28 June 2017
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Food & Book: il magico abbinamento

Posted on 15 luglio 2016 by in Etnicità diffusa, Son esperienze

Bookabook e DeliverooCi sono serate in cui non c’è niente di meglio del restare a casa abbracciando il divano, imbracciando un libro e sbracciandosi per accogliere il prode canguro di Deliveroo, cavaliere dall’armatura nera e verde acqua che porta l’elemento essenziale per completare il quadro perfetto: leccornie e squisitezze preparate per voi sul momento dai ristoranti che vi circondano e che no, non volete affrontare di persona.

Togliere le scarpe, indossare abiti comodi e, mentre il Canguro è sulla via, apparecchiare la tavola è uno dei miei riti prediletti degli ultimi mesi. Di solito ordino quando sono un po’ giù di morale e non c’è regal notizia che tenga: sapete che il buon cibo ha un ottimo effetto terapeutico su di me, come nemmeno una pozione magica. Ed ecco, se si aggiunge un buon libro l’incantesimo è completo.Bookabook e DeliverooSe oggi, Sabato 16 e Domenica 17 Luglio siete a Milano e avete bisogno di conforto (o anche di non accendere i fornelli, con tutto questo caldo), Deliveroo e Bookabook creano la combinazione geniale per voi che sbranate romanzi e saggi tanto quanto tutto ciò che trovate nel frigorifero: insieme al cibo vi porteranno un libro cartaceo.
Mettiamo caso che nel weekend abbandoniate il capoluogo lombardo: fino al 28 Luglio riceverete un buono per un ebook (dopotutto chi non ha un ereader a portata di mano?).

Bookabook è il crowdfunding della letteratura: scrittori emergenti propongono i propri scritti e, se ritenuti validi, questi diventano oggetto di una raccolta fondi online per la pubblicazione e distribuzione. Sfogliando il catalogo si trovano tanti generi e titoli accattivanti, nonché affascinanti biografie di questi autori.

Privilegiata dalla possibilità di scelta ho puntato su “Io ti ho visto” di Giovanna Pittaluga perché è ambientato a Torino (se io adoro, si sa) ed è un giallo. Sfidata su un abbinamento, ho giocato sul colore e ordinato tramite Deliveroo da Al Noor (fidata rosticceria indiana) tutto ciò che di giallo potessi trovare: riso al limone, pollo al curry, cavolfiori e patate saltati. Alla fine ho ottenuto uno spettro di tonalità interessanti da mangiare con gli occhi, iniziando a leggere proprio mentre le spezie si avvicendavano nel mio palato.
Bookabook e DeliverooDoppiamente sollecitate, sinapsi e papille sono state molto felici e i pensieri negativi soppressi da quintali di curry e una sferzata di mistero torinese.
Consigliato a tutti in quantità ingenti.

Viaggiator Goloso e gli incontri deliziosi del pre-Natale

Posted on 21 dicembre 2015 by in Lombardia, Milano, Son esperienze

IMG_1298Sapeste quanti chilometri ho macinato nell’ultimo mese. Bologna, Roma, poi Miami and back, ancora un pizzico di casa e capitale. Così il Dicembre mi ha colpita alla sprovvista, quest’anno più che mai, lanciandomi addosso la sua sfavillante aria natalizia e trasformando Milano, che è esplosa in nuove piste da pattinaggio, villaggi da Jingle Bells, caterve di luci e corse ai regali che manco i centometristi.

Poi i negozi, di quelli temporanei, sperimentali, che aprono e chissà come va, tipo quello di Viaggiator Goloso in via Belfiore 16, collocato tra le fermate della metro Wagner e Pagano. Una zona che una volta frequentavo di più e che, grazie a quest’occasione, ho rivisto volentieri. Sì, perché al negozio ci son stata, ed è stata un’esperienza tra l’ispirazionale e il rassicurante, di quelle che si evolvono in modi imprevisti e piacevoli.

FullSizeRender (2)Viaggiator Goloso è la linea premium di Unes/U2 Supermercato, catena di supermercati in continua crescita caratterizzata – da quel che ho potuto vedere – da professionalità e umanità.
Qualche settimana fa è sbarcata in grande stile a Milano con uno store totalmente dedicato, allestendo uno spazio elegante, curato e accogliente che invita a entrare e spinge a rimanere per lungo tempo, girando tra le scansie ricolme di prodotti e osservando la gentilezza imperante delle persone (volete conoscere delle cassiere adorabili? Andateci).
Tra i miei mille viaggi me l’ero perso, poi il prode Zio Burp (con l’agenzia Melismelis) è giunto in mio soccorso.FullSizeRenderLa linea comprende ogni delizia che un goloso può desiderare, prodotta dalle eccellenze italiane al grido di “Qualità prima di tutto“. Quindi abbiamo la mostarda più buona della penisola, un olio d’oliva da non perdere, della pasta fresca particolare che non trovi da nessun’altra parte (tipo ravioli ripieni di gamberi marinati al limone), mostarde, marmellate, croccanti, salmone, pasta trafilata al bronzo (la riconosci perché è più scura) e panettoni, scaffali imponenti di panettoni che fanno via come il pane(ttone. Scusate, non ho resistito).

Chi mi guida e racconta con passione e determinazione ogni segreto del negozio e dei prodotti? Direttamente l’amministratore delegato di Unes, Mario Gasbarrino, una di quelle persone che lascia il segno, trasmette forza di volontà, convinzione, voglia di far sempre meglio, che versa prosecco ai clienti mentre la sua moglie serve fette di panettone. Un imprenditore che sembra arrivato dalla Silicon Valley, e invece. Che fa assaggiare i prodotti alle signore chiedendo qual è il loro prezzo giusto, e che ha sempre voglia di ascoltare, di sfidare, di rischiare, di essere leader. Tipo che dovreste seguirlo subito su Twitter.IMG_1300Il negozio rimarrà aperto fino al 6 gennaio.
L’obiettivo non era tanto fare soldi, mi racconta lui, quanto far conoscere il brand. Però le cose stanno andando molto, molto bene.
E ci credo: il rapporto qualità/prezzo è davvero invitante, l’atmosfera allegra, l’offerta ampissima. Ci sono anche le ceste di Natale che, però, vanno esaurite nel giro della giornata con un riassortimento continuo (i panettoni vengono riportati addirittura più volte al giorno).

FullSizeRender (1)Basta farci un salto, anche per curiosità, per non resistere e uscir con un sacchetto pieno. Anzi, se ci passate twittate usando l’hashtag #ViaggiatorGoloso e la shopper ve la danno loro.
Così potrete trascinare i sughi di cinghiale, il torrone, i biscotti, ventresca di tonno sottolio, i sottaceti e il pandoro aspettando solo la buona occasione per aprirli, e conoscere tutte le loro belle storie.

La regal dispensa: l’olio Itranae

Posted on 26 giugno 2015 by in Son esperienze, The Royal Comfort Food

IMG_2845Nella mia cucina convivono senza alcun problema il sacro e il profano del cibo, da alimenti che si trovano nelle cucine dei più grandi chef a particolari intingoli, golosità e ossessioni provenienti da tutto il mondo che non verranno mai inseriti nell’Olimpo del food.

Il loro scopo è però il medesimo: risvegliare le mie sinapsi sopite, calmare i miei nervi tesi, suscitare brividi lungo la colonna vertebrale.
Brutte o belle notizie meritano di esser sublimate con un sapore, eccellente o junk che sia, che sappia scuotermi come un paio di maracas, e olè. Se la ricerca spasmodica di emozione attraverso le papille è una patologia io ne sono affetta, e così tante altre persone.

L’olio Itranae è stato il protagonista di uno di questi momenti quando recentemente sono tornata a casa dopo una giornata infinita e, senza nemmeno togliere le scarpe o appoggiare la borsa, ho afferrato un piatto, delle fette di pane di castagne e versato alcune gocce brillanti e profumate. Al primo assaggio ho ritrovato la pace.

Ora vi racconto la sua storia.IMG_2848

L’olio monocultivar nasce sulle colline Pontine, nel basso Lazio, dove viene coltivata l’oliva Itrana, conosciuta anche come “Grossa di Gaeta”, “Trana” o “Esperia”. Già il poeta Virgilio l’aveva celebrata nel racconto di Enea e dei suoi marinai che, sbarcando sulle coste, l’avevano ben gradita (e a noi ci piacciono i riferimenti aulici del cibo, vero?).

Parliamo di un prodotto profondamente legato alla tradizione, al territorio e all’artigianalità: le olive vengono raccolte da appena 2.500 piante disposte su 10 ettari di terreno per una microproduzione che non supera i 3.000 litri. Una vera chicca per gli appassionati di bontà disponibile in tre formati (100, 250 e 500 ml) e tre tipologie (Tradizionale, Tardivo e Precoce).

Naturale, con ottime proprietà organolettiche e una bassissima acidità si presta a tutti gli usi ma, secondo il mio modesto parere, trova l’ovvia esaltazione a crudo.

Alla cura per la qualità si unisce lo studio di un packaging che sottolinea ancor più la liaison con la zona, presentando gli archi romani ispirati all’acquedotto “ai 25 ponti” delle vicinanze di Formia e un elegante albero d’ulivo. Lamine dorate e tratti bianchi spiccano su un elegante sfondo nero opaco.

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Creatore di questo olio extravergine è l’imprenditore Enrico de Marco, che col marchio E’.D.ENRICO e il suo mosto l’olio MAETA si era già fatto notare da chef e estimatori.

Come potete immaginare questa preziosa bottiglia spicca nel reparto “meraviglie” della credenza e il mio contenuto viene centellinato e ben custodito, utilizzato nei momenti di bisogno come prezioso distillato per infondermi vitalità. Una bella e felice scoperta.