La marmellata di arance perfetta

Ebbene sì, anche le Regali Assaggiatrici si ammalano: si vorrebbe pensare che ciò accada con onore, magari per aver assaggiato un piatto avvelenato che spettava alla Regina, e invece no, è mera, mesta e semplice influenza.

Cosa fare quanto ciò accade, quando non si può (non si dovrebbe) mangiare pesante, a parte imbottirsi di the caldo e minestrine? Un bel dilemma.
Dicono che le marmellate siano concesse, con fette di pane o biscottate, quindi colgo l’occasione (se così si può dire) per affrontare questo capitolo, che molto mi interessa.

Alla sottoscritta piacciono molto quelle con i pezzi di frutta corposi e consistenti, quelle che – insomma – sanno davvero di frutta. Le gelatine? Da sfruttare solo il caso di emergenza, anche se le jam inglesi di agrumi sono molto interessanti.
In una mia recente scorribanda al supermercato ho individuato un barattolo che molto mi ha incuriosita e che ho acquistato come esperimento. La marca, infatti, non mi suggeriva nulla ma il contenuto del vasetto di vetro mi parlava in molte lingue del mondo (tra cui il kazako e il turco): si tratta della marmellata di arance dell’Esselunga.

Vedo tutti i puristi trasecolare, e come non capirli? Ci sono tante più rinomate marche ma, secondo il mio modesto parere, sul mercato una marmellata di arance che riscontra così bene il mio gusto non c’è.
Il vasetto (che nella foto vedete ovviamente mezzo vuoto) si presentava pieno di fette intere di arancia aderenti ai bordi. Fette-intere, sì, e non sottili scorzette impalpabili: non si può dire che questa marmellata non contenga frutta in quantità perché è proprio sotto agli occhi!

Ora seguite le mie istruzioni: aprite il vasetto, prendete il coltello, immergetelo nella composta e pescate una fetta di arancia. Tenetela in equilibrio e lasciatela delicatamente scivolare su una fetta di pane leggermente abbrustolito. Spalmate con cura la marmellata aggrappata alla frutta sul resto del pane, e rimirate la vostra opera.
Infine assaggiate, e lasciate che il dolce venga stemperato dalle note acidule delle scorze delle arance che, a forza di stare immerse nello zucchero, si sono ammorbidite e hanno rilasciato l’essenza. Queste scorze inoltre sono rimaste quasi croccanti, non cedono facilmente e danno molta soddisfazione al palato.

Non ho mai trovato altre marmellate di arance così, con così tanta frutta, e me ne sono alquanto invaghita. Se, come me, amate questo genere vi consiglio di provarla.

Insomma, una piccola consolazione per una regal degente?
Eccola servita.

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