13 November 2018
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Come ti cucino il pad thai

Posted on 15 settembre 2015 by in Etnicità diffusa, Gluten free, Regali ricettine, The Royal Comfort Food

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Rientrare dalle vacanze significa portare nella propria quotidianità qualcosa di nuovo, un dettaglio che ti solleva, stimola e ricorda i bei momenti in cui non avevi tanti pensieri. Io ho portato delle nuove abilità in cucina, ricettine del cuore da replicare in caso di bisogno.

Tra tutte ne esiste una che mi ispira comfort, relax, pace dei sensi e che sfrutto in caso di irrefrenabile bisogno: il pad thai.
È una ricetta “svuotafrigo” semplice da preparare e mi piace perché consente di utilizzare pochi strumenti (wok, pentola, tagliere, coltello, cucchiaio di legno e una ciotola), aggiungendo man mano le componenti in cottura e lasciandosi trasportare lontano dai profumi speziati.
Alcuni ingredienti non si trovano nel supermercato sotto casa ma sono necessari: la soluzione è visitare i negozietti etnici della propria città.

Col tempo ho perfezionato il piatto secondo i miei gusti quindi non si può dire che rispecchi la ricetta originale: ci sono tante verdure, non ci metto i gamberi e forse non preparo le tagliatelle di riso a regola d’arte, ma a me piace così e ho addirittura ottenuto ottimi riscontri.
Infine, una nota che farà felici molti: è gluten-free.

Quindi ecco la ricetta del Pad Thai “all’italiana“.

Ingredienti:
– 160 gr tagliatelle di riso;
– olio extravergine di oliva;
– 1 porro;
– 2 spicchi di aglio;
– 1 carota;
– 1 peperone;
– 1 zucchina;
– germogli di soia;
– 200 gr di petto di pollo;
– 1 uovo;
– sale;
– pepe;
– peperoncino in polvere;
– 5 cucchiai di salsa di tamarindo;
– 5 cucchiai di salsa di pesce;
– 4 cucchiaini di zucchero;
– 1 lime;
– una manciata di arachidi;
– coriandolo fresco.

Procedimento:
– metti le tagliatelle secche in una pentola con abbondante acqua bollente;
– prendi le arachidi, frantumale in modo grossolano e falle tostare appena in padella. Tienile da parte;
– affetta il porro e l’aglio;
– pulisci la carota, la zucchina e il peperone e tagliali alla julienne;
– in una wok (o pentola con i bordi molto alti, come quella per saltare la pasta) scalda un filo di olio;
– aggiungete porro e aglio, e lascia che si ammorbidiscano;
– è il turno delle verdure mondate: saltale a fuoco alto mescolando spesso affinché rimangano croccanti;
– nel mentre taglia il pollo a striscioline e aggiungilo in padella insieme ai germogli di soia;
– quando il pollo sarà sufficientemente cotto rompi l’uovo e mescola velocemente per strapazzarlo;
– un pizzico di sale, uno di pepe e peperoncino, mescola e lascia cuocere abbassando la fiamma;
– in una ciotolina metti la salsa di tamarindo, la salsa di pesce, lo zucchero e il succo di un lime, e amalgama tutto con una forchetta;
– trita il coriandolo;
– controlla le tagliatelle: se non dovessero essere pronte accendi il fuoco e attendi qualche minuto. Sono cotte quando diventano ben opache. A tale punto scolale e aggiungile in padella, saltandole con verdure e carne;
– condisci con la salsa preparata e mescola bene;
– prendi una scodella e impiatta una generosa porzione, spolverala di arachidi, qualche germoglio di soia e, tocco finale, un pizzico di coriandolo.

Buon divertimento.

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La Tom Kha Kai del Bussarakham (Milano)

Posted on 12 marzo 2015 by in Etnicità diffusa, Lombardia, Milano, Piatti unici

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Nella mia girovaga vita non sono mai stata in Thailandia, e un po’ me ne dolgo: ne sogno i templi, le foreste, le spiagge, i celebri chioschi di street food e le specialità gastronomiche. Avventura, relax e una punta di spiritualità condite da abbondante latte di cocco e curry.

Mi sono accorta di amare particolarmente la sua cucina, speziata e aromatica, nel momento in cui mi sono trovata a cucinarla (e io, come sapete, mi destreggio ben poco ai fornelli): così il pollo saltato con verdure e curcuma è diventato un mio cavallo di battaglia, e anche sul pad thai me la cavo.

Nulla però può superare il Bussarakham, che sopperisce così bene alla mia voglia di viaggiare e mangiare thai (che poi diciamolo: starò anche imparando ma non son a grandi livelli, e alcuni ingredienti di questa cucina sono praticamente irreperibili, v. salsa di tamarindo).

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Nascosto nelle vicinanze di Porta Genova a Milano, basta entrare per essere letteralmente catapultati in un mondo di arredamenti in legno intarsiato, piante, ricchi decori, fiori, gentili camerieri in divisa, tavoli bassi e cuscini triangolari. Pare di essere in un film stile 007 con licenza di ordinare tutto il menùdopotutto, pure lui è servo della regina.

Se dovessi scegliere un solo piatto andrei dritta verso la zuppa Tom kha kai, che nobiliterei a inconsueto comfort food per le giornate più difficili. Già la bella presentazione sa di coccole, con la ciotola di ceramica verde giada da tenere tra le mani e il cucchiaio (che le bacchette sono tanto eleganti, ma un ricco boccone ha un altro fascino).
I tocchetti di pollo sono affogati nel latte di cocco arricchito da un equilibrato misto di spezie, mentre lemongrass, radice di galanga e coriandolo conferiscono un profumo intenso. Ed è subito Bangkok, o un rurale paesino dei dintorni.

Improvvisamente vi sembrerà che le statue di Buddha, col loro sorriso disteso, vi stiano ammiccando con un “Eh, ora capisci perché siamo sempre così felici, no?“. Sono sapori che toccano e risvegliano una parte profonda, e mi ispirano una qualche meditazione o contemplazione. Suggestione, me ne rendo conto, per me concreta e sentita.

Per me il Bussarakham è un punto di riferimento della cucina thai a Milano, anzi, in Italia. Aggiungendo un servizio impeccabile si ottiene uno dei posti del cuore, in cui tornare e lasciarsi portare lontano.

Dove
Bussarakham
Via Valenza 13
Milano
Tel. 02 89422415

Hiltl, il regno dei vegetariani (Zurigo)

Posted on 9 dicembre 2014 by in Etnicità diffusa, Secondi Piatti, Son esperienze, Zurigo

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Nel mio ideale parto e non torno mai al punto di partenza: saltello qua e là per città, stazioni e aeroporti incrociando traiettorie e studiando nuove avventure.
Lungi dal potersi concretizzare, quando compio un viaggio acuisco i sensi: guardo, sento, gusto di più per non perdere dettagli e istanti. Fossi un supereroe, questo sarebbe il mio potere speciale.

Così, armata di questo spirito e di nervi tesi che manco l’arco di Guglielmo Tell, sono giunta a Zurigo.
Da Milano il treno impiega 4 ore, si sfilano laghi lombardi, a Chiasso i controllori fanno il check di documenti d’identità e biglietto – Swisspass per noi, soluzione più che comoda per usufruire dei mezzi di trasporto pubblici svizzeri senza alcuna preoccupazione -, si entra nella luce, nelle montagne e non ti rendi conto nemmeno di esser arrivata (e nel mentre sei molto più rilassata).

Zurigo è una città da favola moderna che confonde storia e arte in precisione, cura ed eleganza. Girando tra le stradine della zona vecchia, salendo i gradini verso il Giardino dei Tigli, costeggiando il fiume o osservando campanili e statue crederete di essere dentro un racconto mistico – e se aggiungete una tonnellata di nebbia e alberi sporgenti sarà subito fantasia.

Anche a tavola troverete la meraviglia, e se approderete da Hiltl dovrete aggiungere un tocco di sorpresa.
Si tratta del primo ristorante vegetariano al mondo, ampissimo e sofisticato il giusto: qui vi convinceranno che una cucina sana e deliziosa è possibile – e se l’hanno fatto con me, nota adoratrice dell’insano… .

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Se la tartare di soia mi ha stupita per la somiglianza per aspetto e sapore con la sua versione di manzo, ancor più ho apprezzato una specialità thai con noodles di riso, baby pannocchie, frutta, patate, fagiolini e un’adorabile quanto incendiaria lattina di curry verde.

Sono entrata col raffreddore e dopo due forchettate respiravo benissimo: potere dell’abile amalgama di spezie e delle noti piccanti, che hanno ribaltato tutti i miei sensi e permesso di percepire tutti i sapori del piatto.
La frutta freschissima contrastava il potere dei condimenti, riequilibrandoli e consentendo addirittura di sentire il tenue gusto della pasta che, altrimenti, sarebbe andata a perdersi.
E poi, che gioia poter assaggiare un curry verde “in purezza”, senza l’uso di intingoli alla panna o salse di soia! Che abbia trovato più attenzione a questi aspetti in Svizzera che in altri paesi non può certo dirsi scontato.

Un altro segreto per sopravvivere alle sferzanti note infernali è stato il centrifugato di cocco e ananas, una vellutata panacea per il palato.

Hiltl è un ristorante da provare sia perché antesignano del genere e rivelatore, sia per l’estrema attenzione verso qualunque intolleranza e allergia alimentare: il menù riporta precise indicazioni di fianco a ogni piatto, rendendo possibile il miracolo di un pranzo adatto a tutti.

Sazia, felice e ripreso possesso del respiro ho affrontato le altre mete zurighesi, compresi ristoranti dai cibo assai meno salutari ma altrettanto squisiti.
Ovviamente non vedo l’ora di raccontarveli.

p.s. ovviamente questo viaggio non sarebbe stato possibile senza TvSvizzera.it, che ha provvisto a organizzazione e programma, sopportando la nostra italianissima tendenza a essere sempre in ritardo. Grazie anche a Boris, la nostra paziente guida, senza cui ci saremmo persi tra le viuzze e nella nebbia senza goder pienamente delle meraviglie zurighesi.

Dove
Hiltl
Sihlstrasse 28
Zurigo
Tel. +41 44 227 70 00