20 October 2017
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L’hamburger con foie gras del Fatto-Bene (Milano)

Posted on 18 aprile 2013 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano, The Royal Challenge

foto

Vogliamo parlare dell’onomatopea contenuta nella parola “Hamburger“?
L'”ham” iniziale non sembra tanto il momento in cui si apre la bocca e le si avvicina il boccone tanto bramato? “Haaaaaaa…” e poi si sferra il morso, più o meno convinto, al giusto grado di voracità “… Mmm!“. Poi “burgeeer“, il momento della degustazione, il sentite ogni sapore diffondersi sul palato come lieta (si spera!) melodia, tra accordi e sfumature.

E promettendovi che no, non ho bevuto prima di scrivere il paragrafo qui sopra, torniamo a un’ulteriore puntata della ricerca del miglior hamburger milanese!

Capita che, questa volta, vi parli di un locale consigliatomi in primis da Alessandra: quando ne ho letto sul suo blog le mie papille hanno iniziato a inviare comandi alle gambe per muoverle in via Vincenzo Monti (la cosa sorprendente, che occorrerebbe studiare, è che ce l’hanno fatta senza problemi).

Oggi, amanti della carne macinata ridotta a freesbee (), andiamo al Fatto-Bene, nei pressi di Sempione.

L’atelier (come si fa chiamare) è tutto deliziosamente bianco, curato, con tavolini sparsi e un bancone bianco in fondo. Su una parete non si può non notare l’immagine di un cosacco che imperioso grida “HAMBURGER” ma no, non è un suggerimento sul come compiere l’ordinazione: il personale è così gentile che risulta impossibile.

Dopo grandi tentennamenti – le proposte sono molto allettanti – scelgo il “Fatto Bene Burger“: 200 grammi di carne razza fassona piemontese, formaggio asiago d.o.p., germogli di soia erullo di tamburicrema di foie gras.
Ora tu, lettore, dovresti alzarti, chiudere il computer, afferrare l’essenziale (chiavi-occhiali da sole-cellulare-portafoglio) e correre a perdifiato che manco nel video di Papillon degli Editors, entrare e gridare “NE VOGLIO UNO!“.

Sì, crema di foie gras.
Non sentite l’acquolina aumentare a dismisura?

Come accompagnamento trovate delle chips, ovvero sfoglie di patate fritte, del giusto spessore affinché non risultino né inconsistenti né pesanti. Perfette.

Ecco, un appunto: talvolta mi dite che sono crudele a parlare di cibi squisiti a orari improbabili (tipo, di prima mattina), ma sappiate che la mia è un’arma a doppio taglio perché appena rileggerò questa recensione mi verrà voglia di sbranare questo hamburger seduta stante.

Il pane è morbido il giusto, arricchito di semi di sesamo, e si lascia comprimere senza opporre resistenza.
La carne è tritata grossolanamente quanto basta e cotta al punto richiesto (nel mio caso, medio), e se ne apprezza la qualità. E’ sormontata dal formaggio, che l’abbraccia in una irresistibile fusione.
I germogli di soia regalano la sensazione di croccantezza sotto ai denti e di freschezza.
Infine, la crema di foie gras: si percepisce dopo qualche istante, ma vi farà roteare le orbite e esibirvi in “Mmm!” di apprezzamento che si sentiranno fino a piazza Duomo.

Un ottimo hamburger, di splendida fattura e qualità, grande originalità e sorprendente nell’accostamento equilibrato degli ingredienti.

Prezzo medio per questa proposta (€ 16) ma li vale tutti e, nel caso, potete optare per altre soluzioni.

Voto alto, e urge tornarci presto.

Ah, ultimo appunto: fanno anche servizio da asporto.
Pic-nic in Sempione?

Dove
Fatto-Bene
Via Vincenzo Monti 56
Milano
Tel. 02 45471824

L’hamburger di Ham Holy Burger (Milano)

Posted on 7 dicembre 2012 by in La sagra del carboidrato, Milano, The Royal Challenge

E poi ci sono quei posti in cui vorresti andare da mesi ma:
– non sono nel tuo quartiere, né in quello del tuo ufficio, e non ci passi mai;
– trovare parcheggio è quasi impossibile, quindi anche se sei in zona devi rinunciare;
– ne senti parlare da mesi, vedi fotografie su Instagram, tweet esaltati, ma niente, non ti trovi mai al posto giusto nel momento giusto.

Sapete cosa c’è da fare in questi casi?
Affidarsi al destino, al caso, al karma, non pensarci, e l’impresa accadrà spontaneamente.
Tipo che vai a un evento a tema beauty nei paraggi, proponi di proseguire con una cena e ti si accende la lampadina: “Ham Holy Burger!“.
Controlli velocemente se è aperto, chiami e prenoti per un numero casuale che poi si rivelerà perfetto e ti presenti carica di aspettative: dopotutto hai in corso The Royal Challenge, la ricerca del miglior hamburger milanese, e quello ti manca.

Ham Holy Burger è conosciuto per una peculiarità assai geek (… ma quante volte uso la parola “assai” nei miei post? Dovrei fare una conta): si ordina tramite l’iPad a disposizione di ogni tavolata.
Ebbene sì: si scorre la lista, si personalizza l’hamburger, si sceglie il contorno o l’antipastino, il beverage, e si inoltra alle cucine. Facile, divertente, a una nerd come la sottoscritta non può non piacere.

Dopo un minuto spaccato arrivano le bevande, e mentre attendiamo il cibo scorriamo le fotografie scattate con l’iPad/menù dai precedenti commensali, utilizzando tutti gli effetti di PhotoBooth, immagini magari dimenticate ma che fanno sorridere se non ridere.

Il mio ordine arriva: ho personalizzato un Holyburger togliendo cipolla e cetrioli ma aggiungendo cheddar e bacon – perché sono sempre all’insegna della massima leggerezza – e optando per la carne a media cottura. Di per sé comprende anche pomodori e salsa holy, quindi, insomma, è una bomba.
Devo ammettere che il pane non mi ha fatto impazzire: si è leggermente seccato mentre lo gustavo, e non mi sembrava niente di speciale.
Venendo alla carne – 18o gr di razza piemontese, presidio Slow Food – sarebbe da definire succosa, forse un po’ troppo cotta e tritata fin troppo finemente (come ho già detto, io la preferisco grossolana), ma al gusto è indubbiamente piacevole.
Una piccola nota di personale demerito purtroppo va al bacon: per i miei gusti dovrebbe essere croccante, mentre qui è cotto appena e infilato dentro, arrotolato, non molto saporito e dalla consistenza che non aggiunge niente.
Come porzione, come si può vedere dalla foto, è giusto, soddisfacente per il mio appetito, e diciamo che le patatine a sfoglia come contorno risultano un ottimo compendio.

Il giudizio complessivo? Sicuramente positivo (le materie prime sono di qualità, la possibilità di personalizzazione è massima, il gusto complessivo è gradevole), ma sarà il miglior hamburger milanese?
L’iPad/menù, il locale carino (ma sempre molto affollato, dicono), la velocità del servizio sono altri punti di merito.

Sarà da riprovare.
Voi cosa ne pensate?

Dove
Ham Holy Burger
Via Palermo 15
Milano
Tel. 02 875510

L’hamburger di Denzel (Milano)

Posted on 14 novembre 2012 by in La sagra del carboidrato, Milano, Piatti unici, The Royal Challenge

Siete pronti ai blocchi di partenza, mangiatori di hamburger, per scoprire un altro gustoso oggetto della mia disamina?
The Royal Challenge entra nel vivo: che si tratti dell’hamburger di Denzel, in via Washington!

Ve ne avevo già parlato al riguardo delle patate dolci fritte, sfogline di inconsueta e particolare bontà, ma non avevo ancora affrontato il tema “panino”, che pur è la sua specialità.

Complice una cena con delle carissime amiche (ciao Micra, ciao Cri, ciao Noemi) ho avuto la chance di assaggiare il Denzel Burger con occhio critico.
L’ho ordinato di media grandezza e con la carne cotta mediamente (già che chiedano il suo grado di cottura è un buon segno: difficilmente sarà surgelata), e mi si è presentato in tutta la sua bellezza, diviso in due parti. Gradite togliere qualche verdura sgradita? Nulla di più semplice! Volete aggiungere salse? Avanti!

Prendete i due pezzi, sovrapponeteli e schiacciate con fermezza per rendere lo spessore umano (o quantomeno a prova di morso): immediatamente la carne di manzo rilascerà il suo succo, inondando il pane morbido e gli altri condimenti (tra cui insalata, cipolle rosse a rondelle, pomodori e cetriolini sottaceto a fettine). Ci vuole attenzione per non macchiarsi e per non far cadere pezzi a destra e a manca.

Occorre un appunto: il Denzel è un ristorante kosher quindi, tra le varie “regole”, non troverete abbinamenti come formaggio e carne. Anzi, a dirla tutta non troverete nemmeno il latte per macchiare il caffè. Se per voi l’hamburger senza una fettina di cheddar o fontina è inconcepibile non credo ne sarete soddisfatti.

Veniamo a un’analisi scientifica e precisa, fatta di parametri su cui a lungo gli esperti si sono interrogati per esprimere il valore del piatto.

Pronti?

Domanda: “È buono?”
Risposta: ““.
Parametri scientifici, appunto.
E’ chiarissimo che si tratta del mio personale giudizio, no?

Se dovessi dargli un voto proporrei un 7 pieno, e ho solo due appunti: uno riguarda la mancanza di formaggio (che a me, negli hamburger, piace assai, essendo nostra signora del cheddar), e l’altro la consistenza della carne (io la preferisco tritata più grossolanamente, e magari meglio condita: ne ho trovate di più saporite).
Il pane è morbido ma dai bordini leggermente croccanti (ma non secchi), le verdure sono freschissime e la presentazione è eccellente.

Inoltre devo fare una precisazione: ho ordinato il Denzel Burger in quanto fatto con carne di manzo, che quindi mi permette di fare un confronto con gli altri ristoranti, ma la vera specialità del posto è l’Art Agnello, preparato con quest’ultimo. Ecco, lì spicca veramente in tutta la sua bontà e originalità.

Si tratta sicuramente di un’ottima soluzione per calmare il vostro appetito.
Ordinate anche delle cipolle fritte o le precedentemente citate patate dolci fritte, una birra israeliana e sentirete le sinapsi festeggiare.

Dove
Denzel
Via Washington 9
Tel. 02 48519326

 

The Royal Challenge: la lista

Posted on 30 ottobre 2012 by in La Regal Assaggiatrice, Milano, Regali Eventi, The Royal Challenge

Un’avventura come The Royal Challenge non può non iniziare con un punto preciso della situazione: infatti non sono certo a digiuno (ed è proprio il caso di dirlo) di hamburger meneghini, anzi, alcuni li ho provati più volte, in più varianti a seconda dell’offerta.

Quindi ecco una lista dei locali già visitati e recensiti:

Tizzy NY Bar & Grill;

Trita;

202 Hamburger & Delicious.

La parte più ardua di questa missione sarà tornare in quei ristoranti che non mi hanno esaltata e di cui appunto non ho parlato, ma farò uno sforzo nell’essere obiettiva e riportare ogni aspetto per un sacrosanto dovere di cronaca.

Let’s go!

UPDATE:

Inserirò anche qui le recensioni dei posti che sto visitando, per tenere tutto sotto controllo e darvi una panoramica completa:

Denzel;

Holy Ham Burger;

Fatto bene;

Mammy;

Baladin;

Burbee;

Burger Wave;

Lambiczoon;

Polpa Burger;

Al Mercato.

The Royal Challenge: il miglior hamburger di Milano

Posted on 26 ottobre 2012 by in La Regal Assaggiatrice, Milano

E’ ora di passare ai fatti, cari i miei amanti degli hamburger.

Basta parole!
Basta discussioni!
Basta teorie!
Pratica, più concretezza! Muoviamo le mandibole e prendiamo delle decisioni.
Facciamoci largo tra i numerosissimi locali neonati in quel di Milano, che propongono hamburger fatti a regola d’arte, con mille caratteristiche pregevoli e particolarità.

Ho deciso di investirmi di un compito arduo e pericoloso, complesso e delicato, che metterà a rischio la mia incolumità (già quella mentale, come potete notare, non è che sia messa benissimo).

Indosso un tovagliolo come armatura, imbraccio una forchetta come arma e utilizzo un piatto come scudo, e sono pronta.

Parte The Royal Challenge, la ricerca del miglior hamburger meneghino!

I parametri?
Il mio personale gusto!

… Ah beh, allora! Siamo a posto!“, direte voi scherzosamente.
Ho il benestare di sua maestà!“, vi risponderei, e voi capireste che quello che ho scritto qui sopra – sul mio ironico intelletto – potrebbe essere vero.

L’ideona viene dalla scoperta di Hamap, la mappa dei gourmet hamburgers in Milan, creata da un geniale graphic designer, Nico189.
L’ho amata all’istante, scaricata e stampata fronte-retro su un A3.
E’ una lista dei locali che propongono hamburger, per ogni costo e per ogni zona.


Leggendola mi sono accorta che ho delle gravi lacune: per esempio mi sono resa conto di non aver mai assaggiato il burger di California Bakery (non riesco a resistere al bagel egg&avocado, di cui ho già profusamente parlato)!

Mappa alla mano, su cui ho segnato tutti quelli già provati, mi dirigerò verso le nuove mete, al grido di “Ce lo, ce lo, manca!”, che manco le figurine Panini!

Siete pronti a seguirmi?
Avete già una preferenza?

Cosa
HAMAP 

L’hamburger del Trita (Milano)

Posted on 2 luglio 2012 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano, Piatti unici, The Royal Challenge

Ricordo benissimo quando da piccola andavo da Burghy, il primo fast food con hamburger aperto a Bologna: era una festa, e non sapevo dire mai di no.
Poi giunse McDonald, che rappresentava (e lo è tutt’ora, a dire il vero) una certezza per una persona che iniziava a viaggiare spesso all’estero, e così sapeva di poter trovare sapori identici e conosciuti in ogni luogo.
Infine arrivarono gli hamburger d’autore, quelli venduti come “real american style“, con carne sempre più pregiata e ricette particolari: ora a Milano vanno più di moda dei ristoranti giapponesi (che a loro volta hanno soppiantato gli aperitivi e, a catena, le pizzate).

Avevo sentito parlare del Trita prima di tutto grazie a un’email del proprietario, che mi invitava a provarlo (io ho risposto eh, ma poi non ho sentito più nulla. Hello? Ricevuto il messaggio?), poi da un’amica, che ci è stata recentemente e me l’ha consigliato caldamente.

Indi per cui, trovandomi in zona Navigli e cercando cibo, ho deciso di vincere l’amarezza per la non risposta e ho solcato la bianca soglia.

Innanzitutto occorre dire che si tratta di un locale piccolo in cui ci sono pochi posti a sedere, con un tavolone centrale tondo e diversi ripiani, il tutto rialzato e munito di sgabelli bianchi (morale: non andateci nelle ore di punta).

Ordinare è semplice, ma se siete eterni indecisi potreste avere dei problemi (nel mio caso, trattandosi di cibo, non c’è pericolo): dovete scegliere il tipo di carne, la sua quantità, il tipo di pane, quanti e quali condimenti, quante e quali salse, patatine mit salse und bibite finali.

Ok, ok, prendere un respiro, ce la farete!

Cos’ho preso io?
200 g di black angus;
pane con semi di sesamo;
cheddar;
bacon;
salsa barbecue;
patatine con ketchup;
bottiglia di Coca Cola.

Totale? Euro 17. (altro…)

L’hamburger di Tizzy’s N.Y. Bar and Grill (Milano)

Posted on 6 febbraio 2012 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano, Piatti unici, The Royal Challenge

Non ho ancora superato del tutto il trauma del rientro dall’America.
Conoscendomi è decisamente normale: tornata da Tokyo ci ho rimesso un paio di mesi per riabituarmi ai ritmi e alla totale disorganizzazione dell’Italia, e ho passato lungo tempo sospirando con nostalgia per le meraviglie del Sol Levante.

Con New York sono alla fase “rifiuto”: non ho manco guardato per bene le fotografie scattate là, forse non ci voglio credere. Dicono però che lo debba fare, che sia un effetto collaterale diffuso.

Quindi quando mi hanno chiesto “Andiamo a provare il nuovo ristorante molto americano che hanno aperto sui Navigli?” ho accettato alquanto entusiasta. Questa regal assaggiatrice ha tradito il britannico the delle cinque per… degli hamburger.

Entrando nel Tizzy’s New York Bar & Grill la sottoscritta si è sentita meno orfana dell’atmosfera della Grande Mela, roba da pensare di incatenarsi al lungo bancone scuro, e anche il menù ha sopperito alla mancanza ormai patologica di cibo USA style.
Come non notare il pavimento a scacchi neri e bianchi e le fotografie incorniciate di Barack e Michelle Obama davanti alla cassa? Sembra di entrare in una fotografia anni ’30, vagamente scolorita.
Ai tavoli trionfano confezioni in vetro di ketchup Heinz, e anche le bevande sono servite nelle bottigliette. Tanti dettagli preziosi in una somma semplicità.

Il menù si divide in tre categorie – hamburger, sandwich e insalate – più una sezione riservata ai dolci.
Inutile dire che la sottoscritta ha scelto l’Ellen and Norman burger, la scelta meno leggera e sana per la presenza di cheddar e bacon. Come resistere, ditemi, come? (altro…)