21 October 2017
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I canederli di Micaela

Posted on 10 dicembre 2011 by in Presentatevi sul loro zerbino, Primi Piatti, Trentino Alto Adige

Oggi parliamo di uno zerbino che rappresenta degnamente il Trentino a Milano.

Non osate varcarlo senza conoscere la giusta pronuncia di “speck“, altrimenti potreste essere defenestrati dai padroni di casa, trentini DOC, adepti alla sacra arte del parampampoli, sapienti esperti di salumi affettati, portatori in tutto il mondo di una sacrosanta cucina montanara che fa la felicità di questa mangiatrice da combattimento (ciao Micaela, ciao Fabio).

Contrariamente a quanto ho detto che avrei fatto, oggi parlerò di un cavallo di battaglia della sopracitata Micaela (aka Micra).
Avrei infatti dovuto descrivere gli spetzle preparati un mesetto fa, ma non ci sono riuscita: non si può infatti iniziare a declamare la cucina di Micra se non dai suoi stupendi, straordinari, buonissimi canederli!

Che questo sia un subdolo tentativo di farseli preparare prima dell’arrivo della primavera non è certo un mistero: ho già pronti gli occhioni spalancati e luccicosi, supplichevoli, e le manine chiuse a pugno. Ditelo insieme a me, con la vocina più mielosa e disperata che possiate immaginare: “Micraaa, canederli…?!“.
Non è certo facilissimo farli, ecco perché occorre anche il vostro intento: presentatevi sul suo zerbino, ma fatelo per me, non tentate nemmeno di rubarmi il sacrosanto canederlo! Cioè, avete visto la foto qui in alto, di quelle meraviglie in cottura?

I canederli mi ricordano tantissimo le lunghe sciate invernali che facevo fino a qualche anno fa. Già allora mi svegliavo alle cinque e mezza di mattina solo grazie alla forza del pensiero delle squisitezze che avrei mangiato a pranzo in baite disperse nella Val di Fiemme.

Quelli di Micra hanno un impasto bello grossolano, che nel brodo di ammorbidisce quanto basta per far spiccare i pezzetti di speck e le spezie. A me il canederlo piace proprio così.
Li prepara o, appunto, col brodo o col burro fuso: avendo assaggiato entrambe le versioni non saprei a quale dare la mia preferenza. Dipende dai vostri gusti.
Ho un tuffo al cuore se ci ripenso, e sospiro trasognante.

Ci sono due tipi di persone al mondo: chi, come Proust, ha ricordi legati a dolcini un po’ gne gne, e chi a forchettate di delizioso, gustoso e tosto canederlo trentino DOC, giunto direttamente dai monti.

Lo zerbino è là.
Andate e scannatevi per conquistarlo.

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