9 December 2016
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La zuppa di legumi di Stefano

Posted on 26 gennaio 2013 by in Lombardia, Milano, Presentatevi sul loro zerbino, Primi Piatti

Torna dopo quasi un anno la rubrica “Presentatevi sul loro zerbino”, e lo fa in grande stile, con un suggerimento a cui sono sinceramente affezionata.

Questa è la storia di un piatto speciale, legato indissolubilmente a un momento, dimostrazione di grande amicizia e portatore sano di sospirante e felice commozione.

Per motivi non propriamente allegri ricordo con precisione il giorno, il mese e l’anno in cui l’ho assaggiato per la prima volta e ciò che è accaduto in quella circostanza – parole, espressioni, sensazioni. Al tempo tutto era un po’ offuscato, ma col passare dei mesi il pensiero si è raffinato, è emerso; sapori, consistenze nonché profumi sono rimasti, sublimati, distaccati dalla tristezza e avvolti in un’aura di tenerezza e affetto.

Vogliamo essere quasi didascalici? D’accordo: era Marzo, non faceva particolarmente freddo, il mio morale aveva raggiunto un minimo storico e i miei amici si prodigavano per starmi vicino. Come direi io, col mio tono spesso assai ironico, eran bei momenti.

Comunque, quella sera ho raggiunto la Bourbaki House, dove mi attendevano Cristina (di cui ho già parlato per il suo erbazzone) e Stefano, lo chef della serata, il creatore di cotanta bontà, l’artista (e non c’è parola che gli si addice di più, davvero!) al fornello, il paziente alchimista della pentola, che si stava prodigando da diverse ore nella preparazione di quello che per me è diventato il piatto che meglio rappresenta la “consolazione“.

Sapete quando siete un po’ giù di morale, roba che Nietzsche al vostro confronto è un bonaccione, Baudelaire scrive canzonette pop e il pessimismo cosmico risulta un eufemismo, e assaggiate qualcosa di così buono da insinuarsi tra le pieghe dei vostri pensieri contorti e contagiarvi, calmarvi, ristorarvi e scrollarvi di dosso l’ansia, permettendovi di reagire? Bussa alla vostra coscienza, facendovi ritornare nel mondo dei senzienti.
Ecco, su di me la zuppa di legumi di Stefano ha prodotto quell’effetto, in quel Marzo non troppo freddo: è il potere dei cibi fatti con cura, passione e dedizione, qualità che si sentono a ogni boccone.

Dopo diversi mesi dovevo e volevo riprovarla, per assaporarla meglio e risperimentare la sensazione di cui sopra: mi sono recata ancora alla Bourbaki House, accomodata al tavolo e affondato il cucchiaio nella scodella colma di quella bontà sobbollita per ore sul fuoco, frutto del lavoro concentrato e puntuale dello chef.
Già la presentazione mi ha donato un sorriso – con tutti gli elementi disposti millimetricamente a formare una faccina -, figuratevi quando l’ho riassaggiata!
Stefano è sempre indubbiamente bravo nel trovare non solo il giusto tempo di cottura, ma anche nell’esaltare il gusto naturale degli ingredienti: sarebbe facile aggiungere il sale, ben più arduo è tirar fuori il sapore autentico di quei legumi. Missione pienamente compiuta.
Un piatto da interpretare con diversi condimenti da aggiungere di volta in volta – oli, crostini, tocchetti di salsiccia, aceto balsamico – per ottenere gusti differenti, partendo appunto da una base squisita.

Al primo cucchiaio ho percepito dei campanellini nella mia testa, quelli che dicevano “Questo sapore lo conosci“.
Al secondo i nervi si stavano già distendendo.
Al terzo è giunto un lieto sospiro.
Al quarto le papille hanno fatto la ola.
Al quindi i miei sensi erano soddisfatti (il profumo della zuppa, la giusta consistenza dei singoli legumi, il calore del cucchiaio, i colori dei componenti, il sapore talvolta deciso, talvolta delicato).
Al quinto sono stata abbracciata da un tepore gentile e calmierante.
Al sesto altro non vedevo che la pace nel mondo e non riuscivo a smettere di sorridere.

E così via, fino alla fine della portata, quando ormai ero la persona più tranquilla del circondario, riappacificata con tutto, piena di energia positiva e accudita, coccolata dal cibo preparato da Stefano.

Un rimedio universale al cattivo umore, agli imprevisti, alle brutture, alle ferite.
Uno dei più efficaci che abbia mai sperimentato, e sicuramente tra i più buoni.
Nei momenti ardui supplicate Stefano di prepararvi la sua zuppa di legumi, e andrete sul sicuro.
… ma che sia chiaro: io, The Royal Taster, ci ho la precedenza!

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