20 October 2017
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La regal playlist e Libratone

Posted on 6 dicembre 2016 by in La Regal Assaggiatrice, MetalFood, Regali Eventi

libratone4Qualche tempo fa sono tornata a casa dopo una giornata travolgente, tosta, terribile.
Ho lanciato le scarpe attraverso la camera come se fossi un’atleta olimpica, aperto il frigo con abile mossa, stappato una birretta praticamente solo col potere dello sguardo, assaporato un lungo sorso e, sospirando, acceso un po’ di musica e mi son messa ai fornelli.
E voilà, è stata la svolta.

Da quel momento, in cui ho associato una “Supersonic” degli Oasis a un risotto con bourbon e speck, ho raffinato e arricchito questo regale rito, rendendolo molto liberatorio e necessario.
Sì, potete immaginarmi come una pseudo Bridget Jones che si sbraccia per casa armata di mestolo: dopotutto c’è chi in casa balla, c’è chi canta e chi, come me, s’approccia alla cucina con la delicatezza di Attila, consapevole di non esser osservata né giudicata da nessuno se non dalle pentole.

Da lì il passo è stato ancor più breve ed è nata una Regal Playlist, ovvero una sequenza di canzoni altamente folleggianti che non consentono ad anima viva dotata del minimo senso di ritmo di rimanere ferma.
E, soprattutto, è giunto il Libratone Zipp, che ha sostituito una cassa bluetooth dal suono mediocre e perennemente attaccata alla corrente.libratone2Il Libratone Zipp è uno speaker wireless ricaricabile (ha un’autonomia di 10-12 ore).

Esteticamente minimal e adorabile, è dotato di cover intercambiabili per adattarsi a ogni stato d’animo o arredamento (tipo che si abbina in modo eccellente al mio teschio-soprammobile).
La caratteristica che, ovviamente, mi ha più commossa è la qualità del suono: lo ZIPP è dotato di tecnologia acustica FullRoom™ e trasmette le onde sonore in tutte le direzioni della mia (piccolissima) casa. 

Grazie alla più che pratica maniglia è portatile, e ha trovato la sua collocazione naturale su una mensola o, ancor meglio, sopra al frigorifero (il centro nevralgico di casa mia).
Si comanda facilmente grazie a una ghiera touch presente sulla parte superiore e all’app proprietaria, con cui si può scegliere la modalità di connessione, Wi-Fi o Bluetooth. Mentre trovo quest’ultima perfetta per le playlist create sull’iPhone, il Wi-Fi è eccellente per accedere su Spotify, dove ho raccolto la delirante selezione musicale che accompagna i miei momenti in cucina:

 

Così ho abbinato un Reflektor degli Arcade Fire a un pollo thai col latte di cocco, una Breezeblocks degli Alt-J a dei zucchini noodles, David Bowie a un’insalata esotica, gli Interpol al brasato col vino rosso, i Kaiser Chiefs a una tagliata di pesce spada alla griglia, i Depeche Mode a litri di suadente cioccolata in tazza.
Se avete suggerimenti, integrazioni imprescindibili, consigli musicali che riescono nell’arduo compito di distendere i miei nervi mentre mi prodigo ai fornelli, son ben accetti.
Nel mentre ditemi che anche a voi, talvolta, capita la stessa cosa.

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Le panelle di ‘nni Franco U’ Vastiddaru (Palermo)

Posted on 2 novembre 2015 by in Piatti unici, Regali Eventi, Sicilia, Son esperienze

IMG_3933Metti di andare in Sicilia per la prima volta nella tua vita e di avere poche ore a disposizione, una toccata e fuga per lasciare la pioggia del Nord e scoprire che giù si va ancora al mare, che il sole esiste ancora, che puoi assaporare la gioia delle piccole cose, dei colori e del calore di un’accoglienza speciale.
Che ci si può ritrovare a ballare con un Aperol Spritz (uno? Fai anche due, tre!) in mano tra i templi di Selinunte illuminati di bianco e arancio, là dove poche ore prima hai comprato un costume da bagno, fatto un bagno e mangiato una granita con i piedi affondati nella sabbia.

Come potrai non volerti lanciare nell’abbondante, ricco, corpulento, sostanzioso, delizioso, vorace e verace universo gastronomico locale, e di voler provare tutto nella consapevolezza di star esagerando ed esserne contento?

FullSizeRender (1)Così abbiamo scelto di perdere ogni freno e di abbracciare la pura sicilianità da ‘nni Franco U’ Vastiddaru a Palermo, il paradiso incontrastato di panelle, crocché, arancini, caponata, pane ca’ meusa e altre numerose street-prelibatezze.

Sapete quando si dice “cibo di strada“? Eccovi serviti, altro che le sue edulcorate versioni da pseudo-fiera tematica: non aspettatevi che sia carino, che emani “marketing”, che qua l’unica cosa che trasuda è l’olio – e per fortuna!
FullSizeRender (2)Ho mangiato tutto in abbondanti quantità, azzannando milze e sgranocchiando crocchette di patate, ma le panelle… oh, le panelle!
Sottili frittatine di farina di ceci unte e saporite, con una sottile crosticina croccante a racchiudere un intero morbido e vellutato, apparentemente innocue ma siciliane nell’animo, un rimedio a molti problemi della vita, in primis il malumore. Da usare come scarpetta per la caponata o da ripieno per i panini, ma soprattutto in purezza accompagnate da una birretta ghiacciata.

FullSizeRenderLa gente s’affolla, ma voi non demordete: lasciate il vostro nome, fatevi un giro nei dintorni e tornate più carichi di prima.

E se è una bella giornata, ancor meglio: la piazzetta limitrofa è deliziosa.

Dove
‘nni Franco U’ Vastiddaru
Via Vittorio Emanuele 102
Palermo
Tel. 091 325987

Expo, UK, J&B Honey e le apine

Posted on 9 luglio 2015 by in In alto i calici, Milano, Regali Eventi

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Se in generale l’Expo è un posto in cui si possono incontrare cucine, culture e persone diverse, in quanto a originalità di ospiti speciali nessuno può battere il padiglione UK e le sue ronzanti apine – e no, non son di parte sebbene non veda l’ora che la royal family giunga a Milano (… prima o poi accadrà, vero?).

Per “conoscerle” ci si deve immedesimare, entrando in un percorso fatto di praticelli in fiore ad altezza naso che solleticano l’olfatto – margherite, erbe aromatiche, terra fragrante – fino a giungere all’alveare, un’alta struttura di pezzi d’argento e lucine intermittenti che racchiude una sfera collegata a un vero alveare a Nottingham, dove le api vengono percepite da dei sensori che rimandano impulsi, posizione è il classico bzzz fino a Milano.
Non potrà non sfuggirvi un “Oooh!”‘meravigliato, e non parlo perché son di parte in quanto umile fan di sua maestà.

Inoltre anche il mio palato ne ha particolarmente goduto grazie alla presentazione di una novità Diageo azzeccata con il contesto. Il miele delle nostre amiche api ha infatti incontrato il whiskey creando il J&B Honey, una sintesi tra potenza e dolcezza. Sebbene io non ne sia una grande bevitrice l’ho trovato piacevole: le note aromatiche lo rendono molto apprezzabile e bevibile, facile soprattutto per un pubblico femminile.

È facilmente utilizzabile nei cocktail come il ghiacciato J&B Sour, che già mi immagino sorseggiare sulle terrazze con vista mare con una solleticante brezza.

Quindi se pensate che il miele sia quel alimento che va spalmato sul pane o nella camomilla, preparatevi a una nuova esperienza: un bicchierino ricco di coccola e forza renderà la serata ancor più leggera, e chissà che anche la Regina non ne aggiunga un goccio nel suo tradizionale the.

Primo Taglio, la box del goloso

Posted on 10 giugno 2015 by in Regali Eventi, Son esperienze, The Royal Comfort Food

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Ammettiamolo, servi del dio Cibo: quant’è bello avere Internet?
Quante ore passiamo davanti allo schermo a sollecitare le papille gustative con ricette o, ancor meglio, ricercando delizie provenienti da ogni luogo che giungono direttamente sulle nostre tavole con un banale ma commovente clic?
Come facevamo prima ad accontentarci?
E, soprattutto, dove trovavamo il tempo per svolgere il sospirato processo di selezione e acquisto? Forse da lì arriva l’esplosione dei surgelati, tanto cari a chi fa orari d’ufficio tosti e rischia di morir di fame.
Sì, una volta c’era la fidata bottega sotto casa, ma ora?

Il WWW ha spalancato in un sol colpo la porta della gioia e lo sportello del frigo permettendo la nascita di servizi food-centrici che ti portano a casa ogni delizia. Il mio preferito del momento? Primo Taglio.

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Praticamente è la box perfetta per creare l’effetto “Natale”.
Si va sul sito e si scelgono i prodotti che spaziano dagli affettati ai formaggi, dai prodotti da forno alle verdure, dalla frutta alle conserve. Carrello, acquisto, e via.
Le spese di spedizione sono gratuite a partire dai 29,90 €; sono certa che ci metterete poco a raggiungerli ma non per il prezzo dei prodotti (abbastanza equi) quanto più per la curiosità e l’acquolina.
In alternativa potete sottoscrivere a uno degli abbonamenti e ricevere delle box contenenti una combinazione di prodotti ideata direttamente da Primo Taglio, ottimo se volete provare di tutto un po’ e amate le sorprese.

Così a casa vostra o in ufficio giungerà colui che ha il job title definitivo, il Messaggero del Gusto (cioè, voglio farlo anch’io per metterlo nel curriculum e vantarmene), e vi consegnerà l’ordine.
Il packaging è curato tanto da sembrare un regalo e le leccornie ben protette (attenzione, però: i prodotti freschi potrebbero risentire del caldo perchè non sono imballati in contenitori termici. Tenetelo a mente per evitare di lasciarli fuori dal frigo).

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Trovo del salame Milano affettato, dei pomodorini, zucchine sott’olio e un trittico di latticini (una fiaschetta affumicata, un misterioso barattolo di fior di fuscella e mozzarelle), e subito studio un piano d’attacco.

Le prime a essere immolate per una buona causa sono le mozzarelle, che trovo sorprendentemente fresche e saporite, di quelle rare da trovare a Milano. Ci accompagno i pomodorini, sodi e solari.
Una sera, tornata a casa con bisogno di qualcosa di buono, ho attaccato la fior di fuscella, una sorta di formaggio morbido tra la ricotta e lo stracchino, perfetta su gallette di riso e nel caldo estivo.
E il salame? Ci ho imbottito un panino, divorato a colazione dopo una corsa molto, molto faticosa (true story).

L’approccio mi piace, la qualità anche (i prodotti provengono dalla stessa area e sono ben selezionati e controllati), la comodità è indiscussa, il prezzo interessante.

Da tenere in considerazione anche per fare dei regali ai più golosi, credo ne farò uso per assaggiare altre specialità (la chutney di more? Dev’essere mia) e non far più piangere il mio povero frigo.

Quanto mi piace viziarmi così. Grazie ancora, Internet.

The Royal Expo: il padiglione Corea

Posted on 28 maggio 2015 by in Etnicità diffusa, Lombardia, Milano, Regali Eventi

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C’è una domanda che ha tempestato l’Italia negli scorsi mesi, e che recita più o meno così: “… ma Expo, di preciso, che è?“.
Ammetto che anch’io l’ho fatta, confusa e curiosa, poi ho trovato la soluzione: per capire cos’è Expo bisogna andarci. Punto. Si può solo dare una vaga impressione della grandezza, della bellezza e della meraviglia di certi allestimenti, ma nulla che uno sguardo non possa esaurire meglio.

Detto questo, trovo che la maggior parte dei racconti profusi sia ben manchevole di un fondamentale aspetto: cosa si mangia a Expo? Dove si mangia? Dovessi andarci per pochi giorni (o addirittura una volta sola) dove mi dirigo?
E qui entro in gioco io, miei cari affamati che dopo aver fatto il Decumano a piedi vorreste solo mangiare un padiglione intero!
Parte la guida del Royal Expo 2015, una sollecitante occasione per condurvi a Rho Fiera e lanciarvi in divine esperienze etniche.

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Iniziamo dalla Corea, la nazione che ha ben saputo coniugare forti messaggi, eleganza, unicità e ottimi piatti.
Il padiglione bianco e nero si staglia in mezzo a mille colori con la sua forma minimal che racchiude secoli di tradizione: entrando si compie un percorso attraverso quelli che sono gli errori dell’alimentazione contemporanea con rappresentazioni dell’eccesso, dello spreco e della fame.

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Qual è la soluzione? Il ritorno alle origini e all’uso dell’antica arte della fermentazione nelle secolari giare di terracotta che conservano i cibi a lungo e forniscono nutrimento sempre disponibile, qui rappresentata da performance meccaniche futuristiche e da una stanza in cui decine di vasi si illuminano.

IMG_2431Il percorso è emozionante, le guide eccellenti, l’atmosfera intensa e il ristorante dà il colpo di grazia: cadrete anche voi nelle affascinanti trame coreane, soprattutto quando assaggerete le loro specialità.
In Italia è raro trovare buoni ristoranti coreani, una cucina spesso accostata per sbaglio a quella cinese e giapponese; aggiungete che il menù è lungo e vario, e capirete perché è imperdibile.

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Io ho assaggiato dei croccanti e bellissimi roll con carne e verdure e il Dakgangjeong, uno squisito pollo fritto e intriso di salsa agrodolce, tutto accompagnato da un Lemon Micho Ade una rinfrescante bevanda giallo canarino con aceto e limone, e vi esorto a fare altrettanto.

Se siete particolarmente golosi (e so che è così) vi sarà difficile resistere alla tentazione di comprare qualche ingrediente speciale alla cassa, tra cui la salsa bulgogi. In ogni caso, in approvo.

p.s. tutte le foto sono state scattate con la mia fidatissima Canon G7X, che mai smette di stupirmi e supportarmi.

Di quando scattai mille foto con lo Zenfone

Posted on 22 maggio 2015 by in Milano, Regali Eventi, Son esperienze

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In queste settimane ho fatto uscire la mia anima geek e l’ho lasciata giocare allegramente con lo Zenfone 2, il cellulare Asus sbarcato da poco e fonte di molte soddisfazioni. Lo afferma una che, come già sottolineato, ha avuto mediocri esperienze con cellulari non-iOs spesso costellate da attacchi di nervi ma è anche vero che grazie allo ZenUi sono stata facilitata.
Non posso dire che sia una passeggiata ma raramente ci si abitua nel giro di pochi minuti, soprattutto quando ci si deve confrontare con delle novità e qualità.

ZenUi è un’interfaccia basata sui principi di personalizzazione e intuizione che permette di gestire del tutto gli aspetti visivi (icone, font, tema) e l’utilizzo rapido delle applicazioni.
Sono diventata subito amica del ZenMotion: con un “tap tap” sullo schermo in standby il telefono si accende, con una “C” parte la fotocamera e una “W” fa partire il browser. Se, per esempio, dovete scattare una fotografia al soggetto del secolo che vi sta passando davanti potrete usare quest’ottima scorciatoia. Io ne ho fatto ottimo uso durante una cenetta a Casa Alto Adige, dove meravigliosi cibi mi ruotavano davanti e quando abili mani versavano colate di creme di asparagi o vaniglia sui miei piatti.

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Sul mio Zenfone ho abilitato la funzione “Click and Shot”: mi basta cliccare sullo schermo per catturare il momento con il fuoco che preferisco, ottenendo immagini più dinamiche e vive. Si può anche attivare la Zero Shutter Lag, senza alcun ritardo.
Con la fotocamera principale da 13MP e quella frontale da 5MP si garantiscono ottimi risultati, che aumentano esponenzialmente con altre interessanti modalità (come la Luce Bassa, il Super HDR) e il totale controllo dei comandi, come in una vera macchina fotografica.

Rispetto ad altri cellulari, inoltre, sullo Zenfone ci sono tante applicazioni utili per modificare le fotografie e applicare migliorie ed effetti speciali. Chi ama farsi i selfie adorerà schiarire o uniformare la pelle nonché ingrandire gli occhi (opzione molto asiatica, a ben pensarci).

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Tornando a ZenUi e alle sue potenzialità, a molti incuriosirà SnapView. Si tratta di un tool per dividere lavoro e vita privata, con due profili di accesso e spazi privati per documenti personali e sensibili. Una manna per chi utilizza i telefoni per lavoro (ciao Social Media Manager di tutto il mondo!) da integrare a Trend Micro Security, un antivirus proprietario, e alla Kids Mode.

ZenUi di Zenfone è pensato soprattutto per il web e i social, quindi per la condivisione: con le sue utility si possono condividere facilmente foto, video, musica e documenti (ShareLink), usare il PC per scrivere e copiare link e testi (PCLink) o utilizzare il cellulare per scrivere e controllare presentazioni o contenuti multimediali dal computer (RemoteLink).

La sensazione è quella di avere un piccolo ufficio con sé, potente e multitasking, un assistente tascabile che ti aiuta pure a fare delle belle fotografie nelle peggio situazioni.
Unendo la batteria a lunghissima durata ho trovato un piccolo tesoro.

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La Zizzona di Battipaglia (Salerno)

Posted on 1 maggio 2015 by in Piatti unici, Regali Eventi, Son esperienze, The Royal Comfort Food

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Oggi vi racconterò di come un pezzo di Campania giunse sano e salvo in Lombardia, incontrando una persona dal gran appetito che l’accolse in casa sua e imparò ad apprezzarla al primo assaggio.

Qualche settimana fa mi si presentò la Zizzona di Battipaglia, una meraviglia fatta latticino dal nome pittoresco per la sua inconfondibile forma femminile. Prodotta dal Caseificio la Fattoria, rende al massimo nella giunonica forma da un chilo, perfetta per soddisfare i più appassionati e le grandi tavolate.

Certo, come farle compiere un lungo viaggio e arrivare sana e salva nella mia regal casetta? Abbiamo fatto la prova.

Alla spedizione della mozzarella mi è stato inviato un indirizzo per il tracking online le soddisfazioni della vita: controllare del cibo in viaggio – ed è stata consegnata ai miei portinai. Sebbene sia rimasta una sera fuori dal frigo la qualità non ne ha risentito: era imballata con cura da diversi strati e quando l’ho aperta era ancora molto fresca. Vediamoli.

Il primo era una box di polistirolo quadrata, ben sigillata e protetta, contenente una scatola di cartone spesso con l’inconfondibile immagine della sorridente mozzarella.

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Aprendola mi sono trovata di fronte a un’altra scatola di polistirolo in cui trionfava un sacchetto di plastica ben annodato contenente la mozzarella di bufala immersa nel proprio liquido di governo ancora fresco.

Il vero stupore, il devastante colpo al cuore, il momento del felice delirio avviene però quando si estrae la zizzona e la si posa su un piatto, in tutto il suo fulgido biancore e dolce profumo.

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Ho iniziato a scattare fotografie per mandarle ad amici e conoscenti, pubblicandole su Twitter e facendomi detestare più o meno da tutti, spronata da una sensazione di euforia piuttosto contagiosa.

A tal punto dovete lasciare la mozzarellona a temperatura ambiente affinché diventi ancor più deliziosa. Non abbiate fretta e sarete ripagati. Sì, potete continuare a contemplarla.

Come rovinare tal opera d’arte? La verità è che mi sono fatta pochi scrupoli prima di affondare il coltello e tagliarne una sezione.
La felicità mi ha pervasa, che era diverso tempo che non assaggiavo un prodotto simile, e vi assicuro che non ho avuto molte difficoltà nel farla fuori in pochi, pochissimi giorni – d’accordo, un po’ l’ho offerta anche ai colleghi, che hanno molto apprezzato.

Trovare a Milano una zizzona ed essere sicuri della sua qualità e freschezza non è molto semplice, quindi ringraziamo la tecnologia e i suoi progressi: da ora, via con lo shopping latticino!

La vera Zizzona di Battipaglia ha un comodo e-commerce da cui potete farvi recapitare ogni bontà nei casi di maggior necessità. Mettete che vi svegliate nel cuore della notte con una voglia incredibile di mozzarella di bufala: aprite il sito e ordinatela secondo il vostro appetito. Oltretutto trovate nodini e altre prelibatezze, che non sia mai che rimaniate senza.

Ora manca solo l’estate, da festeggiare con memorabili capresi.

Il pressure test del mio Zenfone 2

Posted on 24 aprile 2015 by in Regali Eventi

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This week a Zenfone saved my life.

Non c’è modo migliore per darvi il benvenuto a un nuovo appuntamento de “La qui presente prova il nuovo cellulare Asus tra mille peripezie, sottoponendolo a rischi e test che manco quello pressure di Masterchef“.

Come alcuni sanno, per svariati motivi mi trovo a girare con diversi telefoni, tipo due aziendali più il mio personale. Mettete che una mattina quest’ultimo muoia, improvvisamente, richiedendo ripristini disperati, l’altro non ne voglia sapere di star carico e il terzo è così orribile e inutilizzabile da farmi saltare i nervi. In ritardo, di fretta e con i nervi a fior di pelle ho preso lo Zenfone e sono corsa a una festa.

Facendo lo slalom sui marciapiedi milanesi ho controllato le ultime email, aperto Facebook, Twitter, Instagram, Instasize, ho preso un tram al volo e chiamato una vicina di casa per risolvere un problema condominiale, poi fatto una ricarica sulla SIM, ricercato il save the date dell’evento, scesa dal tram e di nuovo dribblato i venditori di bastoni per selfie e turisti.

Così sono giunta da Marella, dove è stata presentata una speciale capsule collection di 6 magliette disegnate da Annalisa Beghelli a tema food, associate quindi a diverse ricette dell’Academia Barilla appena in tempo per l’Expo.

E di nuovo: musica, foto, drink, chiacchiere, ciao come stai? Sempre di corsa?, baci, ancora foto, Zenfone pronto e scattante, una panna cotta allo zafferano afferrata al volo, vestiti bellissimi, Whatsapp scatenato e sorrisi, su e giù per le scale del negozio, e via verso altri orizzonti.

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Vi ho trasmesso un pochino di frenesia? Non preoccupatevi, le buone notizie sono due:

1) ho proseguito con un gelato del Gelato Giusto;

2) mi sono accasciata sulla poltrona dell’estetista sotto casa che ha rimesso in sesto mani, piedi e nervi;

3) lo Zenfone ha supportato e sopportato tutto questo indicibile tran tran senza rallentare o crashare, consumando ben poca batteria, mantenendo alte prestazioni e sopravvivendo a graffi e ditate di cibi.

Ho dato un’occhiata alla scheda tecnica: ha un processore 64-bit Quad-core Intel® Atom™ Z3580 fino a 2,3 GHz affiancato dalla potente GPU PowerVR-G6430 e alla più recente versione del sistema operativo Android 5.0 Lollipop; lo schermo è assai sensibile reagisce in 60ms, protetto dal vetro Corning® Gorilla® Glass 3 e con un rivestimento anti-impronte a prova di finger food, per non parlare della luminosità del display da 5,5” con tecnologia TruVivid.

Se ci aggiungiamo una qualità del suono ottima di SonicMaster otteniamo uno strumento eccellente anche per i videogame, realizzando il sogno di ogni nerd di poter giocare ovunque e con alta qualità.
Ecco, su questo ultimo punto sono a posto con la mia quotidianità, che mi pare già abbastanza caotica.

Morale: pressure test, superato!

Di gelati e Fuorisalone

Posted on 17 aprile 2015 by in Dolci, Lombardia, Milano, Regali Eventi

Jpeg

In questi giorni ho portato il mio amico Asus Zenfone 2 a spasso con me, promettendogli un’overdose di calorie e Salone del Mobile. Lui ha accettato la sfida forte della sua batteria interminabile, 3000mAh di gioia che consente 28 ore di conversazione e 13 giorni di stand-by, roba che se dimentichi l’iPhone per un giorno lo trovi spento mentre lui ti aspetta come se niente fosse.
Torna il mito dei vecchi cellulari, quelli con le cover intercambiabili e le antenne più alte della mia testa, che di sicuro non erano “smart” ma non ti abbandonavano mai nel momento del bisogno.

L’ho caricato e sono uscita per degustazioni, mostre condite di cocktail, happening, inaugurazioni e party di diverso genere, situazioni in cui bisogna avere un terminale affidabile per scattare foto, caricarle subito sui social, mandare messaggi su Whatsapp, rispondere a chiamate e geolocalizzarsi ogni tot e che non mostrasse segni di cedimento dopo 3 o 4 ore. La prova “Fuorisalone”, insomma.

JpegPer testare la batteria ho preferito uscire con una carica al 100% e, avendo poco tempo, la tecnologia BoostMaster è stata provvidenziale: in meno di 40 minuti ha ricaricato il cellulare dal 40% al 100%. A conti fatti, in meno di un’ora si guadagna il 60%. Sapete quelle situazioni assai moderne in cui tutti, al termine di una lunga giornata, cercano una presa di corrente per rivitalizzare la propria vita sociale o dar cenni di vita? Lo Zenfone 2 si distinguerà per l’estrema velocità, e non vi costringerà a stare attaccati al cavo per ore, sospirando perché non era comunque abbastanza.

JpegCosì io e lo Zenfone abbiamo fatto un giro per le 5Vie iniziando dalla stupenda Santa Marta, piena di cortili interni che lasciano a bocca aperta, con casette, tralicci, portici inaspettati e la voglia di non andarsene più. L’ho testato arduamente scattando più fotografie possibili, tenendolo sempre pronto per email e tweet, chiacchierando con gli amici lontani e attivando le mappe per capire le strade migliori. Soprattutto quando mi è venuta un’incredibile voglia di gelato.

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In situazioni molto affollate altri telefoni mi hanno totalmente lasciata in panne, e questa volta non parlo solo di batteria: occorre che anche la connessione sia stabile, e questo cellulare Asus offre rete 4G, Bluetooth 4.0, NFC e una velocissima rete WiFi 801.11ac. Per una volta, quindi, non ho avuto difficoltà a cercare una gelateria nei paraggi e attivare il navigatore per raggiungerla.

Jpeg Sono quindi capitata da Vanilla Milano. Avete presente il caldo che ha travolto la città nei primi giorni del Salone? Allora capirete il perché di questa fresca voglia.
Vicino all’affascinante Castello Sforzesco e al teatro del Verme, è presa d’assalto per lo più da business men, appena fuori dai circuiti turistici. Assaggio i gusti pistacchio e bacio, trovando il primo molto intenso e il secondo particolarmente noccioloso, forse un pizzico troppo dolci ma vitali per suscitare buonumore.
Le materie prime sono di qualità ma la consistenza non mi convince pienamente, rimanendo troppo ghiacciato in diversi punti. Una soluzione comunque interessante, vista la zona e la bellezza del locale, curato e femminile.

Ah, com’è finita con la batteria? Mi sono dovuta davvero impegnare per farla cedere, e ha superato le mie aspettative.

Le mozzarelle di Obicà (Milano)

Posted on 14 aprile 2015 by in Lombardia, Milano, Piatti unici, Regali Eventi

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Miei simpatici e adorabili ingordi,

la settimana parte benissimo. Sto per risolvere di nuovo un problema epico, uno di quelli che affligge la maggior parte delle persone che abita a Milano o ci viene in visita e si ritrova nella perniciosa situazione del non sapere dove pranzare, cenare o fare un aperitivo in zona Duomo, cioè nel centro del centro della città (ne avevo già parlato qui).

Non so per quale motivo (il più accreditato è “i neuroni in sciopero”) non ne abbia mai parlato ma son pronta a rimediare. L’occasione è stata una cena in cui ho cucinato.
Sì, io ho cucinato, e c’ho pure le fotografie che lo testimoniano.

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Mi vedete sulla sinistra, con tutti i piattini pronti e addirittura un grembiule addosso? Vi confermo che quella sono io, e che quello sullo sfondo è proprio il Duomo di Milano.
Un altro ottimo motivo per visitare questo Obicà è proprio la vista: difficilmente vedrete i suoi meravigliosi pinnacoli e gli incredibili dettagli più da vicino, e potrete pure accompagnarci qualcosa di buono da mangiare.

Forse lo conoscevate con la “K” al posto della “C”. Ecco, sappiate che è lo stesso posto; semplicemente la volontà di risultare ancor più appartenenti all’Italia ha prodotto questo intelligente cambiamento – insieme a un nuovo logo.

Cos’ho preparato? Un piatto di stuzzichini di facile presa, monoporzione e fortemente contrastanti tra il dolce e il salato, proprio come piace a me: ho unito un classico prosciutto ai fichi, pomodori secchi e mozzarella intensa, dei rettangoli di blu di bufala a dei datteri (“un sushi di formaggio”, si direbbe) e fichi con mozzarella e capperi, con un filo di miele di api nere per dare un’ulteriore virgola lussureggiante.

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Soddisfatta del mio operato, lo son stata ancor più quando l’ho assaggiato.
C’è da ammettere che quando le materie prime sono buone chiunque può creare un piatto lodevole, ma la mancanza di opzioni dolci/salate nel menù mi ha fatto pensar di non aver creato qualcosa di così scontato.

In ogni caso, ancor più felice sono stata quando mi si è parata davanti questa.

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Trattasi di una mozzarella di bufala da un chilo, giustamente tolta dalla sua acqua di governo e lasciata a temperatura ambiente fino a renderla incantevole.

Obicà si fornisce presso grandi produttori – i pomodori di Petrilli e quelli di Casabarone, il prosciutto di nero dei Nebrodi di Agostino, la pasta Gentile – e fa giungere le mozzarelle dalla Campania ogni due giorni. Queste opere d’arte, prodotto di mungitura, cagliatura, filatura e mozzatura (da cui il nome) vengono degustate dal personale del ristorante e approvate o rinviate al mittente dove presenti eventuali imprecisioni.
Pensate, al mondo c’è qualcuno che per lavoro deve assaggiare la mozzarella. Io mi sono offerta volontaria.
Nel menù la trovate nelle versioni “Delicata“, “Intensa” e “Affumicata“, circondata da stracciatella, burrata e trecciona.

Quindi prendete qualche amico e provate la degustazione per scegliere la vostra preferita, ancor meglio se accompagnata da una pizza da dividere (e qua io consiglio quella con la stracciatella) preparata con la farina Petra del Molino Quaglia.
Al resto ci penserà la gentilezza del personale, la vista mozzafiato e un calice di vino.

p.s. non stupitevi nel trovare Obicà in molte altre nazioni: come si fa a resistere ai suoi mozzarelloni?

Dove
Obicà
La Rinascente Food Hall
Milano