18 August 2017
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La regal Débâcle: Groupon e la Vecchia Ciminiera (Milano)

Posted on 20 febbraio 2012 by in La Regal Débâcle, Lombardia, Milano, Secondi Piatti

[Proprio qualche giorno fa un lettore mi ha detto: “Dovresti scrivere di altre regali Débâcle, visto che il primo – e unico – post è così divertente”, ma a me non venivano in mente casi da raccontare. Il fato è venuto in mio soccorso, procurandomi la perfetta occasione].

Improvvisamente vi rendete conto di essere in un sogno mostruoso, uno di quelli che intitolereste “Cucine da incubo” e per cui chiamereste subito Gordon Ramsey, e quasi lo abbraccereste raccontandogli la vostra disavventura.
Diciamo anche che l'”improvvisamente” si verifica non appena entrate nel ristorante, e avete una pessima sensazione.
Andiamo con ordine: mettetevi comodi e prendete i pop corn.

A Dicembre su Groupon esce un buono che recitava “Tagliata all you can eat a € 29“. La sottoscritta, che veniva da ottime precedenti esperienze su ristoranti di carne, coglie l’occasione al volo e propone l’occasione a cinque mangiatori da battaglia, roba che gli spartani di 300 erano un gruppo di vegani a confronto.
Si procede all’acquisto (alla fine il costo si è abbassato a € 12,50 a testa) e, dopo lunghe contrattazioni organizzative, i sopracitati si trovano un giovedì sera presso La Vecchia Ciminiera, luogo che a Bologna chiameremo amichevolmente “un pustazz” (un postaccio).
Entriamo: locale immenso e totalmente vuoto. Iniziamo bene.
Mi guardo attorno: pavimenti sporchi, stoviglie comprate ai saldi dei saldi di un qualche megastore, tanto che quelle di Mondo Convenienza sono extra lusso; tovaglie a quadretti blu/azzurri e tovagliette di carta in pendant; tavolini di plastica dei peggiori bar della riviera romagnola e sedie degli stabilimenti balneari liguri; reti da pescatore appese al soffitto e così cariche del peso di numerosi conchiglioni da farle pendere orribilmente verso il basso. In un angolo vediamo un impianto con amplificatore e tastiera molto anni ’80 che forse usano per le serate migliori (ci mancava solo il DJ); decori dall’aria “volemo dare l’idea di essere sulla costiera amalfitana” mescolati a pacchianissimi dettagli egiziani.
Insomma: una meraviglia.

Nella mia regale mente scorrono le seguenti parole: “Per tutte le Camille Parker Bowles, perché mi sono fidata di Groupon? Perché?“, e intanto immagino un Fabio Cristi scendere dal cielo illuminato da una divina luce e con due tavole di pietra in braccio con l’incisione “#EPICFAIL” in carattere cubitale.

Acqua: una bottiglietta da mezzo litro a testa, come previsto dal menù.
Vino: ci arriva il calice direttamente al tavolo, e solo guardandolo capiamo che è di una sotto-sotto-decisamente sottomarca dello discount store dietro l’angolo. Chi ha l’ardire di assaggiare conferma.

Sull’antipasto quasi ci illudiamo: pizze e taglieri di salumi e fettine assai sottili di formaggio ci danno qualche labile speranza, anche se il fatto che siano arrivati i salumi e venti minuti dopo le pizze farebbe sorgere qualche perplessità sull’organizzazione del posto.

Ah! Che maleducata!
Non vi ho presentato i miei commensali, compagni di sventura!
Alla pregevole cena ero con colui che padroneggia l’arte e i misteri del vino meglio di Bacco, Madame Diplomazia (capirete a breve perché), la vostra signoria dei telefilm, il fan numero 1 di Kansas City 1927 e il master delle proposte salva-serata.
Bel gruppo, no?

Insomma, arriva il piatto forte e i vostri eroi perdono le staffe. Guardate la foto e giudicate voi solo dal terribile aspetto:

Quella non era carne, tantomeno tagliata.
Erano le fettine del supermercato tagliate alla meno peggio e cotte in modo atroce, dure e tiepide, accompagnate da un’insatina decorativa uscita dai banchetti della Famiglia Addams.
Ne assaggiamo un pezzo a testa e ci guardiamo; nei nostri occhi riconosciamo la medesima intenzione: andarsene senza aspettare il dolce e non tornare mai più.

Quindi ci alziamo e ci mettiamo le giacche, quando giunge il cameriere che ci chiede cosa c’è che non va, e lo fa con un’area così ingenua e sorpresa che suscita compassione, perché si tratta evidentemente di una persona che non sa e non si rende conto di come dovrebbe essere una tagliata. Per lui andava più che bene così, insomma.
Per fortuna ci ha pensato Madame Diplomazia a intercedere per noi: la sottoscritta non ce l’avrebbe mai fatta, considerato il nervoso. Provate oltretutto a guardare il sito di codesto posto: sappiate che non c’è una sola parola veritiera, e che le foto non rappresentano minimamente la realtà.

Quindi siamo usciti e la vostra regal assaggiatrice si sentiva in colpa, tremendamente in colpa, tragicamente in colpa per aver proposto l’acquisto di quel buono.
Per fortuna giunse il master delle proposte salva-serata ad aggiustare tutto, ma di questo parleremo domani: non mi sognerei mai di accostare quel posto così esaltante alla Vecchia Ciminiera, la rappresentazione vivente del fatto che non basta aprire un ristorante e lanciare la promozione su Groupon per ottenere popolarità e clienti.
Statene più che lontani, per favore.

E la prossima volta che mi viene in mente di comprare qualcosa su Groupon fatemi eseguire approfondite ricerche.

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4 Responses to “La regal Débâcle: Groupon e la Vecchia Ciminiera (Milano)”

  1. Roberto Peraboni 20 febbraio 2012 at 16:29 #

    non si può chiamare vino quella schifezza che ci hanno portato. E' un offesa al vino vero (e al tavernello).

  2. Delusi e schifati 4 settembre 2012 at 21:11 #

    Stasera siamo stati a mangiare anche noi alla Vecchia Ciminiera, coupon con antipasti + pizza…
    Raccontare precisamente tutte le delusioni/inculate della serata sarebbe come mettere il dito nella piaga, ora: la depressione ha già preso il sopravvento, mai visto nulla di simile, neanche quando sono stato in Turkmenistan per lavoro.

    STATENE TUTTI LONTANI!

    • Sybelle 5 settembre 2012 at 09:07 #

      Io ho provato ad avvertire tutta la rete, ma… 😛
      Comunque un abbraccio virtuale a voi, compagni di sventura


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  1. Le birre della Pazzeria (Milano) | The Royal Taster - 2 febbraio 2014

    […] testina disabitata. Cioè, fino a Giovedì non era mai stata alla Pazzeria, e ci è voluta la disavventura raccontata ieri per farla approdare al tempio della birra. Tutto merito del master salva-serate Paolo che, dopo […]

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