20 October 2017
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Notizie dal fronte

Posted on 1 settembre 2017 by in La Regal Assaggiatrice

estate2017Mettiamo nero su bianco qualche considerazione di una primavera e un’estate piene di rivoluzioni e libertà.

Ho i capelli lunghi, sempre più lunghi e non so bene che farci.

Son abbronzata come non accadeva dal 2004, grazie alle spiagge della Sardegna, delle Marche e a quella perla che è Levanto. estate2017_bHo qualche chilo in meno, sebbene durante le vacanze abbia abbondato di vincisgrassi, costine, pizza e vizi.

Son diventata la più grande consumatrice di Varnelli (senza ghiaccio) e Fernet Branca (con).

Ho realizzato che se le persone ti deludono in qualche modo l’unica cosa da fare è crucciarsi il meno possibile e lasciarle andare.estate2017_fHo capito che ciò che nasce tondo non può diventare quadrato, così come chi nasce bolognese non può diventare milanese (ma aspira sempre a un certo grado di torinesità).

Contemporaneamente, meglio non negarsi nulla a prescindere e perseverare. Da qui il pilates (tutto ok) e il crossfit (da riprendere con calma) che si aggiungono allo yoga, al running e a una breve parentesi col sup. Qualche anno fa si sarebbe gridato al miracolo, per tutta quest’attività.estate2017_dHo letto dei libri belli, bellissimi, uno fastidiosamente fantasticoun classico moderno, uno che mi ha lasciata interdetta e un altro che a tutti sta piacendo alla follia, ma che a me non ha convinto del tutto, nonché ripreso tutta l’opera di Amelie Nothomb. In francese.

Dopo le mode, mi sono definitivamente stancata delle “cose”. Perché pur conoscendo bene i meccanismi per generare bisogni inutili nelle persone, non riesco a non esserne colpita. Quindi no, quell’ennesimo vestito di Zara non mi serve (ma quanto sarebbe carino) (no, allontanati da me!) (vestito di Zara…) (ARGH!). Da qui il bisogno di liberarmi del superfluo (già ne avevo accennato l’anno scorso), e il futuro impegno a farlo tramite regali & reselling (Depop, arrivo).estate2017_cE per quanto riguarda l’inespugnabile passione per tutto ciò che è commestibile?

Ecco, abbiamo passato momenti migliori, ma quelli peggiori son quasi alle spalle.

Risveglio il palato a suon di gelati squisiti e manicaretti preziosi, riordino le idee e mi accorgo di voler scrivere di più e di Estonia, Polonia, Spagna, ma ci stiamo arrivando.estate2017_eCosì come sto giungendo alla conclusione della questione “celiachia“, che forse è un’intolleranza o chissà che, ma qui saranno gli esperti a parlare.

E per ora è tutto, direi.
Al prossimo dispaccio – maggiormente gastronomico, s’intende.
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La regal playlist e Libratone

Posted on 6 dicembre 2016 by in La Regal Assaggiatrice, MetalFood, Regali Eventi

libratone4Qualche tempo fa sono tornata a casa dopo una giornata travolgente, tosta, terribile.
Ho lanciato le scarpe attraverso la camera come se fossi un’atleta olimpica, aperto il frigo con abile mossa, stappato una birretta praticamente solo col potere dello sguardo, assaporato un lungo sorso e, sospirando, acceso un po’ di musica e mi son messa ai fornelli.
E voilà, è stata la svolta.

Da quel momento, in cui ho associato una “Supersonic” degli Oasis a un risotto con bourbon e speck, ho raffinato e arricchito questo regale rito, rendendolo molto liberatorio e necessario.
Sì, potete immaginarmi come una pseudo Bridget Jones che si sbraccia per casa armata di mestolo: dopotutto c’è chi in casa balla, c’è chi canta e chi, come me, s’approccia alla cucina con la delicatezza di Attila, consapevole di non esser osservata né giudicata da nessuno se non dalle pentole.

Da lì il passo è stato ancor più breve ed è nata una Regal Playlist, ovvero una sequenza di canzoni altamente folleggianti che non consentono ad anima viva dotata del minimo senso di ritmo di rimanere ferma.
E, soprattutto, è giunto il Libratone Zipp, che ha sostituito una cassa bluetooth dal suono mediocre e perennemente attaccata alla corrente.libratone2Il Libratone Zipp è uno speaker wireless ricaricabile (ha un’autonomia di 10-12 ore).

Esteticamente minimal e adorabile, è dotato di cover intercambiabili per adattarsi a ogni stato d’animo o arredamento (tipo che si abbina in modo eccellente al mio teschio-soprammobile).
La caratteristica che, ovviamente, mi ha più commossa è la qualità del suono: lo ZIPP è dotato di tecnologia acustica FullRoom™ e trasmette le onde sonore in tutte le direzioni della mia (piccolissima) casa. 

Grazie alla più che pratica maniglia è portatile, e ha trovato la sua collocazione naturale su una mensola o, ancor meglio, sopra al frigorifero (il centro nevralgico di casa mia).
Si comanda facilmente grazie a una ghiera touch presente sulla parte superiore e all’app proprietaria, con cui si può scegliere la modalità di connessione, Wi-Fi o Bluetooth. Mentre trovo quest’ultima perfetta per le playlist create sull’iPhone, il Wi-Fi è eccellente per accedere su Spotify, dove ho raccolto la delirante selezione musicale che accompagna i miei momenti in cucina:

 

Così ho abbinato un Reflektor degli Arcade Fire a un pollo thai col latte di cocco, una Breezeblocks degli Alt-J a dei zucchini noodles, David Bowie a un’insalata esotica, gli Interpol al brasato col vino rosso, i Kaiser Chiefs a una tagliata di pesce spada alla griglia, i Depeche Mode a litri di suadente cioccolata in tazza.
Se avete suggerimenti, integrazioni imprescindibili, consigli musicali che riescono nell’arduo compito di distendere i miei nervi mentre mi prodigo ai fornelli, son ben accetti.
Nel mentre ditemi che anche a voi, talvolta, capita la stessa cosa.

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I 5 consigli “food” del rientro

Posted on 28 settembre 2016 by in La Regal Assaggiatrice

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L’aperitivo de Il Bar della Rinascente

E così, dopo solo due giorni dal rientro a Milano, nel mio cervello è scattato qualcosa. Più precisamente si è accesa l’insegna del “E mò basta!“, con tanto di campanellini e luci a intermittenza in stile circo.

Basta a che? Al troppo che stroppia, al chi troppo vuole nulla stringe, all’eccesso di informazioni, comunicazioni, situazioni, al logoro e noioso che spesso invade senza chiedere permesso.

Sì, il viaggio in Cina ha prodotto effetti di un certo grado – provate l’ebbrezza di rimanere consapevolmente senza internet (la gioia!) e senza comodità (ciao acqua corrente) per qualche giorno e mi saprete dire – che mi hanno condotta al voler puntare su meno e meglio. Sconvolgente e necessario.
Giacché diverse faccende e vicende stavano contaminando proprio ciò che mi piace più al mondo – mangiare – ho preso dei provvedimenti, cinque piccoli escamotage per togliere, levare, respirare, che il mondo digital sa essere tanto gioioso quanto opprimente, soprattutto se preso a dosi massicce. Li condivido con voi, amici della dispensa. Metti mai che siano davvero utili:

1) Newsletter: “Unsubscribe” di massa
Che siano o no a tema “food”, c’è niente di più fastidioso delle newsletter che “parlano” a una massa indistinta e a cui non ricordate nemmeno di esservi iscritti.
Ho usato unroll.me per una prima scrematura e continuo ogni giorno nella rimozione spietata. Non ne sentirò la mancanza e il non dover perdere tempo mi rallegra;

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L’aperitivo di oTTo

2) gli Eventi
Qui applico una regola (o tegola, come suggerisce il correttore automatico) generale: se un’occasione si chiama proprio “evento” probabilmente non mi interessa.
Si tratta di una cena? Chiamala cena! Presentazione? Scrivi presentazione! Aperitivo, blog tour, conferenza stampa, scampagnata, raduno, ritrovo, spaghettata di mezzanotte, corso, lezione, olimpiade? Dillo!
Inoltre, con le dovute eccezioni, basta “showcooking”. Posso assicurare che non cucinerò mai nulla che ho visto preparare da uno chef magari estremamente capace (cosa che io non sono) che magari preferire conoscere meglio tramite due chiacchiere.
Infine se un “evento” dura più di due ore senza un motivo valido io lo chiamo “rapimento”.
Meglio una cena con gli amici.

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La meravigliosa tavola di @TheFoodorialist

3) Più posti del cuore, per favore
Diamo uno stop deciso alle mode passeggere anche nella ristorazione e fermiamoci, lasciamoci conquistare dai luoghi, dai sapori, dalle persone. Riscopriamo il piacere di quei posti sicuri in cui sentirsi a casa, un porto sicuro della pace dei sensi. Tipo Risoelatte, che in brevissimo tempo mi ha rapito il cuore (e di cui parlerò prestissimo, lo prometto)

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Risoelatte (Milano)

4) Il decluttering della credenza
Sto facendo un esercizio: affrontare la mia dispensa in modo metodico, cucinando e mangiando cibi per lo più strani che magari tenevo lì per occasioni speciali. Meno sprechi, meno spazio occupato, meno noie.

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Insalata di avocado, uova sode, pomodorini, taleggio e mandorle

5) Vecchie e nuove letture
Mettete dei nuovi blog nel vostro RSS reader. Rimuovete quelli senza carattere o chiusi da tempo immemore e date linfa vitale alle vostre giornate. Ultimamente io non posso più fare a meno di:
Paleo alla Milanese, nato da un esperimento positivo di Andrea, uno dei più interessanti sul tema alimentazione;
Minimoblog, dove il decluttering regna;
Foodie Meetup, con la loro freschezza e le meravigliose foto.

Sì, lo so che parlare di “rientro” a fine Settembre è un po’ fuoriluogo ma rimettere le priorità al proprio giusto posto non ha alcun limite. Soprattutto se si parla di cibo.

I 10 Royal Must-Eat del 2015

Posted on 30 dicembre 2015 by in La Regal Assaggiatrice

Ristorante Berton

Siamo giunti a fine 2015? Sì!
Vogliamo far la conta delle calorie trangugiate? No, sappiamo già che son troppe.
Abbiamo preparato tutti i buoni propositi per il 2016? Più o meno, e a questi non possono mancare quelli riguardanti ciò che più ci piace fare: mangiare.

Lasciamo quindi quest’anno dispari con qualche riflessione e consiglio iniziando dai “10 Royal Must-Eat del 2015” e proseguendo con delle anticipazioni, ovvero “Prossimamente su queste tavole” e i “Regal Promemoria”.

I 10 Royal Must-Eat del 2015
Il Riso Cozze e Patate de I Tre Cristi (Milano
Può un piatto essere tanto gourmet quanto confortevole? Il Riso Cozze e Patate reinventato da Lopriore sì.
Grande apertura, ambiente accogliente, servizio impeccabile.

Il vitello tonnato di Trippa (Milano)
Risposta unica e decisa alla domanda “Dove mangio bene a Milano?”. Il vitello tonnato ha fatto storia.

Gelato Giusto (Milano)
Il gelato che mi ha fatto capire cosa deve essere il gelato. Fior di tiglio e fior di menta irresistibili.

I drink del Nottingham Forest (Milano)
Dove il bere diventa arte. Consigliai il cocktail con oyster leaves, rilancio con l’Elixir.

Il Manna (Milano)
Unico rimpianto dell’anno? Esserci andata troppe poche volte. Occorre rimediare e sperimentare.

A Taberna da Rua das Flores (Lisbona)
Quei fichi con mandorle tostate e miele sono il sapore della mia estate, così come le sue specialità portoghesi.

Porto Fluviale (Roma)
Rifugio per cene a tarda sera o metà pomeriggi oziosi, ampio menù, ampia carta dei cocktail, ampio locale.

Il brasato dell’Osteria dell’Arco (Alba)
Continuo a sognare quel brasato, così tenero e saporito.

Il Ratanà (Milano)
L’eleganza di una villetta incastonata tra i grattacieli milanesi in cui regna una cucina solida e gustosa.

I toast di gamberi del Dou (Milano)
Un ottimo asian fusion che si distingue per gli ottimi cocktail e l’alta qualità delle materie prime.

Prossimamente su queste tavole

Contraste (Milano), Tokuyoshi (Milano), STK (Milano), Feitoria (Lisbona), Vila Joya (Algarve), Sarla (Milano), Mantra Raw Food (Milano), Yuzu (Milano), Green Tea (Roma), Il Porteno (Milano), Berton (Milano), Il Four Season (Firenze), Wicky’s (Milano) e così via.
Praticamente assente Bologna, ahimè, se non per Il Marconi: Aurora Mazzucchelli e la sua cucina mi sono rimaste ben impresse sebbene abbia fatto visita a inizio Gennaio.

Regal Promemoria

Potafiori, El Garghet, Seta, Testina, Da Giacomo, … Oh, son tutti a Milano.
Avete consigli?

Per concludere…

Questo è stato un anno che verrà ricordato nei regali annali per la grande propensione verso pietanze che fanno bene a spirito, corpo e palato, nonché per il grande slancio ai fornelli. Un anno in cui si è mangiato assai meglio e in posti molto creativi. Certo, ci sono stati dei passi falsi, ma quelli giusti hanno portato estreme gioie.

E poi viaggi, scoperte, progetti, grandi risate e incontri dove il fil-rouge è stata la verace e viscerale passione per il ben e buon mangiare (e bere).
Auguriamoci che il 2016 continui così.

I 12 Royal Food del 2014

Posted on 29 dicembre 2014 by in La Regal Assaggiatrice

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Mancano un paio di giorni alla fine del 2014 e le classifiche abbondano.

Potrei farne una anch’io ma no, non ce la faccio: dovrei rispondere a domande come “Vuoi più bene alla lobster del Maine o alla pancetta teriyaki?” e non credo di esserne in grado.

Quindi tiro le somme di un anno di pranzi, cene, spuntini della mezzanotte e di metà mattinata, colazioni e comfort food elencando le 12 pietanze che mi sono rimaste nel cuore seguendo un ordine cronologico, da Gennaio a Dicembre:

gli gnocchi con castelmagno del ristorante Scannabue (Torino);

la gricia gluten free di Settimio all’Arancio (Roma);

l’hamburger de Al Mercato (Milano);

i noodles di Casa Ramen (Milano);

la chianina di Sapori Solari (Milano);

i mojito del chiosco di Piazza Mentana (Milano);

il pistacchio salato de La Gelateria della Musica (Milano);

la pancetta teriyaki di El Carnicero (Milano);

l’hamburger di Mr Bartley’s (Boston);

le lobster del Maine;

il sushi e il maiale al miele del ristorante malese Asian Fusion (Torino);

il galletto della Polleria 2.0 (Milano).

Che da questa classifica manchi Bologna (mia terra natia) è cosa assai grave, e nel 2015 mi dovrò impegnare.
Altre città di cui voglio approfondire l’offerta gastronomica sono Londra, Istanbul e Barcellona, quindi mi toccherà organizzarmi (come potete immaginare, sono proprio disperata > ironia mode ON).

Non posso però terminare senza ricordare le moltissime esperienze che hanno costellato l’intero anno e mi hanno portata a conoscere nuove realtà, assaggiare diversi sapori e intraprendere imprese mai immaginare (v. il parapendio).
Parlo della visita nella sede di Berlucchi, del viaggio nel cuore della Toscana verso Borgo Lucignanello, la Pasqua alle prese con la Costa Azzurra e la Provenza, l’incredibile esperienza triestina dell’ITS, la memorabile vacanza negli Stati Uniti, il Salone del Gusto 2014, il meraviglioso weekend a Cervinia, la ridanciana tappa a Zurigo e l’arrivo della new baby G7X.

Infine, un doveroso ringraziamento a tutti coloro che hanno supportato e spronato il mio leggendario appetito.
Ai compagni di mille bocconi e alle persone sempre curiose che mi circondano e portano a scoprire quanto più di buono esista al mondo.

Ci risentiamo nel 2015.

Considerazioni sparse su una vacanza di strafogo

Posted on 8 settembre 2014 by in America, La Regal Assaggiatrice

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Un semplice calcolo: se ogni caloria che ho assunto quest’estate equivalesse a un chilometro di cammino avrei potuto girare attorno alla Terra almeno 4 volte.

Detto questo, eccomi tornata dalle ferie più succulente di sempre!
Se siete ancora in viaggio: beati voi.
Se invece condividete la mia sorte: bentornati. Potete star certi che ho raccolto sufficiente “materiale” per crogiolarsi in pensieri stuzzicanti.

Da cosa iniziare? La scelta è ardua, vista la diversità di cucine e specialità assaggiate.
Ho pensato quindi di iniziare con qualche considerazione che intitolerò:

“Ciò che ho imparato durante diciotto giorni tra America e Turchia (con una breve tappa in Canada)”:

– la Turkish Airlines ha veramente un ottimo servizio, e con questo intendo anche il cibo. Una compagnia aerea che portasse i menù, avesse spremute d’arancia e limonata fresche, e servisse pure un dolcino di benvenuto non l’avevo ancora incrociata;

– nel Maine e nella Pennsylvania si mangia bene praticamente ovunque, dal ristorante alla casetta trucida del pescatore;

– Philadelphia, il tuo cheesesteak é quanto di più calorico abbia assunto (e ne sono felice);

– le scelte gluten free sono variegate e particolari;

– un’ora di fila da Shake Shack in Madison Square a New York verrà sempre ripagata;

lobster è “astice”, lobster è “astice”, lobster è “astice”;

– la suddetta lobster intera a 12 dollari è una gran soddisfazione;

– la clam chowder dà assuefazione e ringrazio che la ricetta sia troppo complicata per provarla a casa;

– una visita al Walmart tra le scansie di burro d’arachidi e cheddar può far venire la tachicardia d’entusiasmo;

– il cheddar è la soluzione a molti problemi (ma lo sapevamo già);

– mangia quanto vuoi che poi una corsetta mette tutto a posto (ok, questa è una vana illusione);

-la normalità: “Oggi giuro che non mangio nulla di più pesante di un’insalata… OMG I CUPCAKE AL CIOCCOLATO SALATO COL BURRO D’ARACHIDI!”;

– e poi, quando ordini davvero un’insalata mista è accompagnata da una salsa al gorgonzola a cui non puoi dire di no;

– voglio che il Canada Dry sia importato anche in Italia (Pepsico, mi senti?);

– la varietà di sidri di mela che si trova nei pub e nei supermercati fa impressione;

– le porzioni mastodontiche sono impegnative persino per me;

– ricordarsi di non prendere mai la carne dentro al coccio esplosivo la prossima volta che si torna a Istanbul;

– datemi cascate di sciroppo d’acero canadese;

… e, infine:

cheese fries, siete nel mio cuore (letteralmente, grazie al vostro lieve apporto di colesterolo).

Insomma, non mi sono risparmiata e ho tanto da raccontarvi e segnalarvi, per la gioia del vostro appetito.
The Royal Taster riprende con un solo obiettivo: far brontolare le vostre pance.

6.260

Posted on 2 settembre 2013 by in La Regal Assaggiatrice

20130901-204146.jpg6.260 è il numero dei chilometri percorsi quest’Agosto.
6 gli aeroporti – Bergamo, Stoccolma, Copenhagen, Malpensa, Brindisi, Bologna.
10 le stazioni ferroviarie – Stoccolma, Göteborg, Malmö, Copenhagen,  Cervia, Ravenna, San Lazzaro, Bologna, Milano, Ostuni (quest’ultima senza una mia partenza).

Son passata dal caldo assai notevole del centro Italia al freddo della Scandinavia, e di nuovo a sole e moderata afa nel Salento.

Ho visto più città, borghi e stili architettonici di quanti ne potrei enumerare senza risultare noiosa.
Ho percorso salite a piedi sotto un sole cocente mettendo a dura prova i miei sandalini verdi di puro H&M (test superato), sono rimasta incastrata in un sottomarino in disarmo, ho assistito a uomini che fanno tai-chi nel mezzo degli incroci svedesi e altri che importunano le turiste italiane nel centro della capitale; ho fatto lunghi bagni in una piscina così fonda che persino io non toccavo e fatto altrettanto in mari turchesi; ho visto laghi, montagne e un ponte lungo 8 chilometri tra Svezia e Danimarca che ti da l’impressione di correre sulle acque come un dio.

E soprattutto, ho mangiato così tanto che persino Michael Phelps – il nuotatore dall’alimentazione smodata – avrebbe potuto dirmi “Ué, datti una calmata!.

E’ stata un’estate all’insegna del pesce, della tradizione e del “Troveremo mai delle specialità scandinave?!“, dei numerosi caffè “to go” e di quelli in posticini da ricordare; delle cozze sorprendenti di Stoccolma e di quelle squisite della Puglia; del passaggio da spese molto alte per una cena a un “Panzerotto e Coca a solo € 2,50? Posso abbracciarti?!“, dei ristoranti francesi in Danimarca e del clamoroso brunch-#fail, delle masserie-fortezza in mezzo a campi sterminati di ulivi, di carni succulente, di pasticceria incantevole.

Insomma, sono tornata con una serie pressoché esorbitante di consigli.
E sì, ovviamente vi ho salutato di reali di Svezia e Danimarca: da queste parti mica siamo scortesi.

The Royal Taster ai fornelli per Orticola

Posted on 6 giugno 2013 by in La Regal Assaggiatrice, Primi Piatti, Regali Eventi

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Qualche settimana fa ho affrontato un’altra impresa (che dire, sarà un periodo particolarmente avventuroso): cucinare un piatto sano con metodi ecosostenibili. Praticamente se mi avessero chiesto di invadere la Kamtchanka con solo un esercito di soldatini di plastica verde sarei stata più fiduciosa del buon esito, ma poi mi sono detta: “Ce la puoi fare, sorbole!(che è anche l’urlo di battaglia dei soldati sopracitati) e ho accettato.

Ho insomma partecipato al progetto “Birra scelta naturale” di Assobirra per Orticola 2013, manifestazione del green lifestyle tenutasi a Milano che collegava prodotti sani e metodi di preparazione ancor più salubri a un accompagnamento festoso come la birra.

Anche se non ho potuto presenziare a Orticola insieme agli altri partecipanti non ho potuto esimermi, da gran apprezzatrice della birra qual sono.

Ho ricevuto a casa una scatola contenente sei marche di birra comunemente reperibili al supermercato, un ricettario curato da Lisa Casali di Ecocucina e le istruzioni del progetto.

Ho passato in rassegna le ricette finché non ne ho individuata una che metteva d’accordo una recente ossessione per gli asparagi, una preparazione alla mia portata e un tritatutto/centrifuga da inaugurare: una crema di asparagi con straccetti di burrata.

Quindi ho acquistato tutto il necessario e mi sono messa all’opera cuocendo gli asparagi a vapore, preparando gli straccetti, tritando delle mandorle, frullando i sopracitati asparagi e sconvolgendo quindi tutti gli equilibri del mondo. Io che cucino, e che ottengo un risultato sano e gustoso? Incredibile e soddisfacente.

Infine ho impiattato la vellutata, aggiunto la burrata, le mandorle, un filo d’olio, un pizzico di peperoncino e l’ho accompagnata con una bionda Menabrea, una delle mie preferite.

Ripeterò l’esperimento con altre ricette, promesso. Intanto grazie a Orticola per avermi coinvolta!

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Ringraziamenti e saluti

Posted on 10 dicembre 2012 by in In alto i calici, La Regal Assaggiatrice, Regali Eventi

(no, non me ne vado da nessuna parte. Il titolo potrebbe far fraintendere, ma… beh, leggete e capirete)

Chi mi conosce un minimo sa che posso sforzarmi di essere diplomatica (e dico “sforzarmi” perché non lo sono tantissimo) ma su una cosa sono sincera a livello congenito: il dio “food”.
Non c’è speranza: se una pietanza non mi piace o non mi fa impazzire lo si legge sulla mia faccia, che non si illumina d’immenso; se invece mi esalta mi appare un sorriso ebete, gli occhi iniziano a scintillare che manco fossi uscita da un manga, perdo ogni timidezza e son propensa ad abbracciare il fautore di tal meraviglia. Poco regale, ma vabbé.

Quando ho scritto il post su Zolla14, azienda conosciuta in occasione del Milano Golosa, l’ho fatto travolta dall’entusiasmo e dal voler condividere con tutti la mia “scoperta”.

Ecco, nel momento in cui sono stata contattata dal loro ufficio stampa, che aveva trovato il mio articolo online, per ringraziarmi ero già contenta.
Immaginate quando, ieri sera, ho aperto un omaggio che mi è stato inviato a casa: praticamente saltellavo per casa in preda a un attacco di euforia.

Voglio quindi ancora ringraziare Zolla14 (e in primis Marisa) per la gentilezza e per aver fatto felice una regal foodie, che scrive travolta dalla più genuina passione per il gusto, e che adora imbarcarsi in queste avventure.

E se avete perso il post su Zolla14, lo trovate qui.

p.s. Stamane è praticamente doveroso salutare lo staff di Ecomotori, che ho incrociato questo weekend al Motor Show, e che mi hanno incensata di complimenti molto, molto graditi proprio per questo blog. Grazie!

I ♥ Quadrilatero Unesco

Posted on 13 novembre 2012 by in Emilia Romagna, La Regal Assaggiatrice, Modena, Regali Eventi

Ci sono mestieri per cui si dice che la passione sia necessaria, e che la sua eventuale mancanza si avverta in modo palpabile.

Ecco, questa è la storia di un weekend nel mezzo dell’amore per ciò che si fa ogni giorno, e che si desidera trasmettere, condividere, far percepire sensibilmente a chi arriva e a chi si incontra.
E’ un racconto di valori, lavoro duro, costanza, tradizione radicata in un territorio che qualche mese fa è stato smosso dal terremoto e ne porta i segni, sebbene le persone che si incontrano dicono “Noi siamo forti, mica ci siamo persi d’animo!“.
E’ una piccola testimonianza, la mia, di come spesso sia la semplicità a trionfare.

Parliamo di una sfoglia tirata con impegno e cura, di prodotti come l’aceto balsamico tradizionale che richiedono un lavoro costante di generazione in generazione, di abitanti che vanno a baciare la Ghirlandina (il campanile del Duomo di Modena) subito dopo gli avvenimenti di Maggio per darle la forza di rimanere in piedi, di una festa nel comune di Savigno (c’è anche il prossimo weekend!) che unisce ed esalta panifici, piccole aziende casearie, gastronomie locali, associazioni e rende protagonisti i cercatori di tartufo.

Vedete, è che poi io mi commuovo un po’ di fronte a tutto questo.
Posso essere digital quanto volete, ma quando torno nella mia terra natia e riscopro il dialetto, i borlenghi e i tortelloni, quando rivedo i miei amati colli, quando ascolto come delle piccole realtà siano così tanto intrise di valori, a me viene una profonda nostalgia e provo un’immensa stima.
Perché a Milano c’è il lavoro, ma il cuore è aggrappato ai vicoli stretti e alle case color mattone, ai gesti semplici come il tirare la sfoglia e schiacciare i passatelli, ai ritmi tranquilli e alla manualità, al “far”, al produrre, allo sperimentare attraverso i sensi.

Questa è solo l’introduzione di una serie di racconti che intendo fare sull’esperienza al Quadrilatero Unesco, e che voglio farvi assaporare il più possibile. Siete d’accordo?

So però benissimo che non aspettate altro di sapere cosa son riuscita a mangiare in questi giorni, e non vi deluderò! Il mio pantagruelico appetito ha colpito ancora.

Pronti? Allora:
– alla Piazzetta del Gusto di Nonantola ho preparato i tortelloni (cioè: ho fatto la sfoglia! Il ripieno! Li ho chiusi io, con le mie bolognesissime manine! Se mia nonna mi avesse vista si sarebbe messa a piangere per l’emozione);
– ho fatto i passatelli;
– ho mangiato, dopo anni, i borlenghi;
– i ciacci con la Nutella;
rosette di prosciutto;
lasagne al tartufo;
– il “bensone” (vi spiegherò meglio di cosa si tratta);
– le raviole!;
salumi in quantità;
– i ciccioli, i miei amatissimi ciccioli frolli (se non sapete proprio cosa sono, leggete qua);
– il salame di cioccolato;
– le tigelle con salsiccia tartufata;
– i bruciatini,
… e un cucchiaino di aceto balsamico tradizionale di Spilamberto per finire in bellezza!

Il resoconto, come potete immaginare, sarà lungo e appassionato.
Ho scovato dei posticini adorabili.

In primis però voglio ringraziare chi si è occupato dell’organizzazione, da Claudio di Ketchum a Silvia dell’APT, Geraldine, Mauro, la nostra guida modenese Elena, il simpaticissimo Massimo Rinaldi e la bravissima Elena della Piazzetta del Gusto, le guide del Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto, gli autisti Claudio e Fabio nonché tutte le persone che ho conosciuto e che hanno condiviso con me racconti e passioni.
Un saluto oltretutto a Elena de La cucina di Ely, con cui ho condiviso questo viaggio fatto anche di treni, fotografie, tweet e pioggia.

Insomma, se non si fosse capito, questo weekend è stato meraviglioso.