22 June 2017
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La regal débâcle: la fiorentina di Barberino

Posted on 8 novembre 2011 by in La Regal Débâcle, Secondi Piatti, Toscana

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Magari vi siete fatti la convinzione che la vostra assaggiatrice regale non sbagli mai.
Qual errore!
Una vita di delizie e gusto ha visto anche momenti di tragiche cadute, situazioni insostenibili, pasti da incubo in cui ci sarebbe stato il bisogno di Gordon Ramsey, quindi inauguro la categoria “La Regal Débâcle“.
Per diletto e per farvi sorridere vorrei raccontarvi la mia più grande e forse celebre sventura. Celebre perchè io e i quattro amici commensali non smettiamo ancora di parlarne per quanto è stata clamorosa!

Non dirò il nome del ristorante incriminato perchè questo terrore è accaduto qualche anno fa, e spero che nel mentre la gestione sia cambiata. Lo ritengo sperabile e probabile visto che, un mese dopo la nostra avventura, su una gazzetta locale abbiamo letto gli atroci titoli: “Chiuso ‘il posto innominabile’: condizioni igieniche pessime, carne argentina avariata“. Quanta gioia!

Il misfatto si compie in quel di Barberino del Mugello, ove sorge il ristorante preferito in assoluto, in tutte le galassie e in ogni universo, della sottoscritta. Prima o poi ve ne parlerò.
Tal meravigliosa istituzione non ha posto per la fame di cinque Pantagruel, che quindi vanno all’avventura e, al grido di “Parcheggio con tanti camion? Certezza di ottimo cibo!” ci fermiamo in un ristorante a noi sconosciuto ma invaso da mastodonti su ruote. Ascoltatemi: chi di ciò è convinto si deve ricredere, e tra poco capirete perchè.

Entriamo, aspettiamo qualche minuto, una toscanaccia signora ci conduce al nostro posto e urta un tavolo rovesciando su una signora di bianco vestita un litro di vino. Sgomento. Ci immaginiamo parole di scuse, e invece le parole che escono dalla sua bocca sono: “Eh! Sporgeva!“. Poi prende e prosegue, lasciando una sventurata di scarlatto macchiata che avrebbe fatto la gioia di Dexter.
Ci accomodiamo, siamo di fronte alla finestra delle cucine, vediamo il cuoco armeggiare tra pentole e mestoli.
Siamo in cinque affamatissimi, decidiamo di abbondare con l’antipasto di crostini toscani e ordinarne sei porzioni, seguite da cinque fiorentine con patate al forno.
Arriva “IPC” (Il Povero Cameriere), un ragazzetto di diciassette anni nemmeno che segna tutto e lo porta diretto alla cucina di fronte a noi, prendendosi un sonoro rimprovero (da immaginare con accento toscano): “Oh che sei scemo? Sono cinque al tavoloh e prendono sei antipasti? Ma impara a contare!“. E chi glielo dice che noi ne volevamo proprio sei? In cinque siete, per cinque mangiate! Tenero IPC!
Crostini a dir poco mediocri, ma pensiamo “Siamo abituati ad antipasti da tavola di altri ristoranti, magari abbiamo delle aspettative troppo alte. Vediamo la ciccia“.

Certo.
Beato ottimismo.
Il cameriere inizia a fumare mentre gira qualcosa in un pentolone.
A fumare! Davanti a noi! Con la finestra aperta! Potevamo anche fargli un regale saluto, che se ne sarebbe allegramente fregato! Ho ancora i video e le fotografie di costui, girate col cellulare e mostrate a chi mi rispondeva “… non può essere!“.

Arriva la carne.
Anzi, no: il piatto di ciccia che vediamo viene posato su una credenza vicina.
Passa una cameriera, ne taglia un pezzo e se lo mangia. Uhm.
Arriva un’altra cameriera, ne taglia un altro pezzo e se lo mangia. Uhm?
Passa IPC, ne taglia l’ennesimo pezzo e se lo mangia. Ma che…?!

Ecco i nostri secondi.
Abominio: cinque piatti con cinque bestie crude sopra. Crude. Fredde, dentro e fuori. Oscene. Immangiabili.
Giungono le patate, immerse in olio orribile (“Non erano al forno?“, chiederete voi. “Eh, c’avranno avuto un forno strano“, risponderò io”).

Poi il colpo di scena, degno di un posto di tal eleganza.
Una cameriera va alla cucina brandendo un piatto delle suddette patate, le scaglia contro il cuoco e urla “Io te le faccio ingoiare ‘ste patate!“. Rumore di cocci, insulti vari ed eventuali, noi speriamo nella candid camera e intanto chiediamo cinque contenitori di plastica per portare via la carne e affidarla al cane di una delle mie amiche, perchè solo lui avrebbe potuto affrontarla. Forse.

Non parlerò del dolce solo perchè non me lo ricordo: sono rimasta traumatizzata dalla visione di un omino che, vestito di un camice insanguinato e sporco di fuliggine, a un certo punto attraversa la cucina con metà di una mucca morta su una spalla. Manco fosse stato un film splatter.

Scappiamo, terrorizzati, affamati, sconvolti e increduli.
Una vera testa coronata avrebbe ribaltato il locale: Her Majesty, perdoni codesta assaggiatrice pavida, indegna e troppo intenta nel non morir dal ridere per lo shock!

Mi assegnerei da sola il premio “Son bei momenti” della cucina italiana. Direi che me lo merito, oppure avete avuto esperienze altrettanto (o più!) angoscianti?

P.s. La foto.
Ecco, visto che le prove del disastro sono custodite in un vecchio Nokia ho dovuto mettere qualcosa che esemplificasse la catastrofe.
Vorrei solo precisare che quei bicchieri sono a casa mia. Attaccati a un muro. Oh yes.

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5 Responses to “La regal débâcle: la fiorentina di Barberino”

  1. Sara 8 novembre 2011 at 12:08 #

    Cara ti potrei raccontare un’esperienza molto simile in un luogo che, ahimè, in questi giorni fa parte della cronaca perchè trattasi di una delle Cinque Terre.
    In ogni caso veniamo attratti – affamati pure noi come leoni – da un locale che sembra bellino, con alcuni personaggi seduti ad altri tavoli… boh si va un po’ a caso! Ebbene capitiamo male.

    Veniamo fatti accomodare da una specie di strega di nero vestita con tanto di lungo capello mosso e corvino e trucco post Halloween (nonostante fosse piena estate, avrà anticipato).
    Ci sediamo perplessi e iniziamo a guardarci poco convinti… scarsa convinzione che viene ulteriormente minata dalla “cameriera” (le virgolette son d’obbligo) che strascicando i piedi per terra ci raggiunge: è una specie di emo scazzato depressa anch’ella di nero vestita e con abiti che tendono a pendere un po’ qua e un po’ là. Intuiamo ben presto esser la figlia della gentildonna che ci aveva accolti.

    Andiamo a lavarci le mani e scopriamo che il sapone non esiste così come non esiste la tavoletta del wc. Ma c’è tanto di spiegazione che citava qualcosa tipo “Vista la cafonaggine altrui non vi lamentate se state senza”. E vabbè.

    Intanto, dopo aver ordinato ormai con una discreta preoccupazione, iniziano i disordini al tavolo poco più in là! Un’allegra compagnia di 3 persone inizia ad indisporsi per l’assenza di cibo ordinato sulle proprie tavole (qualcosa tipo bruschette d’antipasto e i primi. Non era arrivato alcunchè. Inutile precisare che il tempo trascorso non era inferiore ai 30 minuti e diciamocelo… per 3 bruschette senza il pienone del locale..). Noi eravamo seduti – proprio come voi – sotto la finestra della cucina. Vediamo un uomo in tuta con grembiulaccio e l’aiuto cuoco (?) che sfumazza allegramente. Siamo sempre più turbati.

    Le lamentele al tavolo, intanto, vengono accolte con ira e sgomento dalla Signora Strega che non si capacita di come la gente PRETENDA di mangiare in orario per prendere un traghetto! “E INSOMMA SIETE IN VACANZA MA NON SIETE IN GRADO DI GODERVELA????” Noi ci guardiamo al limite dello sconforto e ci proponiamo di non commettere indelicatezze che mineranno la sicurezza alimentare dei nostri piatti.

    Tuttavia lo scontro tra tavoli diviene incandescente: la clientela decide di andarsene pagando soltanto ciò che era stato consumato (l’acqua…) e la rabbia nel personale cresce. Cresce a tal punto che il “cuoco” abbandona la cucina e raggiunge il dehor sventolando l’adirato pugno “COSA SIGNIFICA CHE VE NE ANDATE?????? E LA ROBA CHE STO PREPARANDO??? COSA NE FACCIO IO! I PRIMI SONO IN COTTURA!!!”. I signori declinano gentilmente ogni responsabilità, pagano (ricevendo un resto sbagliato) e se ne vanno. Noi invece, rimasti, continuiamo a sentire gli sproloqui che giungono dai gestori “EH MA SI FA COSì?? MA NON CI VENISSERO IN VACANZA SE NON HANNO TEMPO! EHHH MA INSOMMA!!”. E così nonostante le facce turbate della rimanente clientela.

    Infine la nostra roba è arrivata, non era malaccio visti i presupposti, ma ce ne siamo andati sconvolti!

  2. deadmanwriting 8 novembre 2011 at 12:31 #

    Pics or it didn't happen!

    • Sybelle 8 novembre 2011 at 12:36 #

      Riaccenderò dopo anni il mio Nokia, allora.

  3. Monni 8 novembre 2011 at 22:19 #

    Aahhahah sii ma era il cuoco che fumava! L'immagine della sigaretta a fior di labbra con il pezzettone di cenere pronto a cadere in uno dei piatti da un momento all'altro non me la dimenticherò mai!!
    Ed hai saltato tutta la parte della rissa tra cuoco ed aiuto cuoco e dei mestoli volanti… altro momento memorabile dell'insolita "scorpacciata" 😀


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  1. La regal Débâcle: il ristorante cinese in Stazione Centrale (Milano) | The Royal Taster - 1 marzo 2013

    […] la famosa fiorentina e la pessima cena di Groupon , questa volta andiamo […]

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