18 August 2017
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Gli hotdog norvegesi

Posted on 9 febbraio 2012 by in Junk Food (ma sempre regale), Norvegia, The Royal Comfort Food

Per oggi la vostra mangiatrice da combattimento si trasferisce nel Nord Europa con un consiglio coraggioso e forse controverso.

In Norvegia vi aspettereste infatti di mangiare sempre e solo pesce, tra badilate di salmone, merluzzo, granchi e, ebbene sì, balena (che si trova soprattutto nelle zone più remote, come le isole Lofoten).
Mai e poi mai pensereste che, in questa terra deliziosamente fredda/fresca/tiepida (ma calda no, proprio no) uno dei cibi che si trova con maggiore frequenza è l’hot dog.

Sarà perchè il costo medio annuale procapite della vita equivale all’intero fatturato dell’Andorra, ma gustare frutti di mare e filetti appena tranciati ogni giorno ha un costo esorbitante.
Sapete quando dicono “Il Giappone è assai dispendioso” e voi sapete benissimo che in realtà non è esattamente così (e se non lo sapete ve lo assicuro io, ma questa è un’altra storia. Se volete ve la spiego)? Ecco, la Norvegia è cara, e punto. Senza se e senza ma. Pagherete tre euro e cinquanta una bottiglietta d’acqua. Al supermercato.
Ci siamo intesi?

Ecco, quindi una validissima alternativa sono questi hot dog.
E no, non fate “sgrunt“! Mica sono normali, mica sono quelli piccini picciò che si trovano da noi, e saziano molto più di quelli americani. Inoltre ne sarete alquanto assuefatti, e vi spiego subito perchè.

Avete presente la puntata dei Simpson in cui Homer dice a Bart “Imburra la pancetta! Impancetta la salsiccia!“, e lui risponde “Papà, ho male al cuore“? L’effetto che questa strana specialità che la sottoscritta ha trovato solo in Norvegia è proprio questo: le vostre vene si ostruiranno preventivamente, così, per simpatia, non appena i vostri occhi si poseranno su… un hotdog con wurstel avvolto nel bacon.

… eeeh? Oh regal assaggiatrice, ma ci sei impazzita?“.
Assolutamente no: li troverete ovunque, da Oslo a Trondheim, negli autogrill o nei 7/11, nei baretti o nelle rosticcerie, e io voglio solo avvertirvi e invitarvi a provarli. E’ un’esperienza assolutamente insana, ma vogliamo parlare dell’estrema soddisfazione, della pancetta scrocchiante, del pane morbido, di quanto vi sentirete sazi, contenti, e sarete pronti ad affrontare altri mille mila chilometri in auto tra lande deserte, o una bella passeggiata a Oslo con una temperatura che “rigida” è un eufemismo?

Come direbbe la divina Vulvia: “Non lo sapevate? Sapevatelo!“.
Buon viaggio in Norvegia, e preparatevi psicologicamente.

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