21 April 2014
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Le melanzane croccanti del Wang Jiao (Milano)

Posted on 26 febbraio 2014 by in Antipasti, Contorni, Etnicità diffusa, Lombardia, Milano

melanzane

Io credo nel colpo di fulmine, soprattutto a tavola.
Sapete quando addentate il primo boccone senza molte aspettative e improvvisamente una scossa elettrica vi smuove tutti i sensi, accentuando i colori e i sapori? Ecco, allora è amore: accade quando meno te lo aspetti.

Ovviamente la mia ultima infatuazione è stata decisa, imprevedibile e fritta: sto per parlare delle melanzane croccanti del Wang Jiao, ristorante cinese di qualità situato in zona Porta Venezia, a Milano, scoperte per una serie di coincidenze. Tutto sembrava spingermi verso quel posto: dopotutto prima del concerto dei Maximo Park al Tunnel occorreva sostentamento (quante scuse!).

Il ristorante è molto carino e curato, ben diverso rispetto ad altri ristoranti cinesi.
Già alle 19.50 di un’apparentemente quieta Domenica sera era pieno, quindi il primo consiglio è quello di prenotare.
Il menù è vario e ricco di specialità: già vi dico che vi perderete nel consultare tutte le schede e sarete molto indecisi.

A onor del vero queste melanzane sono state ordinate dalla nostra amica di Paul Smith, che già le conosceva e apprezzava: io mi sono persa tra ravioli (ottimi) e spaghettini di grano saraceno in brodo (soddisfacenti e abbondanti, soprattutto in una fredda sera invernale), ma quando sono apparse quelle melanzane, tagliate per il lungo, fritte, intrise di una salsa agrodolce e cosparsi da semi di sesamo ho capito di aver combinato una sciocchezza.

Si sono sciolte morso dopo morso nella mia bocca, croccanti all’esterno e morbidissime all’interno: avete presente le ciliegie, che una tira l’altra? Eccovi la versione fritta, che vi darà pure assuefazione.

E’ quel piatto che va bene sia come antipasto sia come contorno, da sbocconcellare mentre chiacchierate - ha una temperatura simile a quella del Sole, quindi non si raffredderà sul più bello -, gustoso grazie alla salsa rossa sapida, con i semi di sesamo che scrocchiano sotto i denti e altre verdurine affettate che donano un tocco di freschezza.

Infine, un appunto: sebbene siano fritte, risultano abbastanza leggere. Non abbiate timore per la vostra linea e, al massimo, lasciate perdere i pezzetti di pane fritto che fanno da base: quelli sono abbastanza dimenticabili.

Dove
Wang Jiao
Via Felice Casati 7
Milano
Tel. 02 261 3224

L’uovo croccante del Consorzio (Torino)

Posted on 11 novembre 2013 by in Antipasti, Piemonte, Torino

foto (18)

Sapete che Torino ha conquistato una parte del mio cuore a forma di frigorifero: dire che l’adoro è riduttivo e spiegar il perché ne sia infatuata è una questione prolissa ma credo che si possa ben intuire da come ne scrivo.

Durante la mia ultima visita sono stata condotta al Consorzio, di cui avevo sentito meraviglie.
Immaginate di aver affrontato una settimana assai impegnativa, di esser saliti sul treno quasi senza ricordare il vostro nome, giungere al capoluogo piemontese ed esser messi innanzi a un uovo croccante con biete e pancetta da sgranocchiare circondati da un filo di fonduta di cheddar: il contrappasso farebbe venire un colpo all’80% delle persone, con tanto di lacrimoni e commozione generale (oltre che cerebrale).

Si tratta di uno dei cavalli di battaglia di questo ristorante situato nel centro di Torino, gestito dai giovani Andrea e Pietro e con Miro Mattalia in cucina, in cui potete trovare uno dei menù più invitanti mai visti: vorrete ordinare tutto. Due volte.

Veniamo a questo antipasto: l’uovo è avvolto da una crosticina sottile e delicata, quasi friabile; affondando i rebbi troverete il tuorlo ancora deliziosamente liquido pronto a invadere le biete sbollentate e posate come base.
La pancetta forma una virgola sapida e croccante da centellinare, mentre il cheddar… Oh! Il cheddar! Uno dei miei formaggi preferiti nonché peggior ossessione! Ecco, l’uovo con un pochino di questa crema diventa leggendario, tipo che tenterete di capire come realizzarlo a casa vostra ma sarà tutto inutile.

Alla fine guarderete il piatto vuoto e vi chiederete se ordinarne un altro, ma fidatevi della qui presente e continuate con un primo o un secondo (la costata di bue grasso!): per scoprire i segreti di questo uovo vi toccherà proprio tornare al Consorzio, più e più volte.
A proposito: prenotate. Il locale è un po’ piccolo ed è praticamente preso sempre d’assalto (e c’è un ragionevole perchè).

Dove
Ristorante Consorzio

Via Monte di Pietà 23
Torino
Tel. 0112767661

 

I bigné con formaggio e tartufo de Al Gallo (Ravenna)

Posted on 2 ottobre 2013 by in Antipasti, Emilia Romagna, Ravenna

foto 2

Alla BlogFest non ho mangiato solo piadine. Pare incredibile ma vi assicuro che è andata proprio così: il mio weekend è iniziato il Venerdì sera con una visita alla rinomata Antica Trattoria Al Gallo 1909 di Ravenna dove ho assaggiato un piatto così squisito da:

A) eliminare i pensieri di una settimana intensa;
B) scacciare la stanchezza di una settimana caratterizzata da poche ore di sonno;
C) cancellare lo stress alla prima forchettata;
D) risvegliare le papille assopite.

Voi c’avrete delle medicine per fare tutto questo? Ecco, io sono ricorsa al bignè con formaggio fuso e tartufo.
Chiamerei questo fenomeno “gastropatia”, “cura del cibo” o “il rimedio della nonna” ma non renderei l’idea (e direi inesattezze): voi però avete capito cosa intendo, giusto?

Ecco.
Prima sorpresa: i due bignè erano fatti di uovo e formaggio ed erano morbidi come soufflé! Me li immaginavo croccanti, ma molto meglio così: non avrebbero assorbito il formaggio fuso colato in abbondanza e in cui erano immerse le lamelle di tartufo profumato.

Ogni boccone ha provocato una ola nelle mie sinapsi, che si riaccorgevano di esistere e hanno ordinato alla mia mano di afferrare la forchetta e non sprecare la minima goccia di formaggio, o il più piccolo frammento di tartufo.

Gli occhi gioivano altrettanto: il ristorante è contraddistinto da un’eleganza delicata, che ti fa sentire perfettamente a casa, con arredi ricercati e una lunga fila di fotografie dei diversi vip che vi hanno mangiato. Vi consiglio una visita al piano superiore dove, oltre al bagno, troverete stanze sofisticate, porte con vetri colorati, molti richiami al liberty e alla cultura ravennate.

Oltre a questi bignè il menù offre proposte molto interessanti che attingono a piene mani dai sapori locali: volete per caso farvi mancare lo squacquerone con fichi caramellati come dolce?

Ecco, magari questo ve lo racconto la prossima volta.

Dove
Antica Trattoria Al Gallo 1909
Via Maggiore 87
Ravenna
Tel. 0544.213775

L’Osteria Broccaindosso: il ritorno

Posted on 17 dicembre 2012 by in Antipasti, Bologna, Dolci, Emilia Romagna

Se questo non è un paese per vecchi, questo non è un post per coloro che sono a dieta. Non che si solito io scriva di cibi leggeri, ma oggi ci andremo a superare.

Ci tengo infatti ad aggiornarvi, dopo la mia recente visita di sabato sera, sui diversi perché l’Osteria Broccaindosso (di cui avevo già parlato qui) va visitata, e perché occorra attenersi ai miei piani.

Ordinate antipasti e dolci, e non ve ne pentirete: vi darò qualche elemento per convincervi.

Iniziamo dagli antipasti:

- insalata con arance e balsamico,
- polenta con ragù,
- parmigiana di melanzane,
- crema fritta,
- salsiccia in umido,
- prosciutto crudo,
- frittatine,
- puré di zucca,
- … e ho sicuramente perso qualcos’altro.

E ora passiamo ai dolci:
- mousse di cioccolato,
- torta di ricotta,
- pandoro,
- mascarpone,
- crema,
- torta al cioccolato,
- salame di cioccolato,
- torrone,
- croccante di mandorle,
- creme caramel,
- creme caramel alle amarene,
- panna cotta,
- zuppa inglese,
- torta di riso,
- il gran finale: la famosa scodella di cioccolato fondente fuso con bignè ripieni di panna a parte, da sommergere a mestolate.

Ecco.
E vorrei assicurarvi di una cosa: io ho mangiato tutto, e sono ancora viva.
Lo so, mi faccio abbastanza schifo da sola.

Andate, dico, andate! Tutto lo zucchero mangiato vi entrerà direttamente in circolo nel sangue e vi sentirete felicissimi!
… controindicazione: avrete un abbiocco totale per almeno 48 ore, ma cosa volete che sia!

Si organizzano gite per avventori coraggiosi: contate pure su di me. 

Il salmorejo del Dos de Mayo (Siviglia)

Posted on 5 novembre 2012 by in Antipasti, Spagna

Avvolgiamoci nelle nostre sciarpe, sprofondando il naso nel profumo che ci siamo messi addosso stamane e pensando alle vacanze estive con sospiri degni di una lettrice di Jane Austen.

Buongiorno, è Lunedì per tutti, è il momento di riavvitare la testa sul collo e connettere le sinapsi.

Non tutte, però, e soprattutto non le mie, che oggi vi riporto nella caldissima Siviglia alla scoperta di un altro posticino che mi ha molto deliziata.

Il fatto è che nella città andalusa i locali più conosciuti possono addirittura prendersi il lusso di chiudere ad Agosto - bruciando la grande clientela dei turisti – quindi capita che ci si ritrovi a vagare alla ricerca di una sostituzione, che nel caso della Bodega Dos de Mayo non risulta essere un ripiego, ma una felice e eccellente casualità.

Occorre essere un po’ lesti e intraprendenti, e se farete come la sottoscritta, che alla domanda “English? Francais? Italiano?” ha risposto orgogliosamente “Espanol!“, tutto andrà più che bene.
Qua si ordinano tapas, economici piattini colmi di ogni cibo spagnoleggiante (mi passate il neologismo?): come dicevo anche in occasione della Bodeguita Santa Cruz, lanciarvi è la soluzione migliore.
Altrimenti… ho io la soluzione per voi.

Provate il salmorejo.
D’accordo, questo nome e il suo aspetto non vi inviteranno molto, ma non c’è soluzione più fresca, genuina e saporita per combattere fame e calura!
Si tratta di una zuppa fredda composta da pomodoro, olio extravergine d’oliva, aceto, sale, aglio e pane duro frullati insieme e accompagnata da pezzetti di prosciutto serrano, dal colore arancione vivace e dalla consistenza di una salsa densa, senza grumi.
Avete presente il più noto gazpacho? Ecco, siamo in quel mondo.

Il simpatico cameriere me ne porta una scodella, e io non mi faccio intimorire: ha un sapore spiccatissimo per merito dell’abbondante olio d’oliva, del prosciutto stagionato, dell’aglio. Inoltre pomodoro e aceto non si sottomettono mica. Se siete del gruppo “le minestre di verdure non sanno di niente” qua dovete ricredervi.

È vellutata, particolare, imprevedibile, così colorata da poterla ritenere allegra, e si assapora che è un piacere, tra un sorso di birra e un altro stuzzichino.

Nonostante il corposo apporto dell’olio non risulta pesante, anzi, spalanca gli stomachi e li prepara a portate impegnative.

È un piatto che sa di estate e di vacanza, di sole e tempo libero, leggerezza e piacevolezza, nel cui ricordo mi crogiolo.
Dopotutto è un Lunedì post ponte, quindi è ancora più mesto.

Ah, il salmorejo.
Ah, Siviglia.
Ah… ah!

Dove
Bodega Dos de Mayo
Plaza de la Gavidia 6
Siviglia

Il savarin di polenta del Somaschi Hotel (Cherasco)

Posted on 24 ottobre 2012 by in Antipasti, Piemonte

Non so bene perché ma talvolta sento di persone che pur di non andare a matrimoni, battesimi, cresime si arruolerebbe nella legione straniera. Il motivo? “Stai ore seduto a tavola!“.

… Cioè, vi pare brutto? A me proprio no, anzi, è quasi un sogno!

Certo, tutto dipende dall’entità del cibo: se dovete mangiare per ore piatti che manco alla mensa delle medie ci credo che è una tortura, e tra le peggiori.

Fortuna vuole che i miei amici siano tutti dei buongustai e che questo aspetto non sia mai stato sottovalutato, anzi! So di accurati studi, assaggi e scelte per preparare il menù perfetto, che fosse soddisfacente e saziante al punto giusto, e sempre hanno azzeccato ogni portata e vino.

In particolare, io attendevo il matrimonio di Daniela e Matteo con una doppia ansia e gioia, in primis per la loro unione e in secondo luogo per il  loro pranzo celebrativo!

Dopotutto Daniela è colei che sempre mi delizia con i suoi manicaretti, tra cui i peperoni (di cui ho parlato qui), le paste, gli arrosti, e Matteo è un maestro dei risotti e di molte altre specialità, quindi non poteva non venirne fuori una me-ra-vi-glia!

Il matrimonio, il relativo rinfresco e il pranzo si sono tenuti a Cherasco, che ho scoperto essere la capitale delle lumache. Qui sorge un monastero collegato a una chiesa, il Somaschi Hotel, che permette di celebrare la funzione e ospitare i festeggiamenti, che comprende un ristorante che ci ha offerto portate memorabili.

Appare infatti al tavolo questo savarin, una sorta di ciambellina di polenta ricoperta di salsa di formaggio & panna e una grattuggiata di tartufo nero.
Ho girato il piatto per osservare tanta perfezione da ogni parte, e poi ho afferrato la forchetta e l’ho calata con decisione per compiere un miracolo.

Eh sì.
Il tuorlo d’uovo crudo, calato all’interno del savarin e quindi leggermente cotto all’esterno, si è espanso, è colato fuori, trapelato col suo colore accesissimo, creando una festa nel piatto!
Le scaglie di tartufo donavano un sapore spiccato e un profumo intenso, mentre la salsa di panna e formaggio era liscia, proprio senza grumi, né troppo liquida né densa, quindi avvolgeva bene la polenta. Questa era la perfetta base per l’apoteosi degli altri componenti, con la sua consistenza e delicatezza.

Guardando i visi degli altri commensali s’intravedeva il momento in cui ne assaggiavano il primo boccone e sgranavano gli occhi. Assaporavano bene ogni parte, magari catturavano qualche frammento di tartufo e procedevano con il secondo attacco. Poi, il sorriso, soddisfatto e stupito.
Non è bellissimo?

Mettete che siate da quelle parti, nelle Langhe.
Informatevi presso il ristorante: magari non potrete assaggiare proprio questo savarin, ma vi assicuro che il resto delle pietanze era allo stesso entusiasmante livello.

Dove
Somaschi Hotel
Via Nostra Signora del Popolo 9
Cherasco (CN)
tel.  0172 488482

Le tapas della Bodega Santa Cruz (Siviglia)

Posted on 4 settembre 2012 by in Antipasti, Spagna

Ah! La Spagna!

(come ulteriore dimostrazione del fatto che benissimo non sto, dovete sapere che ogni qualvolta io scriva una frase esclamativa lo faccio nei toni del buon Guastardo. Se non avete presente chi sia, rimediate cliccando qui).

Tierra de tapas y sangria!
E se ci aggiungo un “mucho calór” c’abbiamo tutti gli stereotipi pronti.

Non è che mancassi da molto tempo, ma questa volta la destinazione è stata diversa: dopo ben sette anni sono tornata a Siviglia.
Una visita toccata e fuga, ma intrisa di birra emozione e cibi squisiti.

Viva las tapas, sempre! Un modo veloce e gustoso per assaggiare una marea di specialità locali senza svenarsi e senza esplodere, informale e divertente.
Con una trentina di euro mangi e bevi a sazietà. In due.
Poi, occorre andare nel posto giusto e io mica volevo sbagliarmi: della città soffocante (46 gradi. Manco nella
Death Valley) ricordavo solo un posticino in Calle Matteo Gago, ma avevo voglia di sperimentare.
Ho chiesto quindi consiglio a Sofia, amica d’infanzia che conosce la città muy bien: e fu così che finii alla Bodega Santa Cruz.

Le tapas non sono un modo di mangiare adatto ai timidi: devi prendere la situazione in mano, farti notare dal cameriere, destreggiarti nell’ordinazione, aggrappare un tavolo libero, sbatterci su le prime due cana (birre piccole. Sia lodata la Cruzcampo!) e portarti i piatti autonomamente quando sono pronti, alzarti di nuovo quando ne vorrai altri, ordinare pietanze anche se non le se si conosce, sperimentare, che per 2 euro e sessanta si può correre qualche rischio no? e non importa se non sai lo spagnolo, improvvisa, fatti una risata col cameriere che appunta il tuo conto sul bancone con un gessetto, non sobbalzare quando si mette a urlare per far ridere tutti, o quando l’apparentemente quieta cameriera scoppia in una risata portentosa, osserva con acquolina i piatti dei vicini e cerca di capire cosa sono, e non ti stupire se alla fine ti rendi conto d’essere circondato da tanti italiani quanti avventori locali.

Cosa ordinare allora alla Bodeguita, che magari da fuori non attira tantissimo ma che, una volta entrati, permette di sentirsi dentro una vera atmosfera spagnola?

Tre piatti che dovreste assaggiare:

A) anchoas fritas
Altro non sono che sardine fritte, croccantissime e abbondanti, una classica tapas spagnola: semplice, a base di pesce e fritta! I pescetti, appena tolti dalla padella – quindi ustionanti – erano saporiti e per niente pesanti. Un gran piacere, insomma!

B) flamenquitos
Involtini di carne, salumi e formaggio… fritti!
Una vera e propria goduria, soprattutto grazie al formaggio fuso e filante che abbracciava gli altri ingredienti e l’esterno croccantino. Saziante, poco ma sicuro, quindi da ordinare in piccole dosi. Certo è che le facce estasiate di quelli che li mangiano al bancone potrebbero portarvi a chiederne in quantità!

C) le mie preferite: berenjenas con miel.
E qui immagino che la diceria “lo spagnolo è così simile all’italiano, è facile capirlo” non valga.
Si trattano infatti di melanzane a fettine ovviamente fritte e arricchite da miele!
Che gran scoperta, davvero! La verdura era tagliata finemente, fritta in modo da tenerla morbida, e si sposava veramente bene con questo miele liquido, aggiunto nella giusta quantità per non risultare stucchevole, anzi! Probabilmente non mi sarei mai azzardata a ordinarle, ma Sofia me le aveva segnalate in particolar modo, quindi… .

… A posteriori vedo che qui sembra la sagra del fritto. Non è che abbia mangiato solo questi tre piatti, ma effettivamente sono quelli che mi sono rimasti più impressi.
Se potessi mangiare un flamenquito o un piatto delle sopracitate melanzane a pranzo, sarei la persona più felice del mondo.

Dove
Bodega Santa Cruz
Calle de Rodrigo Caro, 3
Siviglia

 

I crostini con lardo e tartufo del TiBiDì (Lizzano)

Posted on 16 luglio 2012 by in Antipasti, Bologna

Per alcuni il paradiso sono le Maldive. Per altri le città d’arte. La montagne, le colline, le grandi città. Ecco, uno dei miei paradisi è l’Appennino bolognese e, nello specifico, la zona di Porretta, conosciuta per lo più per il tortino (… Wait. Mai sentito parlare del tortino Porretta, la merendina perfetta di ogni bambino emiliano romagnolo? Ricordatemelo, e ne disserterò approfonditamente) o i centri termali.

A tal luoghi sono legati molti dei miei più forti ricordi, quelli che fanno comparire un leggero e spontaneo sorriso sul volto. Inoltre, mentre nelle città si fonde dal caldo, là regna una deliziosa temperatura che invita allo strafogo. In questo weekend mi sono lasciata guidare dagli esperti del posto e, tra un aperitivo bavarese e pezzi di pizza volanti, ho fatto gradevoli scoperte.

Iniziamo dal TiBiDì, in quel di Lizzano in Belvedere, un ristorante specializzato in funghi e tartufi. Su suggerimento della guida (ciao Monica) abbiamo ordinato un antipasto misto comprendente diverse piccole bontà, ma di uno in particolare è stata richiesta una doppia razione: il crostino di pan di segale con lardo e tartufo.

Voi lo sapete che per una fetta di lardo io sarei disposta a scalare le vette più impervie e a scendere negli inferi per guardare tutte le serie di Uomini e Donne con Satana, quindi figuratevi la mia faccia quando ho visto il piatto con questo pane nero abbrustolito sormontato da un’onda del benedetto salume e delle fettine di tartufo nero grattugiate sopra. Per facilitarvi vi mostrerò una diapositiva della mia faccia: Ecco. Preciso subito: so benissimo che non è stagione di tartufo, ma era l’insieme a rendere lo “stuzzichino” favoloso! Un’unione di irresistibilità all’ennesima potenza, con quel pane croccantino e caldo su cui il lardo dava il massimo di sé, con quel gusto salato e lo sciogliersi sul palato, e l’aroma delle lamelle di tartufo, non particolarmente saporite ma profumatissime.

Se passate da quelle parti (per rilassarvi, scalare le vicine montagne, ustionarvi alle piscine di Vidiciatico come la sottoscritta o partecipare alla festa bavarese tra fiumi di Paulaner) io lo terrei in considerazione, soprattutto nel periodo autunnale: una seconda puntata per un pasto esclusivamente a base di funghi & co. è già nella mia “to do” list.

Dove

TiBiDì
Via 3 Novembre
Tel.0534 51162

La capasanta con formaggio e kataifi del Finger’s Garden (Milano)

Posted on 27 giugno 2012 by in Antipasti, Etnicità diffusa, Milano, Regali Eventi

Ieri sera la sottoscritta ha messo dei vestiti carini, una collana a dir poco vistosa (grazie H&M!), orecchini scintillanti, tacchi eccezionalmente alti (statura raggiunta: 1,98. Oh yes) ed è stata all’evento di Maserati – con Bulgari e Moet & Chandon – presso il Finger’s Garden di Milano, un nome che è una certezza.
Dopotutto, per il meglio delle auto ci voleva anche il massimo dei gioielli, il lusso di grandi vini e l’eccellenza della cucina, no?

L’occasione: la presentazione della nuova GranTurismo Sport, un concentrato di potenza e eleganza in cromatura blu, da ammirare in ogni dettaglio, organizzata da Rossocorsa.

Io e Chiara dal Ben non ci siamo lasciate sfuggire l’occasione e, una volta esaminata l’auto protagonista, ci siamo accomodate a un tavolo inconsapevoli di star per vivere un’ottima esperienza gastronomica.

Il Finger’s Garden in quartiere Isola è fratello del Finger’s in corso Lodi, ristorante giapponese dall’ottima fama per alta qualità e elevato prezzo (ogni volta che ci passo vicino lo guardo con aria da “Ti tengo d’occhio!”), ma con un giardino in più, con tanto di stagno con carpe sguazzanti.
Ieri abbiamo provato diversi assaggi della sua bontà, tra Kobe beef e maki, sushi e roll con King Crab, spiedini di pollo e merluzzo marinato nella salsa ponzu, ma se devo scegliere il cibo definitivo non posso non optare per la capasanta servita al cucchiaio con besciamella di formaggio, emulsione di soia e pasta kataiki croccante, chiamata altresì Tayo e Luna. (altro…)

La tapas di Sagardi (Barcellona)

Posted on 18 giugno 2012 by in Antipasti, In alto i calici, Regali Eventi, Spagna

Io scrivo i post quando sono in movimento: il viaggio, come ho già avuto modo di dire, mi ispira, fa correre più velocemente i miei pensieri e quindi fa sopraggiungere le parole in modo naturale. Andando e tornando dal lavoro in metropolitana compongo la maggior parte dei deliri che trovate qui; invece quando mi siedo al computer, a casa, c’ho il blocco della pagina bianca oppure ciò che scrivo non mi soddisfa.

Diciamo che in questo momento dovrei stilare poemi degni di Dante, visto che sono sulla prua della nave Costa Atlantica di Costa Crociere, su cui mi sono imbarcata per seguire il #CostaBlogTour. Una location a dir poco originale per scrivere, rilassante, stimolante e sorprendente, soprattutto per me che il massimo di navigazione che ho fatto è stato il traghetto per la Sardegna, o la barca attorno al vulcano di Santorini. Non si può immaginare la varietà di opportunità e servizi presenti a bordo se non essendoci, e uno di questi riguarda le escursioni nelle città toccate dalla crociera, fatte per soddisfare ogni preferenza.

L’escursione a Barcellona che è stata riservata al gruppo del blogtour è stato molto concentrato e articolato: abbiamo camminato tanto, visto molto, scoperto tanti dettagli grazie a una guida irresistibile e, ovviamente, abbiamo mangiato. Cosa? Tapas! (altro…)