18 December 2017
W3vina.COM Free Wordpress Themes Joomla Templates Best Wordpress Themes Premium Wordpress Themes Top Best Wordpress Themes 2012

La cena dell’incubo: l’Escalinada (Nizza)

Posted on 9 maggio 2014 by in Francia, La Regal Débâcle, Nizza

foto

Sono poche le volte in cui scrivo di qualcosa che non mi è piaciuto, che mi ha fatto provare orrore, raccapriccio e fatto venire la voglia di ribaltare il tavolo con tutte le sue posate, rispondere male al cameriere in cinque lingue e andarmene così leggermente sdegnata: ecco, a Nizza ho avuto la “fortunata” occasione.

Io, l’amico del “Gira a destra” che poi non gira e la patrona del sedile dei passeggeri abbiamo seguito un consiglio di un blog e siamo rimasti veramente… fregati: una di quelle cene da dimenticare o raccontare ai posteri ballando “I’m a survivor” delle Destiny’s Child.

Forse l’apparenza poteva suggerirci qualcosa – tovaglie a quadrettoni, menù appeso, specialità improbabili – ma quella recensione era promettente, tanto da affrontare piatti da 18-28 euro. Ma sì.

Ordino un polpo alla nizzarda, che il cameriere mi descrive come cotto nel pomodoro e zafferano e accompagnato da riso mentre i miei commensali prendono una pasta con carne dal nome veramente improponibile (e che non scriverò affinché il SEO non lo intercetti).

Sono sicura che il baldo personaggio pensasse di avere a che fare con i primi tre capitati, che magari viaggiano poco, non conoscono i sapori autentici dei cibi e si lasciano affascinare da qualche battuta spiritosa: non sapevano con chi avevano a che fare.

Il mio simpatico piatto di polpo surgelato e affogato nel pomodoro, senza il minimo sentore di zafferano, era stato evidentemente appena tirato fuori dal microonde. Sì, so che capita spesso nei ristoranti ma questa volta era così evidente ma risultare imperdonabile. Sul riso c’era una patina compatta, segno che manco si erano presi il disturbo di mescolarlo.
Il sapore? Inesistente.
La consistenza? Gommosa.
Orribile? Abbastanza, ma credo mai quanto quello che hanno mangiato gli altri due avventurieri: gli gnocchi verdi erano affiancati da cubotti di carne di manzo stracotta con la relativa salsa, ed era così poco invitante da poter vincere dei premi di categoria. Azzardandomi ad assaggiare ne ho avuto la conferma: terrificante. Un impasto scomposto e sgradevole.

Manca solo che ve ne riveli il nome: Escalinada.

Che sull’internet se ne trovino recensioni buone è imputabile, a mio parere, a una precedente gestione, a commenti falsi o alle basse aspettative dei precedenti commensali: la nostra è stata un’esperienza imperdonabile.

Ho reso bene l’idea?
Salvatevi almeno voi!

La regal Débâcle: il ristorante cinese in Stazione Centrale (Milano)

Posted on 1 marzo 2013 by in La Regal Débâcle, Lombardia, Milano

foto (51)

Questa è la storia di una di quelle volte in cui sono capitata nel ristorante sbagliato.
Questa è una vicenda paradossale.
Questa è una di quelle occasioni che narrerò per anni, e che rimarranno ben impresse nella memoria.

Signore e signori, torna la la regal Débâcle!

Dopo la famosa fiorentina e la pessima cena di Groupon , questa volta andiamo sull’etnico.

Era una freddissima sera di inizio febbraio.
Io e la mia prode amica Ambra avevamo in programma di andare al concerto di Awolnation al Tunnel, ma ci eravamo poste il problema “cena”.
Dopo aver scartato un kebab al grido di “andiamo sul sano“, siamo entrate in un ristorante cinese in zona stazione centrale, che il riuscire a rispettare il suddetto proposito era fin troppo arduo per noi.
Varchiamo quindi la soglia di questo posto dalle tipiche lanterne rosse e abbiamo immediatamente la netta impressione di essere sgradite. Davvero. I pochi presenti – due cameriere e quattro persone a un tavolo – ci guardano come se stessero pensando “E voi che ci fate qui?“.
Che potevamo fare, andarcene subito? Ecco, avremmo dovuto: il posto era squallido, le sopracitate cameriere non parlavano quasi italiano (come si potrà dedurre da ciò che vi racconterò) e l’atmosfera era triste. Però il tempo stringeva e noi avevamo bisogno di mangiare qualcosa prima del concerto.

Ordiniamo piatti basici della cucina cinese occidentale, pensando che non ci potrà comunque essere molta differenza dagli altri posti. Appunto, ci sbagliavano: l’aggettivo più nobile che mi sovviene è “raccapricciante“. Gli spaghetti di soia erano immersi nell’olio esausto con cui erano stati saltati, le nuvole di gambero sapevano di “un mese fa“, il riso aveva un retrogusto di gomme Michelin dopo una corsa. Insomma, ‘na meraviglia.
Ci rendiamo conto che quello non può essere un vero ristorante cinese bensì una copertura per qualcos’altro.

I secondi tardavano ad arrivare, altra prova della poca affidabilità del posto: siete mai stati in un cinese in cui non vi portassero tutto l’ordinato nel giro di 10 minuti? Comunque, diciamo alla cameriera che dobbiamo andarcene, e chiediamo di rinunciare agli altri piatti.
Morale: due minuti dopo ce li portano dentro le scatole di alluminio dell’asporto. Appena appoggia il sacchetto sul tavolo io e Ambra ci guardiamo tra il perplesso e l’incredulo, non riuscendo proprio a spiegare il fraintendimento, senza forze morali e balbettando un “Ma… ma…!“.

Ci alziamo, paghiamo e usciamo. Noi e il nostro sacchetto.
Ci allontaniamo di qualche passo, ci guardiamo e scoppiamo a ridere per la pessima avventura, sventura, tragedia.

Mai, mai, mai più.
E se non vi scrivo il nome del posto è per due motivi:
1) sono certa che nessuno di voi ci entrerà mai, che anche dall’esterno non promette bene;
2) sono davvero convinta che nasconda qualcosa di strano, quindi… meglio tutelarsi, no? Che poi mi trovo i killer sotto casa che mi lanciano terribili gambi di sedano o cose simili.

Prossima volta: kebab.

La regal Débâcle: Groupon e la Vecchia Ciminiera (Milano)

Posted on 20 febbraio 2012 by in La Regal Débâcle, Lombardia, Milano, Secondi Piatti

[Proprio qualche giorno fa un lettore mi ha detto: “Dovresti scrivere di altre regali Débâcle, visto che il primo – e unico – post è così divertente”, ma a me non venivano in mente casi da raccontare. Il fato è venuto in mio soccorso, procurandomi la perfetta occasione].

Improvvisamente vi rendete conto di essere in un sogno mostruoso, uno di quelli che intitolereste “Cucine da incubo” e per cui chiamereste subito Gordon Ramsey, e quasi lo abbraccereste raccontandogli la vostra disavventura.
Diciamo anche che l'”improvvisamente” si verifica non appena entrate nel ristorante, e avete una pessima sensazione.
Andiamo con ordine: mettetevi comodi e prendete i pop corn.

A Dicembre su Groupon esce un buono che recitava “Tagliata all you can eat a € 29“. La sottoscritta, che veniva da ottime precedenti esperienze su ristoranti di carne, coglie l’occasione al volo e propone l’occasione a cinque mangiatori da battaglia, roba che gli spartani di 300 erano un gruppo di vegani a confronto.
Si procede all’acquisto (alla fine il costo si è abbassato a € 12,50 a testa) e, dopo lunghe contrattazioni organizzative, i sopracitati si trovano un giovedì sera presso La Vecchia Ciminiera, luogo che a Bologna chiameremo amichevolmente “un pustazz” (un postaccio). (altro…)

La regal débâcle: la fiorentina di Barberino

Posted on 8 novembre 2011 by in La Regal Débâcle, Secondi Piatti, Toscana

20111107-200946.jpg

Magari vi siete fatti la convinzione che la vostra assaggiatrice regale non sbagli mai.
Qual errore!
Una vita di delizie e gusto ha visto anche momenti di tragiche cadute, situazioni insostenibili, pasti da incubo in cui ci sarebbe stato il bisogno di Gordon Ramsey, quindi inauguro la categoria “La Regal Débâcle“.
Per diletto e per farvi sorridere vorrei raccontarvi la mia più grande e forse celebre sventura. Celebre perchè io e i quattro amici commensali non smettiamo ancora di parlarne per quanto è stata clamorosa!

Non dirò il nome del ristorante incriminato perchè questo terrore è accaduto qualche anno fa, e spero che nel mentre la gestione sia cambiata. Lo ritengo sperabile e probabile visto che, un mese dopo la nostra avventura, su una gazzetta locale abbiamo letto gli atroci titoli: “Chiuso ‘il posto innominabile’: condizioni igieniche pessime, carne argentina avariata“. Quanta gioia!

Il misfatto si compie in quel di Barberino del Mugello, ove sorge il ristorante preferito in assoluto, in tutte le galassie e in ogni universo, della sottoscritta. Prima o poi ve ne parlerò.
Tal meravigliosa istituzione non ha posto per la fame di cinque Pantagruel, che quindi vanno all’avventura e, al grido di “Parcheggio con tanti camion? Certezza di ottimo cibo!” ci fermiamo in un ristorante a noi sconosciuto ma invaso da mastodonti su ruote. Ascoltatemi: chi di ciò è convinto si deve ricredere, e tra poco capirete perchè. (altro…)