La pizza al trancio con fiori di zucca di Gino (Milano)

Corso Vercelli: via di shopping della Milano-bene, quella delle signore in pelliccia che hanno la cameriera, quella dei signori col SUV, quella in cui i saldi non vanno mai oltre il 50% (se va bene), quella dei palazzi curati e signorili, quella in cui le rosticcerie affiancano le gioiellerie.

Ecco, una di queste gastronomie si chiama Gino, ed è il luogo di gioia e disperazione. È infatti conosciuta per la bontà delle sue pizze, delle sue arancine, dei suoi piatti di pasta, ma anche per i suoi prezzi alti, altissimi, per i suoi scontrini cari, carissimi, al centro di tanto in tanto di diatribe e sceneggiate degli avventori sprovveduti che no, 11 euro per delle polpette al sugo non le pagano (… ok, io ho pagato € 11,20 per queste polpette, una volta. Non mi sono lamentata. Almeno, non ho detto nulla, ma nei miei occhi è apparso Satana che ha fissato intensamente la cassiera).

Quando entrate non lasciatevi prendere la mano: per assaggiare queste bontà ci vuole consapevolezza, e la fermezza di dire “Basta così!” quando serve, prima che il signore che vi serve si presenti con ago e sacca del sangue vuota pronta da riempire.

Insomma, se possedete tali doti dovete assolutamente assaggiare la pizza al trancio con i fiori di zucca (che non sono fritti. Scusate la puntualizzazione, ma ormai mi conoscete e sapete che potrei mangiarla anche se lo fossero stati).
La pizza viene servita tagliata a quadratini in modo tale che voi, forchetta-armati, possiate prenderla pezzo per pezzo senza sporcarvi o ungervi.

È alta quanto basta, col fondo croccantino e ovviamente unticcio, e stracarica di condimento: tanti fiori di zucca adagiati, stesi con cura, tanta mozzarella filante e gustosa, e non una di quelle che sa di plastica; oltretutto si percepisce il sapore spiccato di un altro formaggio, ma ancora non si è pervenuti a una conclusione (ed è in questi casi che occorrerebbe il buon Benedict Cumberbatch aka Sherlock); insomma, dato che la pasta non è particolarmente pesante, ci pensa il resto a fare il suo dovere.

Le altre controindicazioni sono: induce sonnolenza, abbiocco istantaneo, voglia di accasciarsi su un divano e contare i minuti scorrere; e ne vorrete ancora, nonostante vediate la morte ballare la macarena davanti a voi. Ne sarete assuefatti.

Non è da fare tutti i giorni, ma quando ci vuole, ci vuole.

Aaah Gino, quanto fai tribolar portafoglio e stomaco!

Dove
Pizzeria Gino
Corso Vercelli 9
Tel. 02.48004130

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