Il regal Asus Zenfone 2

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Il mio portinaio inizia a farsi delle domande: “Cosa saranno quei pacchi misteriosi che l’inquilina alta riceve?“.
Di cosa si occuperà?“.
Sarà una contrabbandiera di ciccioli?“.
Perché è sempre così felice quando li ritira, che manco fossero Natale, compleanno e Salone del Gusto messi insieme?“.

C’ha pure ragione, lui: sebbene cerchi di mantenere sempre un Regal contegno ci sono volte in cui lascio trapelare un’evidente gioia e vengo avvolta da un’aura di luce e stelline. Tipo quando è giunto lo Zenfone 2.

La frase “C’è un pacco per lei” ha scatenato il tripudio: col malloppo son tornata in casa, ho preso un paio di forbici, sgominato gli involucri e liberato la sobria e compatta scatola del nuovo cellulare Asus.

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Dopo dieci minuti di tentativi di apertura della scatola (probabilmente sono impedita io), sapete cosa ho esclamato – non nei miei pensieri, ma proprio ad alta voce – quando ho visto il telefono? “Wow“.
5,5 pollici di schermo elegantemente incorniciato da un case nero, liscio e lucente  nella parte frontale, leggermente curvo e gommato sul retro.
I miei occhi brillano come solo davanti a un frigorifero pieno o a una tavola imbandita, e penso di essere felice di essere una nerd.
Ne rimango genuinamente impressionata e lo sollevo mentre nella mia testa passa un “TAM TAM TAM TAM” di “2001, Odissea nello spazio”.

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Forse il peso è leggermente maggiore rispetto ad altri – 170gr – ma la sensazione è di avere una presa salda e sicura (merito anche del retro convesso, molto ergonomico).
Con i suoi 152.5 x 77.2 x 10.9 mm non è un oggetto che io possa utilizzare con una sola mano (vabbè, telefonate a parte), ma la soddisfazione di una Geek davanti a tutto questo ben di tech è molta.
Lo giro, lo rigiro: pochi tasti essenziali, linee pulite, materiali solidi. Solo un pulsante in alto per accenderlo e spegnerlo, tre icone (non retroilluminate) su quelli a sfioramento e un interessante bottone sul retro per alzare e abbassare il volume, proprio là dove il dito si posa quando si sta telefonando. Comodo.

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Poi lo accendo e… Oh oooh! Lo schermo mi piace molto, soprattutto per la risoluzione e la resa dei colori. È intenso e brillante, le immagini risultano fluide, dettagliate, e mi chiedo se sia fatto davvero di pixel.
Persino Android, sistema operativo che non amo granché a causa di precedenti esperienze con altri cellulari, mi sembra bellissimo.

In tutto questo entusiasmo noto solo alla fine un adesivo sulla confezione che indica la recente vittoria dell’International Forum “IF” Design Award 2015, che mica son bruscolini, proprio per il suo aspetto.

Quindi, dove andremo io e il mio nuovo amico Zenfone 2? Dovrà superare ristoranti, bar, grasso e unto, brodi incandescenti e creme dense, griglie e forconi, nonché treni e metro, tram e corse frenetiche alla conquista del cibo.

Siamo pronti.

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