La prima Foodie Geek Dinner milanese

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Ditemi: voi potete capire il vero trauma di una foodie che si trasferisce da una città all’altra? Il perdere le certezze culinarie, i punti di riferimento mangerecci e, soprattutto, le persone con cui condividere questa folle passione, quelle che ti accompagnano dalla sagra del tortellone alla grigliata sul lago passando per osterie, trattorie, botteghe e ristoranti. Cioè, c’è da perdere la testa.
Non è facile scovare appassionati di cibo – e dico, veri fissati – nemmeno in una città come Milano: i miei occhietti brillanti di fronte una cotoletta e l’aria estatica venivano spesso accolti con sorrisi, ma poca comprensione.

Finché, in un periodo tra il 2007 e il 2009, è esploso il fenomeno “food blogger”: le foodie stavano uscendo allo scoperto, da Cavoletto di Bruxelles a Il pranzo di Babette (tutt’ora tra i miei preferiti), e io le osservavo, leggevo e capivo.

Quindi per me partecipare alla prima Foodie Geek Dinner di Milano è stato entusiasmante: avevo la certezza di essere circondata da tante persone che non considerano il frigorifero un accessorio di casa, ma probabilmente uno scrigno di tesori, che si svegliano la mattina e hanno voglia di assaggiare “quella precisa cosa” e che non sottovalutano ogni pasto o spuntino.

Cibo come fonte di stimoli e ispirazione, eccomi!

Quindi, al Dopolavoro in Bicocca, un’ottantina di foodies e food blogger hanno messo le loro fauci, social e presenze al servizio di un menù assai divertente: i piatti sono infatti stati ideati da alcune blogger e dallo chef del ristorante, ed erano tutti molto originali.
In particolare ho apprezzato il “Bianconiglio” di Singerfood, una terrina in cui erano disposti dei tocchetti di coniglio ricoperti da una sottile e croccante pasta rotta da una carotina, con un biscotto speziato e una spolverata di “panfarfalle”!

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E che dire del dolce, una vera e propria trousse di trucchi con tanto di rossetto-crema di nocciole, tubetto di coulis di pesche e spray ai fiori da vaporizzare sul pan di spagna? La portata più scenografica dell’intera serata!

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I tavoli erano un’invasione di caramelle Haribo, disposte in coloratissime composizioni come centrotavola, e io sono capitata in quello dei “Coccodrilli” (tavolo delle rotelle di liquirizia, avete rischiato grosso: io le adoro follemente), insieme a vecchie e nuove conoscenze, con cui discutere di ogni piatto, di cibo ma anche di musica e di passioni, attività, progetti, e tra una portata e l’altra – proprio come in una grande festa – ci si alzava e si andava a salutare e chiacchierare, che il tempo non è mai abbastanza!

Il mio ringraziamento e plauso va a Francesca e Maricler, le due menti delle Food Geek Dinner, che hanno saputo organizzare tutto alla perfezione (mica è facile gestire un così complesso evento e numero di partecipanti, anzi!) e che sono state adorabili durante la serata, scambiando due chiacchiere con tutti ed elargendo sorrisi.
Inoltre ci tengo proprio a ringraziare anche Maria e Jasmine, che mi hanno gentilmente aiutata a andare e tornare, che io la zona Bicocca proprio la conosco poco (e il mio rapporto con l’allegro mondo dell’automobile è un po’ controverso).

Insomma, quando si replica?

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