23 October 2014
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La prova assaggio che non ti aspetti: i Fonzies Choco

Posted on 31 marzo 2014 by in Junk Food (ma sempre regale), Regali Eventi, Son esperienze, The Royal Comfort Food

fonzieschoco

Ne avrete sentito parlare.
Avrete visto le pubblicità, i manifesti, i banner.
Qualcuno vi avrà detto di averli visti al supermercato, al bar, in autogrill.
E voi avrete pensato a un pesce d’aprile, a uno scherzone, un’allegra burla.

No no, miei cari: i Fonzies Choco esistono, e ci hanno invasi con tutta la loro croccante imprevedibilità.

Per scoprirli io e un folto gruppo di avventurieri abbiamo percorso un tour serale tra i luoghi della street art milanese, sorprendendoci nel trovare opere interessanti dove meno potevamo pensare.
Avevamo una guida d’eccezione – KayOne -, un pulmino, dodici strati di vestiti per combattere la glacial umidità e una voglia crescente di giungere all’ultima tappa per constatare l’esistenza di questi tanto vociferati “salatini” che andavano oltre la nostra immaginazione.

 

Io li ho visti.
Io li ho assaggiati.
E io ora vi dirò come sono: vi racconterò la vera Fonzies al cioccolato experience, con uno slancio che manco Indiana Jones nel tempio maledetto.

Apro il sacchetto: un forte aroma di cioccolato mi invade il naso. È al latte e caramello, quindi assai dolce.
La curiosità aumenta.

Ne afferro uno tre le dita e lo osservo a 360 gradi: ha la forma bitorzoluta di un fonzies ma è più spesso. Il “Se non ti lecchi le dita godo solo a metà” rimane, perché sui polpastrelli rimane una leggera patina cioccolatosa che… Oh, vorrai mica lasciare lì?

Assaggio.
Il Fonzies è croccante, la sua anima non è stata intaccata: il mais scrocchia sotto i denti ma, attenzione, il sapore di formaggio è molto ridotto. Si sente ma è sopraffatto dal caramello, tutto sommato in modo equilibrato. Verso la fine si sente un pizzico di sale, e questa è la parte che mi piace di più (veneriamo tutti il cioccolato salato!).

Livello di pesantezza? Per i miei regali standard non è eccessivo: si tratta pur sempre di un salatino ricoperto di cioccolato ma pensavo che al primo sacchetto mi sarei accasciata al suolo. No, c’è qualcosa che dà assuefazione e che spinge a continuare, proseguire, insistere.

Sapete quando avete bisogno di qualcosa di estremamente goloso per riprendervi dopo una giornata assurda? Credo che abbiano inventato i Fonzies Choco apposta per questo.

Sono un’esperienza da provare almeno una volta: ardita e inconsueta, ma così potrete vantarvi presso i vostri amici e dire “Io l’ho fatto“.
Morale della fiaba: sono tornata a casa con una cassa gialla/marrone piena di sacchettini. Se bussate alla mia porta posso organizzare un test d’assaggio – e io non vedrei l’ora di vedere le vostre reazioni!

The Royal Frappuccino

Posted on 4 aprile 2012 by in America, Junk Food (ma sempre regale), The Royal Comfort Food

Faccio fatica a credere nelle sirene, ma quando si tratta di quella di Starbucks ogni dubbio crolla: lei è una certezza.

Oh sì, questa saccheggiatrice di frigoriferi ha una predilezione per la catena di caffetterie americana, tanto da cercarla in ogni luogo, città o paesello all’estero con una tenacia incredibile: riuscissi a stare a dieta con la stessa forza di volontà, sarei Miranda Kerr.

Starbucks è legato a molti ricordi e più volte è stata un’ancora di salvezza, un rifugio, un posto famigliare in cui abbarbiccarsi tenacemente: ritrovare ovunque gli stessi sapori è una sicurezza psicologica, soprattutto per una come me, così legata al senso del gusto.

Sono stata introdotta ai sacri segreti di Starbucks durante un viaggio studio a Madrid, da una compagna di classe esperta grazie a una sua esperienza in America, e la prima cosa che ho assaggiato è stato proprio il frappuccino, una via di mezzo tra uno shake e un cappuccino, assolutamente insano e calorico ma dal sapore che crea dipendenza, ghiacciato che è un piacere, fedele compagno di relax.

Da lì, da quello store che era situato vicino al Prado (che tristezza quando son tornata e ho scoperto che era stato chiuso!), sono seguite una serie innumerevole di prove e test per giungere a quello che ritengo il Royal Frappuccino, ovvero il mio preferito in assoluto, nonché quello che consiglio a tutti coloro che si avvicinano alla catena americana per le prime volte. (altro…)

L’Haagen Dazs Pralines and Cream

Posted on 21 marzo 2012 by in Dolci, Junk Food (ma sempre regale), The Royal Comfort Food

La scena è questa, e si è ripetuta molte volte: quattro ragazze che, nell’oscurità di una stanza, fissano un televisore su cui passano le immagini della trilogia del Signore degli Anelli. Sono avvolte in un plaid e tra le mani tengono la coppa della vittoria usando un cucchiaio come scettro decisionale.
E se voi già immaginate che quelle persone siano la regina Elisabetta con la sorella e due amiche no, siete fuori strada.
Qui si parla della sottoscritta e di una delle sue ossessioni alimentari: l’Haagen Dazs.

Haaaaaageeeeeen Daaaaazs!
Il miglior gelato confezionato sulla piazza, oh mangiatori!
Un trofeo di golosità!
Una risposta a molte domande: giornata pesante? Haagen Dazs!
Casini sul lavoro? Haagen Dazs!
Siete più litigiosi di Attila? Haagen Dazs!
Volete dimagrire? No, ok, Haagen Dazs non è la risposta, ma con quale cuore posso dirvi “Minestrone”?

Il mio preferito in assoluto? Pralines and cream.
Descriviamolo, per il vostro diletto.
Togliete il barattolo dal freezer e lasciatelo dieci minuti a scongelare, fissandolo come se aveste lo sguardo incendiario di Ciclope (quello di X Men, capito?).
Levate il coperchio, eliminate la pellicola, immergete il cucchiaio (e si badi bene: cucchiaio, non cucchiaino, che non renderebbe giustizia) e sollevate una porzione generosa di gelato, strappatela dal resto, conquistatela e assaggiatela. (altro…)

Il burro di arachidi Skippy Super Crunchy

Posted on 7 marzo 2012 by in America, Junk Food (ma sempre regale), The Royal Comfort Food

Non c’è niente da fare: talvolta la nostra mente non resiste, il nostro animo ne ha bisogno e persino il cuore – che un po’ ne risente – dice “Ma sì, vai!“, e così ci appropinquiamo verso la dispensa, ne apriamo entrambi gli sportelli contemporaneamente e, mentre in testa risuona una musica di guerra, tra Il Gladiatore e 300, ci impossessiamo di lui. Del junk food, cibo consolatorio per eccellenza.

Moderne Bridget Jones, accasciate sul divano con il vostro film preferito, la Nutella da una parte e la birra da un’altra (lo so, combinazione tremenda!), e voi, amici del cibo feticcio, sapete di cosa parlo, e conoscete bene il morboso attaccamento che si instaura a un cibo nel momento del bisogno.

Io sono un po’ la regina di tal processo, colei che lo capisce assai bene e che non riesce a interrompere il circolo (soprattutto perchè no, non lo vuole interrompere, diciamolo).

Quindi oggi la sottoscritta vi parlerà di uno di quei junk food per eccellenza che provengono dall’America e che, nello specifico, sono giunti in terre bolognesi/milanesi nella mia già assai stipata valigia: il burro di arachidi Skippy Super Crunchy. (altro…)

Gli hotdog norvegesi

Posted on 9 febbraio 2012 by in Junk Food (ma sempre regale), Norvegia, The Royal Comfort Food

Per oggi la vostra mangiatrice da combattimento si trasferisce nel Nord Europa con un consiglio coraggioso e forse controverso.

In Norvegia vi aspettereste infatti di mangiare sempre e solo pesce, tra badilate di salmone, merluzzo, granchi e, ebbene sì, balena (che si trova soprattutto nelle zone più remote, come le isole Lofoten).
Mai e poi mai pensereste che, in questa terra deliziosamente fredda/fresca/tiepida (ma calda no, proprio no) uno dei cibi che si trova con maggiore frequenza è l’hot dog.

Sarà perchè il costo medio annuale procapite della vita equivale all’intero fatturato dell’Andorra, ma gustare frutti di mare e filetti appena tranciati ogni giorno ha un costo esorbitante.
Sapete quando dicono “Il Giappone è assai dispendioso” e voi sapete benissimo che in realtà non è esattamente così (e se non lo sapete ve lo assicuro io, ma questa è un’altra storia. Se volete ve la spiego)? Ecco, la Norvegia è cara, e punto. Senza se e senza ma. Pagherete tre euro e cinquanta una bottiglietta d’acqua. Al supermercato.
Ci siamo intesi?

Ecco, quindi una validissima alternativa sono questi hot dog.
E no, non fate “sgrunt“! Mica sono normali, mica sono quelli piccini picciò che si trovano da noi, e saziano molto più di quelli americani. Inoltre ne sarete alquanto assuefatti, e vi spiego subito perchè. (altro…)