17 November 2017
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La colazione di V3Raw (Milano)

Posted on 30 novembre 2016 by in Lombardia, Milano, The Royal Comfort Food

v3raw2C’è solo un posto a Milano che è riuscito a farmi alzare prima del solito in un giorno feriale per permettermi di godere della sua colazione ed ha mutato in felicità il mio proverbiale malumore mattutino (o grumpiness, per dirla come un famoso gatto): il V3Raw di Porta Venezia.

Amiche e amici che avete visto quanto posso essere insopportabile di prima mattina, gridate al miracolo!v3raw4Com’è potuto accadere? Ora ve lo spiego.
Il V3Raw è un locale che nasce per andare incontro a delle specifiche esigenze delle persone, soprattutto sportivi ma non solo.
Il loro menù è costruito per soddisfare i bisogni del palato e del fisico, regalando preziosi nutrienti tramite ricette bilanciate e specialità ormai imperdibili come il golden milk (di cui si sente sempre più parlare, giustamente).
v3raw3Chi pratica specifici sport (corsa, crossfit, yoga, e così via) potrà trovare delizie pensate apposta per fornire il giusto quantitativo di energie e vitamine, così come chi cerca un posto in cui ricaricarsi, rilassarsi, lavoricchiare potrà beneficiare di altrettante specialità.

Anche la colonna sonora, che cambia a seconda dei momenti della giornata, e l’arredamento sono pensati per metter a proprio agio e ricaricare gli avventori.v3raw1Oltre al citato golden milk (latte e curcuma, delizioso!), bisogna per forza provare i toast, gli yogurt e il loro caffè filtrato, dal sapore così distintivo da rimanere ben impresso nella memoria.
Torniamo però agli yogurt, i miei preferiti: io lo scelgo sempre parzialmente scremato, ma hanno anche quello intero e di soia, e la mia versione preferita è quella stagionale con composta di castagne, mandorle e uvetta. Fondamentalmente una coppetta di energia e delizia che, in combo col caffè, ha fatto sì che il mio animo venisse placato e coccolato. Che impresa!

Caso vuole che sia pure vicino al mio centro yoga (ciao, la vostra regal divoratrice fa yoga. Lo so, anche questo è uno shock) quindi è perfetto per quei sabato mattina in cui ho voglia e bisogno di nutrienti.

Due ultimi dettagli che vi potrebbero essere utili: c’è grande attenzione a vegetariani/vegani e ogni piatto ha espresso il numero di calorie. Per molti il V3Raw sarà quindi un piccolo paradiso.

Dove
V3Raw
Via Spallanzani (angolo viale Regina Giovanna)
Milano

L’astice alla fiamma di Bento (Milano)

Posted on 28 novembre 2016 by in Etnicità diffusa, Lombardia, Milano

bento1Ormai sono convinta che tutti coloro che inneggiano al “Mai ‘na gioia” come massima di vita non conoscono la felicità provocata dal prendere posto a una tavola, dall’assaggio di un nuovo piatto e dalla degustazione di una pietanza. Tali fattori, se congegnati alla perfezione, sanno ispirare grandi sorrisi e portare soddisfazioni.

Poveri tapini, non sapete da dove iniziare? D’accordo, vi guido io verso un luogo ricco di pace dei sensi, dove potrete abbandonare i luoghi comuni e abbracciare l’entusiasmo: il Bento di Milano.bento2È un luogo fidatissimo, badate, che dal 2004 propone cucina giapponese a quelli che un tempo erano precursori e ora sono estimatori, appassionati e ricercatori di alta qualità, e che qualche mese fa è stato totalmente rinnovato grazie al nuovo interior designer diventando ancor più accogliente: fuori regnava la pioggia e il grigio, dentro la tranquillità e il calore – anche del personale, persone gentili e sinceramente appassionate.bento4Quindi, cosa potreste mai mangiare al Bento? Io lo dico subito: azzardate. Non puntate ai grandi classici, andate un po’ oltre e lasciatevi ispirare da combinazioni audaci e proposte inedite, che mica vi capita spesso di trovare un gunkan con salmone e uovo di quaglia crudo o un gambero rosso con un tocco di olio di tartufo, no?bento5Però spingiamoci più in là, proviamo il brivido del pesce abbinato al dolce e ordiniamo l’astice alla fiamma: mousse di avocado e lime incontrano tobiko e astice su cui è stata gentilmente posata una meringa che viene allegramente bruciacchiata direttamente davanti ai vostri deliziati occhi. La forchetta dovrà solo immergersi tra tutte le componenti e portarle alla bocca. Non potrete o saprete dimenticarlo.bento6Eccessivo, dite, per i vostri palati? Allora puntate a una Sa-Viche, ovvero salmone, branzino, capasanta e gambero marinati con lime, coriandolo, avocado, pomodorini e ikura, un’esplosione di freschezza perfettamente realizzata.bento3Per ottenere il massimo risultato ordinate o fatevi consigliare una bottiglia (o un calice, per sete moderata) di uno dei vini in carta, poi concludete con un dolcino e caffè.

Sarete satolli, e allora sentirete emergere la tanto sospirata e invocata gioia.
E se ciò non accade, significa che non siete stati abbastanza arditi quindi adottate la mia soluzione preferita: ripetete da capo.

Dove
Bento Sushi
Corso Garibaldi 104
Milano
Tel. 026598075

Di cose buone e storie belle: la Frutta del Conte

Posted on 21 novembre 2016 by in La regal dispensa, The Royal Comfort Food

la-frutta-del-conte-2

Qualche settimana fa mi sono svegliata in quella che un po’ considero la “mia camera” a Torino, un posto in cui ho il privilegio di rilassarmi di tanto in tanto da quasi un decennio. Sorseggiando il caffè ho controllato le email e mi sono soffermata su quella di Stefania, giunta a sorpresa e altrettanto stupefacente: non era solo una presentazione della propria azienda ma anche un racconto a cuore aperto della propria realtà. E, trovandomi appunto in una città a me cara, l’ho sentita in modo particolare.
la-frutta-del-conteLa Frutta del Conte nasce dall’incontro di due ragazze, Stefania e Anna, nella città di Verona. La prima vive in Sicilia e la seconda a Ferrara ma sono rimaste grandi amiche, tanto da imbarcarsi in un’avventura che trova solide radici nell’esperienza nell’agricoltura della famiglia di Stefania, imprenditori tenaci. Il legame con la propria terra natia è uno degli elementi più emozionanti del racconto, fatto di carezze che profumano di limoni e arance.

Fondare e portare avanti questo progetto non è facile, e non per la distanza tra le due amiche: ci sono pregiudizi, ostacoli e l’essere donne, ahimé, non aiuta. Però loro vanno avanti, facendosi forza e trasmettendo una grandiosa passione.

la-frutta-del-conte-3Sul sito si possono scoprire più informazioni sull’azienda e, soprattutto, acquistarne i prodotti: frutta fresca e marmellate. Ed è proprio vero che i limoni hanno un profumo divino e che si possono mangiare a morsi, così come i mandarini possiedono una buccia spessa e dolce che lascia un delicato olio sulle dita.
La marmellata di arancia e zenzero è dolce, delicata, mentre quella di limoni regala una scossa di sapore intenso e soddisfacente, come se avessero racchiuso un’alba primaverile in un barattolino (ed è appunto la mia preferita).

Sapete, si parla tanto di storytelling: tante aziende provano a sfruttarlo, ma poche ci riescono. La Frutta del Conte ne è stato un eccellente esempio, e io vi invito a scoprirla meglio e assaggiarne le specialità, certa che non ne rimarrete delusi.

I 5 consigli “food” del rientro

Posted on 28 settembre 2016 by in La Regal Assaggiatrice

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L’aperitivo de Il Bar della Rinascente

E così, dopo solo due giorni dal rientro a Milano, nel mio cervello è scattato qualcosa. Più precisamente si è accesa l’insegna del “E mò basta!“, con tanto di campanellini e luci a intermittenza in stile circo.

Basta a che? Al troppo che stroppia, al chi troppo vuole nulla stringe, all’eccesso di informazioni, comunicazioni, situazioni, al logoro e noioso che spesso invade senza chiedere permesso.

Sì, il viaggio in Cina ha prodotto effetti di un certo grado – provate l’ebbrezza di rimanere consapevolmente senza internet (la gioia!) e senza comodità (ciao acqua corrente) per qualche giorno e mi saprete dire – che mi hanno condotta al voler puntare su meno e meglio. Sconvolgente e necessario.
Giacché diverse faccende e vicende stavano contaminando proprio ciò che mi piace più al mondo – mangiare – ho preso dei provvedimenti, cinque piccoli escamotage per togliere, levare, respirare, che il mondo digital sa essere tanto gioioso quanto opprimente, soprattutto se preso a dosi massicce. Li condivido con voi, amici della dispensa. Metti mai che siano davvero utili:

1) Newsletter: “Unsubscribe” di massa
Che siano o no a tema “food”, c’è niente di più fastidioso delle newsletter che “parlano” a una massa indistinta e a cui non ricordate nemmeno di esservi iscritti.
Ho usato unroll.me per una prima scrematura e continuo ogni giorno nella rimozione spietata. Non ne sentirò la mancanza e il non dover perdere tempo mi rallegra;

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L’aperitivo di oTTo

2) gli Eventi
Qui applico una regola (o tegola, come suggerisce il correttore automatico) generale: se un’occasione si chiama proprio “evento” probabilmente non mi interessa.
Si tratta di una cena? Chiamala cena! Presentazione? Scrivi presentazione! Aperitivo, blog tour, conferenza stampa, scampagnata, raduno, ritrovo, spaghettata di mezzanotte, corso, lezione, olimpiade? Dillo!
Inoltre, con le dovute eccezioni, basta “showcooking”. Posso assicurare che non cucinerò mai nulla che ho visto preparare da uno chef magari estremamente capace (cosa che io non sono) che magari preferire conoscere meglio tramite due chiacchiere.
Infine se un “evento” dura più di due ore senza un motivo valido io lo chiamo “rapimento”.
Meglio una cena con gli amici.

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La meravigliosa tavola di @TheFoodorialist

3) Più posti del cuore, per favore
Diamo uno stop deciso alle mode passeggere anche nella ristorazione e fermiamoci, lasciamoci conquistare dai luoghi, dai sapori, dalle persone. Riscopriamo il piacere di quei posti sicuri in cui sentirsi a casa, un porto sicuro della pace dei sensi. Tipo Risoelatte, che in brevissimo tempo mi ha rapito il cuore (e di cui parlerò prestissimo, lo prometto)

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Risoelatte (Milano)

4) Il decluttering della credenza
Sto facendo un esercizio: affrontare la mia dispensa in modo metodico, cucinando e mangiando cibi per lo più strani che magari tenevo lì per occasioni speciali. Meno sprechi, meno spazio occupato, meno noie.

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Insalata di avocado, uova sode, pomodorini, taleggio e mandorle

5) Vecchie e nuove letture
Mettete dei nuovi blog nel vostro RSS reader. Rimuovete quelli senza carattere o chiusi da tempo immemore e date linfa vitale alle vostre giornate. Ultimamente io non posso più fare a meno di:
Paleo alla Milanese, nato da un esperimento positivo di Andrea, uno dei più interessanti sul tema alimentazione;
Minimoblog, dove il decluttering regna;
Foodie Meetup, con la loro freschezza e le meravigliose foto.

Sì, lo so che parlare di “rientro” a fine Settembre è un po’ fuoriluogo ma rimettere le priorità al proprio giusto posto non ha alcun limite. Soprattutto se si parla di cibo.

La regal dispensa: i salumi del Podere Cadassa

Posted on 2 agosto 2016 by in La regal dispensa

Il Podere Cadassa

Quando mi chiedono “Come mai sei così alta?” io rispondo sempre, con ironia (forse), che il merito è della mia famiglia che mi ha saggiamente nutrita a suon di prelibatezze della mia terra, l’Emilia Romagna. Ne son particolarmente orgogliosa e son certa che spiega in buona parte le mie capacità di divoratrice e terrore di ogni dispensa. Quindi quando Selecta, con cui sto conducendo un viaggio tra le sue eccellenze, mi ha presentato la nuova tappa mi son bardata di curiosità, golosità e appetito patriottico per dirigermi verso la provincia di Parma e il Podere Cadassa.

Fondato a Colorno nel 1780, nasce come spaccio di generi alimentari e diventa un punto di riferimento sia per chi cercava ristoro sia per chi bramava gli insaccati tipici della zona e, in particolare, il famoso culatello. Ci troviamo al cospetto di un’esperienza secolare e una qualità conclamata che la famiglia Bergonzi tramanda e che non può prescindere dall’area geografica.
Infatti il vero culatello di Zibello DOP viene prodotto solo nei paesi di Busseto, Polesine Parmense, Zibello, Soragna, Roccabianca, San Secondo, Sissa e, appunto, Colorno, dove troviamo inverni freddi, lunghi e nebbiosi ed estati torride ed assolate, le condizioni ottimali per la preparazione del salume.

Il Podere Cadassa

Ogni anno ne vengono prodotti circa 7.000, lasciati stagionare in stanze ampie e umide (che potete esplorare qui, facendo attenzione all’acquolina), sottoposti a rigidi controlli e, una volta pronti, diffusi in tutta Italia e parte integrante del catalogo Selecta.

Oltre al culatello, il Podere Cadassa produce anche fiocchetto, spalla cruda di Palasone, spalla cotta di San Secondo, salame gentile, strolghino, mariola, coppa, pancetta e cotechino. Bisognerebbe stare a dieta qualche giorno, partire all’assalto e lanciarsi in una felice degustazione, considerata anche la rarità di alcuni di questi prodotti, che solo un piccolo lembo di terra può e sa produrre come si deve.

I miei assaggi hanno seguito il meteo altalenante di questa strana estate, passando dal classico e delizioso abbinamento culatello-melone a un risottino con porcini e fette di strolghino, che hanno portato molta felicità. La Food Valley emiliana non delude mai.

salume

Food & Book: il magico abbinamento

Posted on 15 luglio 2016 by in Etnicità diffusa, Son esperienze

Bookabook e DeliverooCi sono serate in cui non c’è niente di meglio del restare a casa abbracciando il divano, imbracciando un libro e sbracciandosi per accogliere il prode canguro di Deliveroo, cavaliere dall’armatura nera e verde acqua che porta l’elemento essenziale per completare il quadro perfetto: leccornie e squisitezze preparate per voi sul momento dai ristoranti che vi circondano e che no, non volete affrontare di persona.

Togliere le scarpe, indossare abiti comodi e, mentre il Canguro è sulla via, apparecchiare la tavola è uno dei miei riti prediletti degli ultimi mesi. Di solito ordino quando sono un po’ giù di morale e non c’è regal notizia che tenga: sapete che il buon cibo ha un ottimo effetto terapeutico su di me, come nemmeno una pozione magica. Ed ecco, se si aggiunge un buon libro l’incantesimo è completo.Bookabook e DeliverooSe oggi, Sabato 16 e Domenica 17 Luglio siete a Milano e avete bisogno di conforto (o anche di non accendere i fornelli, con tutto questo caldo), Deliveroo e Bookabook creano la combinazione geniale per voi che sbranate romanzi e saggi tanto quanto tutto ciò che trovate nel frigorifero: insieme al cibo vi porteranno un libro cartaceo.
Mettiamo caso che nel weekend abbandoniate il capoluogo lombardo: fino al 28 Luglio riceverete un buono per un ebook (dopotutto chi non ha un ereader a portata di mano?).

Bookabook è il crowdfunding della letteratura: scrittori emergenti propongono i propri scritti e, se ritenuti validi, questi diventano oggetto di una raccolta fondi online per la pubblicazione e distribuzione. Sfogliando il catalogo si trovano tanti generi e titoli accattivanti, nonché affascinanti biografie di questi autori.

Privilegiata dalla possibilità di scelta ho puntato su “Io ti ho visto” di Giovanna Pittaluga perché è ambientato a Torino (se io adoro, si sa) ed è un giallo. Sfidata su un abbinamento, ho giocato sul colore e ordinato tramite Deliveroo da Al Noor (fidata rosticceria indiana) tutto ciò che di giallo potessi trovare: riso al limone, pollo al curry, cavolfiori e patate saltati. Alla fine ho ottenuto uno spettro di tonalità interessanti da mangiare con gli occhi, iniziando a leggere proprio mentre le spezie si avvicendavano nel mio palato.
Bookabook e DeliverooDoppiamente sollecitate, sinapsi e papille sono state molto felici e i pensieri negativi soppressi da quintali di curry e una sferzata di mistero torinese.
Consigliato a tutti in quantità ingenti.

The Botanical Club (Milano)

Posted on 13 giugno 2016 by in Bar, In alto i calici, Lombardia, Milano

TheBotanicalClub1Del rinnovamento totale del quartiere Isola di Milano si parla molto, nel bene (più sicurezza, vita, ordine) e nel male (affitti mostruosi, massiccia gentrification, chiusura delle botteghe storiche). In ogni caso, un cambiamento era necessario: ricordo che anni fa, appena giunta in città, ho partecipato a una cena in uno dei ristoranti della zona e quando è giunto il momento di tornare a casa e ho espresso l’intenzione di prendere la metro son stata prontamente reguardita con un “Vuoi rischiare la vita?“. Giusto per rendere l’idea.

Ora ci si può passeggiare amabilmente e scoprire le vivaci piazze, i bellissimi palazzi e la sorprendente offerta di locali per ogni gusto. E visto che il mio ricerca spesso cocktail degni di un alchimista ho dovuto provare il The Botanical Club.
TheBotanicalClub2L’arte del gin, sottovalutato elisir dalle migliaia sfumature e interpretazioni, si è finalmente insinuata anche in Italia e, come spesso accade, è Milano che se ne fa portavoce.
Il Botanical Club è un bel locale dalle luci soffuse in cui si respira aria di Manhattan e party fashion, internazionale e charmant. Che scegliate i tavolini all’aperto o all’interno, potrete sorseggiare pregiati e talvolta rari gin d’importazione, lodando la termine del proibizionismo e concedendovi di sperimentare le perfette combinazioni tra toniche e alcool, laddove la ricerca del proprio gin ideale è ormai uno status quo.

Una carta ricca e allettante viene ancor più resa interessante da un gin distillato proprio dal The Botanical Club e accompagnato dalla propria branded tonic che permette un’esperienza unica e promette di affezionare.
Lo provo in una serata di lunghe chiacchiere, apprezzando l’atmosfera cosmopolita, la simpatia del personale, le decine di bottiglie accuratamente etichettate disposte sulle mensole e la bottiglia d’acqua sempre offerta al tavolo per non confondere la sete con il piacere di una degustazione.

TheBotanicalClub3Il gin è fatto di ricette segrete e ignoti equilibri quindi mi risulta simpatico, e The Botanical Club ne diventa un ottimo rappresentante e rifugio per gli estimatori.
Anche il menù della cena pareva curioso: non ho avuto occasione di sperimentarlo ma il buon bere mi invoglia a farlo.

Dove
The Botanical Club
Via Pastrengo 11
Milano
Tel. 02 3652 3846

Il gelato al pistacchio di Mara dei Boschi (Torino)

Posted on 27 maggio 2016 by in Dolci, Piemonte, Torino

Il gelato al pistacchio di Mara dei Boschi (Torino)

 

 

Poi mi spiegherete perché io, che son di Bologna e da diversi anni vivo a Milano, senta una misteriosa e continua e irresistibile forza che mi attrae verso Torino, città incrociata per caso in cui mi sento a casa. No, davvero, rivelatemelo: ne parlo ciclicamente ma non ne sono ancora venuta a capo.

Parte del mio cuore è disperso tra il lungo Po e i suoi Murazzi, le piazze, i portici e le stradine del centro, il parco del Valentino, la stazione di Porta Susa, quella di Porta Nuova e i colli, per non parlare dei ristoranti, caffè, gastronomie, mercati e bistrot che, ovviamente, occupano un posto ancor più speciale nei miei affetti.
Quindi potete immaginare la gioia provata nel riuscire ad assaggiare, dopo diversi sospirati ma fallimentari tentativi, il decantato gelato di Mara dei Boschi.

Come avevo raccontato, il laboratorio non solo sorge di fianco a Orso, dove si sorseggiano ottimi caffè, ma è collegato tramite una porta interna. Quindi potete apprezzare non una ma ben due delizie compiendo circa 5 passi – il che è un record.
Il gelato al pistacchio di Mara dei Boschi (Torino)

Sono entrata in gelateria provando emozione e reverenza, scrutando i gusti scritti sul muro nero con i gessetti e prendendo un’ardua decisione.
Ho scelto la mandorla con marmellata d’albicocche e il gianduia, ma sul terzo gusto ho chiesto un diretto consiglio. “Pistacchio?“. Ok.

E ora mi domando: perché non mi avevate mai parlato del gelato al pistacchio di Mara dei Boschi?
Volevate tenerlo segreto, tutto per voi?
È buono, ma tanto, con quella consistenza perfetta, la dolcezza appena accennata, il sapore di pistacchio più che intenso e i suoi frammenti croccanti sparsi qua e là. Un piacere in coppetta, cono o vaschetta che lascia enorme soddisfazione e rende felici, uno sfizio da concedersi più volte in ogni stagione dell’anno, un vizio prezioso.

Quindi ancor più beati voi, che gravitate in quel di Torino e che avete questo privilegio.
Diventerà facilmente una delle vostre gelaterie preferite.

Mara dei Boschi
Via Claudio Luigi Berthollet 30
Torino
Tel. 011 076 9557

Io, Amica di Frigo

Posted on 19 maggio 2016 by in Gluten free, Regali ricettine

alcenero3Inizierò con una domanda retorica: avete mai visto “Holly e Benji“? Ovviamente sì, vero?
Avete presente quando nella prima puntata Holly (o Tsubasa, per gli amici filo-giapponesi) viene salvato da un incidente stradale da un pallone da calcio e questo diventa il suo migliore amico? Ecco, se un oggetto può assumere questo ruolo io sono pronta ad affermare che il mio è il frigorifero.

Non mi ha mai delusa, non si è offeso quando l’ho lasciato vuoto per mesi e potevi sentirci l’eco ed è un ottimo consolatore.
Abbracciatelo più spesso e ringraziatelo per la sua esistenza, su. Fatto? Bene.alcenero1Detto questo, qualche tempo fa mi ha scritto un’azienda che mi piace tantissimo e di cui già conoscevo molto bene storia (visto che è dell’Emilia Romagna come me) e prodotti: Alce Nero.
A molti verranno in mente gli eccellenti biscotti o le strepitose marmellate, ma c’è molto di più ed è tutto collegato dal concetto di “biologico”. Vi basterebbe aprire un barattolo di pelati e lasciare il loro profumo invadere casa per capire: sanno di sole e di buono, genuino, concreto. Potete immaginare la generosità della terra da cui provengono e l’autenticità dei valori sostenuti.

alcenero2Ecco, Alce Nero mi ha proprio chiesto se fossi un’Amica di Frigo e io ho risposto con un entusiasta “Certo che sì!“.
Così, in men che non si dica, mi son trovata a preparare alcune delle ricette vegetariane ideate dallo chef Simone Salvini.

alcenero4Ammollando lenticchie, versando fili di uno straordinario olio d’oliva, tagliando carote, frantumando nocciole, cuocendo pasta gluten free, aprendo barattoli, soffriggendo sedano, saltando porri, mescolando salse, grattugiando scorze di limone, dosando sale e aggiungendo erbe aromatiche ho realizzato due piatti – una pasta con salsa di pomodoro e limone sormontata da nocciole e un ragù di lenticchie – che mi hanno insegnato tre cose:
1) un tocco di limone in ricette simili e, soprattutto, nel sugo della pasta fa subito estate;
2) persino io posso preparare dei manicaretti buoni da farmi commuovere (e che soddisfazione!);
3) con Alce Nero si va più che sul sicuro, anzi, e la loro gamma è sempre più ampia e interessante. È un marchio che ama raccontarsi e da cui si può addirittura imparare (e non solo le ricette).

alcenero5Se volete cimentarvi anche voi trovate queste e molte altre video-ricette online, pronte all’uso e adatte a ogni gusto e a chi desidera concedersi un’alimentazione sana, nutriente. Più che detox, una coccola consapevole.
Spero vi divertiate tanto quanto me!

La Salsamenteria dei Monti Parioli (Roma)

Posted on 11 maggio 2016 by in In alto i calici, Roma

Salsamenteria1E se quando a Milano chiedi “Dove andiamo a fare l’aperitivo?” hai l’imbarazzo della scelta, nel momento in cui sei a Roma inizi a far fatica. Dopotutto lo sappiamo che l’happy hour è un concetto molto lombardo e che nella capitale i ritmi sono particolarmente diversi, ma non disperiamo: anche qua ci sono eccellenti soluzioni. Potranno anche non essere altrettanto mondane ma guardiamo alla soddisfazione del palato prima di tutto.

Prima meta: la Salsamenteria dei Monti Parioli. Inerpicatevi in questa zona disseminata di pregevoli villette e magnifici palazzi per raggiungere la bottega di Roberto Mangione, proprietario/patrono di questa istituzione locale che attrae e fa parlare per la incredibile selezione di champagne (più di 300) e di golosità gastronomiche. Ci trovate solo l’eccellenza fatta salume, formaggio o delizia giunta da ogni angolo del mondo, come le acciughe spagnole e il burro salato francese, nonché la miglior mortadella che io abbia mai assaggiato (e, essendo bolognese, ho gran voce in capitolo!).Salsamenteria2Dato che non chiude molto tardi e i posti son pochi vi suggerisco di andarci presto, accomodarvi e lasciarvi guidare in un viaggio sorprendente: scoprirete cos’è veramente la bresaola, lo speck vi si scioglierà in bocca, apprezzerete la morbidezza del prosciutto, vedrete diverse divinità con le fette di cecina spagnola e impazzirete per il carpaccio marinato. Poi scaglie di castelmagno, fette di formadi frant, distese di stilton contribuiranno a rendervi ancor più felici, mentre calici di champagne contribuiranno a esaltare un aperitivo che surclassa qualsiasi cena vi aspetti.

Più che una gastronomia, la Salsamenteria è un caveau pieno di ricchezze, e potrete andarci a qualsiasi ora per scoprire pian piano tutte le sue incredibili prodezze.
Giusto un accorgimento: tal qualità si paga, quindi siate morigerati. O, almeno, provateci.Salsamenteria3Dove
La Salsamenteria dei Monti Parioli
Via dei Monti Parioli 31
Roma
Tel. 06 3211 1318