20 October 2017
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Le kottbullar del Smaka (Goterborg)

Posted on 23 settembre 2013 by in Goteborg, Secondi Piatti, Svezia

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Quando stavo organizzando il viaggio in Svezia uno dei miei pensieri ricorrenti riguardava il quantitativo di polpette che avrei mangiato, stimandole tra le 100 e le 230 e già vedendomi nell’estatico atto di pucciarle nel sugo e nella marmellata di cranberries (mirtilli rossi) esclamando un “IKEA, fatti da parte!“.

Ecco, niente di più lontano dalla realtà: trovare le mitiche kottbullar richiede dedizione e una capacità investigativa che in confronto Sherlock Holmes è una giovane marmotta. Io sul cibo le ho entrambe, ovviamente, e mi sono tanto intestardita da riuscire a procacciarle.

Siamo a Göteborg, la città deserta di Domenica e in cui ci sono individui che fanno tai chi nel mezzo degli incroci.
Lo Smaka è un ristorantino carino in cui si possono assaggiare diverse specialità scandinave: sarete in compagnia di altri turisti che spasmodicamente le hanno cercate, ma è frequentato anche da gente del posto.

Il piatto di kottbullar non delude: se siete tra quelli che vanno all’IKEA solo per mangiarle sarete lieti di sperimentarle nella loro versione originale, altrettanto circondate da salsa e marmellata e accompagnate da un denso puré di patate.
Hanno un sapore autentico, rustico e intenso: fatte di un misto di carni e spezie, appallottolate e rosolate, quando vengono immerse nella salsa fatta col loro sugo, farina e aromi se ne arricchiscono meravigliosamente; una punta di marmellata di mirtilli dona poi quel tocco inaspettato – non storcete il naso e provate! – che vi farà guardare in un altro modo tutti i vasetti di confetture che avete in dispensa; come tutte le polpette, sono un piatto simpatico ed informale, direi rilassante.

Il personale è stato così attento e gentile da rendere la visita ancor più gradita (vi ricordo che in Scandinavia tutti parlano un ottimo inglese), e una birra locale ha completato il tutto (vuoi non assaggiare anche queste specialità?! Ma figurati!).

In breve: Kottbullar, mi avete fatta penare ma meritavate.
E se voi, regali lettori, state meditando un viaggio e volete assaggiarle vi conviene informarvi prima: non vorrei mai che restaste con la voglia.

Dove
Smaka
Vasaplatsen 3
Goteborg

Il brunch di Morena (Berlino)

Posted on 29 marzo 2013 by in Germania, Piatti unici

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Il brunch: questa prassi internazionale del mangiare quello che si vuole quando si desidera, mescolando dolce e salato con nonchalance, giustificando gli abbinamenti più strani con grande eleganza, sonnecchiando dopo una serata di scanzonata allegria, o bisognosi di comfort in grandi quantità.
Lo amiamo in Italia, quindi perché non provato all’estero?

E fu così che durante il nostro recente soggiorno berlinese io, la moglie del dottor commercialista, la Forrest Gump di Brenta e la Panda di Trezzano seguimmo i consigli del santo patrono di tutti gli hipster (scusate, questa la capiranno in pochissimi. Se volete spiegazioni sapere come contattarmi. In privato) e andammo a Kreuzberg, zona adorabile dalle casette basse e colorate, biciclette in ogni dove, botteghe e piccoli ristoranti, che fa tanto “quartiere in cui tutti vorremmo vivere almeno per qualche mese“, e ci rifugiammo da Morena.

Entriamo e pensiamo di essere a Lisbona, con tutte quelle piastrelle colorate, ma l’ambiente fa decisamente “Berlino”: tavolini di legno, un apparente disordine che, in realtà, è ben studiato, avventori giovani che chiacchierano tra smoothie e caffè, spizzicando da piatti ricolmi mentre i raggi di sole filtrano dalle ampie finestre.

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Siamo già un po’ innamorate.

Ci accomodiamo e scegliamo uno dei piatti del brunch (il menù è anche in inglese): io, che come ben sapete mangerei a morsi anche il Monte Bianco (non il dolce: la montagna), opto per la Turkish Breakfast, composta da uova strapazzate con pomodoro e paprika, wurstel speziati a fettine, insalata, pane, burro, feta e olive, accompagnata da un succo di pomodoro.

Se amate i sapori davvero decisi questa scelta fa per voi, ma in caso contrario avete una lunga serie di proposte tra cui scegliere, per soddisfare ogni vostro desiderio: bagel e cream cheese, crepes, salmone, bacon, uova in tutti i tipi, una lunghissima serie di centrifugati, yogurt, frutta, e potrei proseguire ancora.

Le mie uova con pomodorini e paprika erano, in una parola, sferzanti, il pane croccante, olive e feta travolgenti, i wurstel ricchi. Un piatto di lontana ispirazione, adatto ai temerari.

La gentilezza dei camerieri compensa un servizio un pochino lento e caotico, ma niente di insopportabile: dopotutto un brunch ha bisogno di tranquillità e tempi larghi, no?

Aggiungiamoci il free wi-fi e sono sicura che resterete ancor più a lungo da Morena, a crogiolarvi e ispirarvi.
Poi uscite e andate all’East Side Gallery, o verso il centro di Berlino, con un sorriso impresso in faccia e la sensazione che qualsiasi cosa andrà bene.
Ah! il potere di un buon brunch!

Dove
Morena
Wiener Straße 60
Berlino

Le polpette di Bolpetta (Bologna)

Posted on 29 dicembre 2012 by in Bologna, Emilia Romagna, Piatti unici, Secondi Piatti

Bolognesi uniamoci! Stringiamoci per mano e commuoviamoci per l’esaltante e assai intrepida apertura di nuovi posti in cui metter alla prova le nostre papille gustative!
Dicono che sia il periodo peggiore per aprire nuove attività (sai, la crisi, l’apocalisse, le cavallette, la dieta Dukan) ma se mi guardo attorno vedo certi ristoranti così pieni da dover mandar via la maggior parte degli avventori, che entrano certi di trovar posto senza prenotazione e, invece, vengono invitati a recarsi al bancone dell’asporto (con una gentilezza e una pazienza che, va detto, è ammirevole). Se prima si diceva “take away”, ora l’espressione “da passeggio” nobilita il cartoccio, soprattutto se ripieno di succulente polpette.

Avete indovinato: oggi il protagonista è Bolpetta, il regno di quelle rotolanti bontà sotto le Due Torri, di recente inaugurazione ma già preso d’assalto. Il primo consiglio è, quindi, di chiamare per assicurarvi un tavolo.

Cosa preparano?
Polpette di ogni forma e composizione – carne, pesce, verdure, formaggi, persino dolci, per ogni preferenza, gusto, alimentazione o intolleranza – insieme a piatti della tradizione emiliana (“boltellini” – tortellini sferici. Quando li ho individuati sul menù ho inarcato un sopracciglio. Dovrò vederli e provarli -, passatelli, tagliatelle, gramigna – pasta molto estranea ai forestieri) e antipasti di formaggi e salumi.

Amanti della polpetta si nasce, non si diventa: la rotondità giocosa e informale, il suo gusto variopinto, la consistenza facile ne fanno un piatto apprezzato anche dai più piccoli, ma se siete dei puristi del sapore non l’apprezzerete facilmente; cercherete di individuare singolarmente i sapori e non vi godrete l’esperienza.
Uno dei suoi pregi è invece proprio la rilassatezza d’animo, la liberazione dalle analisi critiche, la sublime concessione del poter utilizzare solo la forchetta (volendo!).

Di Bolpetta me ne aveva parlato un’amica conosciuta via Instagram definendolo “da provare”, e alla prima occasione ho chiamato Andrea e ho scoperto che era sulla stessa lunghezza d’onda.

Noi, cresciuti a suon di Lilli e il Vagabondo – che le polpette le mangiavano con gli spaghetti -, non sapevamo mica cosa aspettarci e come orientarci, quindi abbiamo ordinato un “Piovono Polpette“, ovvero un misto delle proposte insieme a sfoglie di patate: il piatto che ci viene portato ne è ricolmo.

Abbiamo assaggiato alcune delle varianti con carne e altre vegetariane, tutte presenti nel menù classico: esiste anche un “menù del giorno” con preparazioni al pesce, ma sinceramente non mi ispirano tanto.
Le polpette erano tutte buone, ma posso darvi un secondo suggerimento? Non ordinate il piatto misto: dopo un po’ non saprete più cosa state mangiando. Quelle col “Cuore Filante” si riconoscono per forza (quasi si alzerete in piedi per staccare il filo di formaggio che continua ad allungarsi!), così come le polpettine di carne in salsa di pomodoro e piselli, ma per alcune direte “… boh! Chissà!“.

Le mie preferite?
Che strano, sono quelle di carne rossa battuta! Se mi seguite da un po’ non l’avreste mai detto, eh? E per chi mi leggesse da poco tempo, devo confidarvi che sono una onnivora molto tendente al carnivoro, quindi… .
Se andate da Bolpetta con amici sforzatevi di ordinare tutti un tipo diverso, e poi condividete: l’esperienza sarà ancor più divertente e vi permetterà di gustare in santa pace e con piena soddisfazione ogni differenza.

Terzo e ultimo suggerimento?
Un bicchiere di Lambrusco è quasi obbligatorio. … Oh, siamo in Emilia Romagna: parliamo come beviamo!

Quindi, abbiamo capito tutto?
Prenotate, andate, ordinate e gustate!
… e ditemi qual è il vostro tipo di polpetta preferito.

Dove
Bolpetta
via Santo Stefano 6
Bologna
Tel. 319 2411209

p.s. questo post è dedicato a Giovanna e Davide che mi hanno gentilmente e per me inaspettatamente inserita nella lista delle 30 persone da seguire su Twitter proprio in quanto istigo la fame in tutte le lande digitali con i miei consigli. Quando passate da Bologna vi porto qui, e se non ci dovete venire recentemente organizzo una carovana e vi conduco pure a mangiare una cotoletta alla bolognese!

Il bagel egg&avocado di California Bakery (Milano)

Posted on 16 maggio 2012 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano

C’è un motivo per cui le mie amiche emiliano-romagnole mi odiano, ed è proprio questo blog: di tanto in tanto racconto le stupefacenti avventure gastronomiche in quel di Milano e loro, buone forchette come la sottoscritta, altro non possono fare che addentare lo schermo e lanciarmi maledizioni, fino a programmare weekend in cui salire e assaggiare più delizie possibili per tornare alle terre natie probabilmente rotolando.

Una delle mete fisse, indiscutibili e imprescindibili è California Bakery, per la sua cheesecake. Vi ho già detto che a New York non ne ho trovate di entusiasmanti, nemmeno andando in posti rinomati? Occorre quindi che la giuria accorra e deliberi.

Però prima del dolce assai bramato, cosa si può ordinare?
La so! La so! Per la sottoscritta non c’è nulla di più buono del bagel egg&avocado.
Non avrai altro bagel al di fuori di me!“, mi ha urlato lui la prima volta che sono stata da CB e ho letto il menù. È stato amore, e vi assicuro che non riesco ad ordinare altro. Vorrei anche sperimentare, provare altro, ma poi non resisto, non ce la faccio, il mio cuoricino foodie si spezza in mille pezzi, e dalla mia bocca escono richieste slegate dalla logica cervellotica.

Oh beh, poco male. (altro…)

Il Lovely Mary di The Bagel Factory (Milano)

Posted on 10 aprile 2012 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano

E infatuazione fu.

In una bella giornata di Pasquetta, quando lo stomaco vaga tra il livello “Se mangi ancora qualcosa io ti stronco” e il “Però c’ho un certo languorino…“, ho visitato per la prima volta The Bagel Factory, rimanendo irrimediabilmente colpita dai loro bagel e dall’ambiente, very american very stylish very yummy.

Andiamo con ordine.

Avevo ovviamente sentito molto parlare di questo nuovo reame della cucina “all’americana”, che contempla specialità difficilmente rintracciabili in Italia, o almeno non preparate con tutti i crismi.
Avevo visto decine di fotografie sui più disparati social network, letto commenti, ascoltato resoconti assai felici di persone molto fidate, ma l’occasione era sempre mancata, vuoi perché non è che frequenti tantissimo la zona, vuoi anche perché il California Bakery nei paraggi attira sempre tantissimo.
Poi, ecco il momento propizio, quello di una giornata in cui ti svegli e giuri di non voler mangiare, per poi pentirtene nel primo pomeriggio e cercare con aria disperata un posto in cui riempire quel piccolo vuoto e soddisfare l’acquolina.

Gustare un bagel – ovvero una ciambella salata ripiena di tutto ciò che si desidera, fondamentalmente – era la soluzione ideale.
Entrata nel locale ho adocchiato il menù/specchio appeso in alto, e ho fatto la mia scelta: il bagel Lovely Mary, perché io all’avocado non so resistere.  (altro…)

La bruschetta de “I matti anni 30” (Romagna)

Posted on 19 marzo 2012 by in Emilia Romagna, La sagra del carboidrato

Non solo di piadina vive il romagnolo, soggetto dai gusti in realtà molto vasti ed estimatore della cucina di un certo livello (di calorie soprattutto).

Tra le mete dei vari assalti mangerecci effettuati con gli amici ce n’è infatti una che mi sta molto a cuore, sia per i bei ricordi sia per ciò che si mangia: la mitica bruschetta.

Perché a noi quella classica con aglio, olio e un pizzico di sale l’apprezziamo, ma se abbiamo la possibilità di sceglierne una più particolare non ci tiriamo mai indietro.
Perché a noi la fetta di pane abbrustolita l’amiamo, ma se è lunga 40, 80 o 120 centimetri e ha la capacità di contenere più “gusti” va anche meglio.
Perché siamo adepti della scuola del liquore dopo il caffè e tra limoncello, bananino e liquirizia siamo felici e contenti.
Perché poi se uno dei gestori è un personaggione fatto e completo mica ci spaventiamo.
Perché se facciamo chilometri su chilometri per raggiungere una di queste bruschetterie un motivo ci sarà.

Parlo delle bruschetterie “I matti anni ’30“, che ormai è diventata una catena della Romagna, con un locale nel centro di Bologna e gli altri tra Forlì e Predappio. (altro…)

La piadina della Baia (Pesaro)

Posted on 8 marzo 2012 by in La sagra del carboidrato, Pesaro

E mentre sui social e sui blog spadroneggia un contest a squadre basato su panini con una crema di formaggio spalmabile che – come ho affermato qui – mi renderebbe appetibile anche una panchina (ma perchè no, una grondaia), io voglio parlarvi di una delizia per cui provo immensa nostalgia.

Come forse qualcuno saprà, ho vissuto a Pesaro per tre anni per studiare presso la facoltà di Comunicazione Pubblicitaria (Università di Urbino) (p.s. sì, quella sulla homepage del sito sono io, il che mi fa un po’ impressione).
In questa città marittima ho fatto diverse interessantissime scoperte di cui ancora non ho parlato, e che non si possono proprio ignorare.

Iniziamo dalla piadina romagnola.
Sì, Pesaro è già nelle Marche ma l’influenza della regione attigua è fortissima.
Ci sono tanti posticini in cui assaggiare una piadina da svenire, ma quello che vi suggerisco è in Baia. Si tratta di un baracchino a cui non dareste un centesimo, ma che vi sorprenderà.

Avvicinatevi e ordinate quanto segue: “una piadina salsiccia, mozzarella, verdure grigliate e maionese“.

No! Non dovete avere la nausea! Fermi! Non chiudete codesta paginetta, lasciatemi approfondire. (altro…)