28 June 2017
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La regal playlist e Libratone

Posted on 6 dicembre 2016 by in La Regal Assaggiatrice, MetalFood, Regali Eventi

libratone4Qualche tempo fa sono tornata a casa dopo una giornata travolgente, tosta, terribile.
Ho lanciato le scarpe attraverso la camera come se fossi un’atleta olimpica, aperto il frigo con abile mossa, stappato una birretta praticamente solo col potere dello sguardo, assaporato un lungo sorso e, sospirando, acceso un po’ di musica e mi son messa ai fornelli.
E voilà, è stata la svolta.

Da quel momento, in cui ho associato una “Supersonic” degli Oasis a un risotto con bourbon e speck, ho raffinato e arricchito questo regale rito, rendendolo molto liberatorio e necessario.
Sì, potete immaginarmi come una pseudo Bridget Jones che si sbraccia per casa armata di mestolo: dopotutto c’è chi in casa balla, c’è chi canta e chi, come me, s’approccia alla cucina con la delicatezza di Attila, consapevole di non esser osservata né giudicata da nessuno se non dalle pentole.

Da lì il passo è stato ancor più breve ed è nata una Regal Playlist, ovvero una sequenza di canzoni altamente folleggianti che non consentono ad anima viva dotata del minimo senso di ritmo di rimanere ferma.
E, soprattutto, è giunto il Libratone Zipp, che ha sostituito una cassa bluetooth dal suono mediocre e perennemente attaccata alla corrente.libratone2Il Libratone Zipp è uno speaker wireless ricaricabile (ha un’autonomia di 10-12 ore).

Esteticamente minimal e adorabile, è dotato di cover intercambiabili per adattarsi a ogni stato d’animo o arredamento (tipo che si abbina in modo eccellente al mio teschio-soprammobile).
La caratteristica che, ovviamente, mi ha più commossa è la qualità del suono: lo ZIPP è dotato di tecnologia acustica FullRoom™ e trasmette le onde sonore in tutte le direzioni della mia (piccolissima) casa. 

Grazie alla più che pratica maniglia è portatile, e ha trovato la sua collocazione naturale su una mensola o, ancor meglio, sopra al frigorifero (il centro nevralgico di casa mia).
Si comanda facilmente grazie a una ghiera touch presente sulla parte superiore e all’app proprietaria, con cui si può scegliere la modalità di connessione, Wi-Fi o Bluetooth. Mentre trovo quest’ultima perfetta per le playlist create sull’iPhone, il Wi-Fi è eccellente per accedere su Spotify, dove ho raccolto la delirante selezione musicale che accompagna i miei momenti in cucina:

 

Così ho abbinato un Reflektor degli Arcade Fire a un pollo thai col latte di cocco, una Breezeblocks degli Alt-J a dei zucchini noodles, David Bowie a un’insalata esotica, gli Interpol al brasato col vino rosso, i Kaiser Chiefs a una tagliata di pesce spada alla griglia, i Depeche Mode a litri di suadente cioccolata in tazza.
Se avete suggerimenti, integrazioni imprescindibili, consigli musicali che riescono nell’arduo compito di distendere i miei nervi mentre mi prodigo ai fornelli, son ben accetti.
Nel mentre ditemi che anche a voi, talvolta, capita la stessa cosa.

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L’Alcatraz, Elisa e una Canon G7X

Posted on 15 dicembre 2014 by in Lombardia, MetalFood, Milano, Regali Eventi

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Attenzione! Oggi torno all’arrembaggio in modo improvviso e inaspettato rispolverando uno dei temi che più preferisco ma finora poco approfondito: “Dove mangio quando vado ai concerti?”.
Signore e signori, torna il post del “Metal Food”, una piccola guida ridanciana per non farvi morire di fame mentre andate ad ascoltare i vostri beniamini.

Dopo Assago è giunto il momento dell’Alcatraz, dove recentemente ho visto il concerto di Elisa – e dico “visto” perché è stato il senso protagonista della mia serata.

E qui parte un’ulteriore premessa.
Quest’estate è accaduta una tragedia: la mia decennale compagna di mille concerti, viaggi e lieti eventi è stata travolta dall’acqua delle cascate del Niagara e ci è rimasta male. Sì, l’adorata macchina fotografica Canon S5IS ha pensato bene di dirmi un “Ma tu sei pazza a portarmi pure qua” non accendendosi più. Eh, c’aveva pure ragione, sebbene avessi fatto di tutto per proteggerla.
La mestizia è stata spazzata via dalla provvidenziale chiamata di Canon, che mi ha arruolata per provare la G7X. Visto che al tempo che fu mi ero molto interessata a uno dei suoi avi – la G10 – è giusto parlare di “destino”.
Forse mi conoscete solo come una divoratrice di tavole imbandite e leccornie ma dietro questo cuore di burro si nasconde una feroce appassionata di arte, comprese la musica e la fotografia. Se la prima è stata la mia professione (in un passato quasi remoto) e continua a essere la forza motrice delle mie giornate, la seconda è radicata dall’infanzia grazie a parenti estremamente devoti a macchine e rullini, impegnati a catturare le loro interpretazioni di città e luoghi lontani.

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Non sarò un’esperta, non sarò la nuova McCurry e non credo di possedere la capacità di notare una composizione perfetta ma, in modo altrettanto certo, per me fotografare ha un significato che si esprime pienamente nei concerti.
Mi piace fissare in modo pienamente definito l’espressione di quello che ritengo un mito che sta lassù, sul palco, quasi divino e irraggiungibile.
Mi piace riuscire ad avvicinarmi a questi personaggi come se fossi lì, di fianco a loro, e potessi toccarli.
Mi piace tenere un ricordo sensibile e chiaro del momento e dell’occasione, che ho sempre l’impressione di correre troppo e non riuscire a ricordare i dettagli.
Mi piace quasi quanto adoro mangiaree ho detto tutto!

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Quindi, tornando ai nostri problemi di stampo alimentare, mi lancio nella disanima di tutto ciò che si trova nei dintorni dell’Alcatraz per aiutarvi a sopravvivere:
Vulkania
Pizzeria che si distingue per un’anima partenopea e, tra le proposte, le pizze ovali cotte e presentate su pietra. Io ne ricordo vivamente una con capperi, acciughe, olive e mozzarella: squisita, ma per tutto il concerto ho patito una sete che manco il deserto. Orientatevi su qualcosa di più fresco e tenetelo in considerazione: a mio parere è la soluzione migliore (sempre che vogliate mangiare alle 19);
Mexicali
Mettete che avete solo mezz’ora e mangereste l’universo: questo posto fa per voi, col suo buffet mexican-italian style. La qualità non è il punto di forza, ma nemmeno lo svenire in prima fila;
Baretto dell’Alcatraz
Ok, parliamoci chiaro: questo è solo per i casi di estrema emergenza. Provvede panini e focacce varie dal costo alto e dalla soddisfazione bassa. Se siete arrivati in ritardo e non potete fare altro, sgominate la folla e tentate
McDonald dietro l’angolo
Io questo ve lo segnalo soprattutto per procacciare una bottiglia d’acqua dopo il concerto, quando avrete la bocca secca dal troppo cantare/gridare e non potrete tornare a casa senza rimediare.

Tu con cosa ti sei nutrita?, chiederete voi.
Ecco, miracolosamente per una volta sono riuscita a mangiare prima di avviarmi all’Alcatraz: tramezzini, panini, croissant salati, quiche e bigné hanno fatto la mia felicità e fornito il sostentamento necessario.

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Detto questo, parliamo di Elisa.
Io l’avevo vista nel lontano 2007 in piazza a Faenza durante il suo tour acustico: un’esperienza che mi aveva lasciato la voglia di sperimentare la sua leggendaria energia.
Appunto, all’Alcatraz non si è risparmiata: la sua potenza vocale, la sua precisione, il saper chiacchierare con il pubblico e coinvolgerlo in ogni canzone, il ballare e correre su e giù per il palco rivelano un’artista rara e sensibile, una performer perfetta e una persona adorabile realmente contenta di trovarsi lì, in quel posto, con quelle persone.
La scaletta è stata lunga e corposa, ricca di successi recenti e classici, ed è quasi stupefacente rendersi conto di conoscere ogni canzone a memoria.

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Catturare tutta questa vitalità nelle fotografie non è stato semplice – anche per la distanza dal palco – ma la G7X ha delle qualità sorprendenti (soprattutto per me che ero rimasta a macchine di 10 anni fa!): lo scatto al tocco dello schermo, il rapido scorrimento delle foto, la connessione immediata col cellulare per il download – ho scaricato subito una fotografia e l’ho caricata su Instagram in poco tempo.
La gestione dei campi e degli spazi è facile e interessante: lo sfocato sottolinea il senso dell’immagine.

Possiede le impostazioni manuali: è quindi perfetta sia per imparare sia per utilizzarla secondo preferenze e stile. Per non parlare di comodità e leggerezza: è uno strumento piccino ma solido, fatto da ottimi materiali, che trasmette sicurezza e professionalità.
Evoluzioni rivoluzionarie, altro che scatto tristissimo col cellulare: l’esser maneggevole permette di portarla in borsa senza perdere una spalla o la schiena, ed è così minuta che non darà troppo fastidio a coloro che sono dietro di voi ai concerti – a meno che non siate alti quanto me, e in questo caso non c’è rimedio.
Qua vedete una selezione di miei scatti: sarebbero molti di più, ma credo siano rappresentativi di ciò che intendo per fotografare la musica: nitidezza, ricordi, emozione.

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Sono pronta per molte altre avventure, e non vedo l’ora di sperimentare my new baby anche a tavola: credo che sui macro mi darà tanta soddisfazione.

p.s. un grande grazie a Canon e alle mie tre compagne di avventura, Camilla, Valentina e Francesca: oltre a condividere la Canon G7X abbiamo mostrato una egual resistenza fisica ai concerti, ed è stato meraviglioso.

MetalFood: l’Estragon (Bologna)

Posted on 1 marzo 2012 by in Bologna, Emilia Romagna, MetalFood

Amici del rock, del metal, del pop, dell’indie, della techno, della mazurka e della lambada (…), torna oggi la rubrica MetalFood, quella in cui la sottoscritta – qual grande amante di concerti – vi consiglia cosa mangiare e dove nei pressi dei locali più famosi per non lasciarvi a digiuno e con uno stomaco così brontolante da soppiantare il cantante di turno facendo pensare “Uhm ero venuta a sentire Dente, non la fiera del growl“. Non so se mi spiego.

A Bologna uno dei posti più celebri in cui ascoltare il vostro idolo, perdervi in danze folk o scoprire nuovi talenti è l’Estragon che, come alcuni sapranno, sorge nel nulla più totale, nella desolazione di asfalto e fango che è il Parco Nord.
Come soddisfare il vostro giustissimo appetito, come? La vostra regal assaggiatrice vi illumina.

Innanzitutto, poniamo il caso che abbiate poco tempo: il concerto inizia alle 21, voi dovete raggiungere il posto in qualche modo e quindi non c’è spazio per la cena da quindici portate e l’ammazzacaffè. Come risolvere? (altro…)

Forum d’Assago, istruzioni per l’uso (Milano)

Posted on 29 novembre 2011 by in MetalFood, Milano

Voi non lo sapete, ma in principio questo blog doveva chiamarsi “MetalFood“, e ci sarebbe stato un ottimo motivo che mi appresto a spiegarvi (ciao Chiara, mia metal-sostenitrice).
Avete presente quando andate a eventi, festival, concerti (e chi più ne ha più ne metta) e vi ritrovate a mangiare panini di polistirolo o, se siete fortunati, di plastica biodegradabile?
Se siete della categoria “Porchettarogiammai!” probabilmente mangerete a casa, vi organizzerete con qualcosa di genuino, ma come fare se invece non ci avete pensato, o i suddetti eventi durano ore e giorni, e siete obbligati ad assaggiare la “cucina” del posto? Orrore e tragedia, no? Beh, talvolta sì, altre meno.

Esempio: la pizza che sfornano d’estate al Magnolia non è niente male (e al 70% avrete la possibilità di mangiarla al fianco di Carlo Pastore. Ah no?!).
Il chiosco della Lunetta Gamberini a Bologna è immancabile, così come la piada salsiccia e cipolla in combo con la birra durante una partita di football americano (ciao Fulvio!).
Il porchettaro che si trova all’Estragon (sempre Bologna) ormai mi conosce per nome.

Insomma, MetalFood doveva dare tip anche sul meraviglioso e untissimo mondo del junk food d’assalto, del panino trucido a cui non si può sfuggire, una guida sul peperone alla piastra più gustoso, intervallati da piatti seri.
Perché non farlo comunque? La regina Elisabetta sarà pure andata a vedere i Beatles quand’era giovane, quindi avrà dovuto affrontare il problema.

Vogliamo iniziare con qualche consiglio sul Forum di Assago, luogo di totale perdizione culinaria, nel senso che trovare qualcosa sufficientemente consigliabile è una sfida? (altro…)