condimento delizioso aveva il profumo del buon pane, quello dalla crosta spessa e croccante, appena tolto dal forno, e il gusto era arricchito dai sentori più intensi di questa birra molto speciale;
B) suggerirvi di correre a provarlo! Con i calamaretti era proprio una delizia.


Il secondo si è presentato con aspetto maestoso: coscia di coniglio farcita di trevisana con polenta pasticciata e riduzione di birra, insieme a una birra Moretti doppio malto.
Favoloso, io che adoro la carne ne son rimasta davvero estasiata, sia per la bontà del coniglio avvolto in una fetta di pancetta sottile sia per la polenta che, con la riduzione di birra, rimarrà nei miei sogni ancora per un bel po’.

Infine, ecco il celebre birramisù di Sadler, un tiramisù fatto con la birra (rossa, ci rivela il cameriere) abbinato sempre a Birra Moretti Grand Cru.
Non è forse adorabile, e non suscita commozione al solo vederlo, con quella fogliolina di cioccolato e la punta di foglia d’oro?
Cremoso, intenso, squisito.

A fine cena lo chef è stato accolto da un meritato applauso, e il mio livello di “felicità da cibo” era alle stelle.

Credo che l’iniziativa di Birra Moretti e il percorso creato tra i ristoranti sia davvero meritevole d’attenzione: è ora che la birra non sia vista come una seconda scelta rispetto al vino, e che sia esaltata, nobilitata. Appunto, magari proprio con queste cene in abito da sera. Il mio ideale, come vi dicevo poco fa.
Incuriositi? Sul sito di Birra Moretti trovate tutte le informazioni: se provate qualche menù raccontatemi la vostra esperienza.

La tapas di Sagardi (Barcellona)

Posted on 18 giugno 2012 by in Antipasti, In alto i calici, Regali Eventi, Spagna

Io scrivo i post quando sono in movimento: il viaggio, come ho già avuto modo di dire, mi ispira, fa correre più velocemente i miei pensieri e quindi fa sopraggiungere le parole in modo naturale. Andando e tornando dal lavoro in metropolitana compongo la maggior parte dei deliri che trovate qui; invece quando mi siedo al computer, a casa, c’ho il blocco della pagina bianca oppure ciò che scrivo non mi soddisfa.

Diciamo che in questo momento dovrei stilare poemi degni di Dante, visto che sono sulla prua della nave Costa Atlantica di Costa Crociere, su cui mi sono imbarcata per seguire il #CostaBlogTour. Una location a dir poco originale per scrivere, rilassante, stimolante e sorprendente, soprattutto per me che il massimo di navigazione che ho fatto è stato il traghetto per la Sardegna, o la barca attorno al vulcano di Santorini. Non si può immaginare la varietà di opportunità e servizi presenti a bordo se non essendoci, e uno di questi riguarda le escursioni nelle città toccate dalla crociera, fatte per soddisfare ogni preferenza.

L’escursione a Barcellona che è stata riservata al gruppo del blogtour è stato molto concentrato e articolato: abbiamo camminato tanto, visto molto, scoperto tanti dettagli grazie a una guida irresistibile e, ovviamente, abbiamo mangiato. Cosa? Tapas! (altro…)

La birra di The Filling Station (New York)

Posted on 30 aprile 2012 by in America, In alto i calici

Mentre scartabellavo tra foglietti, brochure e ricordi del viaggio in Americacon un terribile magone, ovviamente – ho ritrovato lo scontrino di uno dei posti che più mi sono piaciuti, e di cui ancora non ho parlato probabilmente proprio per l’eccesso di nostalgia.
Ah! Quanto ho sottovalutato i moniti delle persone che mi dicevano “Tornerai ma niente sarà più come prima!“. … dopotutto, avrei potuto farci qualcosa? No. Ecco, quindi torniamo a parlare di cibi & affini, che è meglio.

Il contesto è quello del Chelsea Market, di cui ho già lodato un hotdog alquanto strepitoso, che ha regalato altre numerose gioie: si tratta di una sorta di luna park gastronomico che la sottoscritta ha girato per il lungo e per il largo con estrema soddisfazione, mangiando e sterminando (l’ultima parola non è scelta a caso, e tra qualche post capirete perché). Ovviamente l’ho adorato.

Vagando con gli occhi spalancati dalla meraviglia a un certo punto ho visto la mia amica Giulia che avanzava con un barattolo in mano, da cui sorseggiava una bevanda dai riflessi rossastri. Sì, un barattolo con coperchio da svitare. Incuriosita le ho chiesto lumi e lei mi ha ricondotta al The Filling Station.
In quel momento ho percepito la freccia di un Cupido con un cappello da cuoco trapassarmi il cuore e conficcarlo su una delle travi di legno del posto, mentre commentavo con uno stupito “Oh oooh!“. (altro…)

Il cosciotto del birrificio Lambrate

Posted on 18 aprile 2012 by in Milano, Secondi Piatti

In questi giorni di pioggia e autunnal freddo viene voglia di tornare a mangiare cibi caldi e confortanti (dico “tornare” perché l’accento di estate delle passate settimane ha illuso tutti), come zuppe, brasati, polenta. … O forse sbaglio? Vi siete già tutti immolati al Dio Insalata in vista delle vacanze al mare?

Beh, io sono qua per farvi recedere e istigare in voi la voglia di un cibo assolutamente poco estivo e decisamente poco dietetico, ma molto gustoso.

Il contesto è un birrificio chiamato “Lambrate“. Vabbè, i milanesi & co. ne avranno sentito parlare, ma gli altri? Ecco quindi una breve descrizione per loro (e in questo momento immagino di parlare alla mia amica Giulia, beer lover per eccellenza): si tratta di un pub in cui servono le loro birre artigianali, che sono tante e buone, diverse per soddisfare ogni preferenza o stato d’animo.
Qui, in questo regno del luppolo, si può trovare una cucina di stampo piuttosto teutonico, che i vichinghi, sassoni & compagnia battagliera avrebbero sicuramente amato.

La lettura del menù provoca un’acquolina tremenda, ma se volete assaggiare quel che io ritengo il piatto migliore dovete organizzarvi.

Ecco le istruzioni:
– trovate 3 amici impavidi e mangiatori;
– telefonate al birrificio e prenotate un tavolo. Importante: prima di chiudere la chiamata prenotate “Il Cosciotto di Maiale“;
– una volta finito alzate le braccia al cielo e esultate, poi state a dieta per i due giorni precedenti l’avventura.
(altro…)