19 November 2017
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La cheesecake di Roberta

Posted on 20 aprile 2013 by in Lombardia, Milano, Presentatevi sul loro zerbino

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Ci sono mattine pigre in cui apri gli occhi, ti rivolti tra le lenzuola ma non riesci a riaddormentarti.
Prendi quindi il cellulare, guardi l’ora, imprechi perché è troppo presto e inizi a scorrere Instagram.

E’ più che probabile che si inciampi in una delle foto su Instagram di Roberta, che si è comunque svegliata prima di te e ha già sfornato una lunga sequela di torte, tortine, pasticcini adorabilissimi, coloratissimi e perfetti che ti lasceranno a bocca aperta e apriranno una voragine nel tuo stomaco.

Quando uno c’ha una passione così forte non si può non notare e apprezzare, e se per farlo bisogna mettere in moto le fauci io sono la prima a offrirmi volontaria!

Per una certa occasione che mi riguardava ieri mattina Roberta mi ha fatto il vero onore di preparare una delle sue specialità: la cheesecake, in questo caso con le fragole.

Voi sapete benissimo di avere a che fare con una che prima di entrare da un fruttivendolo deve inspirare ed espirare diverse volte, e che per tagliare un avocado ha praticamente allertato la guardia nazionale, quindi potete immaginare il grado di ammirazione suscitato dalla visione di quel dolce, splendido nella forma e squisito al gusto! Il contemplarlo suscita un sorriso estasiato.

Questa cheesecake di Roberta è deliziosa perché ha il giusto bilanciamento tra gli ingredienti: la base è sottile e friabile quanto basta per racchiudere l’impasto senza rompersi; il formaggio spicca il giusto, e si amalgama alla dolcezza della marmellata di fragole; non è per niente stucchevole, ma semplicemente estasiante, metterebbe Attila in pace col mondo.

Un toccasana per il cuore, un boccone di buonumore.

Quindi let’s celebrate, e in caso di necessità ora sapete su quale zerbino fare picchetto.

P.S. Roberta, se apri una pasticceria ricordati di me: vengo ad assaggiare preventivamente tutto.

La cucina di Fra

Posted on 7 aprile 2013 by in Lombardia, Presentatevi sul loro zerbino

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Lo so, vi sto abituando male: ultimamente son poco regolare nella pubblicazione e, soprattutto, non è Domenica la giornata dedicata alla rubrica “Presentatevi sul loro zerbino“. Se la cosa vi infastidisce gravemente potete inviare un esposto al primo ministro. In caso contrario, seguitemi.

Dicevo.
Non Domenica, ma Sabato.
Fatto sta che oggi vi parlerò di Fra, della sua cucina nonché dell’approccio che ha verso tutto ciò che circonda i fornelli, che suscita in me ammirazione massima.
Cercherò di spiegarvi cosa intendo, al meglio delle mie possibilità.

Come sapete non so cucinare (o meglio, mi limito al minimo sindacale): non so usare i coltelli, sono pigra, le mie papille hanno aspettative che le mie scarse capacità non riescono a soddisfare e ogni volta che leggo una ricetta su un blog o sfoglio un libro mi deprimo.
Infatti nella maggior parte dei casi per preparare un piatto sfizioso sembra ci si debba appellare alla chimica, all’astrofisica o avere la dispensa di un ristorante di alto livello. Per esempio, una volta ho scoperto la ricetta di una vellutata: la foto era così invitante che ho pensato “Ci provo“, ho letto gli ingredienti e… sale alla vaniglia? Estratto di non-so-bene-che-pianta? Un pizzico della qualunque? Ci mancava solo il “potere del cristallo di luna” per infliggere la ferita finale! Ho chiuso e mi sono rifugiata da Luini.

Poi hai a che fare con Fra.
Ti svegli una Domenica mattina a casa sua e, come se niente fosse, ti chiede “Ti vanno dei pancake?” e tu, che non aspettavi altro, esplodi in un “Sììì!” che fa tremare le finestre per poi aggiungere “Però se è troppo complicato lascia perdere, non voglio che…“. Le parole muoiono mentre lei inarca un sopracciglio e, con voce monocorde, dice “Ma-stai-scherzando?“.
E’ questo il bello di Fra e della sua cucina: niente è difficile. Niente è impossibile. Non servono ritrovati scientifici per le ricette, né ingredienti assurdi: si possono ottenere squisite pietanze con ciò che hai a casa, o con ciò che si trova comodamente in qualsiasi supermercato.

Una sera io e la protettrice di tutti i pin abbiamo cenato da lei: varcata la soglia di casa siamo state travolte dal profumo delle verdure, del pollo al curry, dei dolcetti da poco sfornati, e abbiamo assistito alla preparazione di una salsa allo yogurt e basilico così semplice e deliziosa che non ci si credeva.

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Uno dei cavalli di battaglia di Francesca è il brasato: lo prepara con amore per tutte le ore necessarie, irrorandolo e girandolo, rosolandolo e tagliandolo con la precisione dei samurai. L’ho assaggiato per la prima volta quasi due anni fa: era quasi estate, una primavera inoltrata, e quelle fettine tenere e saporite erano tutto ciò che ci voleva per curare il mio cuore disfatto. Un piatto importante per un’occasione indimenticabile, quindi.

Tornando ai pancake, quel bel dì Fra mi ha insegnato a prepararli e magari prima o poi scriverò la ricetta, così breve e divertente che rido ogni volta che la leggo, appuntata nelle Note del mio iPhone.
Come accompagnamento, per quel brunch, c’erano una marmellata di pesche homemade che occorrerebbe brevettare, dei muffin bianchi al cioccolato bianco, dei muffin al cacao con gocce di cioccolato bianco, sciroppo d’acero, una composta di mele saporitissima e un the al lime straight from London. A casa mia ci vorrebbe una settimana per radunare tutte queste vettovaglie ma da Fra è la cosa più naturale del mondo, e tu puoi gustare i pancake appena fatti con ciò che ti aggrada guardando le puntate di Jamie Oliver, sentendoti dentro un film perfetto, a piedi scalzi e col pigiama addosso.

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Poi può farvi assaggiare un pezzetto di formaggio che stupende è dir poco e sorprendervi raccontando la sua storia, la provenienza, il come è giunto fino al suo frigo avvolto con precisione in un velo di carta e messo sottovuoto.

Potete anche vagare per le librerie, indicarle una ricetta interessante con aria disperata e sentire il suo “Ma non ci vuole niente! Sostituisci questo con quello, ed è fatta!“, mentre tu non ci avresti mai pensato.

E, dopo un gelato di Cioccolati Italiani, potete sedervi su una panchina e stilare la lista dei 10 cibi senza cui non potreste fare a meno.

Non c’è bisogno di ingredienti eccellenti.
Non c’è bisogno di marchingegni strani.
Non c’è bisogno di ricette elaborate.
Il segreto di Fra è la passione, che trapela da ogni suo gesto e avvolge ogni suo manicaretto.

Se c’è uno zerbino che dovete presidiare con tenacia, costanza e dedizione è il suo.
Chiedetele qualsiasi cosa: vi solleticherà il palato, e con esso lo spirito.

(Madreeeh, non piangere leggendo queste parole! Ti mando la guardia reale a consolarti?)

La zuppa di legumi di Stefano

Posted on 26 gennaio 2013 by in Lombardia, Milano, Presentatevi sul loro zerbino, Primi Piatti

Torna dopo quasi un anno la rubrica “Presentatevi sul loro zerbino”, e lo fa in grande stile, con un suggerimento a cui sono sinceramente affezionata.

Questa è la storia di un piatto speciale, legato indissolubilmente a un momento, dimostrazione di grande amicizia e portatore sano di sospirante e felice commozione.

Per motivi non propriamente allegri ricordo con precisione il giorno, il mese e l’anno in cui l’ho assaggiato per la prima volta e ciò che è accaduto in quella circostanza – parole, espressioni, sensazioni. Al tempo tutto era un po’ offuscato, ma col passare dei mesi il pensiero si è raffinato, è emerso; sapori, consistenze nonché profumi sono rimasti, sublimati, distaccati dalla tristezza e avvolti in un’aura di tenerezza e affetto.

Vogliamo essere quasi didascalici? D’accordo: era Marzo, non faceva particolarmente freddo, il mio morale aveva raggiunto un minimo storico e i miei amici si prodigavano per starmi vicino. Come direi io, col mio tono spesso assai ironico, eran bei momenti.

Comunque, quella sera ho raggiunto la Bourbaki House, dove mi attendevano Cristina (di cui ho già parlato per il suo erbazzone) e Stefano, lo chef della serata, il creatore di cotanta bontà, l’artista (e non c’è parola che gli si addice di più, davvero!) al fornello, il paziente alchimista della pentola, che si stava prodigando da diverse ore nella preparazione di quello che per me è diventato il piatto che meglio rappresenta la “consolazione“.

Sapete quando siete un po’ giù di morale, roba che Nietzsche al vostro confronto è un bonaccione, Baudelaire scrive canzonette pop e il pessimismo cosmico risulta un eufemismo, e assaggiate qualcosa di così buono da insinuarsi tra le pieghe dei vostri pensieri contorti e contagiarvi, calmarvi, ristorarvi e scrollarvi di dosso l’ansia, permettendovi di reagire? Bussa alla vostra coscienza, facendovi ritornare nel mondo dei senzienti.
Ecco, su di me la zuppa di legumi di Stefano ha prodotto quell’effetto, in quel Marzo non troppo freddo: è il potere dei cibi fatti con cura, passione e dedizione, qualità che si sentono a ogni boccone.

Dopo diversi mesi dovevo e volevo riprovarla, per assaporarla meglio e risperimentare la sensazione di cui sopra: mi sono recata ancora alla Bourbaki House, accomodata al tavolo e affondato il cucchiaio nella scodella colma di quella bontà sobbollita per ore sul fuoco, frutto del lavoro concentrato e puntuale dello chef.
Già la presentazione mi ha donato un sorriso – con tutti gli elementi disposti millimetricamente a formare una faccina -, figuratevi quando l’ho riassaggiata!
Stefano è sempre indubbiamente bravo nel trovare non solo il giusto tempo di cottura, ma anche nell’esaltare il gusto naturale degli ingredienti: sarebbe facile aggiungere il sale, ben più arduo è tirar fuori il sapore autentico di quei legumi. Missione pienamente compiuta.
Un piatto da interpretare con diversi condimenti da aggiungere di volta in volta – oli, crostini, tocchetti di salsiccia, aceto balsamico – per ottenere gusti differenti, partendo appunto da una base squisita.

Al primo cucchiaio ho percepito dei campanellini nella mia testa, quelli che dicevano “Questo sapore lo conosci“.
Al secondo i nervi si stavano già distendendo.
Al terzo è giunto un lieto sospiro.
Al quarto le papille hanno fatto la ola.
Al quindi i miei sensi erano soddisfatti (il profumo della zuppa, la giusta consistenza dei singoli legumi, il calore del cucchiaio, i colori dei componenti, il sapore talvolta deciso, talvolta delicato).
Al quinto sono stata abbracciata da un tepore gentile e calmierante.
Al sesto altro non vedevo che la pace nel mondo e non riuscivo a smettere di sorridere.

E così via, fino alla fine della portata, quando ormai ero la persona più tranquilla del circondario, riappacificata con tutto, piena di energia positiva e accudita, coccolata dal cibo preparato da Stefano.

Un rimedio universale al cattivo umore, agli imprevisti, alle brutture, alle ferite.
Uno dei più efficaci che abbia mai sperimentato, e sicuramente tra i più buoni.
Nei momenti ardui supplicate Stefano di prepararvi la sua zuppa di legumi, e andrete sul sicuro.
… ma che sia chiaro: io, The Royal Taster, ci ho la precedenza!

La pasta alla sorrentina di Monica

Posted on 28 gennaio 2012 by in Emilia Romagna, Presentatevi sul loro zerbino, Primi Piatti

C’è stato un periodo in cui “weekend” significava prendere un treno da Bologna a Silla, aspettare qualche minuto affinché qualcuno passasse a prendermi alla stazione, prepararsi e salire ancora più su per i monti fino a Montese, dove cibo a volontà e danze fino a notte fonda ci aspettavano. Poi io rimanevo a dormire lassù, a casa dello chef protagonista di questo appuntamento con “Presentatevi sul loro zerbino“, che torna dopo una lunga assenza.

C’è un piatto che ricordo con nostalgia. Un primo assolutamente semplice, ma che collego sempre a quei risvegli lenti e affaticati, noi con occhi socchiusi e aria stordita, che fronteggiavamo il frigorifero nel coma più totale e sceglievamo con cosa non solo fare colazione, ma anche pranzo.

Voglio dire, la pasta alla sorrentina è abbastanza veloce e i passaggi necessari sono pochi, ma come la preparava Monica nessuno mai. (altro…)

I canederli di Micaela

Posted on 10 dicembre 2011 by in Presentatevi sul loro zerbino, Primi Piatti, Trentino Alto Adige

Oggi parliamo di uno zerbino che rappresenta degnamente il Trentino a Milano.

Non osate varcarlo senza conoscere la giusta pronuncia di “speck“, altrimenti potreste essere defenestrati dai padroni di casa, trentini DOC, adepti alla sacra arte del parampampoli, sapienti esperti di salumi affettati, portatori in tutto il mondo di una sacrosanta cucina montanara che fa la felicità di questa mangiatrice da combattimento (ciao Micaela, ciao Fabio).

Contrariamente a quanto ho detto che avrei fatto, oggi parlerò di un cavallo di battaglia della sopracitata Micaela (aka Micra).
Avrei infatti dovuto descrivere gli spetzle preparati un mesetto fa, ma non ci sono riuscita: non si può infatti iniziare a declamare la cucina di Micra se non dai suoi stupendi, straordinari, buonissimi canederli!

Che questo sia un subdolo tentativo di farseli preparare prima dell’arrivo della primavera non è certo un mistero: ho già pronti gli occhioni spalancati e luccicosi, supplichevoli, e le manine chiuse a pugno. Ditelo insieme a me, con la vocina più mielosa e disperata che possiate immaginare: “Micraaa, canederli…?!“. (altro…)

Il muffin di Laura (LaKoAn)

Posted on 3 dicembre 2011 by in Dolci, Milano, Presentatevi sul loro zerbino

Volevo dirvi che non è che mi sia scordata del “Presentatevi sul loro zerbino”, no.
E’ che una volta ho problemi tecnici, l’altra mi sveglio troppo tardi (abbiate pazienza, la vostra Regal Assaggiatrice di Sabato c’ha una regal voglia di dormire fino all’una).

Questa volta mi sono organizzata ecco.
No, la verità è che mi sto recando a un matrimonio a San Marino, quindi sono in piedi per forza.

Su qual zerbino vi consiglierò di piazzarvi questa volta?
Vi sorprenderò: avevo in mente di parlare di tutt’altro, poi lo scorso Venerdì ho ricevuto un lietissimo e inaspettato dono.
L’ho trovato sulla mia scrivania, in ufficio, notandolo immediatamente: piccolo, in un involucro di silicone marrone, invitantissimo.
Era un muffin di Laura (altrimenti conosciuta come LaKoAn).

Lavorando con la sua coinquilina (ciao Divara ciao), di tanto in tanto odo cosa cucina, quali delizie prepara. Tipo pancake. Cioè: PANCAKE. Poi pasta, e insalate, e… insomma, di tutto. La coinquilina dei vostri sogni, insomma.
Io voglio essere coinquilina di Laura. Anche part-time, tipo per colazione.

Comunque, dopo un mio commento in quel mondo che si chiama Friendfeed, la chef ha avuto il buon cuore di farmi recapitare un muffin, e che muffin: cioccolato, pinoli e pere (biologiche, mi è stato detto dalla regia). Voglio dire: il trionfo! (altro…)

L’erbazzone di Cristina

Posted on 5 novembre 2011 by in La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano, Presentatevi sul loro zerbino, Tradizioni

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Sabato, giornata in cui la categoria “Presentatevi sul loro zerbino” regna sovrana.

Mentre bevo un caffè mi prendo una licenza “poetica” e richiedo il vostro canto.
Schiaritevi la voce e intonate con me un: “Emilia Romagna miaaa, Emilia Romagna in fioreee…“!

Sto infatti per parlarvi di un piatto tipico di quel di Reggio Emilia poco conosciuto nel resto d’Italia, ma prima permettetemi di presentarvi la cuoca, colei che di tanto in tanto ci onora preparandolo.

Lei si chiama Cristina, ama ballare, viaggiare e prova un amore viscerale per le verdure.
Sì, le verdure. Della serie che siete al ristorante a mangiare, per esempio, una superba fiorentina e lei afferra delicatamente la fogliolina d’insalata di contorno o bellezza, la sgranocchia e sospira un “Che bontà!“, mettendo in secondo piano il sacrificio del bovino.
Una cosa incredibile.
Io vado in crisi d’astinenza per, che so, le uova con bacon, e lei invece per la frutta.
Per farla felice regalatele un mazzo di ravanelli (fatto), un cesto di pesche (fatto), fate rotolare una decina di angurie verso casa sua!

Insomma, è una persona che mangia in modo assolutamente sano perchè adora verdura e frutta più di ogni altra cosa. Beata lei.

Quando non sta a Milano torna nel reggiano, dove ha vissuto per qualche anno e appreso le arti dalle ‘zdore (signore) del posto: ecco come ha imparato a preparare l’erbazzone.

L’erbache?“, esclamerete voi.

Si tratta di una di quelle specialità tradizionali la cui ricetta cambia di casa in casa: io vi racconterò quella della Bourbaki’s House. (altro…)

I peperoni di Daniela

Posted on 29 ottobre 2011 by in Contorni, Piemonte, Presentatevi sul loro zerbino, Torino

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Ho amici che sanno cucinare molto bene.
Sono fortunata, io che so preparare cinque piatti cinque.

Loro sono quegli amici che ogni tanto guardi in codesto modo (e se non lo fai, segui le istruzioni):
1) fronteggiali;
2) inclina la testa da una parte;
3) chiudi le manine a pugno;
4) porta i pugni sulle guance;
5) spalanca gli occhioni (e se riesci a far apparire i lucciconi, ancora meglio);
6) sbatti le ciglia…
… E pronuncia il nome del loro cavallo di battaglia culinario, con tono tenero e supplichevole.
In confronto il gatto con gli stivali di Shrek sembrerà Stalin.

Chi ti resisterà?

È delle loro specialità che vi parlerò, teoricamente ogni Sabato: dichiaro infatti ufficialmente aperta la categoria “Presentatevi sul loro zerbino“.

Io ho una cara amica che ora abita nel Piemonte. La sua cucina ha influenze di diverse regioni italiane. È una cuoca curiosa e attenta, nonché una grande buongustaia. (altro…)