20 October 2017
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La tartare di salmone di Lisa Elmqvist (Stoccolma)

Posted on 4 settembre 2013 by in Secondi Piatti, Stoccolma

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Non riesco a pensare a inizio migliore per raccontarvi le mie avventure gastronomiche estive del lodare la tartare di salmone di Lisa Elmqvist a Stoccolma. Davvero, non c’è.

Si è trattata di una conquista – ho scoperto che mangiare ottimo pesce in Svezia non è così semplice -, di una conferma – in molti me l’avevano consigliato e le recensioni online ne dicono bene – e di una grande soddisfazione per il palato, che raramente ha assaggiato una tartare di salmone così buona.

Io e la fida amica di viaggio Azzurra abbiamo deciso di pranzare alle tre e mezza di pomeriggio per evitare la lunga coda e il caos di cui molti ci hanno avvertite: abbiamo raggiunto il mercato alimentare di Stoccolma – l’Ostermalms Saluhall, che chiude alle ore 18 – e ci siamo sedute subito al bancone. Qui abbiamo fatto la “conoscenza” di un simpatico (leggasi: alquanto avvenente) cameriere al quale abbiamo ordinato specialità di pesce, sfregando le manine come di fronte a un piano diabolico, senza essere veramente consapevoli di cosa ci si prospettava, e dell’esaltazione a portata di forchetta.

E voilá, l’epifania del gusto!

Un pesce freschissimo ci ha lanciate tra i sapori scandinavi: preso dal bancone e tritato apposta per noi in piccoli cubetti disposti a cilindro, era accompagnato da insalatina con salsa alla senape e sfogline di patate.
Sormontato da uova di salmone e pezzetti di cipolla fresca, mescolato a erba cipollina e affiancato a un immancabile rametto di aneto, era così perfetto alla vista da lasciarci commosse: di certo non ci aspettavamo tanta qualità nel ristorante di un mercato, quindi abbiamo capito il perché di tante lodi.

Con la punta dei rebbi ho centellinato questo trionfo in minute porzioni mentre il cameriere sopracitato ci guardava con aria perplessa: dovevamo avere delle espressioni così beate!

Oh Lisa, che bel momento ci hai fatto trascorrere!

A voi avventori raccomando di recarsi in un orario tranquillo, e ricordatevi che a cena non è mai aperto, così come la Domenica.
Se sarete attenti organizzatori e seguirete questi piccole indicazioni sarete assolutamente ricompensati.

Dove
Lisa Elmqvist
presso Ostermalms Saluhall
Stoccolma

I bocconcini di spigola e lampascioni dell’Altro Baffo (Otranto)

Posted on 25 febbraio 2013 by in Otranto, Puglia, Secondi Piatti

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Giacché le contraddizioni sono tra le mie principali “qualità” (e le persone non fanno altro che farmi notare come ne sia un simpatico coacervo), mentre l’Italia è sommersa dalla neve e io ho sempre dichiarato di detestare il caldo, son qua che mi ritrovo a pensare alla scorsa estate in Puglia, dove di sicuro non c’era fresco. Probabilmente mi manca la sensazione del sole sulla pelle, inizio a ritenere opprimente il peso dei cappotti e rimpiango quei giorni in cui avevo il cervello disconnesso e le tre uniche preoccupazioni erano il mare, i libri e il cibo.

Una sera io e i miei amici buongustai siamo stati ad Otranto, dove avevamo prenotato un tavolo al ristorante L’Altro Baffo, raffinato e incantevole, una di quelle esperienze di alto livello che lasciano un ricordo di cura, passione e bontà.
In quell’afosa serata indossavo un abito leggero, sandali verdi, una borsa dello stesso colore, portavo i segni rossi del primo sole sulle spalle e tutto ciò che desideravo era qualcosa di sorprendente ovviamente a base di pesce. Sono stata accontentata.

Tra le diverse portate quella che più è rimasta impressa é il secondo, sia per gusto sia per presentazione: bocconcini di spigola su crema di lampascioni.
Innanzitutto ero incuriosita da questa salsa, e ho ammesso tutta la mia ignoranza al cameriere domandando di cosa si trattasse: il lampascione par infatti esser utilizzato solo nella cucina locale, e altro non è che un bulbo che, opportunamente trattato, può essere accostato alle cipolle (e ora potete dire di aver imparato una cosa nuova, dai! A qualcosa servirò pure, oltre a farvi venire appetito nelle ore più improbabili). Ridotto in questo modo aveva un sapore leggermente amarognolo ma piacevole, e la sua intensa colorazione rossa decorava il piatto. Su di esso erano disposti i bocconcini di spigola, arrotolata abilmente su se stessa, tenera e dal sapore delicato, bellissima a vedersi, stuzzicante e deliziosa: il mio palato, che veniva da settimane in cui l’unico pesce toccato era il salmone fatto sushi, ha compiuto diverse evoluzioni di gioia e ammirazione, che se per alcuni di voi il pesce fresco è la normalità, per me rappresenta un grande privilegio.

A termine serata, mentre stavamo gustando i dolci ubriachi di vino e sazietà, vediamo giungere un cameriere dalla fine della strada con una cassa di polistirolo bianca: il nuovo pescato, appena giunto, e subito mostrato a un tavolo a fianco per la scelta. Inutile dire che mi si era riaperto lo stomaco, ma dopo aver assaggiato del cioccolato mi pareva brutto ricominciare.

Incuriosita da tale cucina, tornata a casa ho fatto le mie ricerche e scoperto che in cucina governa una chef, Cristina Conte.
A lei tutto il mio plauso: sogno di tornare all’Altro Baffo al più presto, già da quest’estate.

Dove
L’Altro Baffo
Via Cenobio Basiliano 23
Otranto
Tel. 0836 80 16 36

Le penne al “batti batti” del Cala Moresca (Livorno)

Posted on 31 maggio 2012 by in Primi Piatti, Regali Eventi, Son esperienze, Toscana

Chi mi segue su Instagram e Twitter avrà notato un certo movimento durante il weekend, nel senso che mi sono lanciata in gran stile tra i treni per raggiungere il Park Albatros di EC Vacanze, per condurre alcuni blogger alla scoperta del villaggio e della zona.

Manco a dirlo, anche in questa occasione ho trovato il modo di mangiare alquanto e con immensa delizia. Dopotutto, “é per lavoro“, mica potevo sottrarmi! Dovevo accompagnare gli ospiti nelle loro scoperte paesaggistiche, turistiche e gastronomiche.

Raccolgo quindi lo sprone dato da Via che si va, che ha già ben descritto il luogo in cui abbiamo pranzato sabato e mi ha lasciato il compito di parlarvi dell’aspetto “sapore”. In un rilassante ristorante affacciato sulla spiaggetta chiamata Cala Moresca abbiamo infatti assaggiato piatti di mare che ci hanno introdotti definitivamente all’estate.

Cosa spiccava, nell’interessante menù? (altro…)

L’astice del Lobster Place (New York)

Posted on 15 maggio 2012 by in America, Secondi Piatti

Come vi dicevo, avrei trovato presto un’altra occasione per tornare al Chelsea Market di New York e consigliarvi un altro posto in cui mangiare, e diciamo che proprio non posso esimermi dal raccontarvi la saga di Pizzicottina (citazioni simpsoniane si sprecano), l’amica aragosta.

Diciamo che lasciare la Grande Mela e dintorni senza mangiare crostacei sarebbe stato un gran peccato, dicono, quindi abbiamo colto l’occasione alla nostra seconda visita al grande mercato coperto.
La sottoscritta adora mangiarli, ma per motivi di costo non è sempre facile: i prezzi americani hanno sicuramente aiutato, e la qualità era strepitosa.

Seguendo le istruzioni di persone più esperte io e la fidata Giulia siamo entrate al The Lobster Place e abbiamo raggiunto l’angolo degli astici, un bancale cosparso di ghiaccio su cui erano ordinatamente posate i chele-muniti per dimensione e peso. Abbiamo detto all’addetto di essere in due e di avere un discreto appetito, quindi lui ne ha scelta una, ha ricevuto la nostra approvazione e ci ha dato un numerino per tornare dopo poco.
Intanto ci siamo accomodate ai tavoli rialzati vicino alle vetrate della pescheria/ristorante, rimboccandoci le maniche e scrocchiando le falangi, con l’aria di avere in mente qualcosa di diabolico. (altro…)

Il polpo del Prima della Pioggia (Bologna)

Posted on 2 dicembre 2011 by in Bologna, Emilia Romagna, Secondi Piatti

Bologna è conosciuta per essere “la grassa“, oltre “la dotta” e “la rossa“, e come dar torto a tal detto?
La sua cucina non è tra le più leggere del mondo e ovviamente ha meravigliosamente preso il ruolo di protagonista in tutti i ristoranti locali.

Se però si cerca qualcosa di sfizioso ma non prettamente “bulgnais style“, ecco, ci si trova un poco spaesati.

Qualche tempo fa un adorabile amico mi ha illuminata portandomi a pranzo in un posticino aperto da qualche mese nel centro della mia amata città, un ristorante che consiglierei per l’ambiente curato, per i camerieri che prendono gli ordini sull’iPad, per l’atmosfera rilassata e, certo, per la cucina non prettamente emiliano romagnola, gustosa, genuina. Niente ricette arzigogolate: la semplicità premia.

Il primo piatto che ho assaggiato al “Prima della Pioggia” era del polpo con pomodorini, patate e olive. (altro…)

Le capesante gratinate del Primonovecento (Milano)

Posted on 30 novembre 2011 by in Antipasti, Lombardia, Milano

È che io mi sveglio ogni mattina sapendo benissimo di cosa avrò voglia di mangiare durante la giornata. Spesso si tratta di piatti pesantucci o addirittura irreperibili in Italia quindi desisto, ma questo non vuol dire che il mio pensiero non corra verso quelle delizie.

Stamattina, per esempio, avrei volentieri ordinato una pietanza facile facile, leggera leggera, buona buona, molto da colazione, molto da spuntino.

Le capesante gratinate del Primonovecento.

Mentre voi pensate “Questa c’ha le scimmie urlatrici nel cervello” io mi appresterò a spiegarvi il modesto, delizioso, sano piatto che i nostri palati fa esultar!
Chi non apre gli occhietti e ci pensa, dopotutto? (altro…)

La pizzetta di pescespada del Mare Nostrum (Torino)

Posted on 9 novembre 2011 by in Antipasti, Piemonte, Torino

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Ascoltate, principi, sudditi, messeri, vassalli e forestieri della regal corte (della serie: giocare di ruolo sarà pur servito a imparare qualsiasi tipo di carica, no?)!
La vostra assaggiatrice ha un annuncio da fare, con tanto di sigillo in ceralacca!

Lei, così tanto innamorata della sua Bologna, dei suoi infiniti portici, dolci colli e cupi vicoli, ha un’altra città italiana particolarmente cara in cui opera scorribande alimentari da far impallidire i più voraci.
Tal luogo è presto dichiarato: si tratta di Torino!

Fortuna vuole che due cari amici abitino in questa città così elegante, in uno dei quartieri più affascinanti e – che coincidenza! – siano addirittura delle ottime forchette (e bravi cuochi: vi ho già parlato dei peperoni di Daniela, infatti).
Mi hanno condotta in ristoranti straordinari e con loro ho assaggiato piatti particolari ed altri eccellenti.
Insomma, non è facile trovare persone con cui condividere tal gioia con egual entusiasmo!

A loro devo la scoperta e la conoscenza di uno dei miei ristoranti di pesce preferiti.
Pesce? A Torino?“. Ebbene sì: non potrebbe essere altrimenti, dato che la materia prima giunge ogni dì dalla Liguria, e il menù viene inventato di conseguenza.
Si chiama Mare Nostrum.
Si trova nel centro di Torino, dalla parte del fiume: varcate la porticina e vi troverete in un posto a mio giudizio alquanto affascinante che risulta famigliare, intimo.
I gestori e i camerieri sono esempio di simpatia, professionalità e affabilità: vi conquisteranno descrivendo i piatti. Inoltre sono persone che badano a Internet e ai giudizi trovati, per esempio, su TripAdvisor, anzi: una sera erano piuttosto amareggiati per commenti immeritatamente spietati, non se ne capacitavano.

Vi parlerò di uno dei piatti che meglio mi è rimasto nella memoria. (altro…)

Gli uramaki Philadelphia del Ginza (Milano)

Posted on 2 novembre 2011 by in Etnicità diffusa, Lombardia, Milano

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So che alcuni aspettavano con “ansia” l’inaugurazione della categoria dedicata alla cucina giapponese, vuoi perché ne sono appassionata, vuoi perché ho parenti giapponesi e, infine, vuoi perché sono un’adoratrice del Sol Levante, in ogni suo aspetto, sin dalla più tenera età.

Per darvi l’idea, tra i miei regali di compleanno di bambina annovero:
– un kit di pennelli e strumenti per professare la calligrafia orientale;
– un giardino zen (mai aperto, che poi sai la sabbia…?);
– un libro sull’arte del primo regalo.

A casa ho circa 800 tankobon (volumetti di manga).
Al liceo ho provato a studiare la lingua, e mi piacerebbe affrontarla sul serio.
Da quando ho otto anni la Madama Butterfly e i suoi “occhi pieni di malia” mi affascinano in primis per l’ambientazione.
Non cito nemmeno gli anime con cui son cresciuta.

Considerate anche che uno dei miei primi acquisti online è stato un kit per preparare sushi. Era più o meno il 2003, la cucina jap non aveva ancora invaso il nostro paese e l’ecommerce era tutto sommato agli albori, eppure la sottoscritta, pur di provare i piatti visti in quei manga, avrebbe fatto di tutto (per poi schiantarsi di fronte all’evidenza: cuocere il riso alla giapponese è un ostacolo insospettabile).

Insomma, avete a che fare con una fanatica. Un’Otaku che veste borchie. (altro…)

Ode al gamberetto: il Rak del Mud Art Café (Milano)

Posted on 26 ottobre 2011 by in Etnicità diffusa, La sagra del carboidrato, Lombardia, Milano

Perché il pesce fa bene, devi mangiarlo!”.
Direi che con l’avvento del sushi e con l’invasione barbarica dei ristoranti giapponesi (soprattutto simil tali) il problema è risolto: si sterminano i mari a suon di maki (ciao Elecipo, ciao Pietro, ciao Francesca, vi sto chiamando in causa).
Nei kaiten sushi (quelli con il rullo) vedo spessissimo genitori accompagnati da frotte di bambini che afferrano piattini con pesce crudo come se non ci fosse un domani: madri, padri, non vorrei dire ma la fettina di tonno crudo propinata a un bambino di otto anni nemmeno forse non fa benissimo, e così il domani non ci sarà di sicuro!

Non è di questo che volevo parlare, però.

Il pesce, dicevo.
Io non lo so cucinare (ma va?!). Ho appena imparato a preparare il pesce spada in padella.
Eppure lo adoro, e mi piacerebbe mangiarlo più spesso.

Esiste un posto a Milano in cui potete ordinare salmone e gamberetti in modi gustosi, leggeri (fermi tutti: sto per parlare di un cibo essenzialmente sano. Mettete in salvo le borse di Hermés!), veloci, ed è un ristorante svedese in zona Bocconi.

Il suo nome è Mud Art Café.

(altro…)