#CasaAltoAdige e le farine

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Ogni volta che ricevo un invito per un evento di Casa Alto Adige e riesco a partecipare ne esco con un gran sorriso e una bella sensazione addosso: dopotutto si passa tra una serata tra amici, tra cibo veramente eccellente, scoperte, attività divertenti e persone simpatiche, quindi come potrebbe essere altrimenti?
Oltretutto la DreamFactory di corso Garibaldi è ormai così famigliare da sentircisi a casa.

Un paio di Giovedì fa si è tenuto un incontro incentrato sullo speciale mondo delle farine del Sudtirol, materia prima più che pregiata da cui si ricavano pani, pani scuri, crostini, grissini, pagnottelle, focacce e altre innumerevoli bontà. Vogliamo parlare di quelli croccanti con una miriade di semi e granaglie diversi? Come si può non resistere?
Ascoltando e guardando i video pareva di trovarsi in uno di quei campi di grano e sentire l’aria frizzante e profumata sul viso (e mi ha fatto venire una gran voglia di andarci).

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Sfidati, noi avventori ci siamo messi alla prova nel realizzare alcuni, letteralmente con le mani in pasta: non è che fosse una gara, ma a vedere la passione messa da alcuni poteva sembrare.

Nel mentre si sorseggiavano vini deliziosi (di quelli che non danno alla testa persino a me, che lo reggo malissimo) e gustavamo piatti dello chef Herbert Hintner, di cui fare il bis era un gran piacere.
Potrei descrivervi quel gnocchetto di patate su burro con erbette, quell’incantevole tartare di manzo freschissima e saporita, quella specie di tortello con speck su un letto di formaggio che invadeva di sapore il palato, ma poi mi accusereste di farvi venire appetito a orari improbabili.

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… Troppo tardi, dite?
Ehm. Ops.

Un enorme grazie a Casa Alto Adige.
Prometto che un giorno proverò a creare uno dei pani a casa (e in tal caso avverto l’esercito, che non si sa mai quali danni potrei combinare).

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