17 November 2017
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La capasanta con formaggio e kataifi del Finger’s Garden (Milano)

Posted on 27 giugno 2012 by in Antipasti, Etnicità diffusa, Milano, Regali Eventi

Ieri sera la sottoscritta ha messo dei vestiti carini, una collana a dir poco vistosa (grazie H&M!), orecchini scintillanti, tacchi eccezionalmente alti (statura raggiunta: 1,98. Oh yes) ed è stata all’evento di Maserati – con Bulgari e Moet & Chandon – presso il Finger’s Garden di Milano, un nome che è una certezza.
Dopotutto, per il meglio delle auto ci voleva anche il massimo dei gioielli, il lusso di grandi vini e l’eccellenza della cucina, no?

L’occasione: la presentazione della nuova GranTurismo Sport, un concentrato di potenza e eleganza in cromatura blu, da ammirare in ogni dettaglio, organizzata da Rossocorsa.

Io e Chiara dal Ben non ci siamo lasciate sfuggire l’occasione e, una volta esaminata l’auto protagonista, ci siamo accomodate a un tavolo inconsapevoli di star per vivere un’ottima esperienza gastronomica.

Il Finger’s Garden in quartiere Isola è fratello del Finger’s in corso Lodi, ristorante giapponese dall’ottima fama per alta qualità e elevato prezzo (ogni volta che ci passo vicino lo guardo con aria da “Ti tengo d’occhio!”), ma con un giardino in più, con tanto di stagno con carpe sguazzanti.
Ieri abbiamo provato diversi assaggi della sua bontà, tra Kobe beef e maki, sushi e roll con King Crab, spiedini di pollo e merluzzo marinato nella salsa ponzu, ma se devo scegliere il cibo definitivo non posso non optare per la capasanta servita al cucchiaio con besciamella di formaggio, emulsione di soia e pasta kataiki croccante, chiamata altresì Tayo e Luna.

La mangi e pensi “Sì, vabbè, Dio esiste, e questa ne è la prova“.

La capasanta è tagliata in una perfetta fettina piatta, cotta a puntino e posata al centro di codesto cucchiaio; viene sormontata da una punta di questa goduriosa besciamella di formaggio dal sapore delicato con cui si sposa perfettamente, e non la travalica.
La componente sapida è impersonata dall’emulsione di soia, che regala un tocco di sapore più deciso.
In tutta questa morbidezza è il ciuffetto di kataifi a conferire croccantezza, estremamente fine e leggero (per non parlare poi dell’effetto estetico gradevole).

Non nascondo di non aver resistito e di averne mangiate ben più di una, servite dai gentilissimi camerieri che hanno stranamente individuato una mia particolare predisposizione al cibo e accorrevano al tavolo (anche perché, diciamolo, molti degli invitati avrebbero preferito una spaghettata aglio olio e peperoncino, a giudicare dai commenti uditi e dalle facce viste di fronte a, per esempio, il pesce crudo).

Ho fatto le mie dovute ricerche per saper qualcosa di più su questo fascinoso ristorante: sapete chi sono i creatori del Finger’s e del Finger’s Garden?
Gli chef Roberto Okabe e Gustavo Young più – udite udite – il campione Clarence Seedorf.

Per una serata particolare, molto sofisticata, per fare un po’ di vip-watching (a un tavolo separato c’era il buon DJ Albertino, per darvi un’idea dei frequentatori), se avete clienti da impressionare, dolci metà da sorprendere, per mangiare cibi molto curati e se per una volta non volete prestare molta attenzione al portafoglio questo ristorante fa per voi.
Preparate a vostra volta i tacchi alti, e voi signori indossate le giacche anche con quaranta gradi all’ombra: forse soffrirete un po’, ma la gioia del palato vi ricompenserà.

Dove
Finger’s Garden
Via Keplero 2
Milano
Tel. 02 606544

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